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Quando l'amore ti brucia l'anima fai spazio all'immaginazione

 

 

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 UN'ALTRA BELLEZZA. FRANCESCO FURINI

Post n°847 pubblicato il 19 Gennaio 2008 da bippy

Ho letto una recensione su questo pittore che mi ha incuriosito,non lo conoscevo e quindi oltre alle note biogfrafiche raccolte  in rete e il calendario della mostra a Firenze, ho scelto alcuni suoi quadri, che hanno qualcosa di struggente, è vero, di malinconico...forse la mia percezione è legata a uno stato d'animo attuale ma ci vedo queste note  tristi, nonostante la tenerezza dei corpi, nell'espressione dei visi ingenui  nei confronti delle forze oscure che sono rappresentate dal buio attorno...

Firenze - Palazzo Pitti, Museo degli argenti
dal 22 dicembre 2007 al 27 aprile 2008
 
 Visse solo 43 anni Francesco Furini (1603-1646), letterato, pittore, accademico, prete a trent'anni, artista di spicco nella Firenze granducale da Cosimo II a Ferdinando II, ammirato da Galileo Galilei, autore di sensuali nudi e mirabolanti rapresentazioni classiche che lo collocano ben al di sopra delle questioni legate al '600 fiorentino, di cui comunque è parte. La prima monografica dedicata all'artista - dopo la celebre esposizione di Palazzo Strozzi che vent'anni fa fece scoprire ai più il Seicento fiorentino - espone trentotto dipinti provenienti dai più importanti musei italiani del mondo, presentati lungo un percorso che muove dal quartiere estivo dei Medici affrescato fra il 1639 e il 1642, dal Furini con "L'Accademia platonica di Careggi" e "L'allegoria della morte di Lorenzo il Magnifico".
L'adesione totale all'ideale classico, coltivata negli anni della formazione romana e attraverso lo studio della statuaria antica, anche dalle collezioni medicee, si focalizza nella "summa" delle rappresentazioni del nudo, specificamente femminile, un amore che varrà al Furini critiche moraleggianti. E sono le sue Maddalene penitenti, pervase da una sensualità moderna, rotonde e morbide, e pur dolenti e inquiete, lontane dalla carnalità di un Tiziano o dalla rubizza opulenza di un Rubens. Oppure la bellissima "Andromeda", e quelle schiene classiche, o "Le tre grazie", livide e inquiete.
 (fonte web)

 
 
 
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poi, piano piano, diventa giovane. Ringiovanire significa,
secondo me, eliminare.
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