Post n°1132 pubblicato il 10 Settembre 2008 da bippy
Il Sociale e l'Antisociale
Sono un tipo antisociale, non m'importa mai di niente, non m'importa dei giudizi della gente. Odio in modo naturale ogni ipocrisia morale, odio guerre ed armamenti in generale. Odio il gusto del retorico, il miracolo economico il valore permanente e duraturo, radio a premi, caroselli, T.V., cine, radio, rallies, frigo ed auto non c'è "Ford nel mio futuro"!
E voi bimbe sognatrici della vita delle attrici, attenzione da me state alla lontana: non mi piace esser per bene, far la faccia che conviene poi alla fine sono sempre senza grana...
Odio la vita moderna fatta a scandali e cambiali, i rumori, gli impegnati intellettuali. odio i fusti carrozzati dalle spider incantati coi vestiti e le camicie tutte uguali che non sanno che parlare di automobili e di moda, di avventure estive fatte ai monti e al mare, Vuoti e pieni di sussiego se il vestito non fa un piego, mentre io mi metto quello che mi pare... Sono senza patrimonio, sono contro il matrimonio, non ho quello che si dice un posto al sole; non mi piaccion le gran dame, preferisco le mondane perchè ad essere sincere son le sole...
Non mi piaccion l'avvocato, il borghese, l'arrivato, odio il bravo e onesto padre di famiglia quasi sempre preoccupato di vedermi sistemato se mi metto a far l'amore con sua figlia...
Sono un tipo antisociale, non ho voglia di far niente, sulle scatole mi sta tutta la gente. In un'isola deserta voglio andare ad abitare e nessuno mi potrà più disturbare e nessuno mi potrà più disturbare e nessuno mi potrà più disturbare...
Non amo viver con tutta la gente, mi piace solo la gente "bene": come si dice comunemente "bene si nasce non si diviene"... c'è chi nasce per le scienze o per le arti: io sono nato solamente per i party la lalalala...lalalala
Amo oltremodo parlare male, fare il maiale con le ragazze, la Pasqua vado in confessionale e tutte quante per me vanno pazze perchè fra i "bene" poi non conta l'astinenza, basta ci sia soltanto l'apparenza la lalalala...lalalala
Quindi non curo la mia intelligenza, la gente bene con questo non lega, ma alle canaste di beneficenza so sempre tutto sull'ultimo"Strega": l'intelligenza c'è sol coi milioni e ammiro i film di Monica e Antonioni la lalalala...lalalala
Sono elegante ed è inutile dire che le mie vesti son sempre curate perchè senz'altro è importante vestire, perchè è la tonaca che fa il frate... In fondo poi due cose hanno importanza e sono il conto in banca e l'eleganza la lalalala...lalalala
Andiamo matti per cocktail e feste, amo oltremodo le donne mondane: non fraintendete non parlo di "quelle", star con la gente più in basso sta male... non ho rapporti con i proletari... soltanto a tarda notte lungo i viali la lalalala...lalalala...lalalala
Ma non trascuro la scienza umanista e si può dire che sono impegnato, anzi alle volte sono comunista, ma non mi sono sempre interessato: la lotta delle classi sol mi va per far bella figura in società la lalalala..lalalala...
Non si può dire che sia clericale, come Boccaccio amo rider dei frati, ma ossequio sempre lo zio cardinale e vado a messa nei dì comandati. Il mio credo vi dico brevemente: pensare a ciò che può dire la gente la lalalala...lalalala...lalalala
La gente "bene" è la mia vera patria, la gente "bene" è il mio unico Dio, l'unica cosa che ho sempre sognata, la sola cosa che voglio io... è solo essere un bene sempre ed ora e tutto il resto vada alla malora la lalalala...lalalala la lalalala...lalalala...
LUI E LEI
riempire di sospiri lunghe pause di pensieri mentre il suono del silenzio li accompagna (Francesco Guccini)
OPHELIA
Quando la sera colora di stanco dorato tramonto le torri di guardia, la piccola Ophelia vestita di bianco va incontro alla notte dolcissima e scalza, nelle sue mani ghirlande di fiori e nei suoi capelli riflessi di sogni, nei suoi pensieri mille colori di vita e di morte, di veglia e di sonno.
Ophelia, che cosa senti quando la voce dagli spalti ti annuncia che è l'ora già e il giorno piano muore. Ophelia che vedi dentro al verde dell'acqua del fossato, nei guizzi che la trota fa cambiando di colore?
Perchè hai indossato la veste più pura, perchè hai disciolto i tuoi biondi capelli? Corri allo sposo, hai forse paura che li trovasse non lunghi, non belli? Quali parole son sulle tue labbra, chi fu il poeta o quale poesia? Lo sa il falcone nei suoi larghi cerchi o lo sa sol la tua dolce pazzia?
Ophelia, la seta e le ombre nere ti avvolgono leggere, ma dormi ormai e sentirai cadenze di liuto... Ophelia non puoi sapere quante vicende ha visto il mondo, ma forse sai e lo dirai con magiche parole... Ophelia le tue parole al vento si perdono nel tempo, ma chi vorrà le troverà in tintinnii corrosi... Ophelia, lalalalalalala.....
PICCOLA CIITA'
Piccola città, bastardo posto, appena nato ti compresi o fu il fato che in tre mesi mi spinse via; piccola città io ti conosco, nebbia e fumo non so darvi il profumo del ricordo che cambia in meglio, ma sono qui nei pensieri le strade di ieri, e tornano visi e dolori e stagioni, amori e mattoni che parlano...
Piccola città, io poi rividi le tue pietre sconosciute, le tue case diroccate da guerra antica; mia nemica strana sei lontana coi peccati fra macerie e fra giochi consumati dentro al Florida: cento finestre, un cortile, le voci, le liti e la miseria; io, la montagna nel cuore, scoprivo l' odore del dopoguerra...
Piccola città, vetrate viola, primi giorni della scuola, la parola ha il mesto odore di religione; vecchie suore nere che con fede in quelle sere avete dato a noi il senso di peccato e di espiazione: gli occhi guardavano voi, ma sognavan gli eroi, le armi e la bilia, correva la fantasia verso la prateria, fra la via Emilia e il West...
Sciocca adolescenza, falsa e stupida innocenza, continenza, vuoto mito americano di terza mano, pubertà infelice, spesso urlata a mezza voce, a toni acuti, casti affetti denigrati, cercati invano; se penso a un giorno o a un momento ritrovo soltanto malinconia e tutto un incubo scuro, un periodo di buio gettato via...
Piccola città, vecchia bambina che mi fu tanto fedele, a cui fui tanto fedele tre lunghi mesi; angoli di strada testimoni degli erotici miei sogni, frustrazioni e amori a vuoto mai compresi; dove sei ora, che fai, neghi ancora o ti dai sabato sera? Quelle di adesso disprezzi, o invidi e singhiozzi se passano davanti a te?
Piccola città, vecchi cortili, sogni e dei primaverili, rime e fedi giovanili, bimbe ora vecchie; piango e non rimpiango, la tua polvere, il tuo fango, le tue vite, le tue pietre, l'oro e il marmo, le catapecchie: così diversa sei adesso, io son sempre lo stesso, sempre diverso, cerco le notti ed il fiasco, se muoio rinasco, finchè non finirà...
VEDI CARA
Vedi cara, è difficile a spiegare, è difficile parlare dei fantasmi di una mente. Vedi cara, tutto quel che posso dire è che cambio un po' ogni giorno, è che sono differente. Vedi cara, certe volte sono in cielo come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà. Vedi cara, è difficile a spiegare, è difficile capire se non hai capito già...
Vedi cara, certe crisi son soltanto segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire. Vedi cara certi giorni sono un anno, certe frasi sono un niente che non serve più sentire. Vedi cara le stagioni ed i sorrisi son denari che van spesi con dovuta proprietà. Vedi cara è difficile a spiegare, è difficile capire se non hai capito già...
Non capisci quando cerco in una sera un mistero d' atmosfera che è difficile afferrare, quando rido senza muovere il mio viso, quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare, quando sogno dietro a frasi di canzoni, dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà... Vedi cara è difficile a spiegare, è difficile capire se non hai capito già...
Non rimpiango tutto quello che mi hai dato che son io che l'ho creato e potrei rifarlo ora, anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perchè questo tempo dura ancora. Non cercare in un viso la ragione, in un nome la passione che lontano ora mi fa. Vedi cara è difficile a spiegare, è difficile capire se non hai capito già...
Tu sei molto, anche se non sei abbastanza, e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi, tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco, tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi. Io cerco ancora e così non spaventarti quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua! Sii contenta della parte che tu hai, ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa. Cerca dentro per capir quello che sento, per sentir che ciò che cerco non è il nuovo o libertà... Vedi cara è difficile a spiegare, è difficile capire se non hai capito già...
Ho sempre ritenuto questo: che l'uomo nasce vecchio, poi, piano piano, diventa giovane. Ringiovanire significa, secondo me, eliminare. Eliminare sempre più, eliminare certe cose inutili che noi facciamo da giovani. Certe cose inutili che ci danno l'impossibilità di essere liberi. Eduardo De Filippo
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