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Dallo spazio siderale...

Post n°2955 pubblicato il 21 Maggio 2020 da blogtecaolivelli

 Fonte: articolo riportato dall'Internet

24 APR 2020 TRIPUDIO DI STELLE GIGANTI NELLA GRANDE NUBE

Posted at 18:44h in HubbleImmaginiImmagini topNebulose by Barbara Bubbi 

Ogni anno, in occasione dell'anniversario del lancio del telescopio, il team

di Hubble pubblica un'immagine speciale.

L'oggetto scelto per il 30° compleanno di Hubble, che cade proprio oggi, è

questa meravigliosa regione di formazione stellare nella Grande Nube di

Magellano, a 163.000 anni luce di distanza da noi.

L'immagine è stata soprannominata "Barriera Corallina Cosmica", per la varietà

delle formazioni e delle sfumature di colore, che ricordano quelle di un mondo

sottomarino tropicale.

La regione qui ritratta, composta dalla nube gigante NGC 2014 e dalla sua vicina

NGC 2020, visibile in basso a sinistra, rivela la meraviglia dei paesaggi cosmici

scolpiti dall'azione incisiva delle stelle massicce ed energetiche.

Anche se NGC 2014 e NGC 2020 appaiono divise tra loro nella ripresa, in realtà

fanno parte dello stesso, gigantesco complesso di formazione stellare.

Simili regioni sono dominate dal bagliore di stelle almeno una decina di volte

più massicce del Sole, destinate a condurre una vita breve, appena pochi milioni

di anni, e ad avere un influsso devastante sui loro dintorni.

La Grande Nube di Magellano (LMC), la nostra piccola vicina galattica, è particolar-

mente attiva nel far nascere nuove stelle.

Alcune delle sue regioni di formazione stellare possono essere osservate ad occhio nudo,

come la famosa Nebulosa Tarantola.

Tuttavia, i telescopi possono rivelare innumerevoli regioni più piccole, ma non meno

affascinanti, con grande dettaglio.

I colori sorprendentemente differenti di NGC 2014 e NGC 2020 derivano sia dalla

diversa composizione chimica del gas circostante sia dalle temperature delle stelle

che provocano il bagliore delle nubi.

Le distanze tra le stelle e le relative nubi gassose rivestono un ruolo importante.

Al centro del capolavoro cosmico chiamato NGC 2014 si annida un raggruppamento

di stelle titaniche, in grado di soffiare via gli involucri di idrogeno gassoso e polveri

in cui si sono formate.

Raffiche cocenti di radiazione ultravioletta illuminano il gas circostante, portandolo

a brillare, mentre i venti impetuosi delle stelle erodono via via le nubi polverose.

La radiazione energetica di queste stelle, in effetti, strappa elettroni dagli atomi

dell'idrogeno gassoso circostante, li ionizza e produce un caratteristico bagliore rosso.

Durante questi violenti processi possono venirsi a formare strutture simili a bolle, ai

cui bordi il gas, espandendosi e comprimendosi, può formare nuove stelle.

La nube bluastra più piccola al di sotto della nebulosa colorata è plasmata dall'azione

energetica di una stella gigantesca, circa 200.000 volte più luminosa del nostro Sole.

L'astro ardente è un esempio di stella di Wolf-Rayet, e, come tutte le appartenenti

a questo gruppo elitario, risplende fiera e consuma rapidamente il combustibile

nucleare a sua disposizione, espellendo nel contempo grandi quantità di massa

attraverso venti stellari.

Questa stella in particolare ha una massa 15 volte quella del Sole ed è destinata in

breve tempo ad esplodere come titanica supernova, lasciandosi dietro un oggetto

denso e compatto come un buco nero.

La stella ha già espulso i suoi strati gassosi esterni: il colore blu brillante è dovuto

alla presenza di ossigeno gassoso riscaldato a oltre 11.000 gradi Celsius, molto più

caldo rispetto al materiale circostante.

Grandi o piccole che siano, le stelle nascono all'interno di gigantesche nubi di gas

e polveri: man mano che in un particolare addensamento il materiale ricade verso

la stella in formazione, diviene caldo e denso a sufficienza per innescare le reazioni

di fusione nucleare che permettono alle stelle di brillare di luce propria.

Le stelle massicce rappresentano soltanto una piccola percentuale delle stelle

presenti nel cosmo, eppure rivestono un ruolo fondamentale per la produzione

degli elementi pesanti di cui siamo formati anche noi stessi, e tutto ciò che ci

circonda in questa nostra bella Terra.

Credit: NASA, ESA, and STScI

https://www.spacetelescope.org/news/heic2007/

 
 
 
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