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Ricordi
Post n°11 pubblicato il 24 Settembre 2009 da blu_dada
Oggi mi andava di fare un po’ di ordine. Sapete quando siete presi dalla frenesia , di far pulizia. Non c’è sempre la voglia di farlo. Anzi. Ci vuole un attimo di follia. Perché si sa è antipatico e noioso fare ordine. Nel cassetto di quel vecchio mobile, dove a poco a poco si accumulano le cose, ci trovi di tutto. A momenti non si apre nemmeno per quanto straripa di cianfrusaglie. Biglietti della metro obliterati. Ne ho trovato decine. Ma ne ho buttato solo ... due, perché ho notato che sugli altri c’erano, scritte in rosso, delle date. Ho pensato... beh, saranno dei ricordi, e li ho rimessi al loro posto. Una penna, a forma di soldatino, con la testa incollata con l’attack chissà quante volte. Se le hanno incollata la testa, ci sarà stato pur un motivo. Il sonaglino d’argento della mia piccolina. Di quando era... piccolina. ;-) Di penne, pennarelli ne ho fatto una strage! Via! Una bella pulizia. Ho scovato quella vecchia scatolina, che non trovavo più. Preziosissima, con dentro i dentini da latte delle mie figlie. Felicità estrema. Ricevute di ristoranti. Candeline usate per le torte. Una a forma di cicogna. Da conservare! Assolutamente: Sì. Quattro tappi di champagne. Con date impresse... ovviamente. La foto sbiadita di quando andavo in terza elementare. Io avevo le treccine. Che carina che ero! Un amore!! Ho ripassato quei volti ad uno ad uno. Sorridendo. C’era quello che mi faceva sempre i dispetti, si chiamava Carlo. Chissà come sarà diventato. Se lo incontrassi chissà se lo riconoscerei, se mi riconoscerebbe. E quello innamorato di me, che mi portava le barrette di cioccolato Kinder. Fantastico. Chissà che fine hanno fatto tutti. Mai più rivisti. Insomma alla fine ho gettato via ben poco. Tutti quegli oggetti, sciupati, inutili, malandati, accumulati nel tempo, non erano più da buttare. Sono rimasti lì. In quel vecchio cassetto di quel mobile antico. Perché ad ognuno di essi era legato un ricordo. Un volto. Un profumo. Un sapore. Un suono. Un attimo di vita rimasto intrappolato, mai passato, vivo. Che cosa saremmo senza i nostri ricordi? La memoria di una vita, anzi di un vissuto, è più importante di qualsiasi cassetto ordinato. Quindi... quel cassetto l’ho ribattezzato. Non è più il cassetto delle cianfrusaglie. È il cassetto dei ricordi. Amo quel disordine. Guai a chi me lo tocca! ;-)
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