
Pensieri - F. Parità-
Svegliarsi
La cosa più bella del risveglio è la consuetudine
dei piccoli gesti.
La routine del mattino: automatismi privi di coscienza.
Riscopri in alcune abitudini, un non so che di magico conforto.
Sentire il suono della solita sveglia, tirar su le persiane.
Piccoli rumori, odori rassicuranti. Niente di eccezionale.
Andare in cucina a fare il caffè.
E mentre stai lì ad aspettare, guardi fuori dalla finestra.
Alzi lo sguardo per scrutare il cielo, per scoprirvi le nuvole,
o il sole, senza farti domande.
Ti incanti a guardar fuori da quella finestra,
mentre la mente si adagia ancora sul cuscino.
Gli occhi sono come i vetri appannati di quella finestra.
La realtà arriva attenuata nel bene e nel male.
Ti perdi in quella staticità, in quella assoluta immobilità dell’anima
e di inerzia della mente.
È come se fossi scollegato dalla spina del tuo flusso di pensieri.
Slegato delle ansie, dai sogni intrappolati.
Sinapsi come vicoli ciechi provocano un’anestesia interiore.
Sei incosciente, ma solo per pochi attimi.
Mentre avresti voluto stare ancora a quella finestra.
Restarci per un bel po’.
Magari tutta la giornata, anche di più... per non pensare.
Ma quell’immobilità termina: il borbottio del caffè
è come lo schiocco delle dita che fa uscire dall’ipnosi.
Sei scaraventato fuori dal torpore e i tuoi pensieri
si fanno avanti.
Si affollano, si urtano, si spingono per arrivare fino a te.
Vorresti non pensare, ma è inutile.
Sei sveglio e i vetri non sono più appannati.
Tutto è chiaro, riesci a vedere e a sentire.
Bevi il tuo caffè, comincia un altro giorno.
Scegli di pensare, o meglio pensi per poter scegliere.
Inviato da: mastro.zero
il 16/01/2019 alle 22:11
Inviato da: mpt2003
il 19/11/2014 alle 10:02
Inviato da: violanda72
il 10/10/2014 alle 19:09
Inviato da: kremuzio
il 19/03/2012 alle 18:14
Inviato da: se_forse_mai
il 10/02/2012 alle 13:59