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Creato da luigiderosa_2009 il 21/07/2009
 

SCRITTI E IDEE

commentari

 

 

IL PITTORE DI #NARNI

Post n°180 pubblicato il 16 Marzo 2018 da luigiderosa_2009
 
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Il pittore di Narni

romanzo edito da Solfanelli - Chieti

TRAMA

 L’artistaTeo Fortuna, dopo un disastroso divorzio, si è trasferito dal centro storico diNarni in un mulino dismesso della Val Nerina, ai piedi della collina su cuisorge la città. Nonostante sia in ristrettezze economiche, riceve nel suoatelier la giovane Amina, una modella africana che accetta di lavorare per lui.Il morale del pittore è a pezzi anche per le mancate vendite delle sue opere,sequestrategli dalla ex moglie, Luciana Gentilini, titolare di una galleriad’arte, che non perde occasione per creargli nuovi problemi. La pressionepsicologica di Teo aumenta quando viene informato della presenza a Narni di uncritico d’arte, il professor Trombelli, divenuto amante di Luciana. L’arrivoinaspettato da Buenos Aires di Cecco Pericoli, un amico di Teo dal tempodell’Accademia d’Arte, favorisce il miglioramento della sua situazione. Ceccosi adopera affinché Teo si rimetta al lavoro e gli organizza una mostra aTerni, presso una buona galleria. Convinto dal suo amico, anche Teo si iscriveal concorso di pittura bandito in concomitanza della Corsa all’Anello, untorneo cavalleresco le cui origini risalgono all’età comunale, quando le festein onore del Santo Giovenale duravano per i primi giorni di maggio. I dueartisti, in estemporanea, dipingono Amina nella speranza di vincere il premioin denaro. L’ostacolo potrebbe essere costituito dal professor Trombelli,presidente della giuria. Il valore di Teo sarà riconosciuto. Amina diverrà il suo nuovo vero amore.Luciana sarà costretta ad offrire un regolare contratto all’ex marito.

 
 
 

PLINIO, console di Roma

Post n°179 pubblicato il 20 Novembre 2016 da luigiderosa_2009
 
Foto di luigiderosa_2009

 

 Io, PLINIO, console di Roma.


Romanzo storico epistolare

 
 
 

Io, Plinio, console di Roma

Post n°178 pubblicato il 11 Novembre 2016 da luigiderosa_2009
 

Io Plinio console di Roma

Il romanzo storico proponeimmaginarie lettere scritte da Plinio il Giovane. Politico e cronistadell’antica Roma, in esse racconta a un amico le proprie esperienze personali epubbliche; in particolare il contatto con i primi cristiani, vittime dipersecuzioni sotto l’imperatore Domiziano.
     L’autore fa un’ipotesi suggestiva. Insinua chePlinio, il quale in una celebre lettera a Traiano si dimostra piuttostotollerante nei confronti dei cristiani, arrivi a cercare di convincere il neoimperatore che in fondo il cristianesimo sia una superstizione innocua.Vorrebbe così salvare i seguaci della nuova religione dalle sentenze deigovernatori locali, i quali applicano ancora le sanguinose disposizioni deldefunto Domiziano. Questa sarebbe una rilettura della storia comunqueverosimile.

     Nel romanzo, si intrecciano due periodi dellavita di Plinio: quello giovanile e duro di Miseno, e l’altro, carico diresponsabilità, prefettizia e consolare. Tra le innumerevoli missive pervenutecidall’antichità, suscita curiosità proprio quella inviata a Traiano, da Amastri,in Bitinia, intorno all’anno 100 d.C.  ”Che motivo aveva il proconsole d’informare l’imperatore delle sue scelteforensi? ”  Dopo una valutazione storicae sociale per definire i contorni dell’epoca, l’autore giunge alla conclusioneche Plinio tentò di provocare un caso che sollecitasse Traiano ad assumereposizione riguardo al potere giuridico consolare, per ridurre l’arbitrarietàdei governatori della Bitinia del Ponto e della Siria.

 


 
 
 

KLAUS KINSKI

Post n°176 pubblicato il 04 Dicembre 2014 da luigiderosa_2009
Foto di luigiderosa_2009

 
 
 

klaus kinski

Post n°175 pubblicato il 04 Dicembre 2014 da luigiderosa_2009

FITZCARRALDO

FILM DI WERNER HERZOG CON KLAUS KINSKI

 

 
 
 
 
 

recensione di Massimo Riccitelli per Mare Amaro

Post n°169 pubblicato il 24 Gennaio 2012 da luigiderosa_2009
 

“Mare amaro” di Luigi De Rosa – Recensione di Massimo Riccitelli

Prima di leggere “Mare amaro”, ho sempre pensato a Luigi come a un uomo di cielo e

di aviazione. Invece mi sbagliavo: è il mare a trasudare prepotente dai pori della sua

pelle! Ne è talmente innamorato e pervaso, che ogniqualvolta descrive l’universo

marino e le sue creature, la sua prosa non ha altra possibilità che quella di

trasformarsi in poesia. Luigi si immedesima a tal punto con pesci, onde e fondali, da

far sì che il lettore, ipnoticamente suggestionato dai suoi racconti, si senta anche lui

un po’ pesce, onda, fondale, brezza marina.

Ma Luigi De Rosa riesce a fare di più: oltre a stimolare i nostri recettori più

prettamente sensoriali ed emotivi, è anche capace di catturare la nostra attenzione

razionale con una padronanza di particolari tecnici e storici che soltanto un Marinaio

vero ed esperto possiede, potendo legittimamente coniugare la poesia di una vela

gonfiata dal vento con il realismo del grasso e del sudore degli uomini nelle sale

macchine delle grandi navi mercantili e da guerra.

Luigi è Marinaio con la M maiuscola, che nella vita e nei propri scritti sul mare ha

applicato e applica l’equazione Mare = Amore = passione + poesia + fatica + dolore.

Nel libro questa equazione traspare con eleganza e rispettosa sapienza, con paziente

ma dolorosa discrezione: l’essere umano, arbitro spesso inadeguato del confine

sottile fra ciò che è bene e ciò che è male, fra ciò che è prevedibile e ciò che non lo è,

fra luce e buio, fra vita e morte, l’essere umano può in un attimo far diventare il mare

tragicamente, cosmicamente amaro.

Assolutamente da leggere questi racconti di Luigi De Rosa, uno scrittore che, ogni

volta che pubblica qualcosa, ci offre un’opera più bella e matura. Mi piacerebbe

leggere in futuro, scrtto da lui, un qualche romanzo storico sulla Marina Italiana: sono

convinto che riuscirebbe a creare un’opera assolutamente pregevole e originale.

 
 
 

racconti mare amaro "Gruppo Editoriale L'Espresso"

Post n°168 pubblicato il 22 Dicembre 2011 da luigiderosa_2009
 

il volume è disponibile presso le librerie Feltrinelli o il sito Web  www.ilmiolibro.it

Foto di luigiderosa_2009

I tre racconti di mare prendono spunto dalla giovanile esperienza dell'autore, imbarcatosi per spirito d'avventura. La maturità, accompagnata da una laurea in sociologia ambientale, hanno contribuito alla costruzione di questi spaccati marini, dove l'ecologia e la sinergia interfacciano per suggerirci che l'oceano rimane in armonia fino a quando non si rompe l'equilibrio. La vita, giunti a ciò, cede il passo a una morte orrenda. Se da un lato, Pinnagialla porta un soffio di poesia nei cuori dei lettori, giovani e non più giovani, poiché il mare è fonte di sogni per tutti, dall'altro lato, il destino di Nino, fuochista del vecchio cacciatorpediniere, dovrebbe far riflettere coloro che vogliono usare l'oceano non come via d'acqua, ma come campo per stabilire punti di forza. All'autore piace il triangolo perfetto: pesci, mare, marinai, tre energie non corrompibili perché equilibrate da una densità estrema. L'oceano, popolato di buoni dei, è paragonabile a un'immensa placenta, il cui liquido accoglie pesci e uomini offrendo tutti gli elementi necessari e sufficienti per la loro crescita. Il patto che lega ambiente e uomo è fondato sul rispetto dell'ecosistema, alle varie profondità e si basa sulle semplici regole della saggezza. Il buon marinaio non è il contrabbandiere di droga o il trasportatore di clandestini. E' colui che dona, è un ermafrodita che ama la ricerca del ritorno (nostoi) all'utero con la forza della sua lotta per la natura, dalla quale tutti dipendiamo. All'uomo di mare è grata la divinità quando egli, nel lavoro quotidiano, amalgama vita e morte, pescando e alimentando i suoi simili, spesso mettendo a rischio la sua vita. E' questo il particolare che fa grande un piccolo marinaio. La sua missione, sia essa in una rete, o sia in un ecografo, gli fa meritare il nostro rispetto. A terra, gli uomini trovano tutto pronto; in mare, di notte e di giorno, è tutto instabile e insicuro.

 
 
 

Condizione dell'infanzia in Colombia

Post n°167 pubblicato il 28 Novembre 2011 da luigiderosa_2009
 
Foto di luigiderosa_2009

youcanprint edizioni

ricerca sociologica di luigi de rosa

 Foto di luigiderosa_2009

 
 
 

la condizione dell'infanzia in colombia

Post n°166 pubblicato il 28 Novembre 2011 da luigiderosa_2009
 

 

 
 
 

youcanprint edizioni "la condizione dell'infanzia in Colombia"

Post n°164 pubblicato il 24 Novembre 2011 da luigiderosa_2009
 

Questa indagine sociologica “nel sogno mancato” prende voce dalle convinzioni di diciotto testimoni selezionati tra persone che ogni giorno lavorano per l’infanzia. Esse si prodigano per il recupero, il reinserimento, la correzione dei minori di strada che vivono al margine della società colombiana. Vuole prima di tutto far conoscere il grido disperato di tutti quei bambini e ragazzi vittime di una cinica violenza e di un degrado originato dall’espansione del narcotraffico, avido di zone adatte alle piantagioni, produttore di cocaina di contrabbando da smerciare per milioni di dollari. La ricerca è stata condotta nelle città di Bogotà e di Villavicencio. Molte sono le ONG che lavorano nell’area del disagio infantile, in esse non mancano operatori italiani, laici e religiosi.

 
 
 

narcotraffico e narrativa ( Pagnocco )

Post n°161 pubblicato il 27 Aprile 2011 da luigiderosa_2009
 
Foto di luigiderosa_2009

Foto di luigiderosa_2009

E’ nota l’opposizione che Pirandello fa, nel discorso in commemorazione di Verga del 1920, fra scrittori di “cose”, come appunto Verga, e scrittori di “parole” come D’Annunzio. Distinzione peraltro che richiama quella desanctisiana fra “poeti” come Dante e “artisti” come Petrarca. Distinzione che ritorna sempre nell’arco della nostra secolare storia letteraria, a seconda della maggiore o minore spinta alla formalizzazione stilistica.    Distinzione che è giocoforza richiamare di fronte alla narrazione di Luigi De Rosa, che ha per titolo L’intreccio (il caso 416), stampata dalle Edizioni Seneca di Torino (2009). Ovviamente ogni confronto o parallelo con l’arte di Verga è del tutto fuor di luogo: qui si tratta di una narrazione-fiume di oltre 500 pagine, dove prevalgono i “fatti” a prescindere da ogni palese tentativo di connotazione stilistica. E quali sono questi fatti? In sintesi si può dire che ci troviamo nell’America Latina, propriamente in Colombia, dove la principale attività economica sembra consistere nella coltivazione e vendita della cocaina, al punto che la corruzione corrompe persino qualche struttura – almeno periferica –dello Stato. Né tale commercio è limitato alla sola area di produzione: in un sistema di capitalismo globale, oltre alle varie mafie, sono interessati ovviamente l’ONU, che ha dei propri organismi finalizzati alla repressione e al sostegno di agricolture alternative, e i due principali “blocchi” o aree di influenza, gli USA e la Russia, specie postsovietica perché – com’è detto a p. 409 – la “disgregazione del sistema ha espulso un gran numero di agenti segreti che, abituati ai soldi facili, si son messi in proprio”. Sarebbe troppo lungo – e fuor dei limiti di spazio consentiti – rendere conto, sia pure brevemente, della “congerie” dei fatti narrati. Fra i personaggi e le innumerevoli figure di funzione della narrazione, ci limitiamo a citare un capitano di vascello della marina militare colombiana, certo Jean Paul Carrera, che – in sèguito a un incidente (arenamento in un banco di coralli) avvenuto non per sua colpa a bordo della fregata “416” – lascia le forze armate e, comprata una piantagione, si metterà a coltivare palme da olio. Costui si sposerà con la direttrice del museo locale, certa Clara, che avrà in dono da uno di quegli agenti russi sopraindicati una statua precolombiana, molto rara e preziosa (che darà a De Rosa il destro di ipotizzare una “colonizzazione” etrusco-fenicia dell’America molto prima di Colombo). Quello che qui vale rilevare è che De Rosa tiene fede al valore semantico del titolo della narrazio-

ne: perché questa si svolge e si dipana attraverso l’intreccio dei fatti narrati. In capitoli che s’alternano e si combinano tra di loro, è la trama a condurre il racconto e a consentire così al lettore – com’è detto a p. 282 – “di arrivare alla fine del libro senza imprecare”. Anche se – ci sia consentito aggiungere – il lettore vi arriva sfinito, perché a differenza proprio di Verga che con la tecnica del discorso libero indiretto e del monologo interiore aveva abbandonato l’onniscienzza del narratore, De Rosa prosegue imperterrito in tutti i capitoli con la tecnica del discorso diretto, che riporta a volte “particolari” descrittivi che avrebbero dovuti invece essere filtrati e abbandonati. Sicché, non è certo la concisione il suo pregio. Si cita a esempio il cap. 89, dove in ben otto pagine sono riportate le impressioni e le domande di un ragazzino che sale per la prima volta su un aereo di linea e va

alla toletta, dove il rumore dello scarico gli sembrerà che sia quello di un coccodrillo nascosto. Essendo il personaggio principale quello di un capitano di lungo corso, è del tutto naturale imbattersi poi in paragoni del tenore: “a scuotergli l’anima sonnolenta come gli oggetti sbattuti a bordo qua e là dai colpi di mare” (p. 17), oppure in quello della noce di cocco cullata dai frangenti (p. 51). Per questo ci si trova un po’ spiazzati quando il paragone è “filtrato” dall’erudizione: “ha il vezzo di ripetere l’ultima parola, quasi soffrisse di anadiplosi logorroica” (p. 212), oppure quello sull’artista contemporaneo che fa “ruotare” un quadro da verticale in orizzontale (p. 307). E purtroppo ci si imbatte anche in una “perla” zoologica, come: “un topo squittisce tra i denti di un crotalo cacciatore” (p. 319), tranne che qui i denti abbiano un senso metaforico.    E’ sul piano del lessico, comunque, che la narrazione trova una più spiccata caratterizzazione. Innanzitutto quello marinaresco o del volo strumentale aereo (dal risvolto di copertina s’apprende che l’autore non solo ha conseguito il diploma nautico, ma anche il brevetto a guidare i grandi aerei); da questo àmbito tecnico-professionale si passa poi al lessico medico, molto particolareggiato (dacnomania [impulso a mordere tutto], ofidismo, flavivirus, emiopia, piressia). E naturalmente, nei

capitoli ambientati nella foresta tropicale, qualche esemplare di flora e fauna è indicato con i termini amerindii. Però alcune voci di uccelli, diciamo “nostrani”, sono indicati con termini rari (civetta “coccoveggiare” e pavone “paupulare”). Infine la preziosità di un pettignone (peli pubici) può coeesistere con l’improprietà di un brillo (che come aggettivo sta per “alticcio” al posto di “brillìo”).

 

                                               SERGIO  SPADARO

 
 
 

combinazione perfetta

Post n°160 pubblicato il 26 Marzo 2011 da luigiderosa_2009
 

LINEA E TRIANGOLO

AZZURRO CON BIANCO

COMBINAZIONE PERFETTA

COSMICA METAFISICA

Foto di luigiderosa_2009

 
 
 

La condizione dell'infanzia in Colombia

Post n°159 pubblicato il 10 Marzo 2011 da luigiderosa_2009
 

nel sito www.luigiderosa.org è disponibile la ricerca sociologica sulla situazione colombiana. Chi fosse interessato ad avere maggiori dettagli o notizie mi può contattare. 

Foto di luigiderosa_2009

 
 
 

Pasqua in Grecia

Post n°158 pubblicato il 10 Marzo 2011 da luigiderosa_2009
 

Messa greca

 

Pare nascosto nel Pireo

antico tempio ortodosso

che non teme venti d'Egeo

per chiamare la gente marina.

Nell'ora umida fresca d'alba

sale il fumo dai ceri

sospinto

dai tocchi del campanile.

 

Cade bene l'odore d'incenso

sulle nostre scolorite giacche,

o sui calzoni blu ammuffiti.

Pasqua greca mette in bocca

preghiera che ci fa cristiani

e con la palma benedetta

torniamo

a bordo, ma l'umore é tragico.

 
 
 

chi sogna può muovere le montagne

Post n°157 pubblicato il 27 Febbraio 2011 da luigiderosa_2009
 
Foto di luigiderosa_2009

 

Fitzcarraldo: film del 1982 diretto da W. Herzog

In Amazzonia, Fitzgerald Brian, divinizzato dagli indios Hivaros, riesce ad alare la sua nave dal fiume Ukayali, farle scavalcare la montagna e vararla nelle acque del fiume Pachieta.

BELLISSIMO FILM CON IL MITICO KLAUS KINSKI, IN CUI LA NATURA E IL CANTO DI CARUSO HANNO LA PARTE DI RILIEVO. 

 
 
 

Capri

Post n°156 pubblicato il 16 Febbraio 2011 da luigiderosa_2009
 

Alle murate del traghetto.

arresi alla sorpresa del golfo,

i turisti muoiono di luce.

Nelle reflex hanno impresso

rovine di cenere ghiacciante

affreschi misteriosi divini

come invocazioni non dette.

Nell'aria ove cadde la morte

incombe il vulcano fermo

e dal cono spia dove vomitare.

Tra aranceti e pergole di vite,

al culmine del verde, in cima

ascendono le ville di Capri

da un blu di marmo marino

indifferenti al bruto caos

cosparso sul vulcano muto.

Nel porto di Marina Piccola

guardo una nordica bionda

completare il delirio isolano.

La trapassa scheggia di sole

e quasi ne colgo il rumore

mentre urla il vapore al molo,

in partenza per Napoli nuova.

Mi resta una sola libera uscita.

 
 
 

Birra gelata a Boston

Post n°155 pubblicato il 03 Febbraio 2011 da luigiderosa_2009
 

Birra gelata a Boston

 

Cresce nel boccale la spuma

di una pinta di birra gelata

per stramazzare e non udire

sirene urla menzogne radio.

Il chiasso del porto solare

entra dalle vetrine del bar,

distinguo un abbaiare rauco.

 

Le uova son fritte con grasso

di Boston, caffè vecchio denso

come il catrame del calafata.

Qui, mia cara, non verrai mai,

neppure se tu m'amassi; bugia

ad arte scrivesti da un mese:
già so che ti percuote un altro.

 
 
 

Pedro Covo illustra le favole colombiane

Post n°154 pubblicato il 31 Gennaio 2011 da luigiderosa_2009
 

la sombrerona

Foto di luigiderosa_2009

 
 
 

luigi de rosa

Post n°153 pubblicato il 26 Gennaio 2011 da luigiderosa_2009
 

Poesía

Ultimo Acto

¡Amada noche! aquí por el vacio suelta,
y sonora en mi corazón espantado,
atropellado en una mugre crecida
por tu indiferencia, que rastrea el barrio
en busca de mi final aliento: amada
idea que no permite despertarme.

Huyendo las espinas duras de tus labios
me levanto de lisas sabanas mojadas,
y en la nébula de vulgar luz ciudadana
mido el pasado con futuro de mi sombra:
descubro la negra llama del odio nuevo
que trasmite olvido frio y suavizante.

 

Igual a marino que creció pisando
olas, o cruzando fantásticas tabernas,
atrapado en el juego de tus mentiras,
encuentro las palabras sin remedio
falsas, casi enfermamente sensuales,
en el instante fucsia que me hunde
en un mal abismo de derretida miel.

¿Qué me queda? Un ángel corsario
con lindo cuerpo, sin alma riendo
al sufrimiento que hoy no interesa,
será recuerdo por mañana: tibios años
volados acariciando el sueño del amor,
cuando ya la noche cerrará mis ojos
como dos flores terminado el verano.

 

(En lista al Premio de poesía Casa Silva
Bogotá octubre 2005)

 
 
 
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BUONA GIORNATA

 

BOOK TRAILER


romanzo

 

 

NARRATIVA

 

La toscanizzazione!

la lettura è un esercizio che stimola le aeree associative del cervello, perciò chi legge ragiona meglio!

lìintreccio

 

L'INTRECCIO(il caso416)


una storia colombiana, un thriller eclettico.

 

 

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