Cris' personal blog
la seconda parte del diario di bordo...perchè io mantengo le promesse! ^__^
IL PERCHE' DEL BLOG
“Un’immagine vale più di mille parole” non è solamente un modo di dire: dietro un’immagine ci sono realmente parole e sensazioni che una dopo l’altra prendono forma a delineare ciò che nella nostra mente quella determinata immagine suscita. Un’immagine è il “catturare” visivamente, e quindi in maniera concreta, l’attimo; un attimo che fa scaturire dentro noi delle emozioni, dei ricordi, delle associazioni, siano esse positive o negative. E’ un fissare nel tempo un momento, un particolare, un’espressione, è memoria storica. affettiva. personale. o semplicemente emotiva.
Questo blog volutamente dà grande importanza più alle immagine che alle parole, che restano indiscutibilmente di fondamentale importanza in quanto vanno a completare ed esplicitare quello che io “sento” davanti alle immagini che scelgo di inserire. Altrettanto volutamente in questo blog mostro indirettamente una parte di me, di quello che sono e del mio modo di pormi rispetto alle cose. Tra le righe, insomma, traspare un po’ quella che potrei definire come la mia “filosofia di vita”: le mie passioni, i miei interessi, la mia sensibilità, gli ideali in cui credo.
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FEELINGS
Post n°119 pubblicato il 27 Agosto 2007 da c.rendina
non ci posso credere. nel marasma generale di questi ultimi giorni qualcosa è filato liscio. quelle poche parole scambiate con uno sconosciuto, che deve selezionare e “reclutare” i suoi compagni di squadra. decifrarne potenzialità e limiti solo basandosi su poche risposte, su di uno sguardo. con un po’ di fortuna forse a settembre riesco a cambiare lavoro. ed inserirmi presso una ditta d’arredamento d’interni. non mi sembra vero, giusto ieri che invece di godermi appieno la domenica al mare, a tratti mi perdevo in pensieri e preoccupazioni non troppo incoraggianti, nonostante le coccole e le premure di D. D. che mi ha vista piangere, che mi ha consolata e costantemente tenuta per mano, suggerendomi cosa fare, come comportarmi nella maniera più corretta. chi avrebbe potuto fare di meglio? purtroppo devo ammettere che, da una settimana a questa parte, tornati dalle vacanze, la mia mente e il mio conversare sono stati interamente rivolti alla sfera lavorativa, al cosa fare, alle angosce e alle aspettative nutrite riguardo ad un mio possibile futuro impiego. ho paura di trascurarlo anche se lui non mi dice nulla. anche se sorride e mi stringe forte e mi fa coraggio. forse avrebbe voluto parlare d’altro in questi giorni, parlare anche di sé, come normalmente accade. forse gli ho rubato spazio. sono paure infondate, questo è ciò che mi direbbe lui. che mi faccio troppi problemi, e che dovrei solo pensare a me in questo momento. so che non è il genere di persona che per questo mi accuserebbe di non tenerci abbastanza. io invece vorrei fare tutto. tutto e bene, e nonostante i risultati alle volte non troppo positivi ci provo. ci sono io, certo, ma ci siamo anche Noi. il fatto che io possa abbia difficoltà sul lavoro non deve essere una scusante per trascurare il rapporto. nessuna scusante è valida per come la vedo io. anche se ammetto di aver sempre fatto fatica a conciliare più cose, a concentrarmi ed applicarmi su tutto. il punto è che io sotto sotto ho paura. paura di rapportarmi con nuove conoscenze, con un nuovo ambiente, eccetera. come se qualcuno potesse farmi del male. come se qualsiasi cambiamento di rotta potesse essere un potenziale sbaglio. un pericolo per i miei affetti, ma sopra ogni altra cosa un deterrente del mio amore. so che tutto ciò è sbagliato. lo dimostra il fatto che io nonostante tutto continui sulla mia strada, inseguendo i miei interessi. eppure ogni passo è accompagnato da un vago timore, dal mio guardarmi attorno titubante e speranzosa che tutto sia rimasto com’era, al proprio posto, in particolar modo gli affetti. il mio Lui. come se perseguire i mie sogni potesse allontanarci. non so nemmeno io dove poter ricercare le radici di una paura così forte, così sconvolgente … e infondata. razionalmente ho tutto sotto controllo, ma … il cuore non vuol proprio sentire … preferisco sentirmi in ansia per nulla piuttosto che sottovalutare i cambiamenti.
amare è paura di perdere, è non avere il controllo. ... come è vero. non voglio che tu ti allontani da me.
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Tutte le immagini da me utilizzate sono reperibili in rete richiedendo autorizzazione, ciò non è così per gran parte delle descrizioni e delle poesie inserite in questo blog: a meno che non rappresentino una citazione, infatti, sono tutte di mia personale creazione. Se foste quindi interessati ad utilizzarle nei vostri siti, vi prego gentilmente di chiedermi il permesso. Grazie! ;)
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Sono in una clinica. Seduto su una sedia scomoda in una sala d'aspetto che guarda sul cortiletto interno. Tutto è tranquillo. Silenzioso e pulito.
Francesca è a pochi metri da me in un'altra stanza. Sta per partorire nostra figlia. Alice. Sono emozionato. Sono preoccupato. Penso a loro e penso a me. Francesca è la donna che amo. È un arcipelago. Un insieme di meravigliose isole che io, navigando nelle loro acque, visito in tutte le loro delicate forme. Di lei conosco ogni piccola sfumatura, ogni minuscolo dettaglio. Conosco i suoi silenzi, la sua gioia. I suoi mille profumi, l'ombra dei suoi baci, la carezza del suo sguardo. Amo la rotondità della sua calligrafia. La luminosità delle sue spalle nude e il suo collo a cui ho sussurrato i miei più intimi segreti. Sono incantato dalla capacità che hanno le sue mani di creare attimi di eternità dentro di me. Adoro i territori dove mi conduce quando mi abbraccia. Territori che conosco pur non essendoci mai stato. E nonostante tutta questa conoscenza riesco ancora a emozionarmi e a regalarmi istanti di stupore. Lo so: sono sdolcinato, stucchevole e patetico, ma non posso farci niente. Credo sia la conseguenza naturale di quando si incontra finalmente il piede che calza alla perfezione la scarpetta che tengo in mano da anni.
- Un posto nel mondo -
Fabio Volo












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