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Siddharta
Post n°110 pubblicato il 09 Settembre 2010 da monikadgl7
Siddharta Siddharta fu pubblicato nel 1922, ma non ebbe successo, fu riscoperto vent’anni dopo sulla scia del Premio Nobel conferito allo scrittore tedesco Hermann Hesse nel 1946. Racconta la vita di un giovane indiano Siddharta, figlio di un ricco bramino, alla ricerca della sua strada nei modi più disparati. Siddharta dall’infanzia aveva seguito gli insegnamenti del padre; era studioso ed era l’orgoglio dei suoi genitori; ammirato da tutti e in particolare del suo inseparabile amico Govinda. Ma non trovava la sua felicità, non si sentiva soddisfatto di sé. Per queste ragioni decise di abbandonare la casa dei genitori e di andare a vivere, insieme a Govinda, con un gruppo di pensatori che viveva dell’essenziale, i Samana, imparò ogni cosa della loro dottrina. Dopo quest’esperienza i due amici andarono a vedere il Buddha Gotama e a questa setta Govinda decise di aggregarsi. Siddharta, rimasto solo, continuava a non essere soddisfatto, pensava alla sua vita, a come l’aveva fino a quel momento vissuto arrivando a credere che quello che aveva cercato era sempre stato alla sua portata, ma forse non era stato in grado di coglierlo. Forse tutto ciò che era necessario era conoscere se stesso, imparare dal proprio io, dal proprio credo. Con questa consapevolezza partì per la città dove incontrò una bella cortigiana Kamala. Decise di conoscere con lei l’amore e in quel contesto imparò a lavorare, ad arricchirsi e a spendere. Hesse, non utilizzò mai un aggettivo negativo per descrivere Kamala, ha lasciato però intuire il tipo di “mestiere” che questa svolgeva. Dopo diversi anni trascorsi con Kamala, Siddharta, avendo capito che stava conducendo una vita che non avrebbe voluto, decise di andarsene. Ma Kamala aspettava un bambino che avrebbe chiamato come il padre Siddharta. Si sentiva ormai prigioniero dei rimorsi per lo stile di vita degli ultimi anni al punto da meditare il suicidio. Ma il caso o il destino fece sì che Siddharta incontrasse il vecchio amico Govinda il quale inizialmente non lo riconobbe e credette di aiutare uno sconosciuto. Un incontro davvero significativo. Siddharta, avendo riacquistato nuova fiducia, cercò ancora una nuova strada da percorrere. Si fermò così sulle sponde del fiume presso il vecchio barcaiolo Vasudeva da cui imparò moltissimo, proprio là dove avrebbe voluto porre termine alla sua vita. Qui incontrò anche Kamala in viaggio alla ricerca del Buddha, accompagnata dal figlio. A causa del morso di un serpente Kamala morì lasciando il piccolo Siddharta alle cure del padre. Ma il giovane era ribelle, non aveva voglia di lavorare e di apprendere: era l’opposto del padre. Dopo alcuni anni suo figlio decise di andare via e a Siddharta non restò che lasciarlo andare. Comprese perciò anche la sofferenza che aveva inflitto ai suoi, quando da giovane aveva preso la medesima decisione. E si giunge alla conclusione del libro con il nuovo incontro tra Siddharta e Govinda ormai anziani e saggi che si raccontano le loro esperienze, le loro conoscenze e le loro filosofie. Buona lettura |

Dedicato a tutte le bellissime, dolci, stupende
( che bugiardo che sono)
MIS CHIACCHIERE LIBERE.
Da un idea de: la_fata_di_roma con l'aiuto tecnico di Mqaximo e Sirtaki8,
la supervisione di zizzola1 e l'intervento esterno de il.corsaro.nero.
Un grazie speciale a tutti coloro che hanno aiutato con le proprie foto,
la loro presenza in chat e il loro calore tutto questo.
Auguri di Buon Natale 2007
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by monikadgl7









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