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il.corsaro....
   
Creato da il.corsaro.nero il 22/02/2006
tutto quello che non riesco a digerire
 

 

AAA cercasi boja!!!

Il naufragio della Concordia e la figura del suo comandante hanno ancora una volta risvegliato quel desiderio di forca, di sangue e di vera gogna medievale che è ormai diventata parte fissa del nostro modo di vivere. Ogni volta che un fatto di sangue si presenta in cronaca, giornalisti e una miriade di opinionisti si divertono ad andarci giù duri, pesanti, accolti e accompagnati da un’opinione pubblica che ha perso quel naturale e fondamentale ritegno, pudore e senso civico, che la dividevano ed evolveva dal regno dei barbari. Una società evoluta si distingue proprio dalle incivili usanze di quei popoli che nella violenza trovano la somma e il riscatto delle proprie frustrazioni.

La voglia di tornare a usanze medievali, il ripristino della gogna nella pubblica piazza dove il popolo si divertiva a sputare o lanciare sassi sulla faccia del malcapitato di turno diviene sempre più latente, inutile pensare che, il malcapitato, potrebbe esser innocente o addirittura un parente, un amico… e per ultimo, un essere umano. Le frustrazioni vincono sulla ragione.

Quell’odore di manette, anzi no, dei ferri con le catene, posti ai polsi e alle caviglie, il sublime piacere della corda che il boja lascia scivolare sul collo del reo, pregandolo di non insaponarla, proprio perché il condannato patisca il peggiore dei supplizi e, in fine, quella condivisione comune che giustizia è stata fatta.

Nella storia le giurie popolari hanno sempre subito la manipolazione dell’opinione pubblica, quell’influenza che come un’onda riecheggia da ogni parte del paese coinvolgendo in facto e non in diritto quella parte della coscienza di chi è preposto a giudicare. L’inesistenza delle garanzie del giusto processo.

Inutile tornare su cosa debba essere un giudice nello svolgimento del suo ministero. Super partes.

Schettino è indifendibile, un cialtrone che per pura vanità ha compiuto un atto assurdo, non di meno è il comportamento assunto da giornalisti e popolo che, dagli uni agli altri, hanno innescato una gogna mediatica dal sapore forcaiolo e privo di quelle garanzie costituzionali alla base della nostra civiltà.

Quando parliamo del Comandante De Falco e dei soccorritori, li definiamo eroi, dimenticando che queste persone svolgono il loro lavoro retribuito e conforme a quanto loro richiesto. Non sono eroi ma semplici servitori dello Stato.

L’aver perso quei principi fondamentali, quali, l’onore, il senso del dovere, il rispetto e il sacrificio a causa di velleità alla grande fratello, ha fatto sì che nascesse, nel comune senso collettivo, il naturale bisogno di eroi e di colpevoli, la cui soppressione, diviene il raggiungimento del soddisfacimento di quanto non siamo più in grado a percepire e conservare.  Il valore del sub lege libertas.

La voglia di menare le mani, di lapidare quell’assassino, quel vigliacco che ha lasciato donne, bambini e disabili in balia del mare crudele, ormai è parte integrale di noi, leggendo i vari social network, i commenti violenti sono innumerevoli, colpiscono sia Schettino sia i meridionali. La violenza, non più assopita, che alberga in ogni persona si fa scudo dell’indignazione comune e prepotentemente dilaga senz’altra remora. De Falco diventa l’eroe.

Quello che più lascia pensare è la Procura, che al vertice, deve applicare e confermare, le più semplici e vitali garanzie di legge, inverosimilmente si schiera contro il presunto imputato sapendo di esser supportata dal volere popolare. Che la gogna sia posta nella piazza principale dell’isola, sia dato inizio alla più crudele delle diaspore; la giustizia contro la legge.

Siamo giunti al punto che un servitore dello stato deve riscattare l’onore di un popolo, un popolo che ha perso, smarrito il senso della legge, della giustizia non intesa come legge del taglione ma come applicazione delle norme in difesa del diritto usurpato.

La differenza tra noi e i cialtroni sta proprio nell’osservanza delle leggi, il giusto rispetto dei principi, quali, la sacralità delle regole, che non va intesa solo per i cristiani quale principio del Cristianesimo, bensì come filo conduttore del comportamento individuale e collettivo all’interno di una società, il rispetto della vita umana e le garanzie di diritto per i cialtroni, perché proprio questo ci differisce da loro e ci rende esseri civili e degni di una società in evoluzione.

Schettino ormai non fa più notizia, adesso il serpente si morde la coda e attacca la protezione civile, i soccorritori…. gli eroi. Nell’aria c’è…. rumore di catene. Avanti il prossimo. Sotto a chi tocca.

Ci aggiorniamo amici… ci aggiorniamo!!!

 
 
 

Perché pagare le tasse?

C’è chi con la scusa del rischio sismico compra casa al centro di Roma (Filippo Patroni Griffi) in una zona del centro non a rischio sismico.

C’è chi si fa pagare l’albergo (Carlo Malinconico) da chi ha riso sul terremoto dell’Aquila e ignora questa elargizione.

C’è chi per un esame clinico fa prima a morire che a leggerne i risultati.

C’è chi con una macchina dal valore di mille euro (milioni di mezzi) paga un’assicurazione da 2000 euro l’anno.

C’è chi non fa mai un sinistro ma sinistramente si ritrova in classe superiore e invece di vedere la diminuzione del premio assicurativo lo trova aumentato.

C’è chi dà le case ai Rom (Pisapia) e lascia sotto i ponti gli italiani.

C’è chi vuole portare a un anno il permesso di soggiorno (Riccardi) agli immigrati senza lavoro e gli italiani… si arrangino.

C’è chi per pagarsi le medicine, nonostante ha reddito bassissimo, deve saltare il pranzo.

C’è chi, per una domanda di accompagnamento, aspetta di esser morto prima di vedere un tantino migliorata la sua vita.

C’è chi con una pensione sociale e una casa di due stanze e bagno dovrà decidere se pagare l’IMU o sopravvivere.

C’è chi per un ricovero in ospedale è costretto a morire in ambulanza nella ricerca del posto libero.

C’è chi per riscuotere un credito dallo stato fa prima a lasciarlo nel testamento ai nipoti.

C’è chi si ammazza per una cartella esattoriale.

C’è chi inizierà a regalare lattine di benzina alle Forze dell’Ordine pur di vedere una pattuglia in giro per le strade.

C’è chi subisce un torto, una violenza, un furto o perde la vita e poi vede i colpevoli liberi per le strade.

C’è chi va a votare sull’arresto di un deputato (Cosentino) senza leggere le carte ma per questioni politiche.

C’è chi fa il magistrato (Ingroia) e si sente partigiano.

C’è chi (noi tutti) paga nelle tasse: 1.90 lire per la guerra di Abissinia 1935, 14 lire la crisi di Suez 1956, 10 lire per il disastro del Vajont 1963, 10 lire per l’alluvione di Firenze 1966, 205 lire per la missione in Libano 1983.. ecc. ecc.

C’è chi (gli automobilisti) l’atto di dolore non lo fa in Chiesa ma avanti alla pompa di benzina.

C’è chi crede nei miracoli tranne quello di vedere benzina, assicurazioni e competenze bancarie diminuire.

C’è chi per accendere un mutuo per l’acquisto di una casa ha bisogno di un nutrito gruppo di parenti per la firma di avallo.

C’è chi va a scuola e quando suona la campanella di fine lezioni, pensa: Dio grazie se anche oggi non è crollato il tetto.

L’elenco è lungo, lascio alla vostra immaginazione per quanti altri “giusti motivi” simili a quelli sopraelencati, noi tutti, si deve avere un “necessario timore” e pagare le tasse.

Ci aggiorniamo amici... ci aggiorniamo!!!!

 
 
 

Io evado, Tu evadi e qualcuno paga le tasse!!!

Post n°422 pubblicato il 09 Gennaio 2012 da il.corsaro.nero
 

Da quando è arrivato Super Mario, si è scoperta l’evasione fiscale, si è scoperto che esiste un cancro nazionale che si annida tra la popolazione con metastasi insinuate in ogni parte. Il paziente è clinicamente morto.

Giorni fa nel leggere i “fatti di Cortina” seguiti poi da quelli in Liguria, sono rimasto a dir poco colpito da un simile dispiegamento (costosissimo) di forze umane e mezzi. Stupito dalla solerzia dei preposti che sono arrivati a controllare nelle borse dei clienti e a fare controlli su cittadini che passeggiavano tranquilli per Cortina.

Mi vengono in mente due frasi storiche: chi è senza peccato scagli la prima pietra; e, la seconda, non certo di un santo ma di un uomo cui giravano le “pale eoliche” in quel momento: "Si alzi in piedi chi di voi non ha mai preso finanziamenti illeciti in questo Paese". Corsi e ricorsi storici.

Una pubblicità fa vedere l’evasore fiscale come uno dalla faccia truce, dallo sguardo cattivo…. Ehm tu che leggi scusami un attimo…. guardati allo specchio e dimmi…. Ti vedi a quel modo? No… certo che no, TU, le tasse, le paghi, perché l’evasore fiscale è sempre l’altro e mai noi.

Pensavo a quelle volte che: Signora ho riparato la caldaia a gas, sostituito la scheda che era in corto, cambiato la pompa… sa il calcare… e pulito i filtri… in totale sono 300 euro, se vuole fattura, mi deve l’iva e quindi 360 euro. La signora fa il pari e dispari e pensa che con 60 euro paghi le due finanziarie fatte per il cellulare della figlia e per la macchina al figlio. Secondo voi… si fa fare la fattura?  E che dire di quel gommista che con fare silenzioso dice: sig. Rossi ho giusto due gomme quasi nuove, ve le garantisco e a un prezzo basso. Oh perbacco, nuove costano quanto un figlio all’università e lui me le garantisce… si va bene.  Sig. Rossi me le paga contanti niente assegno o fattura... sa sono usate e poi lei risparmia. Semplici esempi quotidiani di una normale giornata da evasore.

Occorre quindi pensare che l’evasione sia per molti una necessità per quadrare i conti per altri è un modo di delinquere. Brutto pensiero.

Giustamente l’attuale direttore dell’Agenzia delle Entrate, Befera, ritiene opportuno che esista “un necessario timore” che induca al pagamento delle tasse per evitare i “ferri”.

Chi ruba al fisco fa concorrenza sleale, la domanda sorge spontanea (Lubrano docet) e con quelle popolazioni che sono arrivate in Italia e lavorano, ad esempio nel tessile, con 250 persone in uno stanzino con annesso materasso per dormire e ciotola per il cibo, come la mettiamo? Con tutti i venditori ambulanti da spiaggia, da piazza, da bancarella? Con tutte quelle signore che prediligono un fuocherello acceso da un copertone e minigonna giusto per scambiare quattro chiacchiere con un viandante interessato alla cultura variegata? Con queste e mille altre categorie di persone come la mettiamo?

Cortina è lo specchio per le allodole, lo scenario giusto per aizzare il pensiero della gente contro chi ha di più. Come ho sempre detto, molte volte l’indignazione è per lo più invidia camuffata da perbenismo, e nello stesso tempo, visto che ho citato due frasi storiche, la terza ci va a pennello: “divide et impera”.

Prendi un popolo che non ha radici comuni, uniscilo “forzatamente “ sotto la stessa bandiera, lascialo attraversare da correnti politiche di tutti i generi, utilizza ogni appiglio per denigrare o accusare di razzismo qualunque difesa autoctona, alimenta l’eterna lotta tra il nord e il sud dove solo da poco tempo son spariti i cartelli “vietato l’ingresso agli animali e ai meridionali”, fa in modo che si alimenti l’odio e l’invidia per chi ha di più a scapito di chi ha meno, urla di una ridistribuzione della ricchezza e che tutti i ricchi hanno rubato, alla fine ti ritroverai una nazione sotto uno stato di polizia fiscale che, per coprire interessi di una comunità europea allo sbando, affama e imprigiona il cittadino mettendo la democrazia in stand by.

Vedere gli operatori delle forze dell’ordine porsi quali spietati controllori non è certo la figura che le NOSTRE FORZE dell’ORDINE hanno costruito in tanti anni di perdite umane subite sul campo della democrazia per difendere il cittadino. I famosi calendari dei Carabinieri o della Polizia dove si vede l’uomo in divisa giocare con i bambini, esser al fianco della gente e rassicurare gli anziani è sempre stato il valore unico che ha dato modo di vincere tutte le battaglie contro la criminalità. Quando il popolo sente la mancanza di libertà o accusa un’oppressione smisurata, si hanno le cinque giornate di Milano o le quattro giornate di Napoli.

Esser possessore di una macchina di cilindrata superiore ai 2000 cc. non significa essere un ricco possidente, avere cinque ettari di terra coltivata a grano, non rilasciano la qualifica di ricco possidente terriero, l’indossare il vestito buono la domenica per andare a messa (in uso nel sud) non è la dimostrazione che si è ricchi. Eppure per qualcuno, queste persone sono da controllare, perché insinuare il dubbio che la proprietà di cinque ettari di terra supportati dal possesso di una macchina di grossa cilindrata e un reddito basso presuppone l’evasione fiscale. Grossa cazzata. Cinque ettari di grano danno 75 quintali di prodotto l’anno che si vende a 20 euro il quintale se non meno e con l’integrazione aggiunta, sì e no copri le spese di semina e raccolta. Una macchina di grossa cilindrata costa meno di un’utilitaria e per il mantenimento si fanno grosse rinunce, oppure, come riscontrato dalle forze dell’ordine, ben tre milioni e mezzo di auto in Italia viaggiano senza copertura assicurativa. Per non parlare dei rappresentanti o dirigenti aziendali, e non parliamo di aziende grandi ma di medie e piccole imprese, che girano con il SUV, maledetto e amato mezzo di trasporto. Bisogna sapere che le auto aziendali sono detassate per il 40% e solo per questa cifra per uso lavorativo, per il resto della tassazione, sono e restano, liberi mezzi di movimento che possono girare come tutti gli altri. Prima di urlare “riccone” a uno alla guida del SUV bisogna vedere come stanno le cose. Cito un’ultima frase: molti italiani sono persone di serie B che con mezzi di serie C cercano di dimostrare di vivere una vita di serie A.

Gioco di questo Governo è il fumo negli occhi, dimostrazioni con effetti speciali a risultato zero per dimostrare che la lotta all’evasione è in atto, il tutto a coprire una tassazione che serve solo a risanare i conti di grossi interessi politico-economici. Nel passato Governo abbiamo avuto risultati concreti ed evidenti, in netta crescita nella guerra all’evasione fiscale senza trasformare i finanzieri in guardiani arcigni.

Caro Befera, se solo bastasse un “necessario timore”  per prevenire il crimine vivremmo tutti nel giardino dell’Eden e avremmo le carceri vuote.

Ci aggiorniamo amici... ci aggiorniamo!!!

 
 
 

Bersani chiese “un colpo di reni”.

Era l’8 settembre quando l’Italia con una manovra tecnica smise la camicia nera per indossare quella rossa, molti di quelli che fino il giorno prima salutavano il Duce con il saluto romano divennero fautori della partigianeria dando poi sfogo e coadiuvando vendette private e omicidi dal falso sapore politico. Quel fatidico giorno costò, agli italiani, lacrime e sangue in costi di vite umane. Non parlo solo dei ragazzi su al fronte ma di quanti avevano da sempre retto le fila di questo strano paese. Toccò a tante famiglie piantare un picchetto e resistere contro l’orda rossa per evitare che l’Italia divenisse un feudo russo. Non parlo di famiglie altolocate, la borghesia è sempre stata debole e ammalata da falso populismo, parlo di quelle persone che intuirono, quanto stava per succedere, quanto l’Italia avrebbe pagato in termini di libertà e usarono, a modo di barriera, il loro petto, i loro ideali e la loro innata voglia di democrazia e liberismo. I rossi furono fermati. Artefici di quella manovra, la storia DEVE ricordarli ad perpetuam rei memoriam, furono il Re d’Italia e il Generale Badoglio, il primo reggente incapace e il secondo (a voler esser buoni) leggero nel pensare i danni che una tale decisione avrebbe inflitto a tanta povera gente, a tante vite umane. Ma chi comanda non sente dolore.

 Corsi e ricorsi storici, un’altra data dallo stesso sapore nauseabondo torna a esser ricordata non come la fine di una dittatura che ha fatto scempio della democrazia e libertà. Bensì, è da ricordare come il giorno in cui l’Italia ha visto la sua democrazia esser messo in default, giorno in cui un vecchio retaggio comunista ha dato il suo ultimo colpo di coda e causa lacrime e sangue, ancora, agli italiani.

Berlusconi il 12 novembre si dimette, nei mesi e anni precedenti, santoni, dotti medici e sapienti avevano giurato e spergiurato che l’unico modo per risolvere la crisi economica italiana fossero le dimissioni del “bandito” dell’”aguzzino” dello “psiconano” del “rejetto”. Da Bersani a Vendola, da Casini al Tonino dei monti, tutti urlavano e chiedevano le sue dimissioni. Perché mai dimenticare il popolo viola, i girotondisti, gli indignati, i black-bloc e tutta quella marea di ragazzini imbevuti di testa che si divertivano a urlare contro un imprenditore prestato alla politica con l’unico desiderio di LIBERARE l’Italia da quella vera e unica dittatura dei papati della politica. Le poltronissime.

Che cosa dire della stampa estera e nazionale, dal Financial time all’Economist, dal Corsera alla Repubblica, un coro unanime che addossava la colpa del famigerato “spread”, sempre in salita, all’allora capo del Governo. Berlusconi.

Il 12 novembre Berlusconi si dimette e come per incanto… ehm no, lo spread non scende, ma si scopre che sale ancora, poi che la crisi non è italiana ma europea, e, in fine, si scopre che è mondiale. In campo scende il Napolitano Presidente della Repubblica si prodiga sprecando parole e preoccupazioni per quello che sta per accadere all’Italia che può esser salvata solo da Batman, ehm no, da Mandrake, ops no, da super Pippo… Maremma hane… nemmeno lui può…. Esiste solo un uomo Super Mario. Ecce homo.

Per chi non lo conosce, super Mario è un gran bel giochetto, dove un tubista scatenato saltando e correndo riesce ad evitare problemi e danni per raggiungere l’agognata meta… il nostro, Super Mario, ha preferito affrontare “ a muso duro”, che la buon’anima di Bertoli mi perdoni, il vile spread con una manovra bagnata dalle prime lacrime della Forleo.

O perbacco, Berlusconi si è dimesso, la stampa, nazionale e internazionale, ha riposto le penne avvelenate e false nei cassetti, il bunga bunga mediatico è finito, la “manovra lacrime e sangue” è passata ed è legge, eppure, lo spread non scende, le borse italiane sono dei colabrodo e il differenziale sui Bund tedeschi costerà agli italiani ennesime manovre aggiuntive per far fronte al pagamento degli interessi. Mi tornano in mente i caroselli delle auto, le bandiere al vento nella sera di Roma a festeggiare le dimissioni di Berlusconi, e quanti saccenti dotti avevano valutato con 100 punti in meno sullo spread l’addio del Premier. E’ arrivato super Mario e il suo governo tecnico, i primi risultati si sono visti, il Natale più nero che si ricordi da decenni. Adesso mi chiedo perché la Marcegaglia non urla più a gran voce al governo tecnico di fare un passo indietro, perché il gioco di chi sta mettendo l’euro in crisi è sempre più audace e forte, la Merkel… ops... Heil Merkel, adesso con la complicità di un sorridente, sempre meno, Sarkozy, hanno ridotto l’Europa a un casotto a due velocità, dove il magna magna è il vero credo quotidiano. Bersani urlava agli italiani che “…. L’Italia ha bisogno di un colpo di reni…”, solo che il colpo di reni è andato un po’ più in basso e come tutti i “colpi” improvvisi e forti il dolore sopraggiunge subito dopo. L’Italia è un paese a maggioranza anziana, persone che vivono con pensioni che non sono sempre quelle da “Rettore universitario”, lo zoccolo duro delle pensioni è dato da minimi sostentamenti per sopravvivere. Ora mi chiedo e vi domando come diamine farà chi non arrivava alla terza settimana (non è che per miracolo la terza settimana non esista più) o chi ha pensioni basse e magari figli o nipoti a carico, a pagare l’ICI sospinta a livelli paurosi da un aumento delle rendite catastali?

La legge prevede che un maggiorenne fino a che non diventi autonomo deve esser mantenuto dai genitori, che strano, i nostri “tecnici”, hanno previsto uno sgravo di 50 euro a figlio convivente in casa ma che non abbia superato i 26 anni d’età. Ergo, per legge, io devo mantenere un figlio fino a quando non si sistema e con le nuove sentenze di Cassazione fino a che non abbia una vita degna se il suo stipendio non basta, ma se devo fregare i soldi agli italiani, dopo i 26 anni va bene.

L’8 settembre del 1943 tante famiglie italiane posero un alt all’avanzata rossa, oggi, ancora una volta, bisogna fare appello a quelle famiglie capaci nel comprendere i valori di democrazia e libertà a fare ancora una volta muro contro la devastante avanzata che ci sta falcigliando. Mi sta bene che “gli italiani siano difficili da governare” quello che non ammetto e che “sia inutile”.

Ci aggiorniamo amici… ci aggiorniamo!!!

 
 
 

Si stava meglio quando si stava peggio!!!

Mussolini in una delle sue frasi più celebri affermò che governare gli italiani era cosa difficile, anzi, inutile. Una frase simile fa sobbalzare e per certi versi indigna i più, se poi questa frase la dice l’ex Premier, allora si salta immediatamente alla gola dello stesso. Quello che mi lascia perplesso è il perché nessuno si sia mai soffermato a chiedersi il significato di quella frase, il senso e la valutazione della frase e degli italiani. Gli italiani sono un'etnia particolare, discendenti da culture e popoli differenti, invasi da etnie diverse che ha come fine unico quello del mantenimento della poltrona, consapevoli che gli elettori cominciano a capire e forse a scegliere. Quando devono comunicarti una brutta notizia, esistono due scuole di pensiero, quelli che in maniera soft e con vari giri di parole arrivano al dunque e quelli che in maniera brutale e cruda ti dicono in faccia quello che ti sta succedendo. Eludiamo i falsi e nello stesso tempo gli ipocriti, almeno evitiamo lungaggini. Monti si è presentato in televisione e ha detto agli italiani che le cose erano ormai sull’orlo del burrone, l’Italia era ad un passo dal non poter più nemmeno pagare gli stipendi e che occorrevano lacrime e sangue. Uamineiddio (sic) ha lasciato tutti a bocca aperta, la “botta” è stata cosi forte che come tutti i colpi improvvisi non ne senti immediatamente il dolore. Quello arriva… e lo senti bene e forte. Trasversalmente la politica italiana, salvo qualche eccezione, ha appoggiato il governo Monti, hanno lasciato che la democrazia andasse in default e che un intero disegno economico a privilegio di pochi andasse in onda. Non occorre un costituzionalista per capire che a un governo che cade, deve seguire una regolare votazione popolare che decida il destino della propria nazione, come non occorre uno psicologo per capire che sia la carta stampata sia la televisione preferiscono colpire le varie caste per accrescere quel senso d’indignazione che maschera sempre un’invidia secolare. Oggi leggevo su Il Giornale di quanto guadagna un magistrato dei suoi giorni di ferie e del lavoro più o meno compiuto, nel leggere i commenti, gli epiteti e le vessazioni contro questo tipo di “mestiere” facevano a dir poco vomitare. Tutti pensano che fare il magistrato sia una cosa semplice, alla Woodcock, ma se ci fermiamo un attimo a ragionarci sopra dovremmo tenere in considerazioni gli epiteti e il nostro giudizio da una parte e dall’altra considerare gli anni di università, un biennio di preparazione per un concorso, presentarsi in queste grandi aule, immense popolate da migliaia di persone che si sfidano per 80 posti come magistrato. Dopo l’eventuale superamento di questo concorso segue un iter d’inserimento nel campo della magistratura come uditore per altri due anni e, in fine, l’assegnazione a una Procura. Sì ma non sei Woodcock, sei un pinco pallino che deve farsi strada tra mille problematiche e l’occhio falso di chi ti affianca e di chi hai di fronte.

La retribuzione del magistrato è vincolata a dei "passaggi di grado", dovuti all'anzianità di servizio.
la cifra complessiva si articola di tre elementi:
- stipendio
-indennità integrativa speciale
-indennità giudiziaria
I primi due anni si ricopre la carica di uditore giudiziario, l’uditore giudiziario dopo sei mesi dalla nomina consegue un primo aumento, in realtà articolato in due fasi: dal settimo mese aumentano le sole voci “stipendio” e “indennità integrativa speciale”; dall’inizio delle funzioni (da quando si va nella prima sede di
destinazione) raddoppia “l’indennità giudiziaria”.
al netto: 1680 euro
dopo sei mesi: 1800 euro ca.
dopo sei mesi con inizio funzioni 2200 euro ca.
Due anni dopo la nomina ad uditore si diviene giudice di tribunale al primo livello retributivo: da questo momento in poi aumentano sempre solo le voci “stipendio” e “indennità integrativa speciale”, rimanendo invariata nel corso della carriera “l’indennità giudiziaria”.
lordi: 3200 euro ca.
- I giudici di tribunale con tre anni di anzianità nel grado (5 dall’inizio di carriera) raggiungono un secondo livello retributivo 5200 euro ca
- I giudici di tribunale con 11 anni di anzianità (13 dall’ingresso in carriera) divengono
Consiglieri di corte d’appello 5500 euro ca

- I consiglieri d’Appello con sette anni di anzianità (20 da inizio della carriera) vengono
dichiarati idonei alle funzioni di cassazione o “gradi quarti” 7000 euro ca
- I magistrati idonei alle funzioni di cassazione da otto anni (28 dall’inizio della carriera)
vengono dichiarati idonei alle funzioni direttive superiori.
12000 euro ca.

Più o meno, questi sono gli stipendi di chi rischia la pelle, di chi deve sorbirsi tutte le lagnanze di chi ritiene, suo malgrado, esser leso nel diritto ed è a contatto diretto e continuo con la peggiore feccia della società.

Beati gli avvocati, i dirigenti aziendali, i professionisti indipendenti, i bancari, i medici, dotti e sapienti vari che usufruiscono di stipendi ben più consistenti. Quando chiamate un elettricista o un tubista a casa per un guasto quanti vi fanno fattura e quanto chiedono? Ora moltiplicatelo per 3/5 visite giornaliere e poi per 25 giorni lavorativi e fate due conti. Ecco la famigerata casta.

Monti ha parlato di lacrime e sangue, ha sbattuto in faccia agli italiani che rinunciava allo stipendio, porello quanto mi spiace, e gli italiani cosa fanno? Beccano la mazzata tra i denti e restano lì buoni buoni appoggiandosi ai sindacati e a quel poco che riesce a fare l’opposizione. Non dimentichiamoci la frase di Monti: “Sono stato chiamato”, quasi a voler ben significare “avete voluto la bicicletta e mo pedalate”. Illustre Prof. mi consenta… IO non l’ho chiamata, se occorreva un tecnico che mettesse giù uno schema economico, bastava un semplice ragioniere. In Spagna, Egregio Prof. han fatto una cosa migliore senza ammazzare l’economia di quel paese che aveva fatto un passo avanti sull’orlo del baratro… certo gli iberici non hanno la Bocconi. Tornando agli italiani mi viene in mente quando dopo l’omicidio di Mussolini, l’insediamento della Repubblica e l’agognata libertà, tanti italiani, sottovoce all’inizio poi sempre più apertamente, dicevano che si stava meglio quando si stava peggio, ben riferendosi a un periodo storico particolare. Oggi alle pompe di carburante si guardano il prezzo e gli occhi di un altro automobilista e ci diciamo che la crisi impone sacrifici, un po’ come dire…. mettiamoci almeno della vasellina e l’altro ci urla… no niente vasellina dobbiamo risparmiare.

Ci aggiorniamo amici... ci aggiorniamo!!!

 
 
 
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"L'UOMO E IL MARE"

Uomo libero, sempre tu amerai il mare!
Il mare è il tuo specchio; tu miri,
nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima.
Il tuo spirito non è abisso meno amaro.

Ti compiaci a tuffarti entro la tua propria immagine;
tu l'abbracci con gli occhi e con le braccia,
e il tuo cuore si distrae alle volte dal suo battito
al rumore di questo lamento indomabile e selvaggio.

Siete entrambi a un tempo tenebrosi e discreti:
uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi;
mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete,
tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero.

E tuttavia sono innumerevoli secoli
che vi combattete senza pietà né rimorsi,
talmente amate la carneficina
e la morte, eterni lottatori, fratelli.

   Charles Baudelaire

FRATELLI DELLA COSTA

L'INCONTRI NEI PORTI, LUNGO LE RIVE.
LI VEDI DISTESI SU VECCHI BATTELLI.

NE SCOPRI TALVOLTA UNO CHE VIVE
LONTANO DAL MARE, MA SONO FRATELLI.

LI TROVI PERFINO NEL "BACO ELEGANTE",
NELLA MISCHIA ECCITATA GREMENTE IL LOCALE
IN MEZZO ALLA FOLLA DEL NULLA VOCIANTE,
TRA I MILLE DIVERSI, SON SENZA UN UGUALE.

SONO ARIA NEL VENTO
SENZA POSA UN MOMENTO.

DELLA TERRA SON FUOCO, PROFUMATO DI MARE.
NON SON CHERUBINI, MA SAN COME AMARE.

SOPPORTANO VITE TRASCORSE A LOTTARE,
LE MANI PER STRINGERE CHE POSSON LENIRE,

SON ESSERI...... STRANI DA GIUDICARE
SON POCHI COLORO CHE LI SAN CAPIRE.

SORRIDONO ALLEGRI NELLA TEMPESTA,
PIANGONO UN FIORE CHE NON E' SBOCCIATO,

NON VOGLIONO MAI.......LA TESTA CHINARE,
SORREGGONO IL CUORE A CHI ULTIMO E NATO.

NELL'ARIA SON VENTO CHE NON POSA UN MOMENTO:
NON SON CHERUBINI, MA POSSON VOLARE,
SONO UOMINI VERI CHE SAN COME AMARE

                                (anonimo)

 

...... liberi di volare... liberi da ogni cosa..... grazie david per questo sogno!

 

La Giustizia non è solo un'illusione!!!

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Dodi.


Oggi sono.... IO.