
Amo l'acqua e il mare e non riesco a starne lontano per troppo tempo.
E' stata dura arrivare a maggio senza esserci mai stato ed è per questo che domenica
non mi sono lasciato sfuggire l'occasione..
Avendo poco tempo abbiamo dovuto scegliere la spiaggia più vicina alla nostra città: Montalto Marina.
La tabella di marcia dell'allegra comitiva dei vacanzieri ha previsto una partenza intelligente per le ore 11.30, la solita sosta
in una pizzeria a metà strada, una puntatina a casa dei miei- giusto il tempo di allagare il bagno lottando duramente con le tubature usurate e rotte- e finalmente la spiggia...
La temperatura era molto piacevole, il vento ci accarezzava e ci solleticava cospargendo sabbia ovunque, il mare ci invitava a tuffarci e a dimenticare il freddo dell'inverno, avevo la sensazione che la festa fosse appena cominciata o che stesse per finire..
L'aria era tersa e girandomi a sinistra potevo scorgere nitidamente il litorale di Tarquinia, mentre a destra era ben visibile Capalbio e l'Argentario.
Ma ovunque mi girassi c'era sempre qualcosa che distoglieva lo sguardo e attirava la mia attenzione per la sua magnificenza: le gigasntesche ciminiere delle centrali
a carbone di Civitavecchia e di Montalto di Castro.
Tanti anni fa queste enormi torri a strisce bianche e rosse non potevano che solleticare l' immaginazione di una adolescente sognatore come me: mi piaceva pensare ad enormi e maestosi fari visibili a centinaia di chilometri, punto di riferimento, ancora di salvezza e
antidoto alla solitudine di numerosissimi marinai in fuga dal mondo..
Con il tempo ho scoperto che queste torri monumentali non avevano nulla a che vedere con il mitologico faro di Alessandria e che potevano distinguersi solo per il loro grande contributo alla totalità di emissioni di CO2 e di nanoparticelle delle regioni Lazio e Toscana.
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Effetto serra, 'quella sporca dozzina' Legambiente fa i nomi dei dodici impianti italiani più inquinanti. Centrale termoelettrica di Montalto di Castro quinta in classifica
03/02/2007 00:05:00 - CENTRALE ENEL ALESSANDRO VOLTA
La più pesante per l’atmosfera è la centrale termoelettrica Enel di Brindisi sud, che emette ogni anno 15 milioni 340 mila tonnellate di anidride carbonica. C’è poi l’Ilva di Taranto, che supera gli 11 milioni di tonnellate annue, seguita dalla centrale termoelettrica Edison, sempre a Taranto, che si attesta sui 10 milioni. E ancora la raffineria sarda Saras, la centrale Enel di Montalto di Castro, vicino a Roma, e l’impianto termoelettrico Enel di Fusina (Venezia), che immettono tutte nell’aria più di 5 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. L’elenco prosegue con la centrale termoelettrica Endesa di Fiume Santo, la Tirreno Power di Vado Ligure, l’Edipower di San Filippo del Mela, la raffineria di Gela, la centrale termoelettrica Enel di La Spezia, per finire con la centrale Enel Torrevaldaliga Nord a Civitavecchia, con una produzione di 2 milioni e 955 mila tonnellate di CO2 all’anno.
E’ questa la nostra “sporca dozzina”: l’elenco degli impianti termoelettrici italiani che contribuiscono maggiormente all’effetto serra, elaborato da Legambiente su dati EPER (il registro europeo delle emissioni industriali nell'atmosfera e nelle acque). Sono loro infatti, seguiti dal settore dei trasporti e dell’energia per usi civili, a produrre la maggiore quantità di CO2, il gas responsabile dell’innalzamento delle temperature del pianeta.
“Un bilancio pesante per il nostro Paese – commenta Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente - . Cinque di questi impianti sono alimentati a carbone e uno a pet coke. E’ fuori di dubbio che all’Italia serve una riconversione a combustibili meno inquinanti, come il gas, e una gestione più razionale dell’uso e della produzione d’energia. C’è la necessità di avviare al più presto un’azione puntuale, per intervenire sui singoli impianti inquinanti e nello stesso tempo per riorganizzare tutto il settore e invertire la rotta, promuovendo le rinnovabili, l’efficienza energetica e le tecnologie pulite”.
La sporca dozzina
(Impianti, emissioni di CO2 in tonnellate per anno, combustibile)
Centrale termoelettrica Enel di Brindisi sud 15.340.000,00 carbone
Ilva di Taranto
11.070.000,00 carbone
Centrali termoelettriche Edison di Taranto
10.000.000,00 gas
Saras Raffinerie Sarde
6.041.000,00 gas da petrolio
Centrale Enel di Montalto di Castro (VT)
5.943.000,00 olio combustibile
Impianto termoelettrico Enel di Fusina (VE)
5.590.000,00 carbone
Centrale termoelettrica Endesa di Fiume Santo (SS) 4.130.000,00 carbone e olio
Centrale termoelettrica Tirreno Power di Vado Ligure (SV) 3.703.000,00 carbone
Centrale termoelettrica Edipower di San Filippo di Mela 3.596.000,00 olio combustibile
Raffineria di Gela (CL)
3.515.000,00 pet coke
Centrale termoelettrica Enel di La Spezia
3.214.000,00 carbone e gas
Centrale termoelettrica Enel Torrevaldaliga Nord - Civitavecchia
2.955.000,00 olio combustibile
NO COKE!!!!http://nocoke.altervista.org/altolazio/component/option,com_frontpage/Itemid,1/
Inviato da: indianina67
il 28/10/2008 alle 13:47
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il 22/10/2008 alle 13:48
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il 20/10/2008 alle 14:12
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il 10/06/2008 alle 14:06
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il 05/06/2008 alle 11:33