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Nostalgie turanensi

Post n°1184 pubblicato il 03 Marzo 2024 da giuliosforza

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    Nostalgie

    Conobbi cento anni fa una signora da tutti chiamata semplicemente Donna Assunta. E quel nobile titolo ben le si addiceva. Nobilmente gestiva con suo marito, i figli,  i nipoti, un ristorante sulla riva di un bel lago, nato per incanto nella vale una volta ubertosa d’olivi e viti e di ogni genere di vita animale e vegetale, un vero giardino edenico: il lago artificiale del Turano, destinato,  col suo gemello lago del Salto, ad alimentare le centrali elettriche del reatino: uno scempio naturalistico risoltosi provvidenzialmente in un ricamo d’acque trasparenti (ché tale esso appare, dall’alto dei borghi che gli fanno corona); uno specchio d’acqua che la generosa dea Fauna fece ricco di trote persici carpe cavedani lucci anguille, per la gioia dei pescatori-ristoratori di Colle di Tora, Castel di Tora, Posticciola,  Montegiove, Paganico, Ascrea, Collalto Sabino et coetera i cui territori scendono in esso a bagnarsi, e di tutte la amene locande (quella storica di Lontero padre di Katiuscia mia ex allieva anch’essa -prolifiche di mie studentesse a Roma3 furono  la Valle e l’attiguo altipiano del Cavaliere, ignoro se per caso o per…fama!- la nuova e un poco …dandy, se una tale attributo può  addirsi ad un sito, detta ‘del Poeta’, e infine  l’‘Agriturismo Ferramosca’, immerso nei castagneti entro i quali mea la strada tortuosa e ombrosa che guida a Turania, già Petescia) disseminate lungo il  percorso che passo passo segue l’aprirsi e snodarsi, sinuosamente, del lago.

   Il ristorante di Donna Assunta, in Località Zingari, è ora un elegante e raccolto B&B, con annesso Home Restaurant, per volontà dell’erede dottoressa Nicolina Petroni, dirigente medico oculista al Pertini di Roma, e della sua figliola  Silvia Lo Giudice, soprano lirico in arte Silvia Lo (in famiglia dunque Luce e Suono si disposano!), la cui bella voce udii diffondersi nell’aria in una notte serena  in occasione di un  concerto vocale pensato dalla mia anche lei ex allieva professoressa Maria Pia Mercuri sindaca di Collalto, intima di Euterpe e genitrice di una progenie lirica, preparato e accompagnato al piano dal Maestro italo-argentino Rolando Nicolosi. Profonda era la notte agostana, fiabesca l’ambientazione: la corte del Castello baronale di Collalto dall’acustica perfetta, donde le voci e i suoni venivano magicamente rilanciati alle Costellazioni da una benevola Eco che, abbandonati quella notte per noi Febo, Latona, Diòniso, Pan e le sorelle Oreadi, restituiva Frau Musika, come Urklang, Suono primigenio, alla Musica dei Mondi.

   Son sicuro che quella notte anche Donna Assunta era fra noi, memore delle serate-nottate apollineo-dionisiache vissute nel suo Ristorante da uno scalmanato gruppo misto di avventori vivaresi e amici, residenti o villeggianti, fra cui il sottoscritto.

   Il B&B “Nonna Assunta” è situato in territorio di Collegiove, alla confluenza della Turanense con la   strada orviniese pozzagliese pietrafortese, che attraverso poggi e forre, selve e vigne, castagneti e querceti e pendici dirupate, scende al lago ancor quasi fiume, e attraverso un ponte si disposa alla provinciale Carsoli-Rieti che con la grazia l’eleganza e la scioltezza sinuosa di un serpente, superata  la diga a Posticciola, s’avvia, tra i colori e i profumi di una ormai espugnata Sabina (ché piena Sabina in ogni suo aspetto  appaiono Rocca Sinibalda, Stipes, Belmonte), alla conquista della statale 4 via Salaria, alle porte dell’Italiae Umbilicus.

   Al ristorante di Donna Assunta, mitico nel mio ricordo, dai borghi dei dintorni accorrevano avventori di ogni tipo (lavoratori, pensionati, giovani scapestrati, professori dallo spirito ancora goliardico) amanti della buona tavola e del buon vino. Ed ivi tutta la notte era un risuonare di canzoni popolari di ogni genere, d’amore, di guerra, del lavoro, d’emigrazione, che colmavano i silenzi delle notti illuni e di quelle stellate, e che anch’esse l’oreade Eco fino all’alba faceva risuonare per i colli e le convalli.

  Io fui frequentatore assiduo e assai attivo, per …voracità e vocalità, delle serate da ‘Donna Assunta’. Ero tra i più giovani e resistenti della combriccola, i cui componenti, tutti a me carissimi,  già da tempo mi hanno abbandonato in questa valle per grazia degli Dei di non solo lacrime, e spesso al mattino seguente mi rimanevano ancora energie bastanti  per precipitarmi  a trascorrere un’altra giornata memorabile a Colle di Tora ‘dal Pescatore’ (più volte su questi spazi m’è avvenuto di narrare i non sempre piacevoli esiti di quelle gesta pantagrueliche) padre di un’altra mia ex allieva, Emanuela, già docente al Liceo psico-socio-pedagogico di Rieti, ora  gestore, insieme alle figlie Ilenia, ricercatrice stabilizzata presso il Policlinico romano, ed Elisa nota nutrizionista assai presente anche in rete (una nutrizionista in un ristorante, quale lusso!) del grande ristorante sul Lago dal nome memorabile  di “Trattoria del Pescatore”.

   Oh potere, in questa mia Sera, ancora una volta sostare sulle sponde di quel lago ove cento e cento volte sedei, solo o in compagnia, a meditare sul senso del mio fugace esserci nell’esserci di tutte le cose, a piangere le mie esistenziali angosce o ad affidare alla brezza i sospiri del mio cuore innamorato!    

   Oh potermi rifugiare, in questa mia Sera, nella solitudine e nel Silenzio ricco di Presenze del Lago che il B&B ‘Nonna Assunta’ e la  Trattoria del Pescatore contemplano, stordirmi negli abissi dell’estasi o della disperazione (Plonger, col ‘Maudit’  del “Voyage”, au fond du gouffre, enfer ou ciel qu’importe / au fond de l’inconnu pour trouver du nouveau), tentar di sondare gli  arcani di un Tempo-Chronos pur sempre da me vissuto sub specie aeternitatis, platonica aiònos eikòn kinetè, immagine mobile dell’eterno, rimasti insoluti nonostante le innumerevoli Isidi velate, gli innumerevoli Ermeti di ogni cultura e latitudine da me nella mia troppo lunga e troppo breve esistenza frequentati e venerati!

   Più serena sarebbe in questi eremi l’Attesa, rasserenata da una voce angelica modulante in lontananza le note di Casta Diva e di Vergine degli Angeli: la voce di Silvia Lo.

  Ché ben di più che un letto e un desco sanno offrire ‘Nonna Assunta’ e ‘Il Pescatore’! Sanno donare il Verbum che dum medium silentium tenerent omnia a regalibus sedibus venit.

  Nota

   Non è mia colpa se tutte le Signore, giovani e meno giovani, nominate in questa pagina di ricordi sono, oltretutto, bellissime. Ad un appassionato cultore di Filosofia ed Educazione estetiche è il minimo che potesse capitare. Ancora una volta Verum et Bonum et Pulchrum convertuntur!

 __________________                           

  Chàirete Dàimones!

   Laudati sieno gli dei, e magnificata da tutti viventi la infinita, semplicissima, unissima, altissima et absolutissima causa, principio et uno (Bruno Nolano)

 

 

 

 
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