Creato da ElettrikaPsike il 17/12/2012

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Dillo, bella strega...se lo sai, Adorabile strega…Dimmi, conosci l’irremissibile? (I fiori del male, C. Baudelaire)

 

 

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We don’t need no thought control

Post n°297 pubblicato il 03 Gennaio 2020 da ElettrikaPsike
 

 

Tempo fa leggevo un post nel blog di un utente amico, ed ho pensato che parlare di muri, facesse bene anche qui, nel mio Labirinto.

 

 

"I don’t need no arms around me

And I don’t need no drugs to calm me

I have seen the writing on the wall

Don’t think I need anything at all"


Una veloce stima:

Nel 1989, dopo la caduta del più celebre - il muro di Berlino - se ne contavano quindici.

Poi siamo arrivati a più di 60. Una ventina solo negli ultimi anni.

Qualcuno dice che si può legittimamente parlare di quella attuale come l’era dei muri…ma questa “Age of walls”, a parer mio, è un’era infinita. Perché dove non si parla di quelli fisici ne abbiamo altrettanti se non di più, di muri metaforici, mentali, culturali, emotivi.

Un terzo dei Paesi del mondo presenta recinzioni di diverso tipo lungo i suoi confini (nel continente africano se ne contano 12, due sono i muri che dividono l’America, separando gli Stati Uniti dal Messico, e quest’ultimo dal Guatemala, 36 quelli che frammentano l’Asia e il Medio Oriente e 16 sono le recinzioni che attraversano l’Europa, la maggior parte delle quali localizzate nella parte orientale del vecchio continente).

Dal 2000 in poi circa diecimila chilometri di cemento e filo spinato hanno confinato territori, s’innalzano recinzioni di ogni tipo e ci si blinda per arginare i flussi migratori e per proteggersi dal terrorismo ma anche per separare gli abitanti di una zona ricca residenziale da quelli della baraccopoli limitrofa (tra l’altro in uno Stato che solo nel 1994 riuscì a scrollarsi il marchio dell’apartheid).

C’è un muro per ogni gusto, religione, popolo…dal muro che separa la Repubblica Greca di Cipro dalla Repubblica Turca di Cipro, alla “Peace-Line” di Belfast per separare in Irlanda la Belfast cattolica da quella protestante; c’è la barriera del 38esimo parallelo che frammentò la Corea del Nord e la Corea del Sud; ci sono i muri eretti dall’India al confine con il Pakistan e al confine con il Bangladesh; ci sono i confini militarizzati fra l’Arabia Saudita e lo Yemen.

E poi c'e l’iconica situazione d’Israele… che ha letteralmente recintato se stessa, circondata da barriere che la isolano sia all’esterno dalle nazioni limitrofe, sia all’interno rimarcando gli eterni conflitti della Terra di Canaan.

E per ogni muro solidificato ci sono stati migliaia di piccoli e grandi muri mentali a preparare il lavoro… In Giappone, migliaia di adolescenti - definiti hikikomori - vivono in disparte, affetti da una sindrome da isolamento volontario, all'interno della loro stanza, a consumare una vita virtuale in un rifiuto silenzioso del mondo. Il loro è un confine tanto fisico quanto interiore ed il muro che innalzano è probabilmente fatto di paura. Tutto sommato, quindi, anche loro soltanto un altro mattone nel muro…

Eppure, come ogni altra cosa, anche un mattone può trasfigurarsi: i Pink Floyd, nel 1979, questa barriera mentale e psicologica la fecero diventare musica, erigendo un muro fatto di note e di parole che divennero una parte privilegiata della storia del rock.

Io credo che ognuno di noi possa scegliere di dire "Ho capito quello che sta succedendo. Dopo tutto erano solo mattoni nel muro. Dopo tutto eravate tutti solo mattoni nel muro".

 

 

"Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù”

(Gal 3:25-28)


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Commenti al Post:
woodenship
woodenship il 05/01/20 alle 03:14 via WEB
Mi fai venire in mente un film di parecchi anni fa, se non ricordo male, s'intitolava"I demoni", regista Ken Russel. La storia era quella di un prete che aveva una grande influenza sul popolo di una città. Questi usava il suo ascendente per impedire che fossero abbattute le mura che proteggevano i cittadini.Al contrario il potere monarchico, proteso ad eliminare le autonomie cittadine, manovrava nell'ombra per fare sì che le mura fossero demolite. Ecco: suona paradossale che, il potere che ha demolito le fortificazioni cittadine per riaffermare il monopolio sulla violenza, dunque anche sulla difesa, ai giorni nostri, eriga muri per ogni dove Per me è sintomo di regressione non solo culturale, ma anche umana. Il tentativo smaccato di tirare indietro le lancette della storia.Del resto, ne abbiamo avuti infiniti esempi di periodi di arretramenti e ricadute nella barbarie. Mi chiedo soltanto se potremo noi vedere la luce in fondo al tunnel. Però sono sicuro che qualcunaltro arriverà a vederla. Sempre che i muri non finiscano per strangolare del tutto anche la possibilità di vita sul pianeta. Penso all'Australia superba che, essa stessa creata da migranti, si è arroccata rinchiudendo in campi infernali altri migranti anch'essi in cerca di speranza. Penso all'Australia che sembra destinata ad essere un unico grande deserto difeso da un muro d'oceano..........Un bacio scintillante di stelle.......W.......
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 25/01/20 alle 17:27 via WEB
Mai visto il film, so che era uscito negli anni 70 prima che nascessi ma non ho mai nemmeno voluto cercare repliche in seguito perché era la trasposizione di un romanzo, I Diavoli di Loudun, che invece c'era nella biblioteca di casa mia e che mi metteva angoscia. Come per tutto, andando avanti e correndo verso il futuro, ci accorgiamo che stiamo appena iniziando ad inseguire il passato...in un movimento circolare incessante, come quello del cane che si morde la coda o, meglio, del serpente - simbolo di conoscenza e sapere - che se la mangia...Che dirti, wood, ogni tuo commento e scritto in generale, apre nuove cassetti e porte, dovrebbe essere questo il senso della comunicazione, quindi...grazie!
 
misteropagano
misteropagano il 07/01/20 alle 08:40 via WEB
cara Ele in aria e in terra e persino nel quinto Stato si creano muri, sai che amo e preferisco gettar ponti, e lo faccio ogni volta che trovo sponda. Ricordo campate vigorose e architetture temerarie o il più semplice di liane. Attraversamenti lungimiranti, opportunità di unioni naturali e contatti scolpiti nella pietra. Poi ci sono quelli immaginari o quelli che si decide di attraversare. Tutto ciò affinché il Transito sia. Come un nuovo anno, come un passaggio, come un dono. Come esserci. Buon 7:*
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 25/01/20 alle 17:32 via WEB
Tesoro mio, sì che lo so, e so che tu sei la Signora dei Ponti...e, per l'appunto, degli attraversamenti lungimiranti...Anzi, per questo gennaio che per me ha stentato ad iniziare (nel suo scorrimento) posso dirti che è una delle definizione che meglio ti si addice ;-)
 
   
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 25/01/20 alle 18:22 via WEB
E poi...vedi...esistono anche muri inevitabilmente prodotti dalla malattia. E questi, come tutti gli altri, isolano allontanano...almeno apparentemente, diciamo meglio...distolgono. A me hanno impedito di esserci 6 giorni fa. Quindi..."QUI, ORA E A DISTANZA, FAMMI ABBATTERE UN MURO DI 6 GIORNI E FARTI GLI AUGURI IN LETTERE MAIUSCOLE! TUTTI GLI AUGURI DEL MONDO NEL PICCOLO SPAZIO DI UN MESSAGGIO...BUON COMPLEANNO MISTI, SIGNORA DEI PONTI, CHE TU POSSA CONTINUARE AD ESSERE CIO' CHE SEI: LIBERA E FIERA!"
 
     
misteropagano
misteropagano il 25/01/20 alle 20:17 via WEB
_______*
:*Libera e consapevole, grazie Ellenina un bacio a te di sostegno a questi tempi in cui ti allontani...
 
     
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 29/01/20 alle 20:23 via WEB
Grazie misteropagano, Signora delle connessioni...;-)
 
     
misteropagano
misteropagano il 30/01/20 alle 10:12 via WEB
e si, connessioni ogni ambito..ricevo auguri anche dai troll:):) pp
 
     
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 06/02/20 alle 21:47 via WEB
Quelle però sono relazioni (leggi connessioni) pericolose...
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
ARGYRIA il 10/01/20 alle 19:44 via WEB
Un ottimo modo per iniziare l,anno buttando giù i muri :)))
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 25/01/20 alle 17:40 via WEB
Certi vanno abbattuti, sì...altri, invece, edificati. Come per ogni cosa va solo capito che cosa stiamo costruendo, dove, perché e con quale materiale...Borges una volta aveva detto che, alla fine, nulla è costruito sulla pietra; tutto è costruito sulla sabbia, ma che dobbiamo costruire come se la sabbia fosse pietra...Io penso che dovremmo costruire anche come se la pietra fosse sabbia e ricordarci che un muro può essere fatto con la stessa sostanza di cui è fatto un ponte...
 
legrillonnoirdestael
legrillonnoirdestael il 10/01/20 alle 19:49 via WEB
Giustissimo e sacrosanto post, mia cara Ele, un aggiunta...avrei voluto che l'Epifania si fosse portata via una buona fetta di dabbenaggine umana ma avendo continuato ad incontrare troppi cretini per il mondo per la prossima Epifania mi attrezzare meglio augurando mi che non siano solo gli hikikomori ad esiliarsi nelle proprie 4 mura...Potrebbero essere di ottimo esempio...Sempre ammirato, Niccolò
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 25/01/20 alle 17:45 via WEB
Dubito che si possano ritirare nei loro appartamenti e comunque che ne sappiamo... Forse farebbero peggio al riparo, nel loro silenzio. Non credo che basti un muro per arginare stupidità e desiderio d'inseminare l'odio con la frustrazione o la sofferenza (e viceversa). Un bacio Nic. P.S. Ma quanto inquinamento abbiamo a Torino???
 
ravenback0
ravenback0 il 14/01/20 alle 20:39 via WEB
Un applauso per averlo scritto, Ele. Veramente. Max
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 25/01/20 alle 17:47 via WEB
Ma...sai ho solo fatto un elenco, Max. Il punto è vedere se si capisce cosa intendevo dire al di là di quello che si evince dalla prima lettura. Un abbraccio!
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Arwen71 il 19/01/20 alle 19:14 via WEB
Ottimo messaggio, in tutto per tutto. Compresa la traduzione del testo dei Pink Floyd e soprattutto quel passo della Bibbia che a dir la verità nemmeno conoscevo in quei termini. Grazie Ely!
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 25/01/20 alle 17:56 via WEB
Grazie a te, Arwen. L'altro giorno mi era capitata fra le mani una frase di Pennac che diceva "L’uomo costruisce case perché è vivo, ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo". Ecco; ma banalmente, alla fine costruisce un muro perché è vivo ed ha bisogno di creare ed edificare, accogliere e proteggersi; ma lo stesso muro che lo protegge, crea un nucleo e lo avvicina ad altri simili, lo innalza e soddisfa il suo istinto di creazione, poi lo rende diviso, solo, mortale e lo può uccidere...
 
korov_ev
korov_ev il 28/01/20 alle 02:27 via WEB
Come tu dici, lo stesso muro che protegge imprigiona. E come sai bene, esclusi casi di "forza maggiore", si tratta solo di scegliere, streghetta. Scegliere se vivere senza protezioni, senza cinture di sicurezza né armature e conoscere, nel bene e nel male, il mare infido e meraviglioso di questa umanità rischiando di affogarci dentro, oppure rimanere dove si tocca e continuare a sguazzare dentro i confini tiepidi e rassicuranti della propria pozzanghera.
Scelte entrambe insindacabili e legittime, a mio avviso. L'unico problema è che la maggior parte delle persone non valuta mai bene ciò che ognuna di esse comporta, così, qualunque strada si imbocchi, dopo un po', si comincia a sentire dire che "si stava meglio quando si stava peggio" :-)
Buonanotte, streghetta :-)
 
 
ElettrikaPsike
ElettrikaPsike il 29/01/20 alle 20:42 via WEB
Hai ragione, korov, il problema è solo quello... Ma io credo che se si arriva a dire che "si stava meglio quando si stava peggio" forse non è solo perché la maggior parte delle persone non valuta mai bene ciò che ognuna delle due scelte comporta, io penso che se lo si dice è perché non si ottiene mai la condizione ideale. Magari si acquista l'opzione "senza protezioni e senza cinture + conoscenza nel bene e nel male del mare infido e meraviglioso di questa umanità tutto incluso" accettando anche felici il rischio di affogarvici dentro, e poi però ci si ritrova a sguazzare dentro surrogati di mare senza flora né fauna che arrivano giusto alle caviglie, oppure succede che pur desiderando coscientemente i rassicuranti e tiepidi confini di un laghetto raso terra ci si ritrovi comunque a lottare contro lo squalo a riva...Che dirti, forse più che "si stava meglio quando si stava peggio" sarebbe onesto dire "comunque vada non è mai quello che si credeva al momento dell'acquisto..." ;-P P.S. Ma a parte dirti grazie per il tuo commento e ripetere che sono contenta di vederti, quando torni a scrivere da te? dai korov! Si stava meglio di sicuro, a quei tempi! ;-)
 
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