Creato da ElettrikaPsike il 17/12/2012

ElettriKaMente

Dillo, bella strega...se lo sai, Adorabile strega…Dimmi, conosci l’irremissibile? (I fiori del male, C. Baudelaire)

 

 

EPATER LES BOURGEOIS N°1

Post n°316 pubblicato il 05 Aprile 2021 da ElettrikaPsike
 

 

Dopo aver aperto la festa di quasi primavera con la mia personale dichiarazione

di anti-empatia verso la psicologia,

oggi,

in primavera affermata

da promesse di Resurrezioni,

disinfestiamo il…

sorriso.

 

IL PUNTO E' SEMPLICE, ED ANCHE LA DOMANDA: 

QUELLI CHE DICONO/SCRIVONO/LANCIANO SUL WEB DICHIARAZIONI TIPO "L'ARTE DELLA VITA È IMPARARE A SORRIDERE PURE SE SI STA SOFFRENDO..." SONO SOLO MASOCHISTI O STANNO SCIENTIFICAMENTE CERCANDO DI DIVENTARE SCHIZOFRENICI?

Lo so che è decisamente popolare raccomandare di sorridere a destra e a manca, ad ogni piè sospinto, come se il sorriso fosse l'improvvisa panacea per tutti i mali; ma più che una soluzione immediata o una strada sicura per velocizzare il cambiamento d'umore, con tutta l'onestà intellettuale possibile, a me pare soltanto la via più probabile per ottenere una facile dissociazione mentale e, a dirla tutta, per prendersi tristemente per i fondelli.

Chissà, però, se questi cantori del sorriso forzato, saprebbero anche spiegare come possa giovare,

o, in alternativa, dirci anche solo che senso abbia 

rifuggire e rinnegare la tristezza e il dolore, ricacciandoli in gola a forza di smorfie sorridenti, quando anima e corpo invocano appena un poco di sana e legittima autenticità?

A niente giova, rispondo io. E a nulla serve.

A nulla serve, se non a procrastinare un incontro con il dolore e la tristezza mai affrontati ed ingenuamente troppo a lungo nascosti.

Un dolore ed una tristezza del tutto naturali che,

inevitabilmente,

ancora torneranno,

ma urlando con maggiore e più agguerrita forza per farsi finalmente ascoltare.

 

 

 
 
 

EPATER LES BOURGEOIS O...FAIRE PATE AVEC RESTE DE BOURGEOISIE?

 

 

 

PER CONTINUARE A FESTEGGIARE IL MIO COMPLEANNO DA POCO TRASCORSO,

E GIA' CON GLI OCCHI BEN PUNTATI SU UNA PRIMAVERA IN ARRIVO,

(NONOSTANTE LE MACCHIE COLORATE DALLE ZONE COVID)

VORREI CELEBRARE LA LEGGEREZZA CON UN NUOVO

(E SPERO SINTETICO!)

CICLO DI POST

CHE POSSA CESTINARE, UNA VOLTA PER TUTTE,

BUONA PARTE DI QUEI LUOGHI COMUNI

E DI QUELLE SAGGEZZE POPOLARI BEN POCO SAGGE

CHE MI HANNO LOGORATO ORECCHIE, OCCHI E RESPIRO

COME

ED ANCHE PIU'

DEL VIRUS.

 

 

MA VOGLIO INIZIARE PRIMA DI TUTTO...

CON UNA LETTERA.

QUINDI PERDONATEMI, LA SINTESI ARRIVERA' IN SEGUITO, GIA' DAL PROSSIMO...


FILOSOFIA PSICOLOGIA

Vorrei qui iniziare a detronizzare la psicologia, motivando la mia naturale anti-empatia nei suoi confronti, spiegando perché sia figlia di un dio minore, nonché la parente borghese e la sorella bacchettona della filosofia.

La psicologia vive di citazioni convenzionali e stereotipate composte dalle briciole di saggezza stantia, raggrumata nella morale dei padri.

Si autocelebra e trova legittimazione, fortificandosi, attraverso strade già spianate, ripercorrendo sentieri conosciuti e già battuti, passo dopo passo, da secoli di ordinarietà imbiancante, senza accorgersi di proporre sepolcri al posto di reali soluzioni.

La psicologia, cellula amputata dalla costola del pensiero filosofico, con quell’ambizione presuntuosa e un po’ arrogante che appartiene ad ogni novizia, pecca d’ingenuità dilettantistica, pensando di detenere una saggezza originale e inaudita; al contrario, ormai separata dalla matrice filosofica e volendo proseguire autonomamente dalla medicina, non fa che appellarsi all’ordinarietá più insidiosa, rimestando inverosimilmente nell’ovvio ed etichettando senza sosta ogni processo senza concedere reali aperture verso lo stupore e la libertà evolutiva del pensiero e della coscienza.

In nome del sapere crea morte o, alla meno peggio, percorsi incarcerati e assordante prevedibilità.

Laddove, infatti, la filosofia è ricerca ricorrente e rincorrente di un sapere e di una conoscenza liquidi, continuamente trasmutanti e, per loro stessa definizione, mai del tutto acquisibili, la psicologia crede di aver compreso senza cercare, avvalendosi, tra l'altro, di piatti già riccamente apparecchiati e predisposti da altri e, non paga, ritiene anche di poter apporre etichette indelebili sul suo presunto sapere.

Così, mentre la filosofia fa del mistero il suo luogo d’azione e dello stupore fa lo strumento e il fine, la psicologia vive quieta nel suo prefabbricato recinto, premurandosi di far rientrare presto ogni pecora nel proprio ovile e dispensando consigli da buon pastore su ciò che è bene e ciò che è utile, buono o doveroso.

Laddove la scienza seleziona, studia, seziona e classifica solo per ottenere strumenti da utilizzare durante la scoperta infinita sui cammini del dubbio, sempre disposta e pronta ad essere meravigliata in ogni suo passo, la psicologia fa della classificazione il suo fine ultimo ed il punto di arrivo imperituro.

La disciplina che dovrebbe indagare la mente, in sintesi, compie tre gravi errori fondamentali, imperdonabili sul viaggio del sapere.

Prima di tutto si fa chiamare maestra, giocando a dare i famosi consigli come Gesù nel tempio, alla deandreana maniera, con un qualunquismo dai natali fin troppo illegittimi; secondo poi, dopo essersi lasciata facilmente sedurre dalle saggezze più popolari e benpensanti, si prodiga nella prestazione di maestrina illudendo deliberatamente - nella più disonesta delle ipotesi - i propri sedicenti pazienti o, in alternativa - nella visione più ottimistica da un punto di vista etico ma più agghiacciante da tutti gli altri punti - illudendo soprattutto se stessa di promuovere la libertà e l’autenticità, mentre sta semplicemente indottrinando sul bene e sul male, sul diritto e sul rovescio, sul bianco e sul nero delle nostre vite.

E persino quando, in alternativa al dogmatismo, in pieno spirito emulativo, tenta d'indurre parti socraticamente maieutici attraverso il silenzio, lo fa mettendo in scena un mutismo sterile, imbarazzante, inconcludente e dilettantistico.

Ed infine, al terzo posto ma non ultimo nell’ordine d’importanza, conoscendo soltanto la soluzione di un "finale da pecore bianche" declinato e nascosto in ogni sua variante possibile; quando deve gestire il lieto fine di una qualsivoglia pecora nera, per quanto proclami il rispetto e la salvaguardia dell'unicità individuale, non trovando l'ipotesi contemplata nelle sue già definitive etichette, solertemente cerca di lavarla e di redimerla dalla sua eccezionalità. Ed infine, con la presuntuosa certezza di farla felice, immancabilmente prova a ricondurla dentro il gregge, magari convincendola che è la cosa più giusta, assennata e utile per lei.

Niente male davvero per una disciplina che della varietà di soluzioni dovrebbe nutrirsi e dell'eccezionalità fare la sola regola.

Cara, ingenua, insoluta e nevroticamente irrisolta, Psicologia, a te che sei arrivata al mondo un po’ per caso, senza aver compreso ancora bene quale sia il tuo ruolo e dove stai andando, voglio dire una cosa soltanto: la pecora nera, gialla, verdeacqua o a stelle e strisce che sia, non va lavata né redenta, tanto meno ricondotta tra le pecore bianche. E lo sai perché? Perché se non riesci a capirla, classificarla o a riconoscerla nei libretti d'istruzione allineati tra le confetture già inscatolate sulla credenza, é sempre e solo un problema tuo. Mai della pecora.

Tua,

Filosofia.

 

 
 
 

A 5 passi dalla primavera

Post n°314 pubblicato il 24 Febbraio 2021 da ElettrikaPsike
 

 

Oggi è il mio compleanno e l'instancabile creatività generosa e incessante di misteropagano ha allestito per me, per un Febbraio che sta lasciando lo spazio ad un Marzo impaziente e alla nascitura stagione primaverile,

una festa sull'Olimpo:

http://gold.libero.it/MISTEROPAGANO/15373223.html

 

 

E l'ha fatto riproponendo il mito dell’Arcadia - non luogo della fantasia e dello spirito -  regalandomi un post di boschi e sentieri magici, dove finalmente potersi riparare dalla realtà più prevedibile e polverosa della vita.

Così, tanto ha fatto e pensato che mi ha regalato un gioiellino bucolico alla maniera di Teocrito, in una stupefacente ode in onore di una pre-primavera arricchita con richiami preziosi e, niente meno, eretta sull’ombelico del mondo: la pietra divina di Delfi, nel Tempio di Apollo.

Ben più, quindi, di un semplice regalo, ma l’allestimento di una festa scolpita nel mito eterno.

Una festa di preparativi per la nascente primavera e per un saluto all’inverno che sta per partire, un’arcana luminaria che ha evocato, insieme a Pan, ai satiri e alle ninfe, ornando un bosco mercuriale di mirto e primizie di mimose, aprendo un varco sul giardino di Babuk.

E ancora...tutto c'è nel suo dono, anche nelle immagini. Dai richiami a una Persefone rinascente, al colore viola, all'arte, agli animali-simbolo, tanto della filosofia quanto delle streghe, in un tripudio di gioielli a grappoli. 

E davvero nulla meglio o più d’un floreale ipogeo poteva celebrare questo giorno iniziato ai piccoli misteri in un'incessante ricerca sotterranea, sotto la luce Elettrika di una lampadina (grata e commossa) in fiamma danzante!

 

BUON COMPLEANNO A ME,

QUINDI,

E GRAZIE;

MA BUONA FESTA A TUTTI...

A TUTTI QUELLI CHE, COME LEI, LADDOVE IL MONDO VEDE UNA RECLUSIONE, SANNO INVENTARE UN IPOGEO, IMPREZIOSENDOLO DI VITA, PIANTE E SOGNI...

 

 
 
 

LA VERITA', VI PREGO, SUL VACCINO

 

 

“La veritàvi pregosull'amore” è un libro di Wystan Hugh Auden, pubblicato da quel selezionato gioiellino che è la casa editrice Adelphi.

Parafrasando il titolo, però, io vorrei dire lo stesso sui vaccini.

Con l’inizio del 2021, in quanto operatori sanitari, siamo stati gli apripista per questo vaccino, ed abbiamo avuto il privilegio, oltre che il dovere, di immunizzarci per poter essere pienamente sicuri, per gli altri e per noi stessi.

Sono stata vaccinata contro il Covid-19 con il vaccino Pfizer, il primo disponibile in Italia. Ho fatto il vaccino ed il richiamo e dopo una settimana dall’ultima dose, mi posso dichiarare immune.

E, come potete constatare, viva ed illesa: il vaccino non mi ha ucciso.

Anche se qualcuno potrebbe pure iniziare a sostenere il contrario, e magari dire che io non sono affatto io, che sono un ectoplasma viola, e che la vera me è stata rapita dallo staff de Il Pendolo di Foucault…

Fino ad allora, però, inizierei a fare un po’ di chiarezza con pochi e semplicissimi passaggi, nella speranza di dipanare i dubbi maggiori e più comuni, cominciando proprio con questo vaccino specifico che viene somministrato in due dosi a distanza di 21 giorni l’una dall’altra, attraverso due iniezioni nel muscolo del braccio.

Va innanzitutto detto, prima di ogni altra cosa, che il vaccino non contiene in nessun modo il virus che provoca la malattia; ma semplicemente una molecola messaggero (mRNA) nella quale sono presenti tutte le istruzioni necessarie per indurre una risposta anticorpale nel nostro organismo.

Molto semplicemente, il vaccino induce una risposta che va a bloccare quella proteina Spike che, propriamente, è la responsabile dell’accesso dei virus nelle cellule, andando a stimolare il sistema immunitario affinché produca anticorpi specifici in modo che, se si viene esposti al contagio, gli anticorpi possano impedirne l’ingresso nelle cellule.

La vaccinazione, inoltre, va anche ad attivare le cellule T preposte a preparare il sistema immunitario nella risposta ad ulteriori esposizioni al virus e non ultimo, poi, per completezza, va anche specificato che l’mRNA del vaccino non resta affatto nell’organismo; ma si degrada poco dopo la vaccinazione.

Questo, dunque, è in breve il Pfizer mRNABNT162b2, e questa la sua funzione anti-Covid nel nostro organismo.

Nulla di complicato o di nebuloso, quindi, ma di una trasparenza a prova di ogni scetticismo.

Nonostante tutto, però, l’ombra scura del complotto ad ogni costo e la ricerca del marcio (anche fuori dalla Danimarca) sembrano divertirsi nel creare di continuo nuove vittime perché, se ancora oggi una buona parte di individui non si dimostra affatto propensa all’idea di farsi somministrare, nella fattispecie, il vaccino anti Covid - 19 , in via ancora più generale, sono incredibilmente molti gli individui contrari anche ad ogni altro tipo di vaccinazione.

Sicuramente la motivazione di questa sfiducia verso la ricerca medico-scientifica si può ricondurre alla paura di ciò che non si comprende ed in parte anche alla suggestione praticata da tante voci differenti che cantano discordanti e variegate tonalità di una stessa ritrita melodia; ma è veramente disarmante apprendere quanto la visionarietà fallata di tutti i dispensatori di bufala possa creare proseliti.

Proviamo, allora, a capire realmente cosa spaventa i detrattori della vaccinazione.

Un timore diffuso è quello che i vaccini anti SARS-Cov-2 siano stati preparati troppo velocemente per via dei tempi ristrettissimi concessi agli scienziati e che quindi non possano essere sufficientemente sicuri; ma la velocità in questo caso non è affatto da considerare un rischio.

La situazione di emergenza mondiale, infatti, ha reso possibile il fatto che la ricerca avesse molti più fondi a disposizione, oltre che un numero di candidati pre-clinici grandemente superiore rispetto alle situazioni di normalità. In definitiva, quindi, tutto ciò che in altri periodi e contesti è avvenuto in tempi estremamente diluiti, con lente sperimentazioni individuali e consecutive, in questo caso si è verificato simultaneamente e con un numero di ricercatori e valutatori tale da poter ottenere in soli quindici giorni i risultati lavorativi di parecchi mesi.

Ma ciò che va reso chiaro, una volta per tutte, è che nessun passaggio è stato omesso nella produzione o nella verifica dei vaccini e nessun test è stato tralasciato o trascurato, difatti la fase clinica non è stata affatto velocizzata. Ugualmente, non è stato neppure ridotto il numero dei soggetti campione a cui è stato sottoposto il vaccino e non c’è stata una differenza in tal senso rispetto alle sperimentazioni effettuate per altri vaccini. Pertanto, ripetiamolo fino alla nausea (nostra e di chi lo legge), non è stata in alcun modo privilegiata la rapidità a discapito della qualità o del riscontro in termini di prove…E ripetiamo anche che i vaccini sono stati approvati dalle autorità competenti solamente dopo un’attenta verifica dei requisiti della precisione e della sicurezza. 

Un’altra perplessità che gli oppugnatori del vaccino avanzano, è che la vaccinazione possa risultare inutile o parzialmente inefficace in quanto il virus ha subito mutazioni; ma la realtà è che i vaccini somministrati non vanno a determinare una risposta immunitaria contro un unico frammento della proteina Spike prodotta dal virus; bensì contro moltissimi frammenti. Pertanto, la presenza di un’unica mutazione all’interno di alcuni frammenti della proteina non è affatto sufficiente a rendere inattivo il vaccino.

Riguardo, poi, alla presunta inutilità del vaccino dovuta al fatto che l’immunità avrebbe una durata limitata di solo poche settimane, va invece detto che la protezione indotta dai vaccini non dura affatto per un breve periodo ma è stimata da un minimo di circa 6 mesi fino ad un anno o, addirittura, più anni. Va anche detto, però, e per correttezza, che si potrà conoscere realmente la durata dell’effetto d’immunità solo quando il vaccino verrà somministrato su larga scala.

In sintesi, cerchiamo di restare nei margini del buon senso e utilizziamo la logica dell’evidenza invece della dottrina del sospetto ad ogni costo e della mitomania.

Lo scopo del vaccino è quello di attivare il sistema di difesa dell’organismo contro il virus in modo che qualora dovesse venirne in contatto sia già pronto ad aggredirlo e renderlo inefficace, ed i vaccini non sono pericolosi. Gli effetti collaterali esistono, nei vaccini come in ogni altra cosa e ambito a questo mondo: tutto questo si chiama semplicemente vita. In medicina non esiste un 100% di certezza solo perché non esiste in nessuna sfera della nostra esistenza un 100% di assoluta sicurezza. Niente e nessuno potrà mai darcela. Eppure, paradossalmente, è proprio la tanto discussa scienza medica ad offrirci risposte concrete e stime elevatissime, appoggiando sul piatto delle scommesse esistenziali numeri stratosferici, ed avanzando risposte a suon di 90, 98 per cento, molto più di qualsiasi altro ambito umano. Ciononostante, c’è chi si arresta davanti ad un’informativa che ammette ed illustra con trasparenza l’esistenza di possibili controindicazioni ed effetti avversi. Ma i vaccini, tutti e non solo il vaccino anti-Covid, sono sicuri e lo sono indiscutibilmente di più dell’immunizzazione attraverso la malattia. Utilizziamo la razionalità e un minimo di lucida calma per valutare l’attendibilità e l’autorevolezza delle fonti, quando leggiamo una notizia, soprattutto con pretese medico-scientifiche.

Prima di tutto, va considerata la perplessità delle madri e dei padri. I genitori, infatti, si preoccupano che i bambini debbano sopportare una somministrazione di più vaccini differenti - e proprio per questo, da loro considerata eccessiva - spaventati dall’ipotesi che possano esserci ripercussioni, magari anche gravi, nei piccoli. E proprio per la diffusione malsana di informazioni travisate, incomplete o completamente inattendibili, sono molti a paventare che ci sia una correlazione tra alcuni disturbi quali l’autismo e la vaccinazione. La risposta della scienza medica è, ovviamente, un no deciso; ma dal momento che un no fine a se stesso, o non sufficientemente motivato, non basta, vediamo anche di capire perché questo no è un no da tenere in giusta considerazione.

Ed in questo senso, una logica evidente ed il buon senso ci vengono tranquillamente in aiuto.

Va tenuto in conto che il nostro sistema immunitario è già, e di per sé, programmato per poterci difendere da un enorme quantitativo di agenti patogeni che possono danneggiare il nostro organismo. Sin dalla nascita, infatti, il sistema immunitario si trova da essere subissato da una sterminata quantità di antigeni e la letteratura medica ha stimato che potrebbe sostenere, senza nessun sovraccarico, addirittura un quantitativo di 10.000 vaccini somministrati contemporaneamente.

Leggiamo, per piacere, diecimila.

Perché, dunque, un legittimo sospetto scaturito dall’ignoranza dell’argomento, dovrebbe poi essere promulgato e portato avanti nella sua manifesta insensatezza, giusto per creare problemi e dubbi laddove non esistono nemmeno i presupposti?

Nessun fautore del complotto, infatti, ha mai spiegato ai genitori inconsapevoli che anche con il semplice nutrimento (vale a dire l’atto di mangiare alimenti normalissimi) andiamo già ad introdurre nell’organismo nuovi antigeni, o che numerosissimi batteri abitano nella bocca e nel naso e che ogni singolo bambino è esposto a molti più antigeni quando contrae un comunissimo e banalissimo raffreddore o quando presenta un altrettanto comune mal di gola che non attraverso la vaccinazione…Dunque, di che parliamo?

Allora, diciamolo, tutti possono credere in ciò che preferiscono e se uno vuole è assolutamente libero pure di pensare che esistono gli unicorni celesti e rosa o che gli zombie gli abbiano mangiato il gatto, sia chiaro. C’è pure chi, per mancanza di creatività ed ingegno, nell’evidente incapacità di trovare qualcosa di nuovo su cui indagare o nell’impossibilità di risolvere dilemmi secolari realmente ancora in attesa di soluzione, afferma che il pianeta terra è un piatto di pasta alla carbonara; ma da lì al fatto che queste convinzioni trovino un supporto sul piano della realtà fisica, ovviamente, poi ce ne passa...

Quindi, ogni tanto, proviamo a ragionare, per piacere: un numero di 10 vaccini, alla luce e a fronte dei 10.000 tollerati dal sistema immunitario, anche se fossero eseguiti nella stessa seduta, andrebbero ad impegnare solo un millesimo della capacità totale di tolleranza del sistema immunitario. Pertanto, e di grazia, dove esisterebbe il pericolo effettivo?

Inoltre, va anche detto che, ad oggi, pur essendo aumentato il numero dei vaccini da somministrare ai bambini, è però anche diminuito il numero degli antigeni somministrati, dal momento che i vaccini degli ultimi anni sono ovviamente decisamente più evoluti. Un esempio pratico su tutti? Il vaccino contro la pertosse “a cellula intera”, che si effettuava in passato, allora conteneva circa 3000 antigeni, mentre l’attuale vaccino, di tipo acellulare, ne contiene esclusivamente 3…Tre soli antigeni contro i tremila di quello che si somministrava un tempo. Quindi, ripeto, di che parliamo? Che inutili spettri di preoccupazioni fantasma stiamo evocando tanto per tirare su molto rumore per nulla?

Chi evoca questi sospetti terroristici, sa di che cosa parla? E, soprattutto, coloro che ne vengono sedotti, si sono informati? Seriamente, intendo...

Non è il vaccino in sé; ma sono gli antigeni presenti in esso, a provocare la formazione di antagonisti nel sistema immunitario. I bambini che oggi effettuano le famose e temute “10 vaccinazioni obbligatorie” ricevono un numero di antigeni decisamente inferiore rispetto a quello che è stato somministrato, ad esempio, con le vaccinazioni obbligatorie negli anni ’60 e ’70 e, come già detto, nella letteratura medico-scientifica ci sono innumerevoli studi a sostegno della possibilità di combinare i vaccini e somministrarli nella stessa seduta vaccinale.

Quindi, va bene farsi film e sognare, fantasticare ad occhi aperti o crearsi fughe romantiche dalla realtà con teorie complottistiche e nemici da sconfiggere; ma va bene quando si gioca. Quando si tratta di salute, invece, usiamola questa benedetta ragione e smettiamo di giocare ai pirati, che qui nessuno (purtroppo) è capitan Harlock. Le vaccinazioni hanno salvato, e salvano, milioni di vite umane. L’unica evidenza (comprovata) è questa. Il resto sono davvero solo giochi di ruolo di bambini cresciuti, che però tanto innocui non sono, perché vanno a discapito dei loro veri bambini (e di quelli altrui!).

Ma continuiamo ad accendere una piccola lampadina, necessaria a spiegare dove e perché i dubbi sono infondati.

I genitori temono che i vaccini possano determinare effetti peggiori della malattia stessa e che producano effetti dannosi a lungo termine nei loro figli o, addirittura, che risultino fatali…

Ma, di nuovo, si sta parlando con raziocinio obiettivo o siamo ancora dentro il film dell’imponderabile e delle eccezioni non prevedibili dalla natura umana?

I vaccini in uso sono molto sicuri e, fatto certo, più sicuri della malattia. La maggior parte delle reazioni avverse alle vaccinazioni, sono un braccio dolorante o un modesto rialzo febbrile, prezzi piuttosto economici da pagare a fronte delle gravissime compromissioni che una malattia (del tutto evitabile, grazie alla vaccinazione) porterebbe. Davvero si sta valutando se sia meglio incorrere nel rischio di un dolorino al braccio di 24 ore contro la paralisi, l’encefalite o la cecità? Pure se si legge un bugiardino farmacologico dello sciroppo per la tosse vedremo che non può esimersi dall’illustrare la possibilità di “effetti collaterali”, e questo perché non esiste al mondo una situazione esente da possibili effetti collaterali. Anche restando al calduccio del nostro letto senza muovere un dito potremmo incorrere in eventi imponderabili, imprevedibili e funesti: un aereo potrebbe cadere sul tetto della casa e un fulmine determinare un incendio, o, molto più semplicemente, la Signora con la falce potrebbe decidere, e senza scomodarsi di avvisarci, di farci visita mentre dormiamo…Volete sporgere reclamo anche contro il suo comportamento? O avanzare fantasiose manifestazioni nei confronti dell’imprevedibilità della vita? Accomodatevi.

Ma fatemi sapere quando lo farete perché non voglio perdermi lo spettacolo esilarante, direttamente in prima fila.

Raccattiamo un barlume di sensatezza o, in mancanza, facciamocene prestare uno: eventi gravi sono molto rari e sono attentamente controllati e valutati. È molto più probabile che la salute venga definitivamente compromessa da una malattia prevenibile che dalla vaccinazione stessa e, non ultimo, se di morte si vuole parlare, allora ragionate, perché sono proprio le malattie prevenibili con i vaccini ad essere effettivamente e potenzialmente fatali, lì si che il rischio diventa una probabilità piuttosto alta, mentre qualsiasi danno o, addirittura, decesso, causato dai vaccini, in proporzione, rientra solo nella sfera delle eccezioni. Nulla è certo al 100% a questo mondo; ma una certezza è incontrovertibile, ad oggi: i benefici delle vaccinazioni superano di gran lunga il rischio e, in assenza dei vaccini, gli effetti dannosi e i decessi sarebbero molti di più.

E, per chi, ancora non lo sapesse, o chissà per quale motivo (sindrome ansiosa, ipocondria, influenze esterne?) non lo volesse capire, nello specifico, la difterite - malattia infettiva che colpisce vie aeree e cute - se contratta, può portare a paralisi, insufficienza cardiaca e lesioni neurologiche e renali non di rado irreversibili. Il tetano, poi -  grave malattia infettiva non contagiosa, provocata dalla tossina tetanica - può determinare paralisi muscolare spastica che si diffonde in tutto il corpo, mentre la poliomielite - malattia virale estremamente contagiosa - presenta diverse forme, tra cui la più grave è la forma paralitica. Tre malattie contro le quali i vaccini sono somministrati gratuitamente a tutti i bambini.

Ma davvero qualcuno sta titubando sul da farsi? Incredibilmente si.

Per i motivi già esposti, poi, non ha davvero alcun senso logico dire che è preferibile acquisire l’immunità attraverso il contatto naturale con la malattia rispetto alla vaccinazione, perché, ripetiamolo, i vaccini interagiscono con il sistema immunitario in modo da produrre una risposta immune simile a quella dall’infezione della malattia, ma non determinano affatto la malattia! E quindi non espongono le persone al rischio di tutte quelle potenziali complicazioni (compreso, tra gli altri, il non infrequente ritardo mentale) date dal contagio.

Qualcuno sostiene ancora, da più di un ventennio una leggenda metropolitana molto pericolosa, vale a dire che ci sia una stretta correlazione tra autismo e vaccinazione.

Parliamone…

Tutto nasce da uno studio di 23 anni fa che ha messo in allarme una parte di popolazione, facendo presa sui meno accorti e i meno informati, dichiarando una ipotetica associazione tra il vaccino MPR (quello contro morbillo-parotite e rosolia) e l’autismo. L'articolo (che, tra l’altro avanzava ipotesi, possibilità e supposizioni teoriche e neppure evidenze effettivamente degne di nota), di fatto, è stato giudicato gravemente ingannevole e menzognero ed ovviamente ritirato dalla rivista. Ma il caso, nel frattempo, si era creato. Nonostante la fallacia della notizia, quindi, la leggerezza di quella pubblicazione aveva generato un tale panico da produrre un calo di vaccinazioni e, di conseguenza, un aumento di epidemie relative alle malattie inerenti.

Che dire, allora, che già non sia stato degnamente e meticolosamente dimostrato, se non, ancora una volta, anche qui ed ora, che non esiste affatto nessuna prova di un legame tra il vaccino MPR e l’autismo (o i disturbi dello spettro autistico)? Nulla; perché se il proverbio dice che non c’è peggiore sordo (ops, non udente, ma il proverbio non era politicamente ipocrita) di chi non vuol sentire, molto acutamente Forrest Gump, chiude la questione con il suo “stupido è chi lo stupido fa”. Ed anche quella è una scelta.

Altra diceria (ma di chi, poi? e perché?) strisciante sul web è quella che racconta che il vaccino contro la tripletta “difterite, tetano e pertosse” e quello anti-polio siano responsabili, niente meno, della morti bianche infantili, vale a dire della “Sindrome della morte in culla”…

Ora, a parte il fatto che, anche qui, non esiste, non è pervenuto e non c’è alcun nesso tra la somministrazione dei vaccini e tale fenomeno; ci rendiamo, però, conto che stiamo ragionando di oroscopi? Mi spiego. Le vaccinazioni di cui sopra sono praticate ai bambini molto piccoli, vale a dire in quell’arco vitale in cui è possibile che si verifichino le morti in culla, di conseguenza è normale che possa insorgere una coincidenza meramente temporale tra le morti bianche ed il periodo vitale in cui viene praticata la vaccinazione! Sfortunatamente per i complottisti, però, gli studi pediatrici sono unanimi nel considerare la posizione prona o laterale durante il sonno del bambino come potenzialmente pericolosa di soffocamento, tanto che si è rilevato un calo dell'incidenza del fenomeno delle morti bianche del 50% da quando i bambini vengono fatti dormire supini; ma anche il fumo passivo, l’eccesso di calore e il riscaldamento dell’ambiente e, non ultima, la sindrome del QT lungo (una rara alterazione cardiaca di origine genetica, caratterizzata da una ritardata ripolarizzazione delle cellule del muscolo cardiaco) vengono imputate tra le papabili cause.

Eppure, qualcuno sembra ritenere più consono affidare la salute del proprio figlio non tanto ad uno specialista, quanto ad ogni fandonia avanzata dall’ultimo fanatico di Facebook che non ha mai nemmeno passato l’esame di ammissione a medicina e che pure come romanziere, diciamolo, francamente non si dimostra di grande levatura...

Sono realmente molte le possibili e plausibili teorie sulle cause delle morti in culla, avanzate con ragionevoli studi e dimostrazioni cliniche ed è veramente fuorviante, pericoloso e talvolta anche delinquenziale distogliere l’attenzione sulle reali possibilità per gettare folate di fumo negli occhi di genitori già disorientati. D’altra parte, nulla di nuovo. Da sempre si sa che se il saggio indica la luna, c’è qualcuno poco acuto che non solo guarda il dito ma ci si fissa pure… 

Tra le voci spaventate poi, c'è anche quella di chi, candidamente, sostiene che sarebbe sufficiente il miglioramento delle misure igieniche e sanitarie per eradicare tutte le malattie (e per portare la pace nel mondo, no?). E’ ovvio che l’igiene sia doverosa e obbligatoria, ancor più che auspicabile, e che senza dubbio contribuisca a proteggerci; ma da sola ancora non basta a scongiurare queste malattie che si possono diffondere anche indipendentemente da un’osservanza meticolosa delle norme igieniche. Se le persone, infatti, ad un certo punto non si vaccinassero più, in tempi pressoché fulminei comparirebbero di nuovo tutti gli spettri delle malattie ormai da tempo debellate o diventate poco frequenti, come ad esempio la poliomielite. Perché, e va chiarito anche questo aspetto, gli agenti infettivi che le causano continuano comunque a circolare in alcune parti del mondo. In un mondo globalizzato, quindi, questi agenti possono tranquillamente, e con estrema quanto inimmaginabile facilità, attraversare i confini geografici ed infettare chiunque non sia protetto. Per questo, le ragioni fondamentali per sottoporsi alle vaccinazioni sono la protezione individuale ma anche quella collettiva.

E a chiunque se la racconta (e la racconta pure in giro…) che le malattie prevenibili con i vaccini, come il morbillo, la parotite o la rosolia, possono tranquillamente non essere arginate e lasciate libere di fare il loro decorso infettando a destra e manca, sta semplicemente aprendo la bocca e lasciando che le parole escano a caso con un qualunquismo imbarazzante. Queste malattie, difatti, possono causare, negli adulti ma anche nei bambini, complicazioni molto serie che vanno dalla polmonite all’encefalite e alla perdita totale della vista; ma se tutto questo non fosse abbastanza (e per me lo è già, più che a sufficienza) possono anche essere letali.

La stessa banalissima influenza, di fatto, può essere molto più che un disagio per alcune tipologie di individui (in certi casi è una condizione decisamente grave, in quanto, ricordiamolo, è responsabile di 300.000-500.000 morti ogni anno nel mondo) e soprattutto se colpisce bambini piccoli, anziani già debilitati o persone con patologie croniche, asma e cardiopatie. Inoltre, raccomandando di vaccinare le donne in gravidanza, si fornisce il beneficio aggiuntivo di proteggere anche i neonati.

Moltissimi pensano che la vaccinazione antinfluenzale non abbia una reale utilità perché ad ogni stagione si presenta un ceppo differente, ma in realtà il vaccino effettuato va a conferire un’immunità contro i tre ceppi più comunemente diffusi e circolanti ad ogni stagione e, di conseguenza, soprattutto per le persone a rischio, garantisce una buona copertura riducendo di molto i rischi delle complicazioni.

Ma veniamo ora - l’ho lasciata per ultima, come ogni chicca che si rispetti - alla fola dei vaccini che contengono il mercurio…Perché mai questo timore? E da dove prende vita?

Dal fatto che una volta, in una galassia lontana lontana… esisteva un composto organico utilizzato come conservante nei vaccini multi-dose, il Thimerosal (vale a dire, sodio etilmercurio tiosalicilato), un elemento effettivamente non nocivo per l’organismo; ma del quale si è gridata la potenziale pericolosità, appellandosi al fatto che, una volta assorbito, è in grado di liberare mercurio. Peccato, però, che mentre si urlava il pericolo, è stato omesso di aggiungere che la minaccia si può manifestare solo in presenza di quantitativi decisamente elevati, e di certo molto maggiori rispetto a quelli utilizzati per quei vaccini.

In ogni modo, questo elemento - comunque essenzialmente non pericoloso -  ad oggi nemmeno c’è più perché, come già detto, veniva impiegato esclusivamente per i multi-dose e non nei vaccini monodose che si somministrano in Italia. Ecco, come dire? Un’altra ottima occasione sprecata per tacere.

E dopo aver scartato questa ennesima bufala caprina (e non è un ossimoro, perché non sto parlando né di formaggi né di animali) chiudo; ma ribadendo un’ovvia verità, e cioè che, per carità, siamo tutti liberi di essere più o meno ludicamente cazzari o più o meno deliberatamente inconsapevoli, ma la cosa davvero fastidiosa di tutti questi fertili (e incontinenti) dispensatori d’ignoranza in pillole è che, andando a contagiare a dismisura schiere di non vaccinati (dalla scempiaggine), ci costringono a dover ascoltare e leggere ovunque gli sproloqui dei nuovi infetti.

E già soltanto per questo, io mi vaccinerei ancora e sempre…

 

 


 
 
 

SINCERITA' O GENTILEZZA?

 

 

 

 

Si sa che essere belli, intelligenti e sani sono opzioni un filino più auspicabili rispetto all'essere bruttini, stupidi e pure doloranti e certo, in ugual modo, è abbastanza chiaro che sia preferibile la sincerità alla bugia; ma pur accogliendo questi assunti come facili ovvietá, chiediamoci anche quante persone, alla fine della teoria e all'inizio della pratica, siano disposte a sentirsi scomodamente dire una verità inattesa e, soprattutto, chiediamoci quanto sia vera e utile questa sincerità espressa...

Se l'essere falsamente cortesi - anche senza essere torinesi - risulta sinistramente in assonanza con l'ipocrisia e l'opportunismo, cosa non dire, invece, sulla spietata e stridente etichettatura di una mancanza?

Essere sinceramente schietti per sottolineare difetti e insufficienze, incapacità, carenze e limiti più o meno evidenti - oltre che, di fatto, più o meno presenti - in ogni singola creatura vivente sulla nostra Gaia madre, ha realmente un senso?

E se ce l'ha, che senso ha?

Si tramanda che Socrate, prima di decidere se ascoltare o meno quello che le persone si proponevano di raccontargli, fosse solito chiedere se l'informazione che gli volevano dare fosse sicuramente vera. Se a questa domanda non fosse seguita una risposta certa, chiedeva allora se fosse utile e se anche a questa domanda non fosse seguita una risposta affermativa, chiedeva se fosse almeno bella. Se la notizia non avesse soddisfatto nessuno dei tre criteri, vale a dire la verità, l'utilità e la bellezza, il filosofo avrebbe, dunque, scelto di non volerla conoscere.

Perché mai, infatti, si dovrebbe desiderare di venire a conoscenza di una dichiarazione non vera, inutile e pure sgradevole?

Qualcuno disse che tra l'essere sincero e l'essere gentile avrebbe sempre scelto la seconda opzione. Io credo che le due vie non siano in contrapposizione, perché la gentilezza è una condizione che si può richiamare e porre in essere anche nell'esprimere la sincerità più angusta. Gentilezza non fa rima con falsità; si può essere tranquillamente gentili anche nel dire una sciagurata verità. Magari rendendola, se non propriamente meno triste, almeno meno aspra nei toni. 

E, soprattutto, sarebbe carino chiedersi che cosa ci guadagniamo a rimarcare l'aspetto meno piacevole di una persona (ma anche di una situazione), o nel sottolineare con penne rosso-blu - come improbabili insegnanti fuori contesto - le deficienze altrui, ricalcandole fino a strappare ogni sicurezza nel nostro interlocutore e facendo a brandelli ogni suo sogno, seppure di carta o di esile speranza.

In nome del sano realismo e dell'obiettivitá, di fatto, si è detto e giustificato sempre di tutto, ma nessuno di noi, ancora, può dire di avere nelle tasche le fotografie scattate dal futuro, e il realismo non è affatto sano quando diventa spietatamente cinico o rigidamente impermeabile.

C'è chi chiama un uomo ladro solo perché una volta ha rubato e c'è chi lo chiama per nome, riconoscendo che prima di tutto è soltanto un uomo. E che oltre le innumerevoli cose che durante la sua vita può avere fatto, visto, pensato e sentito c'è, poi, anche quella di avere rubato.

Se quell'uomo, però, dopo aver commesso un errore, diventasse anche un filantropo o un artista di raro talento, oppure un medico e salvasse un numero imprecisato di vite, che cosa diventerebbe? E se anche, semplicemente, al di là di avere sbagliato, fosse un bravo padre o una persona innamorata, un amico fidato...chi sarebbe quell'uomo? Davvero possiamo ridurre una persona nella sua inimmaginabile complessità ad un'etichetta che descrive soltanto un'azione ed un singolo momento della sua vita?

Nessuno di noi, nelle tasche, può dire di possedere fotografie scattate dal futuro e certo nessuno è così perfetto e completo da poter impugnare matite rosso-blu fuori contesto per mandare maldestramente a pezzi le speranze di qualcun altro.

Perché, no, alla fine nemmeno in nome della verità o del realismo, siamo tenuti ad essere sgradevoli...

 

 

 

 

 

NOTA PER IL 27/01 ED OLTRE, E ANCHE PER PRIMA...

 

PERCHE' IL MESE DELLA MEMORIA E' TRASCORSO,

MA NON SI SMETTE MAI DI RICORDARE

CIO' CHE

SI VORREBBE CANCELLARE

E TUTTAVIA

NON SI PUO', NE' SI DEVE 

DIMENTICARE.

MAI.

 

 
 
 
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