Creato da ElettrikaPsike il 17/12/2012

ElettriKaMente

Dillo, bella strega...se lo sai, Adorabile strega…Dimmi, conosci l’irremissibile? (I fiori del male, C. Baudelaire)

 

 

« SULLE PAROLE BRUTTISSIME...E LA GENTE RIMASE A CASA... »

Buon compleanno nella stagione del virus

 

 

 

 

Premesse:

Lavoro in un centro diagnostico di ricerca e sono a contatto tutti i giorni con pazienti - il più delle volte tutt'altro che pazienti - e con altrettanti in ospedale;

Ho un sistema immunitario non propriamente reattivo, e la salute non è il mio asso vincente;

Mi relaziono fin troppo intimamente con il dolore fisico, con quello mentale e con quello dell'anima che ti sbrandella il cuore, o del cuore che si fa stracci dell'anima;

Conosco la forza che tutto illumina, l'amor che move il sole e l'altre stelle e da brava strega confido nella metafisica dell'istinto...

Ma credo anche nei paradossi e seppur strega, sono una strega cartesiana, pertanto la ragione mi ha educata alle sue leggi.

Tutto questo per dire?

Per dire che la precauzione è sana, l'attenzione è giusta, la coscienziositá è saggia, ma é nel discernimento tra queste tre cose ed una becera psicosi collettiva che t'impedisce di considerare qualsiasi situazione con un minimo di obiettività, che sta l'intelligenza di un individuo.

E la situazione, nuda e crudamente senza filtri, è solo data dalla matematica - dai numeri, dalle percentuali - e dal significato delle parole.

Analizziamo i dati:

Secondo le statistiche mondiali aggiornate in tempo reale sul Coronavirus, siamo sulle 79.000 persone infette, tra le quali si calcolano circa 2.400 decessi.

Nessuno, certo, puó dire che siano pochi o che siano una stima che possa lasciare indifferente; ma restiamo ai numeri e consideriamone la percentuale.

Si sta parlando di un 3% (circa) di decessi provocato esclusivamente in pazienti fragili e già predisposti a facili condizioni di aggravamento a causa di patologie pregresse all'insorgere del virus e/o a causa di un'età avanzata.

Le banali - o meglio dire, più familiari - influenze causano circa 400 decessi all'anno solo in Italia, e circa 200 sono i morti stimati solo per la polmonite virale. 

Ora, è certamente vero che il quantitativo di decessi dovuti ai comuni malanni stagionali non suscita attenzione né scompiglio e nessun particolare share televisivo, pur accrescendosi notevolmente con il ragguardevole numero d'infezioni contratte durante i conseguenti ricoveri ospedalieri, e questo soprattutto perchè resta comunque e, di fatto, nettamente minore rispetto ai decessi provocati da questo specifico virus; ma d'altro canto va ricordato anche che la Sars - oggettivamente molto più grave della maggior parte delle altre infezioni da Coronavirus, che invece provocano soltanto sintomi simil-influenzali - non aveva provocato gli stati di emergenza sanitaria simili a questo che stiamo incontrando oggi, benchè detenesse un tasso di decessi superiore all'odierno Coronavirus, vale a dire pari al 9%.

Il COVID -19 vanta fondamentalmente tre aspetti per i quali merita una particolare attenzione:

1. l'indubbia alta contagiosità, anche se 19 casi su 60.000.000 di abitanti non è, da un punto di vista puramente matematico e scientifico, obiettivamente, neppure un rischio così elevato d'infezione (ciò non toglie che comunque un livello medio-alto non sia poca cosa);

2. il fatto che una percentuale - tra l'altro piuttosto contenuta (circa il 4%) - di pazienti infettati necessita di un ricovero in terapia intensiva;

3. il fatto che non esiste ancora un vaccino che estingua il rischio d'infezione.

Il vero problema è che se il contagio dovesse espandersi a dismisura, il personale sanitario si troverebbe in serie difficoltà, sia da un punto di vista numerico - tanto il personale, quanto i posti letto nelle rianimazioni risulterebbero insufficienti dovendo far fronte alle accresciute esigenze dovute all'aumento dei pazienti contagiati con complicazioni respiratorie gravi - sia per il fatto che qualora non dovessero esserci un quantitativo di respiratori sufficienti, potrebbero venire rimandati anche una parte di interventi nelle sale operatorie a causa del blocco.

Contagioso, però, sia chiaro non è sinonimo di letale...

Nell'81% delle persone contagiate dal coronavirus si è trattato finora di casi lievi e soltanto una piccola percentuale manifesta sintomi gravi d'insufficienza respiratoria o shock settico. Quindi, quarantene, precauzioni e accorgimenti posti in atto per arginare il contagio non significano obbligatorie conseguenze da colera e peste e non sono affatto una cronaca di morte annunciata. Significano semplicemente quello che sono: precauzioni e accorgimenti di buon senso per evitare di espandere un contagio di un virus particolarmente infettivo.

Chiarito, quindi, che il fatto di contrarre il virus non è di per sè una condanna, dal momento che salvo per la piccola percentuale di casi per i quali è necessaria la terapia intensiva ed un 10% circa di pazienti in condizioni già precarie e sfavorevoli in cui il virus può degenerare in polmonite, per tutte le rimanenti categorie d'individui non "a rischio" -  e si parla, quindi, del restante 80/90% della popolazione - la malattia ha un normale decorso totalmente benigno, con una sintomatologia anche lieve/moderata, il problema su cui ci si deve concentrare è arginare il contagio.

Tutto il resto è fantascienza e panico sociale fuori luogo. 

Come gli isterismi che inducono a fare razzia di supermercati e ad ipotecare la casa per acquistare un disinfettante che fino a 3 giorni prima si era lasciato tranquillamente scadere in fondo all'armadietto dei medicinali...

Nessuno muore per un raffreddore, per un mal di gola, per una tosse o per un rialzo di temperatura provocati da un virus, anche se incoronato...Si può morire, invece, per l'aggravamento di condizioni patologiche già preesistenti ed innescate da quel virus.

Pertanto, no, una persona in condizioni di salute favorevoli non muore per un virus, a meno che, come sottolinea acutamente Pamio in un suo articolo "il patogeno non sia appiccicato al paraurti del camion che la investe..." 

Ma come l'intelligenza ci dissuade da atteggiamenti d'isteria di massa e di fobie irrazionali, la coscienza umana, civile e sanitaria ci impone di mantenere le più chiare ed evidenti regole precauzionali per noi stessi e per non esporre le persone maggiormente fragili a rischio di contagio, creando disagi a catena e bloccando l'intera sanità. 

Questo è.

Nonostante tutto, però, se c'è stato amore ai tempi del colera, credo ci possa tranquillamente stare anche un (mio) buon compleanno ai tempi del Coronavirus...

 

 


                                   https://blog.libero.it/Tirillio/14813123.html

 

 

Ed un...esponenziale grazie per i fiori...

                                                    

direttamente da Tirillio!

                                                       

 

                                                              BUON COMPLEANNO A ME...

 

PER LA CRONACA: I DATI RIPORTATI NEL POST HANNO UNA COLLOCAZIONE CRONOLOGICA. PERTANTO NON ERANO AGGIORNATI ED ERANO RIFERITI AL QUADRO SOCIALE E ALLO SPAZIO TEMPORALE IN CUI IL POST E' STATO SCRITTO.

 
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