Creato da ElettrikaPsike il 17/12/2012

ElettriKaMente

Dillo, bella strega...se lo sai, Adorabile strega…Dimmi, conosci l’irremissibile? (I fiori del male, C. Baudelaire)

 

 

A 5 passi dalla primavera

Post n°314 pubblicato il 24 Febbraio 2021 da ElettrikaPsike
 

 

Oggi è il mio compleanno e l'instancabile creatività generosa e incessante di misteropagano ha allestito per me, per un Febbraio che sta lasciando lo spazio ad un Marzo impaziente e alla nascitura stagione primaverile,

una festa sull'Olimpo:

http://gold.libero.it/MISTEROPAGANO/15373223.html

 

 

E l'ha fatto riproponendo il mito dell’Arcadia - non luogo della fantasia e dello spirito -  regalandomi un post di boschi e sentieri magici, dove finalmente potersi riparare dalla realtà più prevedibile e polverosa della vita.

Così, tanto ha fatto e pensato che mi ha regalato un gioiellino bucolico alla maniera di Teocrito, in una stupefacente ode in onore di una pre-primavera arricchita con richiami preziosi e, niente meno, eretta sull’ombelico del mondo: la pietra divina di Delfi, nel Tempio di Apollo.

Ben più, quindi, di un semplice regalo, ma l’allestimento di una festa scolpita nel mito eterno.

Una festa di preparativi per la nascente primavera e per un saluto all’inverno che sta per partire, un’arcana luminaria che ha evocato, insieme a Pan, ai satiri e alle ninfe, ornando un bosco mercuriale di mirto e primizie di mimose, aprendo un varco sul giardino di Babuk.

E ancora...tutto c'è nel suo dono, anche nelle immagini. Dai richiami a una Persefone rinascente, al colore viola, all'arte, agli animali-simbolo, tanto della filosofia quanto delle streghe, in un tripudio di gioielli a grappoli. 

E davvero nulla meglio o più d’un floreale ipogeo poteva celebrare questo giorno iniziato ai piccoli misteri in un'incessante ricerca sotterranea, sotto la luce Elettrika di una lampadina (grata e commossa) in fiamma danzante!

 

BUON COMPLEANNO A ME,

QUINDI,

E GRAZIE;

MA BUONA FESTA A TUTTI...

A TUTTI QUELLI CHE, COME LEI, LADDOVE IL MONDO VEDE UNA RECLUSIONE, SANNO INVENTARE UN IPOGEO, IMPREZIOSENDOLO DI VITA, PIANTE E SOGNI...

 

 
 
 

LA VERITA', VI PREGO, SUL VACCINO

 

 

“La veritàvi pregosull'amore” è un libro di Wystan Hugh Auden, pubblicato da quel selezionato gioiellino che è la casa editrice Adelphi.

Parafrasando il titolo, però, io vorrei dire lo stesso sui vaccini.

Con l’inizio del 2021, in quanto operatori sanitari, siamo stati gli apripista per questo vaccino, ed abbiamo avuto il privilegio, oltre che il dovere, di immunizzarci per poter essere pienamente sicuri, per gli altri e per noi stessi.

Sono stata vaccinata contro il Covid-19 con il vaccino Pfizer, il primo disponibile in Italia. Ho fatto il vaccino ed il richiamo e dopo una settimana dall’ultima dose, mi posso dichiarare immune.

E, come potete constatare, viva ed illesa: il vaccino non mi ha ucciso.

Anche se qualcuno potrebbe pure iniziare a sostenere il contrario, e magari dire che io non sono affatto io, che sono un ectoplasma viola, e che la vera me è stata rapita dallo staff de Il Pendolo di Foucault…

Fino ad allora, però, inizierei a fare un po’ di chiarezza con pochi e semplicissimi passaggi, nella speranza di dipanare i dubbi maggiori e più comuni, cominciando proprio con questo vaccino specifico che viene somministrato in due dosi a distanza di 21 giorni l’una dall’altra, attraverso due iniezioni nel muscolo del braccio.

Va innanzitutto detto, prima di ogni altra cosa, che il vaccino non contiene in nessun modo il virus che provoca la malattia; ma semplicemente una molecola messaggero (mRNA) nella quale sono presenti tutte le istruzioni necessarie per indurre una risposta anticorpale nel nostro organismo.

Molto semplicemente, il vaccino induce una risposta che va a bloccare quella proteina Spike che, propriamente, è la responsabile dell’accesso dei virus nelle cellule, andando a stimolare il sistema immunitario affinché produca anticorpi specifici in modo che, se si viene esposti al contagio, gli anticorpi possano impedirne l’ingresso nelle cellule.

La vaccinazione, inoltre, va anche ad attivare le cellule T preposte a preparare il sistema immunitario nella risposta ad ulteriori esposizioni al virus e non ultimo, poi, per completezza, va anche specificato che l’mRNA del vaccino non resta affatto nell’organismo; ma si degrada poco dopo la vaccinazione.

Questo, dunque, è in breve il Pfizer mRNABNT162b2, e questa la sua funzione anti-Covid nel nostro organismo.

Nulla di complicato o di nebuloso, quindi, ma di una trasparenza a prova di ogni scetticismo.

Nonostante tutto, però, l’ombra scura del complotto ad ogni costo e la ricerca del marcio (anche fuori dalla Danimarca) sembrano divertirsi nel creare di continuo nuove vittime perché, se ancora oggi una buona parte di individui non si dimostra affatto propensa all’idea di farsi somministrare, nella fattispecie, il vaccino anti Covid - 19 , in via ancora più generale, sono incredibilmente molti gli individui contrari anche ad ogni altro tipo di vaccinazione.

Sicuramente la motivazione di questa sfiducia verso la ricerca medico-scientifica si può ricondurre alla paura di ciò che non si comprende ed in parte anche alla suggestione praticata da tante voci differenti che cantano discordanti e variegate tonalità di una stessa ritrita melodia; ma è veramente disarmante apprendere quanto la visionarietà fallata di tutti i dispensatori di bufala possa creare proseliti.

Proviamo, allora, a capire realmente cosa spaventa i detrattori della vaccinazione.

Un timore diffuso è quello che i vaccini anti SARS-Cov-2 siano stati preparati troppo velocemente per via dei tempi ristrettissimi concessi agli scienziati e che quindi non possano essere sufficientemente sicuri; ma la velocità in questo caso non è affatto da considerare un rischio.

La situazione di emergenza mondiale, infatti, ha reso possibile il fatto che la ricerca avesse molti più fondi a disposizione, oltre che un numero di candidati pre-clinici grandemente superiore rispetto alle situazioni di normalità. In definitiva, quindi, tutto ciò che in altri periodi e contesti è avvenuto in tempi estremamente diluiti, con lente sperimentazioni individuali e consecutive, in questo caso si è verificato simultaneamente e con un numero di ricercatori e valutatori tale da poter ottenere in soli quindici giorni i risultati lavorativi di parecchi mesi.

Ma ciò che va reso chiaro, una volta per tutte, è che nessun passaggio è stato omesso nella produzione o nella verifica dei vaccini e nessun test è stato tralasciato o trascurato, difatti la fase clinica non è stata affatto velocizzata. Ugualmente, non è stato neppure ridotto il numero dei soggetti campione a cui è stato sottoposto il vaccino e non c’è stata una differenza in tal senso rispetto alle sperimentazioni effettuate per altri vaccini. Pertanto, ripetiamolo fino alla nausea (nostra e di chi lo legge), non è stata in alcun modo privilegiata la rapidità a discapito della qualità o del riscontro in termini di prove…E ripetiamo anche che i vaccini sono stati approvati dalle autorità competenti solamente dopo un’attenta verifica dei requisiti della precisione e della sicurezza. 

Un’altra perplessità che gli oppugnatori del vaccino avanzano, è che la vaccinazione possa risultare inutile o parzialmente inefficace in quanto il virus ha subito mutazioni; ma la realtà è che i vaccini somministrati non vanno a determinare una risposta immunitaria contro un unico frammento della proteina Spike prodotta dal virus; bensì contro moltissimi frammenti. Pertanto, la presenza di un’unica mutazione all’interno di alcuni frammenti della proteina non è affatto sufficiente a rendere inattivo il vaccino.

Riguardo, poi, alla presunta inutilità del vaccino dovuta al fatto che l’immunità avrebbe una durata limitata di solo poche settimane, va invece detto che la protezione indotta dai vaccini non dura affatto per un breve periodo ma è stimata da un minimo di circa 6 mesi fino ad un anno o, addirittura, più anni. Va anche detto, però, e per correttezza, che si potrà conoscere realmente la durata dell’effetto d’immunità solo quando il vaccino verrà somministrato su larga scala.

In sintesi, cerchiamo di restare nei margini del buon senso e utilizziamo la logica dell’evidenza invece della dottrina del sospetto ad ogni costo e della mitomania.

Lo scopo del vaccino è quello di attivare il sistema di difesa dell’organismo contro il virus in modo che qualora dovesse venirne in contatto sia già pronto ad aggredirlo e renderlo inefficace, ed i vaccini non sono pericolosi. Gli effetti collaterali esistono, nei vaccini come in ogni altra cosa e ambito a questo mondo: tutto questo si chiama semplicemente vita. In medicina non esiste un 100% di certezza solo perché non esiste in nessuna sfera della nostra esistenza un 100% di assoluta sicurezza. Niente e nessuno potrà mai darcela. Eppure, paradossalmente, è proprio la tanto discussa scienza medica ad offrirci risposte concrete e stime elevatissime, appoggiando sul piatto delle scommesse esistenziali numeri stratosferici, ed avanzando risposte a suon di 90, 98 per cento, molto più di qualsiasi altro ambito umano. Ciononostante, c’è chi si arresta davanti ad un’informativa che ammette ed illustra con trasparenza l’esistenza di possibili controindicazioni ed effetti avversi. Ma i vaccini, tutti e non solo il vaccino anti-Covid, sono sicuri e lo sono indiscutibilmente di più dell’immunizzazione attraverso la malattia. Utilizziamo la razionalità e un minimo di lucida calma per valutare l’attendibilità e l’autorevolezza delle fonti, quando leggiamo una notizia, soprattutto con pretese medico-scientifiche.

Prima di tutto, va considerata la perplessità delle madri e dei padri. I genitori, infatti, si preoccupano che i bambini debbano sopportare una somministrazione di più vaccini differenti - e proprio per questo, da loro considerata eccessiva - spaventati dall’ipotesi che possano esserci ripercussioni, magari anche gravi, nei piccoli. E proprio per la diffusione malsana di informazioni travisate, incomplete o completamente inattendibili, sono molti a paventare che ci sia una correlazione tra alcuni disturbi quali l’autismo e la vaccinazione. La risposta della scienza medica è, ovviamente, un no deciso; ma dal momento che un no fine a se stesso, o non sufficientemente motivato, non basta, vediamo anche di capire perché questo no è un no da tenere in giusta considerazione.

Ed in questo senso, una logica evidente ed il buon senso ci vengono tranquillamente in aiuto.

Va tenuto in conto che il nostro sistema immunitario è già, e di per sé, programmato per poterci difendere da un enorme quantitativo di agenti patogeni che possono danneggiare il nostro organismo. Sin dalla nascita, infatti, il sistema immunitario si trova da essere subissato da una sterminata quantità di antigeni e la letteratura medica ha stimato che potrebbe sostenere, senza nessun sovraccarico, addirittura un quantitativo di 10.000 vaccini somministrati contemporaneamente.

Leggiamo, per piacere, diecimila.

Perché, dunque, un legittimo sospetto scaturito dall’ignoranza dell’argomento, dovrebbe poi essere promulgato e portato avanti nella sua manifesta insensatezza, giusto per creare problemi e dubbi laddove non esistono nemmeno i presupposti?

Nessun fautore del complotto, infatti, ha mai spiegato ai genitori inconsapevoli che anche con il semplice nutrimento (vale a dire l’atto di mangiare alimenti normalissimi) andiamo già ad introdurre nell’organismo nuovi antigeni, o che numerosissimi batteri abitano nella bocca e nel naso e che ogni singolo bambino è esposto a molti più antigeni quando contrae un comunissimo e banalissimo raffreddore o quando presenta un altrettanto comune mal di gola che non attraverso la vaccinazione…Dunque, di che parliamo?

Allora, diciamolo, tutti possono credere in ciò che preferiscono e se uno vuole è assolutamente libero pure di pensare che esistono gli unicorni celesti e rosa o che gli zombie gli abbiano mangiato il gatto, sia chiaro. C’è pure chi, per mancanza di creatività ed ingegno, nell’evidente incapacità di trovare qualcosa di nuovo su cui indagare o nell’impossibilità di risolvere dilemmi secolari realmente ancora in attesa di soluzione, afferma che il pianeta terra è un piatto di pasta alla carbonara; ma da lì al fatto che queste convinzioni trovino un supporto sul piano della realtà fisica, ovviamente, poi ce ne passa...

Quindi, ogni tanto, proviamo a ragionare, per piacere: un numero di 10 vaccini, alla luce e a fronte dei 10.000 tollerati dal sistema immunitario, anche se fossero eseguiti nella stessa seduta, andrebbero ad impegnare solo un millesimo della capacità totale di tolleranza del sistema immunitario. Pertanto, e di grazia, dove esisterebbe il pericolo effettivo?

Inoltre, va anche detto che, ad oggi, pur essendo aumentato il numero dei vaccini da somministrare ai bambini, è però anche diminuito il numero degli antigeni somministrati, dal momento che i vaccini degli ultimi anni sono ovviamente decisamente più evoluti. Un esempio pratico su tutti? Il vaccino contro la pertosse “a cellula intera”, che si effettuava in passato, allora conteneva circa 3000 antigeni, mentre l’attuale vaccino, di tipo acellulare, ne contiene esclusivamente 3…Tre soli antigeni contro i tremila di quello che si somministrava un tempo. Quindi, ripeto, di che parliamo? Che inutili spettri di preoccupazioni fantasma stiamo evocando tanto per tirare su molto rumore per nulla?

Chi evoca questi sospetti terroristici, sa di che cosa parla? E, soprattutto, coloro che ne vengono sedotti, si sono informati? Seriamente, intendo...

Non è il vaccino in sé; ma sono gli antigeni presenti in esso, a provocare la formazione di antagonisti nel sistema immunitario. I bambini che oggi effettuano le famose e temute “10 vaccinazioni obbligatorie” ricevono un numero di antigeni decisamente inferiore rispetto a quello che è stato somministrato, ad esempio, con le vaccinazioni obbligatorie negli anni ’60 e ’70 e, come già detto, nella letteratura medico-scientifica ci sono innumerevoli studi a sostegno della possibilità di combinare i vaccini e somministrarli nella stessa seduta vaccinale.

Quindi, va bene farsi film e sognare, fantasticare ad occhi aperti o crearsi fughe romantiche dalla realtà con teorie complottistiche e nemici da sconfiggere; ma va bene quando si gioca. Quando si tratta di salute, invece, usiamola questa benedetta ragione e smettiamo di giocare ai pirati, che qui nessuno (purtroppo) è capitan Harlock. Le vaccinazioni hanno salvato, e salvano, milioni di vite umane. L’unica evidenza (comprovata) è questa. Il resto sono davvero solo giochi di ruolo di bambini cresciuti, che però tanto innocui non sono, perché vanno a discapito dei loro veri bambini (e di quelli altrui!).

Ma continuiamo ad accendere una piccola lampadina, necessaria a spiegare dove e perché i dubbi sono infondati.

I genitori temono che i vaccini possano determinare effetti peggiori della malattia stessa e che producano effetti dannosi a lungo termine nei loro figli o, addirittura, che risultino fatali…

Ma, di nuovo, si sta parlando con raziocinio obiettivo o siamo ancora dentro il film dell’imponderabile e delle eccezioni non prevedibili dalla natura umana?

I vaccini in uso sono molto sicuri e, fatto certo, più sicuri della malattia. La maggior parte delle reazioni avverse alle vaccinazioni, sono un braccio dolorante o un modesto rialzo febbrile, prezzi piuttosto economici da pagare a fronte delle gravissime compromissioni che una malattia (del tutto evitabile, grazie alla vaccinazione) porterebbe. Davvero si sta valutando se sia meglio incorrere nel rischio di un dolorino al braccio di 24 ore contro la paralisi, l’encefalite o la cecità? Pure se si legge un bugiardino farmacologico dello sciroppo per la tosse vedremo che non può esimersi dall’illustrare la possibilità di “effetti collaterali”, e questo perché non esiste al mondo una situazione esente da possibili effetti collaterali. Anche restando al calduccio del nostro letto senza muovere un dito potremmo incorrere in eventi imponderabili, imprevedibili e funesti: un aereo potrebbe cadere sul tetto della casa e un fulmine determinare un incendio, o, molto più semplicemente, la Signora con la falce potrebbe decidere, e senza scomodarsi di avvisarci, di farci visita mentre dormiamo…Volete sporgere reclamo anche contro il suo comportamento? O avanzare fantasiose manifestazioni nei confronti dell’imprevedibilità della vita? Accomodatevi.

Ma fatemi sapere quando lo farete perché non voglio perdermi lo spettacolo esilarante, direttamente in prima fila.

Raccattiamo un barlume di sensatezza o, in mancanza, facciamocene prestare uno: eventi gravi sono molto rari e sono attentamente controllati e valutati. È molto più probabile che la salute venga definitivamente compromessa da una malattia prevenibile che dalla vaccinazione stessa e, non ultimo, se di morte si vuole parlare, allora ragionate, perché sono proprio le malattie prevenibili con i vaccini ad essere effettivamente e potenzialmente fatali, lì si che il rischio diventa una probabilità piuttosto alta, mentre qualsiasi danno o, addirittura, decesso, causato dai vaccini, in proporzione, rientra solo nella sfera delle eccezioni. Nulla è certo al 100% a questo mondo; ma una certezza è incontrovertibile, ad oggi: i benefici delle vaccinazioni superano di gran lunga il rischio e, in assenza dei vaccini, gli effetti dannosi e i decessi sarebbero molti di più.

E, per chi, ancora non lo sapesse, o chissà per quale motivo (sindrome ansiosa, ipocondria, influenze esterne?) non lo volesse capire, nello specifico, la difterite - malattia infettiva che colpisce vie aeree e cute - se contratta, può portare a paralisi, insufficienza cardiaca e lesioni neurologiche e renali non di rado irreversibili. Il tetano, poi -  grave malattia infettiva non contagiosa, provocata dalla tossina tetanica - può determinare paralisi muscolare spastica che si diffonde in tutto il corpo, mentre la poliomielite - malattia virale estremamente contagiosa - presenta diverse forme, tra cui la più grave è la forma paralitica. Tre malattie contro le quali i vaccini sono somministrati gratuitamente a tutti i bambini.

Ma davvero qualcuno sta titubando sul da farsi? Incredibilmente si.

Per i motivi già esposti, poi, non ha davvero alcun senso logico dire che è preferibile acquisire l’immunità attraverso il contatto naturale con la malattia rispetto alla vaccinazione, perché, ripetiamolo, i vaccini interagiscono con il sistema immunitario in modo da produrre una risposta immune simile a quella dall’infezione della malattia, ma non determinano affatto la malattia! E quindi non espongono le persone al rischio di tutte quelle potenziali complicazioni (compreso, tra gli altri, il non infrequente ritardo mentale) date dal contagio.

Qualcuno sostiene ancora, da più di un ventennio una leggenda metropolitana molto pericolosa, vale a dire che ci sia una stretta correlazione tra autismo e vaccinazione.

Parliamone…

Tutto nasce da uno studio di 23 anni fa che ha messo in allarme una parte di popolazione, facendo presa sui meno accorti e i meno informati, dichiarando una ipotetica associazione tra il vaccino MPR (quello contro morbillo-parotite e rosolia) e l’autismo. L'articolo (che, tra l’altro avanzava ipotesi, possibilità e supposizioni teoriche e neppure evidenze effettivamente degne di nota), di fatto, è stato giudicato gravemente ingannevole e menzognero ed ovviamente ritirato dalla rivista. Ma il caso, nel frattempo, si era creato. Nonostante la fallacia della notizia, quindi, la leggerezza di quella pubblicazione aveva generato un tale panico da produrre un calo di vaccinazioni e, di conseguenza, un aumento di epidemie relative alle malattie inerenti.

Che dire, allora, che già non sia stato degnamente e meticolosamente dimostrato, se non, ancora una volta, anche qui ed ora, che non esiste affatto nessuna prova di un legame tra il vaccino MPR e l’autismo (o i disturbi dello spettro autistico)? Nulla; perché se il proverbio dice che non c’è peggiore sordo (ops, non udente, ma il proverbio non era politicamente ipocrita) di chi non vuol sentire, molto acutamente Forrest Gump, chiude la questione con il suo “stupido è chi lo stupido fa”. Ed anche quella è una scelta.

Altra diceria (ma di chi, poi? e perché?) strisciante sul web è quella che racconta che il vaccino contro la tripletta “difterite, tetano e pertosse” e quello anti-polio siano responsabili, niente meno, della morti bianche infantili, vale a dire della “Sindrome della morte in culla”…

Ora, a parte il fatto che, anche qui, non esiste, non è pervenuto e non c’è alcun nesso tra la somministrazione dei vaccini e tale fenomeno; ci rendiamo, però, conto che stiamo ragionando di oroscopi? Mi spiego. Le vaccinazioni di cui sopra sono praticate ai bambini molto piccoli, vale a dire in quell’arco vitale in cui è possibile che si verifichino le morti in culla, di conseguenza è normale che possa insorgere una coincidenza meramente temporale tra le morti bianche ed il periodo vitale in cui viene praticata la vaccinazione! Sfortunatamente per i complottisti, però, gli studi pediatrici sono unanimi nel considerare la posizione prona o laterale durante il sonno del bambino come potenzialmente pericolosa di soffocamento, tanto che si è rilevato un calo dell'incidenza del fenomeno delle morti bianche del 50% da quando i bambini vengono fatti dormire supini; ma anche il fumo passivo, l’eccesso di calore e il riscaldamento dell’ambiente e, non ultima, la sindrome del QT lungo (una rara alterazione cardiaca di origine genetica, caratterizzata da una ritardata ripolarizzazione delle cellule del muscolo cardiaco) vengono imputate tra le papabili cause.

Eppure, qualcuno sembra ritenere più consono affidare la salute del proprio figlio non tanto ad uno specialista, quanto ad ogni fandonia avanzata dall’ultimo fanatico di Facebook che non ha mai nemmeno passato l’esame di ammissione a medicina e che pure come romanziere, diciamolo, francamente non si dimostra di grande levatura...

Sono realmente molte le possibili e plausibili teorie sulle cause delle morti in culla, avanzate con ragionevoli studi e dimostrazioni cliniche ed è veramente fuorviante, pericoloso e talvolta anche delinquenziale distogliere l’attenzione sulle reali possibilità per gettare folate di fumo negli occhi di genitori già disorientati. D’altra parte, nulla di nuovo. Da sempre si sa che se il saggio indica la luna, c’è qualcuno poco acuto che non solo guarda il dito ma ci si fissa pure… 

Tra le voci spaventate poi, c'è anche quella di chi, candidamente, sostiene che sarebbe sufficiente il miglioramento delle misure igieniche e sanitarie per eradicare tutte le malattie (e per portare la pace nel mondo, no?). E’ ovvio che l’igiene sia doverosa e obbligatoria, ancor più che auspicabile, e che senza dubbio contribuisca a proteggerci; ma da sola ancora non basta a scongiurare queste malattie che si possono diffondere anche indipendentemente da un’osservanza meticolosa delle norme igieniche. Se le persone, infatti, ad un certo punto non si vaccinassero più, in tempi pressoché fulminei comparirebbero di nuovo tutti gli spettri delle malattie ormai da tempo debellate o diventate poco frequenti, come ad esempio la poliomielite. Perché, e va chiarito anche questo aspetto, gli agenti infettivi che le causano continuano comunque a circolare in alcune parti del mondo. In un mondo globalizzato, quindi, questi agenti possono tranquillamente, e con estrema quanto inimmaginabile facilità, attraversare i confini geografici ed infettare chiunque non sia protetto. Per questo, le ragioni fondamentali per sottoporsi alle vaccinazioni sono la protezione individuale ma anche quella collettiva.

E a chiunque se la racconta (e la racconta pure in giro…) che le malattie prevenibili con i vaccini, come il morbillo, la parotite o la rosolia, possono tranquillamente non essere arginate e lasciate libere di fare il loro decorso infettando a destra e manca, sta semplicemente aprendo la bocca e lasciando che le parole escano a caso con un qualunquismo imbarazzante. Queste malattie, difatti, possono causare, negli adulti ma anche nei bambini, complicazioni molto serie che vanno dalla polmonite all’encefalite e alla perdita totale della vista; ma se tutto questo non fosse abbastanza (e per me lo è già, più che a sufficienza) possono anche essere letali.

La stessa banalissima influenza, di fatto, può essere molto più che un disagio per alcune tipologie di individui (in certi casi è una condizione decisamente grave, in quanto, ricordiamolo, è responsabile di 300.000-500.000 morti ogni anno nel mondo) e soprattutto se colpisce bambini piccoli, anziani già debilitati o persone con patologie croniche, asma e cardiopatie. Inoltre, raccomandando di vaccinare le donne in gravidanza, si fornisce il beneficio aggiuntivo di proteggere anche i neonati.

Moltissimi pensano che la vaccinazione antinfluenzale non abbia una reale utilità perché ad ogni stagione si presenta un ceppo differente, ma in realtà il vaccino effettuato va a conferire un’immunità contro i tre ceppi più comunemente diffusi e circolanti ad ogni stagione e, di conseguenza, soprattutto per le persone a rischio, garantisce una buona copertura riducendo di molto i rischi delle complicazioni.

Ma veniamo ora - l’ho lasciata per ultima, come ogni chicca che si rispetti - alla fola dei vaccini che contengono il mercurio…Perché mai questo timore? E da dove prende vita?

Dal fatto che una volta, in una galassia lontana lontana… esisteva un composto organico utilizzato come conservante nei vaccini multi-dose, il Thimerosal (vale a dire, sodio etilmercurio tiosalicilato), un elemento effettivamente non nocivo per l’organismo; ma del quale si è gridata la potenziale pericolosità, appellandosi al fatto che, una volta assorbito, è in grado di liberare mercurio. Peccato, però, che mentre si urlava il pericolo, è stato omesso di aggiungere che la minaccia si può manifestare solo in presenza di quantitativi decisamente elevati, e di certo molto maggiori rispetto a quelli utilizzati per quei vaccini.

In ogni modo, questo elemento - comunque essenzialmente non pericoloso -  ad oggi nemmeno c’è più perché, come già detto, veniva impiegato esclusivamente per i multi-dose e non nei vaccini monodose che si somministrano in Italia. Ecco, come dire? Un’altra ottima occasione sprecata per tacere.

E dopo aver scartato questa ennesima bufala caprina (e non è un ossimoro, perché non sto parlando né di formaggi né di animali) chiudo; ma ribadendo un’ovvia verità, e cioè che, per carità, siamo tutti liberi di essere più o meno ludicamente cazzari o più o meno deliberatamente inconsapevoli, ma la cosa davvero fastidiosa di tutti questi fertili (e incontinenti) dispensatori d’ignoranza in pillole è che, andando a contagiare a dismisura schiere di non vaccinati (dalla scempiaggine), ci costringono a dover ascoltare e leggere ovunque gli sproloqui dei nuovi infetti.

E già soltanto per questo, io mi vaccinerei ancora e sempre…

 

 


 
 
 

SINCERITA' O GENTILEZZA?

 

 

 

 

Si sa che essere belli, intelligenti e sani sono opzioni un filino più auspicabili rispetto all'essere bruttini, stupidi e pure doloranti e certo, in ugual modo, è abbastanza chiaro che sia preferibile la sincerità alla bugia; ma pur accogliendo questi assunti come facili ovvietá, chiediamoci anche quante persone, alla fine della teoria e all'inizio della pratica, siano disposte a sentirsi scomodamente dire una verità inattesa e, soprattutto, chiediamoci quanto sia vera e utile questa sincerità espressa...

Se l'essere falsamente cortesi - anche senza essere torinesi - risulta sinistramente in assonanza con l'ipocrisia e l'opportunismo, cosa non dire, invece, sulla spietata e stridente etichettatura di una mancanza?

Essere sinceramente schietti per sottolineare difetti e insufficienze, incapacità, carenze e limiti più o meno evidenti - oltre che, di fatto, più o meno presenti - in ogni singola creatura vivente sulla nostra Gaia madre, ha realmente un senso?

E se ce l'ha, che senso ha?

Si tramanda che Socrate, prima di decidere se ascoltare o meno quello che le persone si proponevano di raccontargli, fosse solito chiedere se l'informazione che gli volevano dare fosse sicuramente vera. Se a questa domanda non fosse seguita una risposta certa, chiedeva allora se fosse utile e se anche a questa domanda non fosse seguita una risposta affermativa, chiedeva se fosse almeno bella. Se la notizia non avesse soddisfatto nessuno dei tre criteri, vale a dire la verità, l'utilità e la bellezza, il filosofo avrebbe, dunque, scelto di non volerla conoscere.

Perché mai, infatti, si dovrebbe desiderare di venire a conoscenza di una dichiarazione non vera, inutile e pure sgradevole?

Qualcuno disse che tra l'essere sincero e l'essere gentile avrebbe sempre scelto la seconda opzione. Io credo che le due vie non siano in contrapposizione, perché la gentilezza è una condizione che si può richiamare e porre in essere anche nell'esprimere la sincerità più angusta. Gentilezza non fa rima con falsità; si può essere tranquillamente gentili anche nel dire una sciagurata verità. Magari rendendola, se non propriamente meno triste, almeno meno aspra nei toni. 

E, soprattutto, sarebbe carino chiedersi che cosa ci guadagniamo a rimarcare l'aspetto meno piacevole di una persona (ma anche di una situazione), o nel sottolineare con penne rosso-blu - come improbabili insegnanti fuori contesto - le deficienze altrui, ricalcandole fino a strappare ogni sicurezza nel nostro interlocutore e facendo a brandelli ogni suo sogno, seppure di carta o di esile speranza.

In nome del sano realismo e dell'obiettivitá, di fatto, si è detto e giustificato sempre di tutto, ma nessuno di noi, ancora, può dire di avere nelle tasche le fotografie scattate dal futuro, e il realismo non è affatto sano quando diventa spietatamente cinico o rigidamente impermeabile.

C'è chi chiama un uomo ladro solo perché una volta ha rubato e c'è chi lo chiama per nome, riconoscendo che prima di tutto è soltanto un uomo. E che oltre le innumerevoli cose che durante la sua vita può avere fatto, visto, pensato e sentito c'è, poi, anche quella di avere rubato.

Se quell'uomo, però, dopo aver commesso un errore, diventasse anche un filantropo o un artista di raro talento, oppure un medico e salvasse un numero imprecisato di vite, che cosa diventerebbe? E se anche, semplicemente, al di là di avere sbagliato, fosse un bravo padre o una persona innamorata, un amico fidato...chi sarebbe quell'uomo? Davvero possiamo ridurre una persona nella sua inimmaginabile complessità ad un'etichetta che descrive soltanto un'azione ed un singolo momento della sua vita?

Nessuno di noi, nelle tasche, può dire di possedere fotografie scattate dal futuro e certo nessuno è così perfetto e completo da poter impugnare matite rosso-blu fuori contesto per mandare maldestramente a pezzi le speranze di qualcun altro.

Perché, no, alla fine nemmeno in nome della verità o del realismo, siamo tenuti ad essere sgradevoli...

 

 

 

 

 

NOTA PER IL 27/01 ED OLTRE, E ANCHE PER PRIMA...

 

PERCHE' IL MESE DELLA MEMORIA E' TRASCORSO,

MA NON SI SMETTE MAI DI RICORDARE

CIO' CHE

SI VORREBBE CANCELLARE

E TUTTAVIA

NON SI PUO', NE' SI DEVE 

DIMENTICARE.

MAI.

 

 
 
 

I MIEI NATALI PER NATALE

 

Premetto che discendo da un crogiolo geografico non indifferente. Bis nonni/e e nonne paterne torinesi doc, screziati da 2 gocce del sangue francese di Lione; un bisnonno salentino, nativo di quella che è definita la Sparta della Magna Grecia ed i nonni materni greci, di Kerkyra e di Atene, anche se mia madre è nata sull'isola della Maddalena.

Io stessa, poi, ho rischiato di nascere ad Amsterdam; ma lí sono solo stata concepita ed alla fine sono nata alla Fornaca di Sessant a Torino.

Dunque ci sono nata qui, e cresciuta, e sono proprio torinese ma sento anche l'origine ellenica scorrermi addosso.

E sarà per questo che sono divisa tra l'azzurro delle isole e delle terre greche - con la loro mitologia, la filosofia e tutta la tradizione classica - e quest'atmosfera tra la collina e le montagne, attraversata dalla nebbia, fatta di Liberty e di Barocco.

E sarà per questo che non sono totalmente l'una o l'altra, e che il concetto di casa, per me, alla fine è un luogo che si trova a metà strada tra l'estate greca e l'inverno sabaudo.

Ed è per questo che io vivo nel mese di Settembre, e la mia casa ha l'indirizzo dell'Autunno.

Ma in questo post a due passi da un Natale di quasi lockdown, voglio raccontare Torino, e dirvi perché è indiscutibilmente bella, perché è innegabilmente misteriosa, perché amabile ma anche perché è estremamente complicato sostenerla...

Torino è bellissima perché ha caratteristiche che la rendono simile ad un'antica città nord europea, con le sue piazze sconfinate ed elegantemente rigorosa nel bon ton; ma in più, è mitigata e di molto ammorbidita dalla gentilezza della collina e delle Alpi, che sbucano come quadri inaspettati ad ogni incrocio, visibili dalle finestre e mentre si cammina, anche tra le vie più piccole. Questo abbraccio collinare e montano circoscrive e rassicura, cullandoci come in una nicchia, e ci protegge dall'angoscia piatta ed immutabile degli orizzonti senza riferimenti; assicurando sempre un appiglio naturale di verde e di cime innevate o rosate scintillanti al sole, ed offrendo dimensioni e confini più che mai vivi.

Inoltre, è bellissima perché non solo è un'antica città dai lussuosi salotti sabaudi, dai ristoranti leggendari, dalle storiche caffetterie e dalle sale da tè in stile regale; ma è un ricco incontro di tutto questo lusso aristocratico con il misticismo.

Ed è bellissima per la sua architettura, che passa dal Barocco fino ad arrivare al Liberty, con punte di Gotico e tracce di stile Razionalista.

 

Così, ci si trova in men che non si dica, a distanza di pochi isolati, dal passeggiare tra sfarzosi bar illuminati e settecenteschi, come se fossimo a Versailles - atmosfera che, tra l'altro, continuiamo a ritrovare anche appena usciti da Torino, tanto nel Castello, circondato dai boschi, di Stupinigi, quanto nella Reggia di Venaria - al ritrovarsi nelle strette vie delle contrade medievali.

 

O, ancora, tra le strade con pianta a scacchiera e gli alti porticati di marmo lucente in sobrio e squadrato equilibrio Razionalista, simili ai palazzi anni Trenta della Grande Mela, e poi nella Torino romana, con il suoTeatro, la Porta Palatina e Pretoria o tra il Barocco più sfrenato fino ai piedi della collina e della Gran Madre, con il Monte dei Cappuccini e Superga a benedirci dall'alto, per poi proseguire verso il Liberty e tutta la sua raffinata, luminosa e sorprendente espressione d’Art Nouveau…

 

Ed è bellissima perché è la città delle Gallerie coperte, gemelle dei Passages couverts parigini che, al riparo dalle intemperie, permettono di passeggiare placidamente nella sontuosità di caffè d’epoca, negozi pregiati d’antiquariato e lussuose sale cinematografiche; ed è la città dei portici, la maggior parte collegati fra loro, che proteggono dalla pioggia e dalla neve mentre si attraversa il centro, costeggiando le piazze fino al fiume.

 

Torino è bellissima perché è un tripudio di arte: regge, palazzi e castelli, mausolei, musei e chiese. E’ bellissima per il Santuario della Consolata, vale a dire la Consolatrice degli afflitti - Augustae Taurinorum Consolatrix et Patrona - un gioiello variegato di stile romanico, neoclassico e barocco, ed è bellissima per il rinascimentale Duomo di San Giovanni Battista e la magnifica Cupola della Sindone, ora ristrutturata, nei suoi sei livelli di archi degradanti verso la sommità e gli archi leggeri di eredità gotica da cui entra la luce, e per la barocca Real Chiesa Di San Lorenzo con il suo sistema di nervature che formano una stella a otto punte ripreso dall'architettura islamica, e poi per il Tempio della Gran Madre - Orde Populusque Taurinus ob Adventum Regis - chiesa cristiana dalla forma del Pantheon, appena al di là del fiume, ai piedi della collina.

E’ bellissima per il suo Palazzo dei Principi di Carignano, dalla doppia facciata: una barocca, con andamento ondulatorio, situata nell’incantevole piazza omonima e l’altra, in stile pseudo-rinascimentale in pietra bianca e stucco rosa, con lesene, colonne ed un porticato che si affaccia sul giardino interno del Palazzo che oggi è Piazza Carlo Alberto.

 

 

E' bellissima per gli infiniti viali alberati di Platani, Tigli, Aceri, Ippocastani, Olmi bianchi e siberiani, Ciliegi, Betulle, Pini, Carpini, Frassini, Noci americani, Abeti e Querce e per gli innumerevoli parchi e giardini.

E' bellissima per la Rocca e il Borgo Medievale sul fiume, che costituiscono l’insieme di un museo archeologico monumentale; per i battelli e le canoe sul Po, per le sue cioccolaterie, boulangerie (così le chiamano, perchè sono forni-pasticcerie; ma il pane è un cavillo e dentro c’è di tutto, dai croissants ai dolci appena sfornati, dai salatini ai panini al burro con gocce di cioccolato, e puoi sederti ad un minuscolo tavolino per accompagnare il tutto con un caffè), e naturalmente per i bistrot piemontesi e le vinerie a lume di candela.

Ed è seducente, perché unisce la raffinatezza della cucina francese con i gusti irrinunciabili della tradizione italiana, annaffiati dalla triade di Barolo, Barbaresco e Barbera.

E' bellissima perché è soffusamente e intimamente romantica, soprattutto in primavera, la sera ai Giardini Reali o quando le luci del Monte dei Cappuccini e del Circolo di Canottaggio brillano di notte, insieme alla luna, sulle acque del fiume; e in autunno, quando il fogliame degli alberi intorno al Borgo diventa rosso e dorato e si riflette sull’acqua.

E’ bellissima perché trattiene il sacro e il profano ad ogni angolo, ed è una città dove si può venire tranquillamente sedotti da affascinanti e scuri fantasmi degni del Dracula di Bram Stoker, mentre si passeggia sul corso, lungo il Po, o costeggiando il fiume avvolti nella nebbia tagliata dai lampioni vittoriani nei tardi pomeriggi invernali, tra le rimesse delle barche, protetti dagli imponenti muri costruiti per arginare le piene del fiume.

 

Eh si, perché è bella; ma anche misteriosa. E per ogni seduzione oscura di Torino risponde un gancio dal cielo. E si respirano inquietudine, segreti e promesse di spiritualità angelica ad ogni svolta.

Dalla Galleria dei sarcofagi che si trova nel Museo Egizio, il secondo più antico a livello mondiale, per valore e quantità dei reperti, fino alla città invisibile e sotterranea, l’antica necropoli sotto la superficie, nella quale (proprio nello spazio sottostante a Palazzo Madama e Palazzo Reale ed in piazza dello Statuto) si troverebbero le Grotte Alchemiche. Connessa ai culti esoterici, dipinta di simboli massonici e letteralmente rivestita di leggende magiche, Torino viene rinchiusa nel triangolo della magia: tanto in quello della magia benefica e protettrice che la comprende insieme a Lyon e Praga quanto in quello della magia oscura, che la lega a Londra e a San Francisco.

E Torino è la città dove sono le statue a decretare il mistero, raccontandolo.

La statua luciferina - angelo con le ali spiegate o Genius loci che sia, con il pentagramma rovesciato sul capo rimosso durante un recente restauro - sovrasta con lo sguardo i Titani sconfitti che cercano di raggiungere la sommità della roccia piramidale su cui è posta e delimita la zona noir della città, anche se ufficialmente il monumento è intitolato alle vittime che hanno perso la vita durante la costruzione della galleria del Frèjus. Poco distante, invece, un obelisco con l’astrolabio sulla cima segna il vertice esatto del triangolo che geograficamente unisce Torino con la capitale inglese e la città collinare nel nord della California. Il tutto non lontano dal Rondò della Forca.

Un’altra indefinita figura, poi, nata anch’essa per essere un Genio alato in onore dei Savoia, venne collocata sulla punta della Mole Antonelliana. Nei primi anni del Novecento, però, fu sbalzata dalla cima a causa di un fulmine. Il nubifragio non riuscì comunque ad abbatterla e nonostante la tempesta l’abbia indiscutibilmente spodestata dalla sommità, questa scultura, un po’ angelo ed un po’ Genio dalle ali spiegate, rimase in bilico su una superficie sottostante durante la caduta ed ancora adesso esiste, conservata all’interno della Mole stessa.

Ma Torino, lo abbiamo già appreso, ha due facce, e ad ogni sussurro inquietante risponde un raggio di luce, così mentre la Cupola del Guarini continua a conservare il più potente talismano della fede cristiana, la Sacra Sindone, anche nel Tempio intitolato alla Gran Madre, ai lati della scalinata, ritroviamo la benefica presenza di due statue. In un lato, infatti, vediamo una donna velata e seduta – la personificazione della Religione – che sorregge serenamente una grande croce mentre, ai suoi piedi, un giovane le porge le Tavole dei Comandamenti e dall’altro incontriamo la Fede con accanto un piccolo angelo. Anch’essa è rappresentata da una donna seduta con un lungo velo sulla veste; ma questa figura femminile con una mano regge il libro aperto della Verità e con l’altra solleva il Calice del Graal, rapita nel guardare un punto oltre l’orizzonte.

Le statue che ci parlano, indicando punti invisibili e mostrandoci simboli, reclamando di essere comprese e chiedendoci ad ogni sguardo di decifrarli, però, non sono finite.

All’interminabile conversazione tra la notte e il giorno, tra la luce del sole ed il piano oscuro, sotterraneo e pauroso, partecipano anche i giganti guardiani della Fontana Angelica. Le due figure maschili, rappresentazione dell’Autunno e dell’Inverno, sono deputate a sorreggere le Colonne d’Ercole e a sorvegliare la Soglia dell’Infinito, la Caverna Luminosa dove i processi alchemici scandiscono i meccanismi del mondo intero, mentre sostengono le anfore dalle quali sgorga la vera conoscenza. Insieme a loro troviamo la Primavera e l’Estate: la prima con i suoi richiami all’amor sacro, alla verità ancora nascosta e alla continua possibilità di rinascita e la seconda, accostata all’amor profano e ad una verità già rivelata e scoperta.

Torino, però, non è solo bellissima e misteriosa, è anche amabile perché sa essere inoltre vivace e leggera, semplice ed eclettica. Composta di parchi, viali alberati e quartieri colorati e multietnici. Così Torino è anche in quell’edificio che nacque per essere un Tempio per la comunità israelita e che poi divenne monumento all’unità nazionale, la Mole, vale a dire quel simbolo della città che è un incontro tra lo stile neoclassico, il neogotico ed il Novecento architettonico. Concepita per essere una sinagoga, diventata emblema cittadino ed in seguito identificata con il cinema, ospitandone il Museo nazionale, la Mole è una compagna vivace per gli universitari, ispirazione per chi è innamorato e rassicurante riferimento per chi passeggia quietamente sotto la sua ombra o punta direttamente alla luna e alle stelle.

 

Torino, infine, è però anche tremendamente complessa e difficile da accogliere in tutto il peso della sua ricchezza variegata, fatta di luci preziose sulle tegole dei tetti e di ombre magiche che cadono sulle mansarde e sulle facciate dei palazzi, dilatando indefinitamente lo stupore quando ci si trova di fronte agli innumerevoli Gargoyles degli edifici fatati, come la Casa dei Draghi.

Un'alchimia che a volte risulta molto difficile metabolizzare perché, come scrisse Nietzsche che a Torino ci visse e ci diventò pazzo, si sa che quando guardi a lungo nell’abisso, l’abisso poi ti guarda dentro…

IN OGNI CASO...

CHE DIRE SE NON BUON NATALE TORINO,

E BUON NATALE A CHIUNQUE.

E BUON 2021, CON L’AUGURIO DI SALTARE GLI ABISSI

E AVERE TUTTI LO SGUARDO

RIVOLTO ALLE STELLE...

 

 

 

N.B.

Le immagini sono state reperite dal web, ma qualora i legittimi proprietari lo richiedessero verrebbero subito rimosse.

 

 
 
 

Solo in un luogo invisibile...

 

Il carattere è determinato da come le cose sono, ed offre alla nostra indagine una base per lo studio dei fenomeni concreti della nostra vita quotidiana. Solo in questo modo possiamo afferrare completamente il Genius Loci, lo "spirito del luogo" che gli antichi riconobbero come quell' "opposto" con cui l'uomo deve scendere a patti per acquisire la possibilità di abitare. 

- Christian Norberg-Schulz -


 

 

Impossibile - in questo momento di "coito interrotto con la vita" - come acutamente misteropagano descrive l'attuale blocco d'emergenza, non pensare al concetto di "luogo".

E con esso a tutti i luoghi visibili, invisibili, fisici, pensati; ma anche a quelli sovrapposti ed invertiti.

E dal momento che penso abbia una ragione sacrosanta (ed anche se associata ad un mistero "pagano",  non è affatto un ossimoro) nel pensare che "per quanto sia umano soffrirne è il momento di non cedere, di restare lucidi e quanto più possibile creativi anche a rischio di procurata felicità" riporto anche qui, nel mio personale luogo virtuale, questa frase che potrebbe essere uno slogan di geniale essenzialità per tutto il periodo di lockdown.

Perchè per quanto possa essere un blindamento fisico, nemmeno lontanamente dev'essere un blackout cerebrale. 

Com’è difficile staccarsi dai luoghi! Per quanta attenzione facciamo, ci trattengono e lasciamo pezzetti di noi stessi sui paletti delle staccionate, piccoli stracci e brandelli della nostra vita.

Così, diceva Katherine Mansfield.

Ma quando i luoghi da cui è difficile staccarsi non sono luoghi? O, meglio, sono altro da quello che dicono di essere?

Esistono posti che hanno il potere di denudarci, facendoci riconoscere a noi stessi prima ancora che agli altri, spogliandoci di ogni errore di giudizio, equivoco o stratificata sovrastruttura artificiosa.

E quella febbre che sopraggiunge quando si è presi dall'incanto dell'anima, suggerendoci di scrivere, reinventare e fantasticare musica, disegni o mulini a vento, nasce anche grazie ad essi.

Tutte le azioni umane devono necessariamente trovare un luogo adeguato in cui svolgersi, ed il luogo è parte integrante delle azioni. L'uomo, infatti, non è pensabile senza un riferimento spaziale ed una collocazione; d'altro canto, però, "luoghi" e "non-luoghi" si compenetrano reciprocamente.

Laddove uno spazio fisico è relazionale e storico, dimostrandosi come un ambito in cui le persone si riconoscono, scoprendo di avere una precisa identità individuale nel mondo, il non-luogo, invece, è quello che pur trovandosi in relazione con tutti gli altri luoghi, lo fa con una modalità che gli consente di sospendere, neutralizzare ed invertire l’insieme dei rapporti, dimostrando di esistere senza alcuna collocazione, in una dimensione sospesa in cui gli attori e le vicende umane s'incontrano senza mai toccarsi davvero. Un contesto senza contesto progettato per un'umanità che esiste solo nello sguardo di chi lo vive.

Io penso, però, che esistano luoghi rappresentativi di qualcosa non solo indipendentemente dalla loro identità, ma anzi proprio in virtù della loro non identità. E penso che a volte si possa cogliere l'essenza del Genius Loci di una città anche a 2000 km di distanza dalla città stessa e che talvolta sia possibile essere presenti in una città meglio - e di più - proprio quando le si è lontani che non quando ci si trova fisicamente al suo interno.

E' capitato molte volte che mi sentissi sedotta dall'assenza di una città mediterranea, grazie ad una certa luce calda e ad un certo vento profumato di spezie, anche se, paradossalmente, quello che mi stava accarezzando era invece lo scorcio di cielo e sole che andava a scaldare una città del nord al tramonto. Allo stesso modo, in altre circostanze non ho percepito il calore dorato e brillante incontrato nei paesaggi nordici neppure trovandomi sulle spiagge del sud, ma ho rivisto le aristocratiche austerità e le luci taglienti delle città settentrionali nelle più accoglienti e morbide terre del mezzogiorno.

Questo strano scambio di Genius Loci che mi permette di bearmi del sapore delle terre provenzali anche in Grecia o di ritrovare una strada di Parigi in sud America, passando dalla Spagna al Portogallo, dall'Italia alla Svezia mi ha sempre sorpresa...ed alla fine mi ha fatto ritornare, sempre più convinta, alla mia inveterata credenza che, realmente, qualche volta, si è più veri quando si racconta una bugia...

 

 


D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie,

ma la risposta che dà ad una tua domanda.

- Italo Calvino -

 


 

 
 
 
Successivi »
 

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Febbraio 2021 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

JE SUIS CENACOLO'

 

Per chi ama scrivere,

per chi ama leggere.

Per chi è innamorato delle parole:

 

JE SUIS CENACOLO' 2015

Il Contest Letterario a colpi di BIC

blog.libero.it/WORDU/

Un Blog di PAROLE…

C H E    A R R I V A N O,

C H E    P A R T O N O,

C H E    R E S T A N O.  

Come un grifo, tra terra e cielo.

 

 

IL CENACOLO SI E' CONCLUSO ED ORA...

ABBIAMO IL LIBRO!

  

 

http://issuu.com/wu53/docs


 

ULTIME VISITE AL BLOG

misteropaganoElettrikaPsikeravenback0legrillonnoirdestaelwoodenshipITALIANOinATTESAdominjusehellahamici.futuroierisurfinia60QuivisunusdepopulomariagraziascatolinilolatarantinoSilk.whipannawintour0
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

                        

                                                             https://twitter.com/elettrikapsike