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PosteMobile: al via nuova App per fruire servizi finanziari e postali in mobilita'

Post n°80 pubblicato il 29 Novembre 2012 da emmedicom
 
Foto di emmedicom

Gratuita, consente di accedere in modo semplice al mondo dei servizi di m-payment, m-banking e di m-commerce che PosteMobile rende disponibili per i clienti titolari di uno strumento di pagamento BancoPosta associato alla propria SIM

''E' gia' scaricabile dal Google Play Store, la nuova APP PosteMobile, gratuita, ricca di nuove funzionalita' e facile da navigare. PosteMobile e' l'operatore leader dei servizi finanziari in mobilita' con oltre 1 milione di clienti che hanno associato uno strumento di pagamento BancoPosta alla propria SIM e che gestisce annualmente piu' di 250 mln di euro di transazioni finanziarie. Con il lancio della nuova applicazione, PosteMobile punta a offrire a un numero crescente di possessori di smartphone un'esperienza unica di utilizzo dei servizi finanziari e postali in mobilita', mediante un'interfaccia grafica che consente una navigazione intuitiva e veloce''. E' quanto si legge in una nota di PosteMobile.

''La nuova App consente di accedere in modo semplice al mondo dei servizi di m-payment, m-banking e di m-commerce che PosteMobile rende disponibili per i clienti titolari di uno strumento di pagamento BancoPosta (conto corrente o carta Postepay) associato alla propria SIM -continua la nota-. Oltre alla ricarica della propria SIM, sono disponibili tramite App le operazioni di ricarica della carta Postepay, il bonifico bancario, il giroconto e il trasferimento di denaro con MoneyGram. Nella nuova sezione ''Shopping'' e' possibile inoltre acquistare servizi delle aziende partner o conoscere i siti su cui si puo' pagare con la propria SIM''.

''Con massima facilita' l'App consente anche di pagare le principali tipologie di bollettini postali, anche solo inquadrandoli con la fotocamera dello smartphone. Infatti, inquadrando il 2D Code, cioe' il codice a barre bidimensionale riportato sulla maggior parte dei bollettini premarcati, verranno automaticamente acquisite tutte le informazioni del bollettino senza doverle digitare sul cellulare'', aggiunge la nota.

''Per tenere le proprie spese sotto controllo, l'applicazione fornisce con un semplice click i servizi di verifica del saldo e dei movimenti del proprio Conto BancoPosta o della Postepay associati alla SIM. E' inoltre possibile accedere ad altri servizi postali in mobilita' e ottenere informazioni sul proprio conto telefonico nella sezione 160.L'App e' gratuita e scaricabile da subito dal Google Play Store per i terminali Android, e a breve sara' disponibile anche per iPhone sull'App Store.La navigazione all'interno dell'App e' gratuita per gli accessi da APN ''wap.postemobile.it'', ed e' disponibile anche da Wifi e da qualsiasi collegamento Internet'', continua PosteMobile.

''La nuova App, infine, non e' solo servizi esclusivi per i clienti PosteMobile con uno strumento di pagamento associato, ma anche servizi di pubblica utilita', accessibili a tutti. Infatti, chiunque potra' accedere ai 'Servizi Postali' ed effettuare gratuitamente la ricerca di un CAP; di un Ufficio Postale o di un ATM BancoPosta tra quelli piu' vicini alla propria posizione geografica oppure all'indirizzo inserito nella sezione di ricerca'', aggiunge la nota.

''Per informazioni sulla nuova App, sui costi dei servizi e su modalita' e costi di connessione chiamare il numero 160 (gratuito dai numeri PosteMobile e dai numeri di rete fissa Telecom Italia) o visitare il sito www.postemobile.it'', conclude PosteMobile.

 

 

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Freelance, il lavoro si trova all'asta (online). Guida ai portali dove candidarsi o trovare professionisti

Post n°79 pubblicato il 25 Novembre 2012 da emmedicom
 
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L'azienda che vuole ripensare il proprio logo pubblica un annuncio con le proprie esigenze e il budget a disposizione. Passano pochi minuti e da tutto il mondo arrivano proposte dettagliate di professionisti, che specificano contenuti, costi e tempistiche di realizzazione. La palla quindi torna all'azienda, che potrà scegliere il professionista più adatto, anche in base a quanto raccontano di lui gli altri iscritti alla community, e commissionargli il lavoro, che verrà saldato a missione compiuta. E' un esempio di quanto avviene suFreelancer.com, piattaforma di outsourcing e crowdsourcing dedicata all'incontro tra domanda e offerta di lavoro indipendente.

Al passo con il mondo che cambia 
Il portale punta a crescere di pari passo con la tendenza delle aziende a esternalizzare quote crescenti del loro lavoro, con l'obiettivo di trasformare i costi fissi in variabili, strettamente legati alle esigenze del momento e all'andamento congiunturale. L'ideatore dell'iniziativa (che per Deloitte vale non meno di 250 milioni di dollari) è Matt Barrie, giovane imprenditore australiano con una laurea a Stanford, che nel 2004 è partito con il portale GetAFreelancer.com e poi è passato al nuovo nome dopo aver aggregato altre realtà simili esistenti in Rete: l'ultima acquisizione, risalente a pochi giorni fa, ha riguardato vWorker, specializzato nella domanda e offerta di lavoro in campo It. Le sue intenzioni gli sono valse nel 2011 il premio Ernst & Young Technology Entrepreneur of the Year 2011. Oggi il network opera in 240 Paesi e dalla sua creazione conta 2,7 milioni di progetti esternalizzati a livello mondiale, per un valore complessivo che si aggira intorno ai 650 milioni di dollari.

Pro e contro del servizio 
Il successo dell'iniziativa (gli utenti a livello mondiale hanno raggiunto quota 6,6 milioni, mentre in Italia si è partiti con 21mila iscritti, di cui 4.500 aziende, e 17mila progetti inseriti per un valore di 1,23 milioni di dollari) è legato al suo stretto legame con il mondo emergente dei social media e della capacità di identificare per categorie precise le esigenze di lavoro e le competenze professionali degli utenti (le principali sono Websites, IT & Software, Mobile Phones & Computing e Writing & Content). Di contro, qualche osservatore indipendente fa notare il rischio di scadimento del lavoro intellettuale, con i professionisti costretti a prestare estrema attenzione al modo di comunicare e a ingaggiare una guerra dei prezzi pur di accaparrarsi mandati, a fronte di una concorrenza che abbraccia tutto il mondo.
Gli utenti che da più tempo utilizzano il servizio indicano sui forum le ricette migliori per farsi notare dalle aziende: meglio un profilo molto approfondito su quello che si sa fare meglio, piuttosto che un elenco generico e troppo lungo delle proprie competenze. Inoltre, è preferibile applicare lo stesso tariffario proposto ai clienti "offline" per evitare spiacevoli confronti da parte di questi ultimi, che rischierebbero di compromettere relazioni consolidate nel tempo. Infine, prudenza nei preventivi: meglio rinunciare a prender parte a una gara piuttosto che proporre tempistiche servizi che non si è in grado di onorare.

Le altre risorse in Rete 
Freelancer è tra le iniziative più riuscite tra le piattaforme di lavoro indipendente, ma non l'unica. Lo stesso spirito anima oDesk (diminutivo di online Desk, cioè sportello virtuale), anch'essa focalizzata soprattutto sui piccoli lavori e con una prevalenza di annunci in campo informatico. In Italia si è messa in luce Starbytes, iniziativa realizzata dalla società It Reply e rivolta in Italia a neolaureati in discipline informatiche e telecomunicazioni, creativi, professionisti del settore ed esperti di tecnologie digitali. Rispetto ad altri marketplace, Starbytes recluta per sé, si rivolge a giovani che lavorano in Italia e valutando la qualità dell'offerta, non solo la convenienza. Zooppa è invece una piattaforma per spot pubblicitari che incentiva il talento creativo dei giovani: le aziende lanciano le proprie campagne sul sito ed è la community degli utenti registrati a decretare i vincitori di ogni gara mediante una votazione. Diverso è l'approccio di servizi come Preventivando.it eHabitissimo.it che puntano direttamente sull'incrocio di domanda e offerta tra privati, senza filtri, e comprendendo anche i lavori artigianali.

 
 
 

StartUp, come trovare i soldi senza andare in banca

Post n°78 pubblicato il 28 Ottobre 2012 da emmedicom
 
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Raccolti 2 milioni di euro in un anno. Ecco come funziona la piattaforma SiamoSoci

È possibile trovare centinaia di milioni di euro presentando la propria idea di business su un sito web? Qualcuno potrebbe non crederci, ma succede. Anche in Italia. Si chiama crowdfunding, il finanziamento che viene dalla “folla”: è un fenomeno che sta crescendo ovunque nel mondo in un momento di restrizione generalizzata del credito bancario.

Un solo dato: la più antica piattaforma del mondo, l’australiana ASSO, dal 2007 ha raccolto quasi 130 miliardi di dollari e il oltre il 60% sono arrivati da investitori non professionali. Sì, 2007. Perché la parola crowdfunding è stata “inventata” solo nel 2006 da Michael Sullivan. E da allora è stato un crescendo. Che raggiungerà un apice significativo nel prossimo gennaio, quando negli Stati Uniti entrerà in vigore il JobsAct, il riconoscimento legale del crowdfunding non solo per le start up ma anche per le pmi. Si prevede che nei prossimi due anni si potrebbero liberare negli Usa circa 3 miliardi di dollari di energie finanziarie.

Il momento, quindi, è maturo. Anche in Italia il Decreto Sviluppo bis introduce la possibilità del finanziamento attraverso piattaforme internet. Gli sviluppi possibili sono al centr della prima convention italiana sul tema, ‘Crowdfudture’, a cui partecipano pionieri nazionali e internazionali del finanziamento diffuso grazie a piattaforme Internet. Tra queste c’è SiamoSoci , il primo sito italiano di social investing che compie un anno con risultati più che soddisfacenti: 831 startup iscritte, oltre 100 pronte al seed (cioè il seme del primo finanziamento), alcuni importanti finanziamenti (come RisparmioSuper, Styloola, Geomercato) per un raccolta totale di quasi 2 milioni di euro e un importante ‘exit, cioé la vendita di Viamente a una società americana per 4,5 milioni di dollari.

SiamoSoci funziona come un marketplace, una piazza dove le start up si mettono in mostra e gli investitori, privati o aziende, scelgono che cosa ‘comprare’ .

Come funziona? La start up si registra sul sito e pubblica che cosa vuol fare (l’idea), come (il business plan) e con chi (il team), aggiunge un video e tutti i documenti utili per farsi apprezzare. Gli investitori, dopo essersi registrati, hanno accesso a questi dati e possono valutare l’impresa che ritengono più interessante e promettente. "Di fatto raccogliamo le manifestazioni di interesse di un piccolo numero di potenziali investitori", racconta uno dei fondatori, Dario Giudici. "Di solito sono non più di 5/6 soggetti disposti a coprire il 10-20% del capitale della startup. Che decide quali nuovi soci accogliere in base ai contatti che si sviluppano e alle affinità".

Di solito è la startup a indicare quanti soldi intende raccogliere. Quando si raggiunge la somma, si chiude il round. L’imprenditore si incontra con gli investitori, firma l’accordo di investimento, i business angel versano i soldi e rilevano le quote. "È un sistema che funziona sia per le start up, che trovano visibilità e opportunità di incontro reali, sia per gli investitori". In qualche caso sono anche piccoli risparmiatori che piuttosto che puntare sull’incerto mercato mobiliare, preferiscono mettere anche piccole cifre su un’idea che, se funzionante, può dare ottimi rendimenti.

Ma ci sono anche le aziende, ricorda Giudici, attente alle opportunità di innovazione a basso costo offerte dalle start up. In qualsiasi settore: "La nostra piattaforma non fa alcuna discriminazione rispetto al settore di attività, purchè ci sia un forte contenuto innovativo". Se manca qualcos’altro, la piattaforma propone anche una serie di servizi per arrivare a posto all’incontro con l’eventuale investitore (dal commercialista al designer, dall’assistenza tecnologica  a quella commerciale). Ma l’idea dovete mettercela voi. Se c’è ed è buona, le probabilità che i soldi arrivino sono buone.

 

 

 

 
 
 

Ubuntu 12.10 è Quantal Quetzal

Post n°77 pubblicato il 21 Ottobre 2012 da emmedicom
 
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L'ultima versione spinge l'acceleratore sull'integrazione tra mondo offline e mondo online.

 

Ubuntu 12.10 - nome in codice Quantal Quetzal - è arrivata ed è già disponibile per il download, una settimana prima del lancio di Windows 8.

Per questo rilascio, l'attenzione non si concentra tanto sull'introduzione di nuove versioni dei software che lo compongono quanto sull'integrazione sempre più stretta tra il mondo offline e quello online.

 

«Internet è parte integrante dell'esperienza utente» sostiene Ubuntu e, pertanto, l'unione con la Rete è fondamentale, a partire dalle opzioni di ricerca online integrate inDash, l'interfaccia che proprio di questo si occupa, ora in grado di cercare anche all'interno dei Documenti di Google o le tracce dell'Ubuntu Music Store.

In Quantal Quetzal sono inoltre incluse le WebApps, ossia la possibilità di inserire sul desktop l'incona di una applicazione web che si aprirà in unan propria finestra indipendente, rendendo trasparente la differenza tra le web application e le applicazioni tradizionali.

L'elenco dei pacchetti aggiornati comprende il kernel Linux 3.5, Gnome 3.6 (ma non del tutto: Nautilus è stato mantenuto alla versione 3.4), interfaccia Unity6.8, LibreOffice 3.6.2, Gimp 2.8.2.

 

Intanto Ubuntu già pensa alla prossima versione - la 13.04 Raring Ringtail - per la quale si annuncia qualche modifica nel modello di sviluppo.

Mark Shuttleworth, fondatore di Canonical, ha infatti affermato che alcune caratteristiche importanti del prossimo rilascio saranno sviluppate in segreto, o quasi: per la precisione, saranno conosciute dai membri che hanno una certa credibilità all'interno della comunità, mentre per tutti gli altri saranno una sorpresa da svelare soltanto al momento del rilascio.

In questo modo le funzionalità più innovative costituiranno davvero un motivo di meraviglia quando saranno svelate ma, chiaramente, questa scelta ha già fatto storcere il naso a quanti hanno sempre creduto che lo sviluppo di una distribuzione Linux sia un'operazione da condurre con estrema trasparenza.

Chi volesse provare Ubuntu 12.10 può scaricare il DVD di installazione e provare la distribuzione in modalità live, senza installare alcunché sul PC; in alternativa, c'è anche la possibilità di provare una demo di Ubuntu dal browser, grazie al Tour messo a disposizione sul sito.

 

 

 

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Le regole per collaboratori, apprendisti, partite Iva, associati dopo la riforma

Post n°76 pubblicato il 20 Luglio 2012 da emmedicom
 
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Il lavoro autonomo svolto nelle varie forme contrattuali (a progetto, contratti di associazione in partecipazione e partite Iva) conserva un legittimo ambito di applicazione sostanzialmente nel terziario e in via residuale, e solo per le alte qualifiche, nel settore dell'industria e del commercio. Al contrario, scompare totalmente nelle attività artigianali, agricoltura e nel settore edile.

Sembra questa una prima valutazione degli impatti della riforma Fornero nell'ambito dei settori economici se si analizzano le novità riferite alla flessibilità in entrata.
Le norme che maggiormente incidono su questo fronte sono contenute nel riscritto articolo 61 della legge Biagi (decreto legislativo 276/2003) alla luce delle modifiche apportate dalla riforma Fornero per i titolari di partita Iva e per gli associati in partecipazione (articolo 1, comma 30, legge 92/2012).

Nel primo caso, il progetto delle collaborazioni coordinate e continuative «non può comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi, che possono essere individuati dai contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale».
Si tratta, dunque, di numerose attività individuabili settore per settore. Certamente le aziende industriali (ad esempio, edili o manifatturiere) non potranno più sottoscrivere questa tipologia di contratti con, ad esempio, il capo cantiere, oppure con operai di fabbrica che abbiano raggiunto limiti di età pensionabile.

Ad analoghe considerazioni si giunge se si analizzano i "compiti" nell'ambito del settore artigiano o in agricoltura, in cui il contratto a progetto è un modello contrattuale sostanzialmente estinto.
Una distinzione va effettuata nel settore commercio: per le attività esecutive (addetti alla vendita, gestioni di magazzino, segreteria) il contratto a progetto non è più utilizzabile anche in presenza di un'autonomia nello svolgimento della prestazione. Al contrario, si ritiene ancora applicabile il contratto in tutte le realtà di gestione strategica dell'azienda e sempre che sussista un valido progetto (procacciamento d'affari, ideazione di campagne pubblicitarie o altre azioni di marketing). In verità, sono caratteristiche che possono essere rinvenute anche in talune aziende industriali.

Il lavoro a progetto non è più utilizzabile nei call center (sia outbound, sia inbound) e in altri servizi analoghi compresi, come detto, anche attività segretariali per le quali già in precedenza sussistevano forti dubbi per la scarsa autonomia.

Anche il contratto di associazione in partecipazione subisce un forte ridimensionamento, non tanto per il limite numerico riferito alla medesima attività, ma soprattutto con riferimento a quanto indicato nell'articolo 69bis lettera a) della legge Biagi. Questa norma stabilisce che si applica una presunzione di lavoro subordinato qualora l'apporto non sia connotato da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell'esercizio concreto di attività. Il confine di questa definizione è meno netto, ma comunque è ragionevole ritenere che il settore industria, artigianato o agricoltura non potranno più avvalersi di questo contratto salvo rarissimi casi di difficile individuazione. Nel commercio il modello potrebbe essere utilizzato sempre che si tratti di professionalità elevate e non più per gestire, ad esempio, addetti alla vendita.

Anche l'attività autonoma da titolari di partita Iva non potrà più essere svolta in ambito industriale, artigianale o agricolo, a meno che non si tratti di veri lavoratori autonomi.
Dalla riforma Fornero esce, invece, indenne il contratto di lavoro autonomo occasionale anche se per la natura del rapporto anch'esso è destinato a essere utilizzato in modo molto marginale.

 

 

l'innovativo gestore telefonico di Poste Italiane

 
 
 

Pc e tablet ci "inchiodano" al lavoro l'80% degli utenti non stacca mai

Post n°75 pubblicato il 16 Luglio 2012 da emmedicom
 
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Secondo una ricerca, un'altissima percentuale di lavoratori continua a occuparsi di questioni professionali anche fuori dall'orario di ufficio. La tecnologia personale rende più complicato separare i tempi del quotidiano, il 38% invia email anche mentre mangia. E qualcuno ha problemi con il partner...

TABLET, PC E SMARTPHONE di ultima generazione rappresentano un enorme passo in avanti dal punto di vista tecnologico. Rendono infinitamente più semplici le attività professionali e la gestione del quotidiano, dalla sveglia alla notte. Ma secondo uno studio,  per tante persone questo significa rimanere di fatto 'incatenate' per molte ore in più alla propria attività, rendendo praticamente inesistente il confine tra lavoro e tempo libero.

Senza alternativa. Secondo la ricerca condotta dall'azienda Good Technology, l'80% dei lavoratori continua infatti a produrre anche dopo essere uscito dall'ufficio, per esempio inviando e leggendo email. La metà di loro lo fanno perchè sentono di "non avere scelta". Una risposta non neutra, che indica come il mondo digitale e quello reale appaiano ormai intrecciati in maniera indistricabile, e di come il secondo, che non dorme apparentemente mai, stia dominando il primo.

Numeri importanti. Dalle persone intervistate emergono cifre interessanti, che dipingono una presenza tecnologica importante nelle vite quotidiane, quando non soverchiante. Il 50% dice di controllare la propria casella di posta elettronica in qualunque momento, anche a letto, mentre il 38% legge e scrive email anche mentre è a tavola. Insomma una vera e propria schiavitù. Tanto che la media di lavoro extra è di circa 7 ore in più a settimana - praticamente quasi una giornata lavorativa - che si traduce in poco meno di 30 ore al mese, o 365 ore all'anno. Per il 25% degli intervistati non riuscire a staccarsi da tablet e smartphone ha creato anche diversi problemi con il partner, mentre la maggioranza degli innamorati non si cura più di tanto del lavoro extra, in gran parte perchè si tratta di un'abitudine condivisa dalla coppia.

 

 

Wallet Balance

 

 
 
 

Dodicesimo LinuxDay: il software libero nella PMI

Post n°74 pubblicato il 02 Luglio 2012 da emmedicom
Foto di emmedicom

Tema dell'incontro sarà l'abbattimento dei costi del software in azienda, migliorando sicurezza e flessibilità, senza rinunciare a nulla. Con Linux ovviamente.

Il dodicesimo LinuxDay si terrà il 27 ottobre 2012 in tutte le regioni italiane, in oltre 100 sedi che coprono territorialmente l'80% delle province.

Sarà dedicato al software libero nelle piccole e medie imprese, perché il software libero può consentire agli imprenditori di abbattere i costi del software in azienda senza rinunciare a nulla rispetto alle soluzioni proprietarie.

Il LinuxDay 2012 avrà un approccio operativo, e avrà l'obiettivo di mostrare agli imprenditori le tecnologie e gli strumenti che permettono di azzerare i costi delle licenze e costruire soluzioni solide, sicure, avanzate, scalabili e personalizzabili, al servizio dell'innovazione, della creatività e della competitività internazionale delle piccole e medie aziende italiane.

Oggi, grazie a Linux e al software libero, gli stessi sistemi utilizzati dal Governo degli Stati Uniti e dai colossi dell'Information Technology quali Facebook e Google sono alla portata di tutti.

Nel 2011, i 110 eventi del LinuxDay sono stati visitati da più di 15.000 persone, con una presenza massiccia di studenti delle scuole superiori e delle università. E' proprio questo successo che ha spinto gli organizzatori, anche in considerazione della situazione economica italiana, europea e mondiale, a puntare sulle aziende, per offrire agli imprenditori uno strumento in più per affrontare la crisi.

Linux ha già sostituito Windows e gli altri sistemi operativi nella maggioranza dei server utilizzati da società di telecomunicazione, grandi aziende e Internet Service Provider, e ha raggiunto un livello di maturità tale da poterlo fare anche sui PC.

Ci sono già grandi organizzazioni, come il Comune di Monaco di Baviera, che hanno completamente sostituito Windows con Linux, con una riduzione significativa dei costi, che a regime arriva addirittura al 90%.

Il LinuxDay 2012 è promosso da Italian Linux Society e sponsorizzato da Akhela. L'elenco degli eventi locali è in fase di definizione, e verrà pubblicato a partire da settembre.

 

 

 

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Le 6 componenti di una negoziazione efficace

Post n°73 pubblicato il 28 Giugno 2012 da emmedicom
 
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Praticamente ogni business richiede che ci siano due controparti che negoziano uno scambio.

E questo scambio avverrà, pensaci bene, solo se entrambe credono di aver avuto il valore che volevano. Ma ancor di più, vogliono sentire che l’altra parte non ha approfittato di loro.

Come è possibile? Come è possibile che tutti guadagnino anche quando ognuna delle parti è convinta di guadagnare a spese dell’altra.

Benvenuto nella scienza della negoziazione, una competenza che ogni persona che voglia realizare la propria ricchezza, deve avere.

Posso dire che imparare a negoziare efficacemente è un passo necesario per creare la tua libertà finanziaria.

In questo articolo vediamo insieme le 6 componenti di una negoziazione efficace.

In ogni negoziazione, ciascuna parte deve scegliere tra due possibilità:

  • accordo
  • miglior “non” accordo

I negoziatori cercano di illustrare i propri interessi e convincere l’altro negoziatore ad accettare una proposta che li soddisfi di più del “non” accordo.

La difficoltà sta nel capire la controparte e influenzarne le decisioni in modo che scelga nel SUO interesse la TUA soluzione.

Non si tratta di manipolazione, ma di comprensione degli interessi della controparte e di adattamento della tua decisione in modo che anche l’altro sia d’accordo.

Imparare a Negoziare, il seminario che ti insegna a negoziare efficacemente per ottenere risultati nel business e negli investimenti

Vediamo ora le 6 componenti di una negoziazione efficace.

1) Considera i problemi della controparte

Considera i problemi della controparte come un percorso necessario per risolvere i tuoi problemi. Devi metterti nei panni dell’altro e vedere le cose dal suo punto di vista.

Non è facile mettersi nei panni dell’altro ed è documentato come non sia una cosa naturale per le persone. Ma superare il tuo egocentrismo è un passo necessario per negoziare bene.

2) Mantieni un equilibrio tra l’interesse economico e gli altri interessi

Se presti attenzione solo all’aspetto economico, trasformi un accordo in una competizione. Usando tecniche aggressive di negoziazione per ottnere “il prezzo” corri il rischio di perdere occasioni più profittevoli che si sarebbero trovate con una negoziazione più efficace.

Considera quindi sempre tutti i tipi di interessi in ballo: emotivi, psicologici, sociali, di status sia dei singoli che di eventuali gruppi interessati dalla negoziazione. E non solo quelli economici.

3) Focalizza l’attenzione sugli interessi e non sulle posizioni

In una negoziazione ci sono 3 elementi in gioco:

  • Problemi a cui si deve trovare una soluzione in accordo
  • Posizioni che rappresentano i punti di vista delle parti
  • Interessi che sono le esigenze fondamentali delle parti

Le persone naturalmente si focalizzano sulle posizioni, le loro posizioni principalmente. Si pensa che i nostri interessi siano incompatibili con quelli dell’altro e quindi si arriva al conflitto per difenderli.

E’ stato dimostrato in uno studio su 5000 soggetti che il focus sulle posizioni impediva di vedere come ci fosse compatibilità sui problemi reciproci.

Bisogna focalizzarsi quindi sugli interessi perché questi permettono di trovare le soluzioni che soddisfino tutte le parti.

Imparare a Negoziare, il seminario che ti insegna a negoziare efficacemente per ottenere risultati nel business e negli investimenti4) Non cercare necessariamente una base comune

La maggior parte delle persone pensa che “trovando una base comune, superare le differenze che ci dividono” sia più facile trovare un accordo.

Ma le cose stanno diversamente perché generalmente la fonte del valore che si può trovare in un buon accordo sta proprio nelle differenze tra le due parti.

Ovvero rispettando le diverse esigenze e obiettivi si può creare una soluzione più articolata che le soddisfi tutte, invece di cercare di trovare una soluzione buona per tutti che, di solito, non esiste.

5) Tenere conto delle BATNA

Le BATNA (Best Alternative To a Negotiated Agreement – La migliore alternativa all’accordo) descrivono cosa succede nel caso che l’accordo non si realizzi.

E’ molto importante per chi negozia tenere presente una buona alternativa all’accordo (es: chiudere la trattativa con un nulla di fatto) perché questo permette di gestire meglio i contrasti. Se vuoi vendere al tuo prezzo è meglio avere già un altro compratore piuttosto che puntare una pistola alla tempia del tuo interlocutore.

6) Considerare le percezioni soggettive e gli errori

Un bravo negoziatore sa che ci sono i pregiudizi e le percezioni soggettive che distorcono la realtà, come dimostrato scientificamente da molti esperimenti di psicologia della negoziazione.

Capire che queste distorsioni esistono è fondamentale per gestire la trattativa senza farsi ingannare dalle soggettività e guidare obiettivamente nella direzione che vogliamo.

Come hai visto, la negoziazione è un’arte ed è una scienza ma avviene praticamente in ogni occasione della nostra vita, non solo nel business.

Conoscere quindi metodi di negoziazione efficaci e direi “professionali” ti può dare un enorme vantaggio. Per questo motivo propongo il seminario Imparare a Negoziare che è uno degli elementi fondamentali della preparazione di un imprenditore.

Anch’io la prima volta che l’ho frequentato ho imparato metodi di negoziazione che non conoscevo e che oggi uso abitualmente nel business.

Se vuoi creare la tua libertà finanziaria, impara a negoziare.

 

 

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Come triplicare la produttività in 24 ore o meno

Post n°72 pubblicato il 21 Giugno 2012 da emmedicom
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Moltissime persone mi hanno chiesto di condividere tecniche e strategie per imparare a gestire al meglio il proprio tempo ed aumentare la produttività. La maggior parte dei nostri clienti che stanno cercando di avviare una propria attività online sono quasi tutte persone che hanno uno o 2 lavori, spesso l’unico momento libero che hanno è una manciata di ore alla sera tardi, in altri casi… le ore libere sono quelle della mattina.

In questo articolo cercherò di darti i migliori suggerimenti per ottimizzare i tuoi tempi e incrementare la tua produttività anche se hai solo 30 minuti liberi al giorno, in modo da poter completare il tuo progetto in minor tempo e con meno fatica…

 

Il primo grande segreto della produttività

REGOLA 1) qualsiasi cosa fai o ti proponi datti una scadenza anche per le cose piu’
elementari, come SCRIVERE UN EMAIL (es: tempo limite 5 minuti..)

————
Che succede se ti dai un tempo indefinito per completare un compito? Che l’azione si espande all’infinito e niente viene portato a termine in tempi rapidi
————

Si tratta di un modo per educare il tuo cervello ad essere produttivo. Per cui datti una scadenza su TUTTO. Perchè? La scadenza ti innesca la spinta interna per produrre quel 20% di fatica che ti produrrà l’80% dei risultati.

La scadenza ti fa scartare subito tutte le altre alternative inutili e ti porta subito a fare una scelta, quella che reputi la piu’ utile e opportuna per il momento. Poco importa che la decisione non sia la piu perfetta, sarà comunque buona, cio’ che a noi interessa è il focus  sull’efficenza, ed efficenza molto spesso significa aumentare la velocità dei processi.

Quindi metti una scadenza al tempo di completamento dell’intero progetto, e non solo, metti una scadenza per ogni singolo componente o microcompito che devi portare a termine e che fa parte del progetto principale.

Se segui questo principio mettendo una scadenza a qualsiasi cosa tu faccia durante le tue ore di lavoro, ti garantisco che noterai un’impennata immediata nella tua produttività. Non manca mai.

Il più grosso beneficio di questo approccio

Molte persone creano infoprodotti senza darsi scadenze precise, e il risultato spesso è che il contenuto perde di scioltezza ed efficenza, perchè creato in intervalli di tempo variabili, durante i quali l’autore attraversa “fasi” di coscienza diversi, con focus mentali diversi.

Spesso si aggiunge contenuto su contenuto e si perde la chiarezza della comunicazione (se non si osserva attentamente il piano globale). Ma tutto questo non accade se ti dai una scadenza, in questa ottica appena il tuo prodotto sarà completo allora poi potrai aggiungere contenuti nel tempo, riadattandolo alle esigenze del mercato

Il segreto del sistema inconscio

Se ti piace scrivere questo ti piacerà (ma ti sarà utile anche se fai altre attività). Un trucco per aumentare l’efficienza nella scrittura è forzarsi a scrivere senza fare pause. E’ importante, finchè non diventa un meccanismo inconscio e a quel punto disciplini il cervello a migliorare anche la qualità della scrittura con maggior efficienza e minor tempo

REGOLA 2) Quando stai per scrivere qualsiasi cosa, i primi 5 minuti, forzati assolutamente a non fare pause

Non ci devono essere pensieri intervallari di disturbo durante la sessione, quindi per il resto del tempo scrivi normalmente.

Ripeti il processo, fino a che non ti viene naturale scrivere senza fare pause. La cosa interessante è che ripetendo questo processo per soli 5 minuti al giorno, il meccanismo si insinua naturalmente nel resto della tua scrittura anche quando vai senza turbo..

4 soluzioni a 4 grandi problemi

Per essere piu produttivi nella gestione del nostro tempo soprattutto nell’Iternet Marketing bisogna seguire delle direttive

ANZITUTTO, OCCORRE ELIMINARE ALCUNI ELEMENTI DI DISTURBO, e ci sono 4 grandi Killer che castrano la nostra produttività. Si tratta di pattern mentali inconsci che noterai in tutte le persone che non combinano nulla e che falliscono ciclicamente ogni cosa che tentano di realizzare

Ecco i Pattern nocivi da eliminare al più presto dal tuo agire quotidianeo (vedrai che ci sei dentro in almeno un paio)

COSE DA ELIMINARE

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1) Multy Tasking:

Niente attività multiple, sono la rovina della produttività. Mantenere invece un unico FOCUS, un azione, un obiettivo, un progetto

2) Distrazioni:

Un altro problema comune da eliminare, rispondere al telefono, essere interrotti di continuo, controllare le email, chattare ecc…

3) Attrito psicologico:

Qui intendiamo l’inefficenza causata dal tirare il freno a mano, mentre sei scosso emotivamente e sei combattuto interiormente. (per esempio per un attrito con i nostri cari, oppure quando siamo costretti ad operare in situazioni di caos) dunque la nostra efficacia e la nostra concentrazione calano, le operazioni non filano lisce, è impossibile avere chiarezza di visione e focus

4) Priorità sbagliate:

Spesso la gente ha la testa cosi piena di cose e idee da realizzare che è incapace di dare la giusta priorità alle operazioni veramente essenziali quelle più importanti, perdendo un sacco di tempo in obiettivi sbagliati o secondari….

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Ci sono poi altri pattern che invece caratterizzano tutte le persone di successo

Su questi è meglio concentrarci maggiormente perchè per installarli nella nostra mente, affinchè diventino sane abitudini ci vuole un po’ di tempo e costanza.

ECCO I PATTERN POSITIVI

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1) Focus chiaro

Ciò significa un’unica azione, un unico obiettivo per un intervallo di tempo stabilito (scadenza). senza interruzioni, senza distrazioni. Per mantenerlo occorre lavorare a blocchi di intervalli di tempo, organizzati per bene, per raggiungere un obiettivo specifico, più o meno grande. Gli intervalli di tempo dovrebbero coprire un minimo di due ore. Ciò consente di non cadere nei 4 errori di cui abbiamo parlato poco sopra

2) Assecondare il bioritmo

Ogni 55 minuti circa di attività ininterrotta è stato dimostrato susseguirsi un notevole calo della concentrazione, questo è dovuto al bioritmo interno che semplicemente a un certo punto
ti chiede di respirare un attimo. Tutto quello che devi fare è concederti delle pause di 10-15 minuti ad ogni sessione di studio per mantenere la massima efficienza produttiva. Attenzione per pausa si intende staccare COMPLETAMENTE LA SPINA e fare totalmente altro per questi pochi minuti.  In tal modo si riparte al 100%

3) Crea dei rituali giornalieri

Significa inserire ogni azione produttiva nell’ambito di una routine giornaliera, creare cioè degli spazi di tempo che diventino come un rituale, una sana abitudine, allo scopo di mantenere alta la produttività e soprattutto costante, per farla entrare nel nostro stile di vita

4) Rinnovati in continuazione

Non caricarti di troppo lavoro! infatti un conto è avere un focus preciso, con le giuste pause, avere una sana routine giornaliera di attività produttive… un altro è avere anche una vita
fuori da tutto il resto, dunque divertirsi, fare cose che ti divertono, e vivere in modo naturale qualsiasi siano i tuoi interessi al di fuori della tua attività
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Come impostare la tua routine benefica

E’ consigliato impiegare la prima ora di attività durante il primissimo mattino per se stessi e per migliorare il proprio stato psico-fisico

PERCHE’ LA PRIMA ORA?

Perchè questo darà la giusta direzione da seguire per tutta la giornata

Perchè un corpo e una mente poco sani se affaticati e stressati non producono

ECCO I PASSAGGI

1) Appena ti svegli, bevi un bicchiere di acqua calda per rigenerare subito il metabolismo e per dare al corpo disidratato durante la notte un buon  risveglio

2) Fai 40 minuti di esercizio (corsa) addominali, flessioni, o altro. Allenare il tuo respiro è il modo migliore per rinnovare le tue energie e le tue emozioni. E’ logico perchè la tua mente riceverà maggior sangue e una migliore ossigenazione

3) Termina la routine benefica con 10 minuti di meditazione, semplicemente respira, senza pensare a nulla, placa tutto, la tua mente… focalizzati nel movimento alternato del tuo respiro. A questo punto vai a fare un bella, piena, salutare colazione….

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Ecco cosa accade, siccome ti stai prendendo cura di te stesso, la tua consapevolezza ti farà il dono di farti aumentare in efficenza e tutto il tuo corpo aumenterà la resa complessiva
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Quello che stai facendo è stabilire una sana routine per iniziare sempre ogni giorno al massimo del tuo potenziale, in maniera da dargli sempre una direzione esatta, la direzione che scegli tu.

Ricorda, se non sei in salute, non lavori bene, non raggiungi nessun obiettivo. Tu vuoi rafforzare il tuo corpo, la tua mente e la tua salute, vuoi sentirti al meglio ad ogni risveglio…

SmsSmile

 

 
 
 

Cambio operatore telefonico: come difendersi dai disservizi

Post n°71 pubblicato il 14 Giugno 2012 da emmedicom
 
Foto di emmedicom

Cambiare operatore di internet e telefono può trasformarsi in un’odissea a causa di problemi e disservizi. La testimonianza di un utente e la guida alle soluzioni possibili.

Un utente di SuperMoney ha recentemente raccontato la sua disavventura nel tentativo di sottoscrivere (senza successo) un contratto voce+ADSL con un importante operatore. Dopo aver pagato il contributo richiesto per l'attivazione della linea adsl su un preesistente numero telefonico (pari a 49 €) e aver ricevuto una chiavetta internet con cui connettersi in attesa dell'allacciamento all'adsl, l'utente denuncia: "A distanza di due mesi ancora niente ADSL. Anzi, ho continuato a ricevere bolletta del precedente operatore e, colpo di scena anche € 10,00 di bolletta" del nuovo operatore, che non erano previsti nel contratto.

In seguito alle lamentele con la compagnia, l'utente si è sentito rispondere che la sua richiesta di portabilità sarebbe probabilmente stata respinta, perché il vecchio operatore non aveva autorizzato il passaggio del numero, come peraltro era già successo per altri due clienti residenti nella stessa zona. Nonostante la promessa di rimborso (dei € 49,00 già pagati e dei € 10,00 addebitati sulla carta di credito ma non dovuti), ad oggi, dopo quasi tre mesi, la questione è ancora aperta: il rimborso non è arrivato e l'adsl non è stata attivata. A questo punto l'utente si chiede: "quanti altri polli come me sono caduti nella trappola di queste offerte?".

Stando ai dati Agcom, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nel 2011 sono state 17.605 le segnalazioni o denunce di disservizio, 85 i procedimenti sanzionatori alle compagnie, per un totale di circa 3.900.000 euro e 55.600 le istanze di conciliazione delle controversie. Ma come bisogna comportarsi in una situazione simile?

Il diritto all'indennizzo

Innanzitutto, è bene ricordare che l'Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha previsto il diritto di indennizzo per gli utenti vittime di determinati disservizi (delibera N. 124/10/CONS). L'indennizzo dovrebbe essere automatico in caso di omessa o ritardata attivazione del servizio (7,50 € per ogni giorno di ritardo), e omessa o ritardata portabilità del numero (5 € per ogni giorno di ritardo). In questi casi, l'operatore è tenuto a accreditare il risarcimento con la prima fattura inviata dopo l'accertamento del disservizio. Nel caso denunciato dall'utente di SuperMoney, l'indennizzo sarà dovuto dalla compagnia entrante, che non è stata in grado di attivare il servizio nei tempi stabiliti.

La procedura di conciliazione

E' poi possibile aprire un contenzioso con l'operatore attivando una procedura di conciliazione: attraverso questa procedura "l'utente e l'operatore, aiutati da una parte terza, i Co.re.com. su delega di funzioni dell'Autorità, cercano una soluzione bonaria alla controversia". L'istanza di conciliazione va presentata al Co.re.com (Comitato Regionale per le Comunicazioni) territorialmente competente, o in alternativa ad altri organismi di conciliazione autorizzati. Dopo 30 giorni dall'avvio della pratica, o nel caso in cui la conciliazione non andasse a buon fine, è possibile rivolgersi anche all'Autorità Giudiziaria.

La denuncia dei disservizi all'Agcom

Di fronte al comportamento scorretto delle compagnie, è possibile inviare una denuncia all'Agcom, compilando l'apposito modulo on line che trova a questo link e inviandolo via email, allegando tutto il materiale utile a certificare il disservizio (contratti, fatture, reclami e così via). In seguito alla ricezione della denuncia l'Autorità "esercita l'attività sanzionatoria d'ufficio con l'obiettivo di far cessare condotte illecite e fornire tutela effettiva agli utenti". E' importante sottolineare che la denuncia all'Agcom non serve a risolvere il caso specifico, ma solo a segnalare una presunta irregolarità portando l'Autorità a intervenire.

 

 

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