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io ci sono

Post n°74 pubblicato il 09 Dicembre 2012 da marilydl

ogni tanto mi ricordo che tanto tempo fa ho aperto un blog.....

no , la verità è che ho un estremo bisogno di comunicare ciò che ho dentro e visto che non riesco a comunicarlo ad altri, forse è meglio che comincio da me e me , niente male..no?

si ho deciso che devo rimettere un po di ordine nella mia vita, soprattutto devo rimboccarmi le maniche , andare per quanto è possibile oltre tutto ciò di cui non sono mai riuscita a liberarmi, il mio passato, i miei ricordi , le mie esperienze ahimè negative...

ricominciare.... come è DIFFICILE...

quest'ultimo periodo è stato tremendo, è stato un susseguirsi di fatti, avvenimenti in cui per una serie di circostanze , mi sembra di essere precipitata sempre più in un baratro...

sono caduta in uno stato di depressione in cui mi sembra di non riconoscermi più.... 

sono successe tante cose è vero , però sono sempre andata avanti, in fondo dentro me non era mai venuta meno la speranza , la voglia di andare avanti... la fiducia negli altri...

e adesso? cosa è successo?...devo andare a ritroso, devo capire , ricostruire i fatti , gli avvenimenti che hanno determinato tutto ciò, devo trovare la soluzione...

ho capito che nessuno può aiutarmi , anzi per alcuni aspetti sono costretta a tenere alcune persone alla larga...

Dio come è difficile...Dio ti ho chiesto disperatamente di aiutarmi a venirne fuori..

E' un continuo travaglio dentro me , per trovare la forza di uscirne, si sicuramente da quando ho deciso che dovevo venirne fuori, la mia posizione è cambiata, io la mia decisione l'ho presa, è stata dura , ma lentamente ed inequivocabilmente dentro di me si è fatta sempre più forte la convinzione che dovevo trovare la soluzione..

ma a questo punto, mi si potrebbe obiettare .. qual'è il problema?

non sempre tutto ciò che vogliamo ..dipende solo da noi, a volte nel disperato tentativo di trovare la forza di andare avanti c'è il rischio di ritrovarsi intrappolati in situazioni più grandi di noi e da cui è difficile uscirne...

 già si sa , a volte , forse per debolezza o necessità ,  ci si trova nella situazione di dover, o, aver bisogno di qualcuno e allora credi, speri che qualcuno ti possa aiutare, esserti vicino nei momenti bui.......

 qualcuno....... prova a convincerti che devi aprirti , devi lasciarti aiutare, ti lasciano intravedere un mondo in cui puoi... non essere più sola .. e allora ti dici perchè no?

già e poi? .. poi la trappola...

si perchè ....se decidi che... non perchè tu non abbia più bisogno di un appoggio, ma perchè cominci a capire che dietro questa apparente premura , attenzione, disponibilità,  si nasconde una idea di possesso..., forse è meglio staccare, ti accorgi della difficoltà a chiudere ......

ecco questo è il problema in questo momento della mia vita......

 davvero ne ho superate tante da sola e contando solo sulle mie forze , con vari momenti di debolezza in una continua lotta di affermazione di me stessa...

si perchè gli altri sono li' pronti solo ad ostacolarti nel tuo cammino ....

la vita è già difficile di suo ... ma gli altri sanno solo rompere...!!!!!

 
 
 

rieccomi

Post n°73 pubblicato il 18 Luglio 2010 da marilydl

eccomi dopo tanto tempo, riapro il mio blog, non lo rileggo , non ne ho voglia, non so a che punto della mia vita si è fermato... sono sucesse tante cose ... troppe e molte delle quali brutte....sto cercando credo come sempre di venire a capo della mia vita, ma ormai ho capito che è inutile .. impossibile...

passiamo tutta la vita cercando di capire il senso.... il perchè....il tutto ...il niente .... ecco , forse quello che si può capire è il nulla....

nulla...........................................

è dal nulla che bisogna cominciare ....cancellare tutto il passato , le stratificazioni che via via si sono depositate nella nostra mente , nel nostro cuore .....

 ripartire ogni mattina come se fossimo una persona nuova , appena rinata con lo sguardo vuoto pronto ad osservare tutto senza però memorizzare nulla , altrimenti sono guai ....

il nostro peggior nemico siamo noi , i nostri pensieri .. i nostri ricordi ... sono quelli che ci condizionano il resto della vita ...viviamo  il presente e il futuro in funzione del passato....

ed è così che nostra vita sarà per sempre segnata.. il nostro vissuto diventa un segno indelebile , una zavorra  che  condizionerà per sempre il nostro futuro...

 noi stessi , la nostra mente diventa un nemico da abbattere , il nemico è dentro di noi...

 
 
 

Post N° 72

Post n°72 pubblicato il 21 Aprile 2007 da marilydl
 

POLITICA

di EUGENIO SCALFARI Si sciolgono due partiti
in cerca di un futuro

FIN qui ho evitato, più o meno consapevolmente, di occuparmi del costituendo Partito democratico. Mi sembrava un tema accademico, un'esercitazione nel vuoto, un'evocazione fantasmatica di quelle che un tempo si facevano a tavolino per dar corpo ad un'ombra che stentava a materializzarsi, senza contorni definiti. Molti ne scrivevano, per auspicarne la nascita o per contrastarla; disputavano sulle sue possibili radici, sul Pantheon dei padri e dei nonni, sul riformismo possibile, ma badando più alle polemiche del passato che alle visioni del futuro e alle domande che incalzano in una società sempre più disgregata e senza ideali che ne scuotano l'apatia.

Ma ora eludere ancora l'argomento è diventato impossibile: i due partiti maggiori del centrosinistra terranno i loro congressi in questa settimana e saranno gli ultimi, sia dei Ds sia della Margherita. Si concluderanno con la lettura d'un comune dispositivo, convocheranno un'assemblea costituente per il prossimo ottobre rimettendo ad essa la nascita del nuovo partito, aperto a rappresentanti della società civile oltre che ai loro aderenti.

Si entra insomma nel vivo del processo di formazione del nuovo soggetto. L'ombra troppo a lungo evocata sta dunque per prender forma. Produrrà mutamenti nella politica? Susciterà immagini nuove?

Riconfermerà le oligarchie e le nomenclature esistenti o le rinnoverà? Riuscirà a fondere insieme l'esperienza e la tradizione socialista e quella cattolico-democratica o si limiterà a giustapporle senza trovare una sintesi nuova e condivisa? Rafforzerà il governo o ne anticiperà la crisi?

Semplificherà lo schieramento dei partiti o lo renderà ancor più frammentato?

Ecco una folla di domande (ma non sono le sole e forse nemmeno le più importanti) che ci stanno dinanzi, alle quali i promotori di questo nuovo soggetto dovranno rispondere perché finora le risposte vere non sono venute. Li sentiamo parlare con eccessiva frequenza ma con parole che non rispondono. Non chiariscono, non convincono. Non rinnovano né i contenuti né il rito né colmano la distanza tra la classe politica e la società.

Se queste lacune, questo senso di fusione fredda, questa marcata autoreferenzialità debbono esser superati, ci vorrà uno sforzo ben più intenso dell'interminabile mediazione in corso da mesi, anzi da anni.

I promotori ne saranno capaci?



 
 
 

Post N° 71

Post n°71 pubblicato il 21 Aprile 2007 da marilydl
 

POLITICA

Il sindaco di Roma descrive la sua idea del partito che nascerà
"Dovremo essere vicini alle case e ai cuori della gente reale" Veltroni si prende il futuro
"I sogni oltre questa politica"
L'approdo internazionale? "Un grande Partito democratico e socialista mondiale"
di MARCO BRACCONI
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" />" src="http://digiland.libero.it/blog/ap_10214579_36050.jpg" width="280" />

Walter Veltroni

FIRENZE - Non proprio oltre la politica, ma oltre "questa" politica. Walter Veltroni arriva al congresso diesse e si prende il futuro. Il futuro di una politica nuova, più veloce nelle scelte, più vicina "alle case, ai cuori, ai sogni delle persone reali". Si prende il futuro di un Partito democratico che "non ha bisogno di Pantheon ma di sogni e passioni", antiche e nuove. E si prende il suo proprio futuro, tanto il discorso pronunciato a braccio dal palco del Mandela forum di Firenze è sembrato ai più una vera e propria autocandidatura.

Lo dice all'esordio, il sindaco di Roma, che non ha intenzione di addentrarsi in dispute terminologiche, o nelle pastoie del dibattito interno. Nazione, Italia, Politica, Passione: sin dalle prime battute sembra di risentire la eco delle lezioni sulla "bella politica che va tenendo in giro per la penisola. "Il partito democratico è la risposta possibile alla crisi democratica italiana", dice, ricordando a tutti che lui ci crede da dieci anni. Dai tempi dell'Ulivo, del pullman, del primo governo Prodi. E ci crede ancora, perfino di più. Ma a un patto. Che non sia "un'operazione di stati maggiori, ma agisca nel cuore della società italiana". Insomma, un partito "che sta dove sta la vita dei cittadini".

I sondaggi non lo spaventano ("C'è fluidità nell'elettorato, come non c'è mai stata prima"), non quanto invece è preoccupato dello scollamento provocato da una politica incapace di decidere nei tempi giusti, "assieme alla società che cambia, e non sempre in ritardo". Le discussioni sugli eredi non lo entusiasmano, nemmeno un po'. "Lasciamolo stare, il Pantheon. Ognuno si porti il suo, personale e sentimentale, nella nuova avventura". Punto. La platea si esalta, come un corpo dolente a cui un dottore ha tolto una spina nel cuore.

Da questo momento è un crescendo. E Walter il comunicatore, Walter il sindaco, Walter il leader ormai tutto "post" Novecento, si dedica ad un'altra spina, una che al popolo diessino fa male più del ricordo degli antenati. E' la parola che non c'è, quella che Mussi avrebbe voluto per ritirare il suo addio, quella che Angius insisterà per salvare in extremis; quella che tanti militanti già pronunciano sottovoce, a metà strada tra il rimorso e la nostalgia. "Sono di sinistra se, di fronte alla solitudine di un'anziana malata, mi accorgo che anche la mia vita perde qualcosa; sono di sinistra se le rinunce di una famiglia di quattro persone rendono la mia più povera; sono di sinistra se vedo un bambino che muore di fame, e in quel momento è mio figlio, mio fratello piccolo". E via così, come una filastrocca, come una manifesto, per arrivare a dire che "non sono le parole che ci definiscono, ma le cose che facciamo e i valori in cui crediamo".

Così Veltroni rovescia il tavolo, e sposta la discussione già oltre il congresso, oltre il dibattito sul socialismo ("Erano forse socialisti Ghandi e Martin Luther King?"), oltre le grane organizzative. Nelle sue parole, come farebbe un romanziere o un regista, mescola sapientemente politica e sentimento, dando una chance di soluzione ai dubbi del popolo diessino e al tempo stesso identificando la missione del Pd in una "grande rivoluzione democratica". Quella di guidare un Paese sulla strada del ritorno alla politica, dove "si sconfigge la paura e si ritrova la felicità di credere nelle leggi e nelle proprie istituzioni".

Ma attenzione. Nell'insistenza del sindaco di Roma sui bisogni e le speranze del paese reale, sulle passioni individuali che devono concorrere alla nuova scommessa ("Venite, e cambiateci, cambiamoci assieme"), in quel suo scansare tutto quello che di politichese c'è nelle assise diessina, non c'è nulla di impolitico. Tra le righe, Walter il comunicatore indica la sua strada per la collocazione internazionale ("Una internazionale mondiale democratica e socialista"), per la riforma elettorale ("Guai a recedere dal bipolarismo"), e ancora su immigrazione, redistribuzione, ricerca e welfare. Un abbozzo di programma, forse di più, per le teste e per i cuori. Un discorso che solleva la platea, fa partire una standing ovation interminabile e proietta le sorti sue e del Pd in un futuro non troppo lontano. Alla fine del quale, conclude Veltroni con Mark Twain, "nessuno possa dire di sentirsi deluso non solo per ciò che ha fatto, ma anche per ciò che non ha fatto".

( 21 aprile 2007 )

 
 
 

Post N° 70

Post n°70 pubblicato il 21 Aprile 2007 da marilydl
 

POLITICA

Il leader del Correntone Ds non andrà nel Partito Democratico
L'obiettivo: "Un movimento politico nuovo a sinistra del Pd" Mussi, lo strappo, con affetto
"Noi ci fermiamo qui"
Un discorso emozionato ma sobrio. L'abbraccio di Veltroni
E lui: "Buona fortuna: per voi e per me auguro due successi"
di MARCO BRACCONI
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" />" src="http://digiland.libero.it/blog/ansa_10216026_08080.jpg" width="280" />

Fassino, un gesto affettuoso per Mussi

FIRENZE - La voce che trema, il groppo in gola. Davanti agli occhi trent'anni di esistenza che se ne vanno. Per Fabio Mussi è il giorno dell'addio. "La relazione della mia vita", aveva detto alla vigilia, e il giorno è arrivato. Fassino e D'Alema sono seduti alla sua sinistra, Gavino Angius dall'altra parte. Lui è sul palco. Trattenendo le lacrime. Tenendo il punto. Sognando da domani un'altra costituente, a sinistra del partito democratico.

"Buona fortuna, per voi e per me auguro due successi", dirà alla fine, tra gli applausi. L'augurio finale del compagno che se ne va è in linea con il tono del suo intervento, duro fino all'intransigenza, ma senza asprezze personali o colpi di teatro. Erano questi gli accordi presi con Fassino: niente sceneggiate, che non si ricordi questo come il congresso della scissione. E così è stato.

La critica al partito democratico è però spietata, nella forma e nella sostanza. Mussi affonda sulla laicità dello stato, e raccoglie applausi convinti anche dai fassiniani. Scalda ancora i cuori della platea con il ricordo di Enrico Berlinguer, evocato a proposito di una questione morale "che torna, come tema dominante, nel Paese". Ma più freddo è il popolo diessino quando l'attacco è al Pd in quanto tale, che secondo il ministro dell'Università è un progetto costruito con vaghezza, tagliando radici e senza disegnare nemmeno l'approdo. "E' diseducativo dimenticare la storia", scandisce Mussi, convinto invece che il compito sia tenere saldo il filo che lega ai valori e alla identità da cui proveniamo.

"Fusione fredda o calda non so", insiste, "di certo è fusione fallita". E ancora: il partito nuovo "non è la nuova metamorfosi della sinistra, è la fine; dopo la terza via di Blair e di Giddens che ci avete proposto a Pesaro nel 2001, ora si propone una quarta: la fine di una forza autonoma di sinistra di ispirazione socialista".

Nel giorno dell'addio il ministro ribadisce con forza, quasi a fugare le paure dell'uditorio, che il governo e la maggioranza devono restare fuori da questo doloroso passaggio nella sinistra. Ma non risparmia il fendente a Prodi ("Sono i partiti che fanno i governi, non viceversa") e a Fassino ("E' chiaro che non entrerete nel Pse").

La strada che il leader dell'ormai ex Correntone indica per sé e per i suoi è un'altra. "La nostra intenzione - spiega - è costituire un movimento politico autonomo, che si propone di aprire un processo nuovo, più a sinistra del Partito Democratico, non un altro piccolo partito. Un progetto volto a riunificare forze e a tenere viva la prospettiva di una forza di sinistra di ispirazione socialista". In che tempi, e soprattutto con chi, sono carte da decifrare. I socialisti riuniti, un pezzo di Rifondazione comunista, i Verdi, quelli che un tempo si chiamavano girotondi. "Scommessa difficile", sussurra uno dei suoi nei corridoi del congresso: "Difficile chiedere ai nostri di votare De Michelis, e Bertinotti fa corsa a sé. "Si vedrà nei prossimi mesi...", dicono i fuoriusciti con nelle orecchie le parole di Veltroni che non sembrano frasi di circostanza ma la precisa indicazione politica di uno dei possibili leader del futuro: "Tra poco, spero, ci reincontreremo"

Ma la scissione, e la quantità di spazio politico che si apre per chi nel Pd decide di non entrare, sono i temi di domani. Ieri, l'intervento di Mussi si è snodato tra lunghe pause, momenti di commozione, ricordi: la svolta del 1989, la famiglia operaia, il sogno del socialismo che "non è cianfrusaglia ideologica".

Qualcuno, in platea, ha gli occhi lucidi. Il popolo della sinistra conosce gli addii, e ne ha visti fin troppi. Mussi lo sa e non gioca con quei sentimenti. Sceglie un congedo è breve, secco come uno sparo. "Noi ci fermiamo qui". L'applauso non è tiepido, ma nemmeno fragoroso. E' un applauso triste. Fassino gli fa cenno di scendere dal suo lato, e lo abbraccia. Poi, sono fotografi, taccuini e telecamere. E' un assedio che scavalca e toglie la vista dei militanti che piangono. Sono in tanti, e non solo quelli che usciranno con lui.

( 21 aprile 2007 )

 
 
 

tratto da Repubblica

Post n°69 pubblicato il 21 Aprile 2007 da marilydl
 

POLITICA

Firenze: lo strappo di Mussi, l'arringa di Veltroni, il saluto di Prodi,
la determinazione di D'Alema. La Quercia verso lo scioglimento e il Pd Gli addii, le emozioni, le grandi promesse
I ds partono per l'avventura "democratica"
Angius pone le condizioni per restare. Il ministro degli Esteri: "Non sarò il presidente"
Il discorso sul futuro del sindaco di Roma. Il premier: "Altri continueranno"
di MARCO BRACCONI
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I ds partono per l'avventura " />" src="http://digiland.libero.it/blog/cge_10217283_43570.jpg" width="280" />

L'abbraccio D'Alema-Prodi

FIRENZE - Lo strappo di Mussi, le condizioni di Angius, l'appassionata arringa di Veltroni, il saluto di Prodi, la determinazione di D'Alema. Al congresso dei ds ieri è stato il giorno della commozione per i compagni che se ne vanno, del tributo a chi il Partito democratico ha voluto con tutte le sue forze, della consacrazione in fieri di un nuovo leader per il futuro.

Il giorno dei big, degli abbracci e delle trattative sul domani e il dopodomani. Alle assise della Quercia il dibattito tocca insomma la carne viva di un partito che sta per consegnarsi ad una nuova avventura, con fatica, tra dubbi e dolorosi addii, ma anche con convinzione. Un dibattito dove la politica si intreccia con le storie personali, e la battaglia delle idee diventa più serrata.

Da Firenze, le notizie politiche sono almeno quattro. Due di queste (Angius che resta e Mussi che lascia) sono una conferma; un'altra, il trionfo con tanto di standing ovation per Walter Veltroni, era nell'aria, anche se non con queste forza d'impatto; l'ultima, la decisione di D'Alema di non farsi rieleggere presidente, era una ipotesi concreta divenuta, per bocca dello stesso ministro degli Esteri, realtà. Nel complesso, una buona giornata per chi temeva gli effetti negativi politici e mediatici dell'ennesimo strappo a sinistra. Anche se l'addio del Correntone qualche strascico polemico lo ha lasciato già dal pomeriggio.

L'addio. Oltre mezz'ora di discorso per dire che lui no, non si rassegna. Fabio Mussi lascia il partito in cui ha militato per una vita, e lo fa con amarezza e sobrietà. Del resto erano questi i patti con Fassino, niente colpi di teatro, anche se nel discorso del leader dell'ormai ex Correntone la critica al Pd è stata perfino spietata: "Un partito che non entrerà mai nel Pse, dai contorni vaghi e dall'approdo ancora più indefinito". Quando il ministro ha attaccato sulla laicità dello stato, in aperta polemica con la Margherita, ha raccolto applausi fragorosi. Meno, quando la sua critica si è appuntata sul Pd in quanto tale, un progetto cui l'assise diessina sta dimostrando di credere. Alla fine, il ministro mette al riparo il governo ("Teniamolo fuori dalla discussione") e lancia l'idea di una costituente che raccolga forze laiche e socialiste a sinistra del Partito democratico. Dopo l'abbraccio con Fassino e qualche lacrima, resta la domanda: Quanti lo seguiranno?

Le condizioni di Angius. Altrettanto duro, ma nella prospettiva di chi ha deciso di restare anche nella fase costituente del Pd ("Poi, vedremo") è l'intervento di Gavino Angius. Anche il senatore della Quercia, primo firmatario della terza mozione, raccoglie una ovazione sul tema della laicità ("Le gerarchie della Chiesa violano la Costituzione") e applausi in molte altre occasioni. Il suo è un discorso appassionato, che manifesta la delusione per la relazione di Fassino ma lascia una porta aperta ponendo una condizione al gruppo dirigente della maggioranza: si cambi il modo con cui raggiungere l'obiettivo del nuovo partito, si riscriva il manifesto del Pd e lo si apra ai contributi di altre forze riformiste, dall'Italia dei Valori ai Verdi allo Sdi. Si vedrà oggi, nella replica di Fassino, se e come questa richiesta sarà accolta.

Veltroni superstar. La platea gli ha tributato una vera e propria standing ovation. Una ovazione che Veltroni ha cercato e trovato rovesciando il tavolo del "discorso" congressuale, scavalcando il dibattito su sinistra e socialismo, invitando ad occuparsi del futuro e non degli antenati politici della nuova formazione. Walter il comunicatore ha puntato dritto al cuore dei militanti con parole "post politiche", ma ha anche replicato nel merito ai dubbi sul Pd ("E' la risposta alla crisi democratica italiana") e lanciato le parole d'ordine per un governo "della Nazione". Citando Ghandi e Luther King, ma anche Mark Twain, il sindaco di Roma ha piegato tutto il suo discorso già oltre il congresso, perché il Partito democratico "sia la risposta alle paure di un Paese che si scopre infelice" e sappia "rivoluzionare la politica", rendendola capace di avvicinarsi alla vita reale dei cittadini, ("Nel cuore della società"), di fare rete, di liberarsi delle lentezze che la colgono sempre in ritardo rispetto ai cambiamenti della società. Un discorso che ha molti è parso una promessa verso le future primarie, se non addirittura una decisa autocandidatura alla guida del nuovo soggetto politico e del Paese.

Il saluto di Prodi.
Giornata intensa, per il Professore. In mattinata al congresso dei Dl, poi a Firenze. Prodi ribadisce quello che già aveva annunciato a Roma: "Altri uomini e altre donne continueranno": la corsa alla successione è dunque avviata. "Debbo ora portare a termine questa legislatura - spiega il premier - che dovrà portare la nostra coalizione a vincere le prossime elezioni politiche". Il capo del governo riceve applausi, ventisette per la precisione, ma niente ovazioni, come per Veltroni e poi per D'Alema. Nel suo intervento (che inizia con un "cari amici e care amiche") un preciso e non ambiguo riferimento alle questioni eticamente sensibili ("Siamo inflessibili difensori della libertà religiosa e, allo stesso titolo, della laicità dello Stato"), e la certezza che con la nascita del Pd cambieranno in meglio i rapporti tra maggioranza e opposizione. Meno chiaro, ma la questione è tra le più spinose, il riferimento alla collocazione internazionale: "Nel Parlamento europeo sarà alleato delle forze riformiste, socialiste ed europeiste". Al termine, abbraccio con Fassino e la fiducia del premier in una unità che durerà a garanzia del successo "non di un nuovo partito, ma di un partito nuovo"

D'Alema, ovazione e niente "orpelli". L'applausometro del Mandela Forum non lascia dubbi. Quando viene chiamato sul palco, prima ancora che inizi a parlare, esplode l'ovazione. E' la più forte, la più insistita del congresso, che lo ascolta difendere, con convinzione, la scelta per il nuovo soggetto politico, e replicare a Mussi e agli scettici "da sinistra": "Provo profondo dispiacere per chi se ne va, ma la svolta moderata di cui si parla non c'è, l'azione del governo è lì a dimostrarlo". Un'altra prova? Per il lìder Maximo sta nel fatto che "se qualcuno dice che stiamo abbandonando il socialismo europeo deve rendersi conto che il socialismo europeo è venuto qui". D'Alema è uno dei pochi che cita Berlusconi, e lo fa per esaltare ancora una volta la scelta che si appresta a fare il congresso: "Non è un caso che ieri qui e oggi al congresso della Margherita, abbia voluto misurarsi con la novità del Partito democratico. Questo dimostra che Berlusconi, oltre ad avere una straordinaria percezione di quello che accade sulla scena politica, ha voluto esserci nel momento in cui si presenta una sfida per tutta la politica italiana, compreso il centrodestra. L'augurio è che si incammini sulla strada della costruzione di una grande forza conservatrice che vada oltre la frammentazione della Casa delle Libertà".

Infine, l'annuncio atteso sulla rinuncia alla presidenza del partito: "Fassino ha ricevuto un mandato pieno per condurci al Partito democratico e non c'è bisogno di avere un presidente del partito, è un orpello inutile". Ma la scelta del ministro degli Esteri non va interpretata come un disimpegno, al contrario. E' semmai un passo verso quella direzione collegiale dei ds nella fase costituente del Pd, che si leggerà chiaramente nella composizione del nuovo consiglio nazionale e che presto potrebbe diventare una sorta di "direttorio" ai vertici del partito.

Le decisioni di oggi. A Fassino il compito di chiudere, e si capirà se e in che termini deciderà di rispondere ai dubbi e alle richieste di Gavino Angius. Ai delegati, invece, spetterà eleggere il nuovo Consiglio nazionale, che con ogni probabilità sarà snellito, presenterà un riequilibrio tra le componenti (a farne le spese dovrebbe essere l'ala fassiniana) e sarà più rappresentativo del territorio. C'è poi da stendere e approvare il dispositivo finale comune con i Dl e da approvare o no alcuni ordini del giorno (particolarmente significativi quello dei sindaci sull'allargamento del progetto alla società civile e quello sulla laicità dello Stato del futuro partito). Si parla anche di possibile interventi sullo Statuto, da adeguare alla difficile fase di transizione che per la Quercia inizia da subito dopo il congresso.

( 21 aprile 2007 )

 
 
 

Post N° 68

Post n°68 pubblicato il 11 Marzo 2007 da marilydl
 

credo infatti che la mia piu' grande difficoltà sia proprio quella di non riuscire ad essere quella che veramente sono o vorrei essere .. mi sento intrappolata in questa immagine di vita che conduco e che gli altri hanno di me..

non è la vita che vorrei.. niente è ciò che voglio .. il lavoro.. poco gratificante ,

l'ambiente di lavoro che poi è l'unico che frequento che sempre piu' mi sta deludendo al punto che  sto chiudendo sempre piu' i contatti ...

 
 
 

Post N° 67

Post n°67 pubblicato il 11 Marzo 2007 da marilydl

parli di idee di altri, di lavaggio del cervello, indubbiamente tutti siamo anche ciò che abbiamo ricevuto .. educazione, falsi valori che per tanto tempo ci vengono inculcati , che inizialmente facciamo nostri, poi invece quando ci accorgiamo che non ci appartengono , non corrispondono ai nostri, fatichiamo una vita per liberarcene, da qui i conflitti con cui devi fare i conti tanto che a volte la prima nemica di te stessa sei proprio tu.    
E' tutto molto difficile, io cmq credo di essere vissuta sempre un po' ai margini, infatti in un apparente vita molto comune, io vivo la mia  che in realtà a poco a che fare con quella degli altri, e il prezzo di questa scelta è la mia solitudine.  

 
 
 

da una conversazione........

Post n°66 pubblicato il 08 Marzo 2007 da marilydl
 

non ci crederai ma mi è sembrato di leggere un po' della mia storia, anch'io ho cercato di fare quello che dici tu, tagliare per quanto possibile proprio dalle persone piu' care , tuo fratello appunto, che contrariamente a quanto dovrebbe essere.. un sostegno... un appoggio l'unico rimasto dopo che hai perso i genitori e soprattutto la mamma, invece ti accorgi che no.. non puoi contare  neanche su di lui.. anzi  .. e dopo un'immensa sofferenza capisci che l'unico modo per uscirne è non aspettarsi piu' nulla.. cancellare dalla tua mente l'idea che hai del fratello .. devi lavorare su te stessa.. per dimenticare .. le cose in cui hai creduto.. e capisci che l'unico modo per sopravvivere è rimuovere... rimuovere....ma dimmi come si fa a ricominciare ? a partire da cosa se hai demolito tutto intorno a te .. sogni certezze... amore ... se perdi la fiducia in tutto e in tutti?
Ricominci da te e dai figli che fino ad ora sono stati la mia unica ragione di vita...  :-)

 
 
 

Post N° 65

Post n°65 pubblicato il 06 Settembre 2006 da marilydl
 

mi ritengo una persona semplice, dolce, sensibile, leale e romantica ma anche determinata....si, è vero, lo riconosco, sono un sognatore perso nella realtà di questi giorni, un sognatore dall'animo romantico... sono un sognatore al quale la sofferenza ha insegnato che non si può non sperare. Adoro la musica in tutte le sue varianti; prediligo particolarmente quella di atmosfera, jazz-fusion, che mi accompagna nei miei momenti di relax e ispirazione.Mi piace moltissimo stare in mezzo alla gente, ma ho anche un forte bisogno dei miei spazi, dei miei silenzi, della mia solitudine. Sono un grande ascoltatore, sono molto curioso,mi interesso di tutto ciò che accade alle persone che mi stanno intorno, anche di ciò che non mi tocca personalmente, e quando posso cerco di dare una mano... La vita, ha,un senso dietro a tutto, un misto di cose belle e brutte, spesso ti fanno soffrire tantissimo, e spesso ti senti cosi felice da dirlo a tutti, per me, la vita e' un dono, una possibilità di respirare, avere dei sentimenti, delle storie, e avere anche un proprio destino,. ma se si vuole cambiare basta volerlo veramente.Lasciami esprimere con parole le emozioni più nascoste, le sensazioni più inscrutabili... Sono un romantico

ciao, mi lasci senza parole, sei romantico, poetico, è bello leggere tutto ciò che scrivi, riesci ad andare oltre ciò che è il quotidiano insignificante tran tran..
purtroppo riuscire a dare significato ad ogni piccola cosa non è facile anzi.. spesso siamo sopraffatti da tutto, piccolo o grande che sia , spesso ne rimaniamo schiacciati, non riusciamo a trovare il senso di niente , siamo vittime degli eventi, non riusciamo a trovare una via d'uscita ...
 a volte possono bastare le parole di qualcuno che invece riesce o si illude di dare un senso a tutto e che induce gli altri a credere che tutto può essere diverso..

grazie.. ciao 

grazie a tutti quelli che riescono a trasmettere il senso positivo della vita a tutti coloro che lo hanno perso

 
 
 
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Data di creazione: 19/10/2005
 

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