Creato da: fulvia1953 il 14/11/2011
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"Un  eremo non è un guscio di lumaca"  di Adriana Zarri

Con i suoi giorni brevi e le notti lunghissime, l'inverno è un abisso di luce e di buio; col suo silenzio è una stagione di ascolto, di attesa, di incontro: un incontro piu' intimo e segreto di quanto non sia dato in altre stagioni dell'anno: un incontro che ha sapore di casa, di madia, di stufe accese e di polenta. Bisogna per forza guardare dentro perchè di fuori non c'è nulla: solo stupende sfumature di grigio: dal piombo al perla, al luminescente al quasi bianco; e, se la nebbia si dirada, emergono le  braccia nude degli alberi, protese al cielo, inutilmente, come preghiere inascoltate. L'esaudimento, il calore, l'amore, si rifugia all'interno delle case; con le lampade accese, le tinte vive per contrastare gli smorti colori della terra. Ridimensiono la casa:Per risparmiare carburante mi rifugio in una sola stanza, a mezzogiorno. Tutto è piu' piccolo e raccolto. E dalla finestra guardo cadere le foglie, guardo scrosciare la pioggia, guardo salire la nebbia.

 

 

 

 
« tenebra e luce -Sole e pioggia »

Giorno di mare

Post n°32 pubblicato il 17 Giugno 2012 da fulvia1953

                 Non riesco a crederci nemmeno io, ma questa mattina sono stata al mare anche se era già tardi, le otto e mezza, ora insolita per me che  amo vederlo alle prime luci del giorno.  Insieme a lui ho fatto un bagno di umanità.  C'era una luce violetta all'orizzonte che diventava  lilla chiaro, una brezza leggera e tiepida che non dava fastidio e l'acqua un po' increspata così luccicante e trasparente; i pesci  sostavano dove l'acqua era più calda e scodinzolavano via solo al nostro passaggio, un paguro camminava a fatica tutto per traverso e tanti gusci vuoti di poracce arrivate lì con il moto del mare.  E' come ritrovare una persona che, nonostante i suoi sbalzi d'umore fondamentalmente è sempre la stessa, profondamente conosciuta ed immensamente ammirata ed amata.  Ho pensato di essere fortunata ad abitare in questa mia piccola città, alle spalle ci sono le colline e davanti ho il mare, così vicini entrambi e facilmente raggiungibili, perchè non godere di ogni attimo presente!  Guarda che bello! mai visto...una signora cammina sulla spiaggia con un eccentrico merlettato ombrellino da sole, bellissimo! poi più in là una coppia proveniente dall'India, così scuri di pelle, meravigliosi! Bambini che avevano già sparso sul bagnasciuga tutta la loro attrezzatura da spiaggia ma che lì rimaneva abbandonata perchè preferivano giocare con le onde del mare: piccole increspature di schiuma che arrivavano dolci dolci proprio per la loro gioia.  Madri che giocavano con i propri figli, nonni che erano il centro dell'attenzione attorniati dai nipotini, giovani padri che portavano in braccio orgogliosi bimbi piccolissimi ma già così tanto amati e circondati d'attenzione,  cappannelli di uomini che parlavano arabo nel loro modo animato e sempre qualche tono  sopra che tante volte danno l'impressione di stare litigando, ma poi qualcuno ride: falso allarme. Intere famiglie attrezzatissime, molto probabilmente vengono dall'interno, scaricano di tutto, ogni conforts per una degna giornata di mare, ci sono tavolini, poltroncine, ghiacciaia per le vivande ed ulteriore ghiacciaia per le bibite, doposole,cappellini,occhiali da sole, teli di tutti i tipi, doppi ombrelloni e le immancabili...carte,  per la partitina dopo pasto. E pensare che sono sempre andata al mare solo con un asciugamano e proprio al massimo portavo il "chiodo", un chiodo nel vero senso del termine, lunghissimo, perchè si giocava con quello ai miei tempi ed il più bravo era chi, dopo tripli salti mortali riusciva a farlo cadere in piedi conficcandolo nella sabbia bagnata. Sparse ci sono le coppie di slavi, così simili a noi, ma forse cercano troppo di imitarci e sono troppo seri, quasi tristi e sembra che ce l'abbiano con tutti.  Poi il mio sguardo, - sono rimasta pur sempre una bambina curiosa-  và alle donne, a questo nostro immenso mondo femminile. C'eravamo tutte, piccole, alte, grassocce, magrissime, conturbanti, nere artificiali, bellissime con corpo da mozzafiato; sdraiate scompostamente per prendere tutto il sole possibile, addormentate,  unte all'inverosimile, con mucchietti di alghe sulle spalle o sulle gambe per non scottarsi troppo o maestosamente sedute sui seggiolini come su un trono con tutto il parentado intorno pronto a ricevere ordini.  Confesso che ci guardavamo di nascosto per rubarci  con gli occhi ogni particolare interessante.  Sì, è stato proprio un bagno di umanità stamattina e ne sono contenta, ci vogliamo così differenziare gli uni dagli altri, vogliamo affermare il nostro piccolo mondo che è un mondo che ci siamo creati noi e da noi soltanto pensato;  lì sulla spiaggia c'erano solo tanti esseri umani: apparteniamo alla stessa specie, tutti quanti,  è il modo come usiamo i nostri pensieri che ci allontana e spesso ci mette uno contro l'altro. Ringrazio per questa giornata di mare e d'umanità.

 
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