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Tony Iommi sta male, annullato il tour dei (riuniti) Black Sabbath, unp di storia

Post n°405 pubblicato il 20 Febbraio 2012 da ghizolfo
Foto di ghizolfo

Sono un fan sfegatato dei mitici Black Sabbath.

Dopo 33 anni dall'ultimo album in studio  con la  formazione originale, intitolato Never say Die i Black Sabbath decidono di riunirsi per registrare un nuovo album in studio con la storica line up dell'epoca.

Purtroppo a Dicembre dello scorso anno una tegola si abbatte sui redivivi Black Sabbath: il chitarrista Tony Iommi ha un linfoma.

Le notizie che seguono nell'immediato è la conferma delle registrazioni del nuovo album e la assicurazione che la band andrà comunque in tour.

Ieri la smentita: Tony Iommi non è in grado di sostenere il tour al suo posto si esibiranno due elementi storici dei black sabbath accompagnati ada turnisti di eccezione che eseguiranno i pezzi storici dei Sabs.

Il sottoscritto era in procinto di acquistare il biglietto per la data del 24 giugno a Milano, ne farò a meno.

Il mio augurio va a Tony Iommi per una pronta e completa guarigione!

Io suono la chitarra elettrica e se ho questo meraviglioso hobby lo devo solo ed esclusivamente a Tony Iommi.

Il mitico Tony alla fine degli anni 60 inventò le sonorità che furono in seguito definite "heavy metal" nonostante le sue intenzioni di base consitevano nel suonare una sorta di blues dalle sonorità robuste ed un pò appesantite.

La sua "fortuna" fu un paradosso: Tony quando non era ancora una star lavorava in una impresa che eseguiva tagli di lamiere e saldature.

Lui era addetto alle saldature se non che un giorno, essendo assente l'addetto al taglio delle lamiere, egli lo dovette sostituire.

Poca la pratica tanta la disattenzione che, operando con una macchina sconosciuta, due falangi della mano destra (quella con la quale Tony premeva le corde sulla tastiera......parliamo di un mancino) volarono irrimediabilmente via tagliate.

Il buon Tony, che ha una determinazione che farebbe impallidire una corazzata, provò, tra mille tentativi e tanta frustrazione a suonare di nuovo la chitarra prendendo ad esempio Django Reinhardt il quale suonava la chitarra pur avendo a disposizione solo due dita a seguito di un incidente.

Sembrava non ci fosse più nulla da fare, i dottori che avevano suggerito a Tony di smettere per non infettare i monconi ma lui, abbiamo detto, è peggio di una corazzata e incurante di tutte le avversità un bel giorno decide di costruirsi da solo due protesi modellando con un saldatore due pezzi di silicone.

Incredibilmente i pezzi di silicone innestati sui monconi fanno il loro dovere ma c'è ancora un problema: la tensione delle corde con l'accordatura standard: sono troppo rigide ed i monconi scivolano via quando esegue l'irrinunciabile tecnica del bending (tirare le corde) .

Tony decide di montare corde più spesse allentando contemporeanamente la tensione adottando una accordatura di un tono (un tono e mezzo) più bassa.

Il suono che ne esce è estremamente "panciuto", grosso e baritonale, all'epoca definito "pesante" (in inglese Heavy) una novità sino a quel momento abituati a sonorità derivanti da accordature standard.

Tony Iommi ha come compgani di avventura un cantante balbuziente (Ozzy Osbourne), un batterista che soffre di agorafobia ed un bassista che non è neppure un bassista bensì chitarrista dirottato per necessità al basso.

Messi così nessuno avrebbe scommesso su questa armata brancaleone neppure un penny.

I primi tempi erano duri, suonavano in bettole e non se li cacava nessuno anche perchè avevano un nome che, pronunciandolo, suonava come una sorta di rutto: EARTH.

Finchè a Tony (questo il tumore gli fa una sega) non gli viene una brillante idea.

L'idea consisteva nel farsi trovare con l'attrezzatura pronta nel furgone scassato fuori dai locali che contavano sperando che qualczhe band di successo incorresse in qualche imprevisto per poi presentarsi e suonare al posto dei malcapitati assenti.

Così fu, dopo avri tentativi a gufare le band di maggior successo un giorno capitò che in un locale erano in programma i Jetro Tull che stavano portando in tournè niente popò di meno che Aqualung.

Va da sè che il locale era stracolmo e che nevicava  e che i Jetro Tull rimasero infognati con il loro pullman nella neve e che il gestore del locale non sapeva più che pesci pigliare (mica c'erano i cellulari........"ciao sono Ian Anderson....arriviamo tra un ora ...aspetta........"  eh no, non si poteva).

Tony, come un boy scout, si presenta al gestore e gliela butta lì: " suono in una band, se vuoi copriamo noi la serata".

Il gestore non aveva alternativa: locale pieno di gente infuriata...."andate, montate, suonate e che Dio ve la mandi buona...........a proposito....come vi chiamate??"

Tony: "Earth"..................il gestore: "salute ragazzo"!

Il primo quarto d'ora da incubo: gli spettatori che si aspettavano i Jertro iniziaronoa  scagliare bottiglie e bicchieri addosso alla band sommersa dai fischi e dagli insulti, poi, passata l'incazzatura inziarono ad apprezzare e molto.

Nel frattempo, mentre la band era ancora sul palco, arrivò nel locale, tutto trafelato, Ian Anderson al quale non gli rimase che scusarsi con il gestore ed apprezzare, come apprezzò, la prestazione di quella band sconosciuta che stava suonando al posto dei Jetro.

Quel giorno fu determinante per il futuro, infatti tra gli spettatori c'era un certo Jim Simpson promoter, manager e talent scout che gli propose un contratto per la registrazione di un album.

Per Tony e compagni non sembrava vero ed accettarono di buon grado ma decise che era necessario cambiar nome.

L'idea venne al sempre ispirato bassista Geezer Butler che tirò fuori il nome "Black Sabbath" prendendo spunto dal titolo inglese di un film d'orrore italiano.

Ma arrivò una nuova tegola: Ian Anderson dei Jetro Tull si ritrovò senza chitarrista e la sua mente andò al giorno che vide Tony Iommi suonare al suo posto in quel locale.

Tony Iommi fu quindi arruolato nei Jetro Tull: si ritrovò a far parte in una delle più grandi band dell'epoca.

A questo punto aveva due strade: salutare il progetto Black Sabbath che di fatto non era neppure iniziato o godersi il suo status di rock star in una delle band più quotate del momento con tanto di cachet di tutto rispetto.

I suoi ex compagni già meditavano, con tanta amarezza, di tornare alla vita di sempre, nell'anonimato più totale dopo essere stati ad un passo dalla notorietà.

Ma succede l'incredibile e qui Tony è unico: lascia incredibilmente i Jetro Tull pur di non rinunciare al suo progetto tornando a "mangiar polvere" con i vecchi compagni.

Non so in quanti avrebbero preso una decisione così coraggiosa!

Il tempo prima, la storia dopo gli diedero ragione.........................

Il resto lo raccontano le registrazioni, i dischi di platino e d'oro conseguiti con i Black Sabbath.

Tony, l'Iron man dell'Heavy metal, non è solo esempio per provetti chitarristi rock, Tony è un esempio di persona, di umanità, di determinazione assoluta.

Tony, comunque vada, è una icona.

NEVER SAY DIE!!! 

 
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