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Post n° 68

Post n°68 pubblicato il 25 Aprile 2011 da homosapiens78

VenticinqueAprileDuemilaundici
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25 Aprile 1945. La Liberazione d'Italia dal nazi-fascismo. Anni caratterizzati dalla barbarie di ideologie che di umano hanno niente. Ho letto utlimamente che qualcuno in giro comincia a chiamare "retorica" il parlar della Resistenza o il ricordare coloro che hanno perso la vita credendo fosse giusto combattere per gli ideali di giustizia, fratellanza e uguaglianza. Beh bisognerebbe ricordare a costoro che l'uomo dovrebbe spingersi ad essere "migliore" fuggendo da concetti e ragionamenti che lo renderebbero un miserabile e che certi pensieri ignobili vanno combattuti sempre e comunque. Ecco quindi cos'è il 25 Aprile oggi. Un giorno per ricordare, un giorno per ribellarsi ancora, stavolta contro i revisionisti della storia che  vorrebbero rinchiudere la Resistenza e i Partigiani italiani fra le lettere della parola "Retorica".

 
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Post n° 67

Post n°67 pubblicato il 17 Marzo 2011 da homosapiens78
 


Il Risorgimento e il collage d'Italia
idee nobili, corrotti, sudditi, massoni, Inglesi, Reali preferiti


. . .  I   T   A   L   I   A
Il meridione e la "Questione dei settentrionali"




C'è chi ascolta. C'è chi racconta. C'è chi ascolta e racconta senza pensare. C'è chi le favole le trasforma in Storia. C'è chi riesce ad indorare la guerra e renderla sfarzosa e c'è chi riesce ad intitolare un paragrafo della Storia del Risorgimento "L'impresa dei 1000". Però c'è anche un bambino di pochi anni che avrebbe voluto chiedere alla sua maestra come sia stato possibile che appena 1000 uomini con appena 1000 fucili siano riusciti a conquistare un Regno florido, ricco, con un esercito organizzatissimo in terra ed in mare come quello del Regno delle due Sicilie. Ma ero un bambino timido e già percepivo il muro menzognero dei grandi. Ai grandi viene spontaneo declassare la spontaneità di un bimbo a cosa di secondo ordine, qualcosa di superato e sostituito con "il mondo dei grandi". E lo sappiamo quanto sia vicina alla verità la spontaneità di un bimbo che ti crocifigge con migliaia di domande semplici ma che diventano difficili, difficilissime quando subentra inevitabilmente l'incoerenza delle risposte. "Se la guerra è brutta perchè la facciamo?". E che gli vuoi rispondere ad un bimbo che ti chiede questo? Una domanda semplice che diventa difficilissima. E forse anche la mia domanda sarebbe stata difficile, difficilissima. La risposta la sappiamo tutti. Sarebbe stata: "tutto è accaduto per amor dell'unità" e io in silenzio non avrei detto niente pensando che l'amor dell'unità forse era pure una cosa bella ma che il Pizzighettone pure con moltissimo amor dell'unità non avrebbe potuto mai battere il Napoli di Maradona di fine anni '90. Ma è stato meglio che la domanda difficile, difficilissima non l'abbia mai fatta. Metti che mi chiedeva la formazione del Napoli e non me la ricordavo va a fernì che mi dovevo subire la formazione dei mille. Credo seriamente che la Storia del Risorgimento sia una Storia fascinosa, un fatto nazionale di ideali epici ma quello che divide la filosofia dagli avvenimenti è una linea sottilissima, debole, ottusa, cancellabile facilmente con la smania del sapere. Se si ha intenzione di sapere realmente quello che è accaduto allora bisogna accantonare gli oratori a gettone, la passione smisurata per il mito e cercare di leggere tra le righe quello che fù l'unificazione dei Regni d'Italia: gli ideali da una parte, la compravendita di uomini e la barbarie dall'atra.

"150 anni fà. Era il 1861. Caduto il Regno delle due Sicilie, lo stivale fù unito. Nasceva l'Italia grazie a Garibaldi". Ecco. 21 parole, 4 punti e 1 virgola. Questa è la Storiella che raccontano. Ma dimenticano una cosa importantissima di quegli anni: la resistenza del popolo duosiciliano. Allora si può sventolare il tricolore e cantare "Fratelli d'Italia" come degli imbecilli oppure sventolare il tricolore si, ma riconoscere, quello che è successo davvero. Raccontare la luce dei fatti con l'onestà di riconoscere una cosa oggettiva: li dove c'è luce da qualche parte c'è un'ombra. La luce dell'unità dei Regni d'Italia ha prodotto tante ombre, tantissime, alcune nascoste altre negate altre messe in discussione ma il tempo trasforma il presente in passato e spesso quello che viene dopo un "certo" oscurantismo è la voglia di verità ed è in quel preciso momento che i miti indiscussi si mettono in discussione e rinascono i martiri che diventano "eroi". Ancora oggi sentiamo parlare di "questione meridionale". Sono 150 anni che hanno coniato questa espressione. La "questione meridionale" è un problema nato all'indomani dell'unificazione d'Italia e presente ancora nei programmi politici dei partiti alle ultime elezioni politiche. Un Meridione "che non riesce ad emanciparsi" dicono. Ma quello che si cerca da 150 anni non è emancipazione ma il risorgimento. Il Risorgimento di una terra che deve riemergere dalla condizione in cui è stata costretta a versare in seguito alla defraudazione di tutto quello di cui era legittima detentrice: ricchezze culturali ed economiche smisurate.

Ritornando a quanto detto prima, ritornando all'oscuantismo messo in atto dai vincitori e allo sfarzo ideologico montato per rendere gloriosa una pagina di Storia (la ricerca del mito), quello che si è dimenticato e poco raccontato è il reale stato di cose che caratterizzava il Regno delle due Sicilie. Approfondimenti di Alberto Angela.

    

Un servizio del "TG2 Dossier" dove Storici e Studiosi di spessore mettono sul tavolo della discussione elementi fondamentali di verità. Il dibattito sarebbe evidentemente molto più ampio ma qualche spunto di riflessione è possibile evincerlo dal servizio: furono i 1000 super-garibaldini ad unificare l'Italia o la Storia reale è più complessa. Che ruolo hanno avuto i Savoia, i massoni e gli Inglesi in quegli anni?

 

Elenco dei Primati indiscussi nel mondo e in Italia raggiunti dal Meridione

Poi comincia un'altra storia quella che forse mi sta più a cuore, quella del "brigantaggio". I meridionali che si ribellarono agli invasori furono chiamati con termine dispregiativo di "briganti". La storia li ha voluti per anni raccontati come persone disumane che avevano come loro unico scopo di vita, per la sopravvivenza, il saccheggio e la razzia. Erano per i piemontesi (i Savoia) e la civiltà risorgimentale, una sorta di bestie che dovevano essere combattute, domate, sterminate. E l'ultima parola scritta è quella più azzeccata: lo sterminio. Si, sterminio, perchè di quello si è trattato. Si comincia col combattere, si cerca di dominare il nemico ma la posta in gioco è troppo alta per agire con rispetto e spirito di giustizia. Fra i cosiddetti Briganti, (io preferirei definirli "resistenti duosiciliani"), c'erano contadini, patori, operai, soldati ed alti graduati dell'esercito borbonico non vendutisi, intellettuali, persone che avevano capito i meccanismi messi in atto dagli invasori per la conquista del Regno e si sentirono defraudati di tutto. Imbracciarono "'a scuppetta", (antico fucile) cominciarono a ribellarsi orgogliosi di sentirsi meridionali ma soprattutto mossi dal senso del dovere: resistere e difendere le terre del Regno, le sue ricchezze, la sua cultura, la sua indiscussa modernità, la sua civiltà. Questo atteggiamento fù un atteggiamento spontaneo, sentito. Un atteggiamento posto in essere da gente che aveva saputo cosa voleva dire vivere dignitosamente e che di li a pochi anni si sarebbe messa sulle spalle la croce dell'immigrazione. Il Meridione era chiamato "terra di lavoro". Il meridione accoglieva i migranti in cerca di lavoro. In seguito all'unità, 150 anni di partenze per il mondo.
Durante la conquista del meridione si diede ai Briganti la caccia. Questa caccia continuò anche nel decennio successivo. I Briganti venivano spesso seviziati e messi in piazza come monito a tutti coloro che avevano intenzione di ribellarsi ai dictat dei Savoia.

 

   

MICHELINA DE CESARE brigantessa, medaglia d'oro al valor militare uccisa nel 1968 dalle truppe dei Savoia in un agguato in seguito ad una "spiata".

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b

Spero sia stato questo mio lavoro uno spunto per riflettere. Parole, video, foto per chi diffida dalle "minestrine già preparate". Invece di alzare il cucchiaio e riempirsi la pancia con una ricetta "al buio", perchè non domandarsi degli ingredienti? Ecco, la minestrina dell'Unità d'Italia me l'hanno servita a tavola da tanti anni, si è raffreddata. Ho sempre preferito alzarmi dalla tavola sfarzosa preparatami per mettermi ai fornelli e prepararmi qualcosa di più saporito. Perchè se nella pentola ci metti la curiosità, la sete di sapere e il disincanto, allora tanta è la soddisfazione che nemmen 'a tavola e 'a seggia ti servono più. Accummience a magnà allert' tanto che è sapurita la verità.

 

 
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Post n° 66

Post n°66 pubblicato il 03 Novembre 2010 da homosapiens78
 

-  W E L C O M E   T O   T R A S H O P O L I  -

LO STATO ITALIANO
STUPRA I TERRITORI
VIOLENTA I CITTADINI
ILLUDE LA SPERANZA



Quello che si sta facendo a "Taverna del rè" è la demolizione dello "Stato di diritto" e la trasformazione del nostro paese in "Stato di Polizia" guidato da associazioni massoniche. Per anni sono riusciti a strumentalizzare finanche la questione rifiuti. Si sono accaparrati voti, hanno disinformato, promesso ma nulla è cambiato. L'evoluzione paventata e servita con belle parole si è dimostrata semplicemente un'involuzione: dall'emergenza si è passati al disastro.

Da giorni, dopo le manifestazioni eclatanti a Terzigno, si è cominciato a sversare, grazie alla decisione di Luigi Cesaro, Presidente della Provincia di Napoli, sul territorio giuglianese, a "Taverna del re". Solo 2 anni fa, la lotta delle popolazioni locali, che gridavano giustizia in un territorio martoriato da discariche legali ed illegali facenti capo alle attività illecite della Camorra, aveva dato i suoi frutti. Fù ribadito che il territorio denominato "il triangolo della morte" (Qualiano-Villaricca-Giugliano, così denominato per le innumerevoli morti da tumore, leucemia e malattie respiratorie), avendo una spaventosa presenza di discariche stracolme, non poteva più accogliere rifiuti. Le popolazioni locali manifestarono per cessare il conferimento di eco-balle di rifiuti a Taverna del rè. Allora ci si opponeva alle eco-balle e al loro stoccaggio. Oggi in quel sito si deposita il "tal-quale" ossia la monnezza raccolta per strada, compattata negli autocompattatori e depositata barbaramente al suolo in un sito nemmeno pronto a questa operazione, non a norma. Quello che sta succedendo è la barbarie, lo Stato che si mette al pari della criminalità organizzata, fa la stessa cosa, dribla principi e norme giuridiche e scientifiche, con decreti legge e deroghe ed afferma la violenza, la sopraffazione con "dictat" infornati la sera e sfornati la mattina seguente dal forno delle ingiustizie.

Si è crocifisso Bassolino. Per anni è stato "Commissario straodrinario ai rifiuti" in Campania. Gli hanno preparato la croce e hanno impiantato chiodi raccattati nel calderone del populismo più becero. Bassolino ha le sue responsabilità. Ma hanno le stesse responsabilità tutti quelli che lo hanno preceduto. Qualcuno dimentica il Presidente Rastrelli, della giunta della Campania governata dalla destra. Beh nelle emergenze passate non si è fatto altro che arpire discariche ed aspettare che i cittadini facessero meno monnezza possibile per non riempirle in tempi brevi. Ma non voglio cavalcare l'onda sterile del mare della disinformazione: per la serie "troviamo il colpevole ed esponiamolo alla gogna", anche perchè non sono un elettore nè di Bassolino nè degli altri geni che l'hanno miseramente preceduto. Quello che è evidente e sotto gli occhi di tutti, soprattutto dopo il fallimenti di Berlusconi e Bertolaso è che la questione rifiuti in Campania è una questione e un fallimento di Stato. Nel 2008, solo due anni fa, si è annunciato al mondo intero che le cose, sotto la direzione personale del Presidente Berlusconi, sarebbero cambiate. La cosa poteva destare un serio interesse, perchè? Perchè si era ferreamente annunciato che l'inversione di tendenza sarebbe avvenuta con nuove regole fresche fresche di fabbrica. Beh, come dire: c'è un'emergenza e si creano regole apposite per fronteggiarla. Se fino a pochi mesi prima la situazione era catastrofica, si mettono sul tavolo le analiisi, si lavora e si trovano le relatve soluzioni. Questo è stato promesso. In sfarzose conferenze stampa ed azioni eclatanti come quella di portare il Consiglio dei Ministri al palazzo Reale di Napoli sono state presentate le soluzioni: pieni poteri a Bertolaso, capo della Protezione Civile italiana. Ricordo benissimo quelle ore e ricordo che Bertolaso venne accostato sarcasticamente, dalla stampa internazionale, a "Superman": lo soprannominarono "SuperBertolaso". Quella sarebbe dovuta essere "la svolta": diamo fuoco a leggi e leggerelle per avanzare nell'emergenza con i poteri conferiti a Bertolaso e le deroghe distribuite a destra e a manca fra le camere dei bottoni in Campania. Il risultato? Quello che stiamo vivendo in questi giorni: il fallimento totale. E stavolta con chi ce la vogliamo prendere? Fra poteri esercitati, deroghe elargite e passerelle Holliwoodiane la colpa stavolta l'hanno scaricata sul sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino. In effetti se mi metto il costume del malpenante un ragionamento logico dovrei pure trovarlo. Cioè, voglio dire, è stata messa in discussione la Provincia e la Provincia ora e di centro-destra con Cesaro & certi "bruttissimi Company", è stato lapidato Bassolino e adesso la Giunta è passata al centro destra con Caldoro che ha vinto contro De Luca (centro-sinistra) e contro il braccio destro di Berlusconi in Campania, Cosentino coordinatore PDL (che preparava un dossier diffamatorio ai suoi danni, mai presentato poi per la questione delle intercettazioni Cosentino-Camorra). Adesso cosa resta da prendere? Napoli. Praticamente la colpa di tutto questo sfracelo è di Napoli. I geni della politica pretendevano che in una metropoli come Napoli, fra le più grandi città d'Europa partisse la raccolta differenziata dalla sera alla mattina. Solo chi vive a Napoli e la conosce può capire che logisticamente tutto questo è frutto di un pensiero folle. Poi dovremmo arrivare a discutere anche della crisi che investe le amministrazioni comunali grazie alla genialità dell'abolizione dell'ICI per poter comprendere la difficoltà di ingranare una marcia tanto pesante a livello di spesa come quella della raccolta differenziata in una metropoli. Certi processi vanno contestualizzati ed analizzati con onestà intellettuale. Ho analizzato in questi giorni i dati della raccolta differenziata ad esempio in Emilia Romagna e per giungere il 40% di picco di differenziazione dei rifiuti hanno impiegato più di 10 anni. E non sto parlando della "Terronia" ma di una regione nella cui parte settentrionale è stata individuata una parte della nuova regione italiana: "La Padania". Beh nell'ordinata e paradisiaca Padania hanno impiegato decenni per arrivare al 30/40% di raccolta differenziata e a Napoli dovevano riuscirci in pochi mesi. Siamo o non siamo governati da Pagliacci? Non voglio essere offensivo nei confronti di nessuno anzi, lungi da me dal farlo, ma al paese mio chi racconta le barzellette sono i Giullari e i Pagliacci, personaggi degni in quanto quello devono fare e non governare un paese e far ridere i polli con ragionamenti ridicoli e demenziali. Per sgombrare il campo da equivoci tengo a precisare, dopo quanto scritto su Napoli e la Jervolino, che non sono un estimatore e difensore dell'attuale sindaco di Napoli, anzi.

La verità è che il ciclo rifiuti in Campania non esiste. Anche chi a Napoli e nella sua provincia differenzia i rifiuti lo fa invano. Il sottoscritto, e tanti altri cittadini hanno assistito alla raccolta dei rifiuti dai cassonetti della differenziata e alla mescola fatta nel camion sopraggiunto per portarli chissà dove. Perchè pure questo ci devono spiegare. Come è possibile chiedere uno sforzo alla cittadinanza per poi renderlo vano con l'annientamento della differenziazione dei rifiuti mescolando tutto nell'autocompattatore? Ma questo la TV di regime non ce lo dice. Ci ha bombardato per mesi servendo il piatto caldo del miracolo Berlusconiano e adesso che la pietanza si è dimostrata fredda ed avariata non ci sono forni e chef che tengano.
Secondo quanto raccontatoci tutto era stato risolto:
- Bonifica dei territori martoriati
- Bonifica di Taverna del re dalle ecoballe
- Funzionamento a pieno regime del gioiellino di Acerra
- Costruzione di altri 2 Termovalorizatori in tempi record
Tutte menzogne: I territori non sono stati bonificati, le discariche esistenti perdono percolato ed inquinano le campagne, a Taverna del rè le eco-balle nemmeno più chiuse a regola sono ancora lì, Il termovalorizzatore di Acerra funziona male e su tre linee ne funzionano a volte 2 a volte 1 ieri 2 Novembre in piena emergenza fermo del tutto, degli altri termovalorizzatori nemmeno l'ombra. Ecco il miracolo della nuova associazione massonica Berlusconi-Cesaro-Bertolaso. Il tempo passa e la situazione peggiora soltanto. Un tempo in italia c'era quella che gli antichi avevano denominato "Campania felix", una terra fertile e dalla bellezza unica. Di quella Campania non resta più nulla o troppo poco e il suo annientamento è ancora in corso. Oggi, ora dopo ora si inquina quella terra e si stuprano le campagne. Intorno alle discariche dovrebbe esserci il regno della "Mela Annurca Campana", un miracolo della natura che oramai è diventata il simbolo di un "omicidio di Stato": in queste terre oramai il tricolore è ridotto ad uno straccio senza più valori. Nel giuglianese oramai si percepisce soltanto lo stupro dei territori ad opera delle eco-mafie e dello Stato; i manganelli delle forze dell'ordine dalla ridicola tenuta antisommossa dinnanzi a vecchietti giovani e donne che si oppongono con slogan antiviolenza. Il tutto condito con le bugie delle istituzioni che flagellano qualsiasi cambiamento possibile.

Cammini per le campagne fra i fuochi accesi dalla Camorra che smaltisce a basso costo, in questo modo, sostanze chimiche e rifiuti tossici provenienti da tutta Italia e t'accorgi che l'esercito invece di catapultarsi sui roghi per fermare i camorristi è impegnato a presidiare le discariche, e lo Stir (ex CDR). Prticamente, ti rechi di sera all'impianto Stir fra i roghi tossici e ad una cinquantina di metri un militare ti intima di fermarti dicendoti che quella è "zona militare": volgi lo sguardo in avanti e vedi lo Stato in una divisa che ti vieta di vedere nell'impianto cosa accade; ti giri e guardi indietro, ti lasci il militare alle spalle e vedi nubi nere che dalle fiamme infernali di roghi tossici raggiungono il cielo. Questo sotto gli occhi di tutti e mentre le narici e i polmoni di tante persone perbene stanno per riempirsi degli odori acri delle sostanze nocive che si infiammano ti chiedi se la terra che stai calpestando è l'Italia.

- LE BUGIE DI STATO -

   

 
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Post n° 65

Post n°65 pubblicato il 01 Ottobre 2010 da homosapiens78
 

 -    S.  P.  Q.  R.    -


 -  Sono Porci Questi Ragazzi  - 

<< Un giorno di pioggia Andrea e GIuliano incontrano Licia per caso ... finita la pioggia si scon ... >>  scusate ho sbagliato cazzata. Ricominciamo.
<< Un giorno di pioggia Silviuccio e Gianfranco incontrano Umberto per caso  finita la pioggia si scontrantran ... la la la  ... >> ecco era questa la canzuncella simpaticherella. Diciamo che nell'originale, alla fine Licia e Mirko si baciano in seguito ad uno scontro. Nel remake invece in seguito allo scontro i tre geni della politica italiana si inculano. E ricomincia lì dove era finita, la Prima Repubblica.

Non so se fra l'opinione pubblica è pecepibile la gravità dei giorni che stiamo vivendo. Mai più lontana che in questi giorni è stata la politica italiana dal paese reale. Mentre le destre giocano a "nome/cosa/città/casa/isola/dossier" e le opposizioni tranne qualche eccezione pietosa giocano a "nascondino", gli italiani sono lasciati a loro stessi. Sono 4 mesi oramai che si parla di un appartamento di 45 mq di Alleanza Nazionale venduto regolarmente ad una società offshore ed abitato dal fratello della compagna del Presidente della Camera Gianfanco Fni. Oibhò che scandalo. Oibhò, che dramma. Il paese è in ginocchio. Siamo alla fine. A causa d questa vendita diminuirà il PIL di 3 punti percentuali,
 si dimezzerà il reddito pro-capite, disoccupati a gogò e le Agenzie Immobiliari tenteranno il Colpo di Stato in seguito all'affronto subito: vendere un'apartamento senza parcellizzare un loro agente. Dramma. La domanda è: ma davvero questi pinguini di bassa leva che si beccano intorno ai 15 mila euro al mese di stipendio (benefici esclusi), hanno il diritto di credere che gli italiani siano messi talmente male da farsi cambiare la vita dagli immobili di Alleanza Nazionale? Davvero possono credere che gli italiani individuino l'uomo più sporco di questo goveno di piduisti in Gianfranco Fini? Un popolo di poveracci siamo diventati. Sono riusciti a speculare sulla ricostruzione a L'Aquila, si creavano da soli Dossier in Campania per screditare l'attuale Governatore Caldoro, sono riusciti a fare entrare puttane nei palazzi istituzionali a Roma e credono davvero che gli Italiani possano farsi ammaliare dalla vicenda penosa su Fini. Mah. Il top da guinness è stato raggiunto la settimana scorsa quando hanno addirittura vietato alla Magistratura di utilizzare le intercettazioni fra Cosentino (un parlamentare del governo), ed uno degli esponenti di spicco della Camorra. Il parlamento italiano ha chiuso praticamnte le porte alla giustizia e il dibattito in questo paese è tutto concentrato su una copravendita immobiliare? Non ci sono parole da spendere. Si dovrebbe passare alle invettive ma poi il discorso diventerebbe putrido come la democrazia che aleggia nelle istituzioni della penisola.
Siamo oramai in un pantano che è davvero di misura inestimabile. Siamo sbeffeggiati a destra e a manca in tutti i paesi del mondo che non riescono a capire come sia possibile che gli italiani possano aver scelto di essere governati da forze politiche che lesionano senza dubbio la Costituzione e i principi di Democrazia in essa contenuti. Tutto sembra paradossale. I luogotenenti del Premier riescono addirittura a giocare a moscacieca con ridicole osservazioni di parte. Sostengono che sia "eticamente discutibile" vendere una casa ad una società offshore e santificano il loro generale che di offshore ne ha create a decine. Quelle però non erano offshore, per dirla a loro modo, "eticamente accettabili" del tipo "porto i soldi all'estero per pagare meno tasse". No, quelle erano offshore per la maggior parte create ad hoc per trasferire (ad esempio) mazzette a politici di spessore. In quel periodo certe cose si chiamavano "tangenti", oggi invece aspettiamo solo che qualche portavoce le chiami "regali affettuosi per riconoscere lo spessore politico del soggetto beneficiario". Una mandria di beoti. E poi mi chiedo come tutti gli italiani dotati pelomeno di un neurone in funzione: i giornali dichiaratamente di destra che oggi crocifiggono un uomo di destra come Gianfranco Fini perchè fanno inchiste su una casa venduta con troppa leggerezza quindi "eticamente inaccettabile" e invece non si scandalizzano quando il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è andato a puttane in Italia e all'estero? E' "eticamente accettabile" che il Primo Ministro, sposato con prole, bandiera italiana all'estero possa scopare a destra e a manca sotto i riflettori del mondo intero? Se penso che negli Usa il presidente Clinton ha subito un "impeachment" per un "pompino" di una stagista, allora rifletto sul fatto che la salvezza di Berlusconi è di non essere nato in america, vedi mai che si beccava la "mutanda elettrica" e gli arrostivano il pisello.    A me verrebbe, quasi quasi, ma forse forse, ma che dico forse forse, quasi forse, che il tutto sia una montatura per gettare fango su il numero 2 del PDL che ha osato pubblicamente mettere in discussione il pensiero del Premier. Una cosa da dittatura fascista sudamericana, vile e drammaticamente mancina. Non si offendano i fascisti sudamericani per il paragone.
Ma non tutto è perduto!!! Fra puttanieri, affaristi, venduti, corrotti e corruttori e intrecci Stato-mafie, io ho capito una cosa fndamentale. Riusciamo a sopportare di tutto. Sopportiamo la disoccupazione crescente, i precari sull'orlo di genti inconsulti, l'economia che cammina come Toffolo a Fantastico3, le forze dell'ordine senza fondi che denunciano in televisione di auto-tassarsi da tempo per riparare le volanti, Napoli e le promesse mancate sui rifiuti, gli Abruzzesi nelle tende, tutto solo grazie a loro: sono loro o non sono loro? Ma certo che sono loro: La magnifica corazzata Leghista. Cosa sarebbero i problemi senza di loro?. Voglio dire, "Umbertino voce di fata" lo vogliamo ringaziare per aver detto che S.P.Q.R significa "sono porci questi romani" o no? Dai, sputare nel piatto dove si mangia è troppo da Commedia all'italiana. Roma è ladrona quando si fanno le manifestazioni di battesimo dei ministri alla foce del Pò. E' invece "Mamma Roma" quando si intascano i quattrini degli stipendi alla Camera e al Senato, quelli dei finanziamenti pubblici ai partiti ma soprattutto i quattrini dei  finanziamenti oltremodo generosi al quotidiano "La Padania". Insomma, come si dice a Napoli, Roma è buona "fino a che nun ce svacandat a zizza". Che simpaticherelli. E il figlioletto di Umbertino? Un genio. Come si può non essere felici che uno che tifa contro la nazionale italiana ai mondiali, che inveisce contro il tricolore e che pensa di poter organizzare un incontro di calcio -Nazionale italiana vs Nazionale Padana- senza essere oggetto di Trattamento Sanitario Obbligatorio, possa guadagnare 10 mila euro al mese da consigliere regionale Lumbard. Tutto meritato eh. E' solo stato bocciato 3 volte all'esame di maturità e invece un laureato con 110 e lode  guadagna 700 euro al mese in un call center. Loro sostengono il cncetto di "meritocrazia", l'Italia deve diventare un paese "meritocratico". Ti stmo fvatello!!!
E un deputato leghista che canta col boccale di birra in mano per strada, a mò di sfreggio al Sud, "senti che puzza scappano anche i cani sono arrivati i napoletani"? Qualcno gli spiega che ha il Presidente della Repubblica decisamente partenopeo ed il "capo dei capi", Umberto Bossi, che è sposato con una Siciliana, quindi terrona dei terroni? Dei geni.
E quando inveiscono sul Sud ridacchiando su camorra e mafie e invece mettono al sicuro col voto in Parlamento "uno dei loro" che con la camorra ci sta al telefono e disquisisce quotidianamente? Coerenza padana. 
Ma quante ne potremmo dire? Es incredibbole pensari a sti cazzaji che ji guvernanu e vo digi in linngua portughesa amiji!

ADESSO TUTTI IN CORO IN LETIZIA!

GLI ALTI INDIETRO I BASSI DAVANTI
IL SOLISTA CORTESEMENTE COL PASSAMONTAGNA

       

ATTACC' BASTIA'!!!

 
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Post n° 63

Post n°64 pubblicato il 19 Agosto 2010 da homosapiens78
 

 FRANCESCO  COSSIGA  


Un pensiero degno degli Onori di politici, prelati e media?

-
Ecco la dottrina de' "IL PICCONATORE" della democrazia italiana
-
«A questo punto, Maroni dovrebbe fare
quel che feci io quand'ero Ministro dell'Interno.
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei,
perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni
rimanesse ucciso o gravemente ferito...
Gli universitari, invece, lasciarli fare.
Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università,
infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto,
e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti
devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze
dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri
nel senso che le forze dell'ordine
dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale.
Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà,
ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano.
Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì.
Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale

 Francsco Cossiga, intervista a "Quotidiano Nazionale".



Un pensiero a Giorgiana Masi 19 anni, uccisa in una manifestazione il 12 Maggio 1977 dal Regime dell'allora Ministro dell'Interno Francesco Cossiga.

Io non dimentico. Non faccio di chi è ormai inanime l'oggetto indifeso del mio sdegno ma non accetto la sua consacrazione a "grande uomo dello Stato" .
Francesco Cossiga, non lo è stato.

Giorgiana Masi sono Io e sei Tu.

 
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