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"Libero" di parlare di Fresh Prince e dintorni nella mia linguamadre

 

 

La settimana belairiana 8-12 giugno

Post n°99 pubblicato il 11 Giugno 2009 da i_Will
 

Amore in ascensore (stagione 5) La migliore festa di addio al celibato per un Principe? Quella in compagnia degli amici più intimi, non più di due, così da essere presi, per dirla con Dante, che di Principi se ne intendeva, come per incantamento e messi in un vascello, soavemente a riepilogare la sua divina dottrina dell’amore: pazienza, poi, se il vascello in questione è l’ascensore dell’hotel Labio in caduta libera. Ma sì, lasciamo pure a Geoffrey e a zio Phil il festino che quest’ultimo gli aveva organizzato in quell’albergo; persino Jolanda, la regina della mutanda, può attendere (si tratta dell’ospite speciale di Jazz, che si occupava degli invitati alla festa), così come Sterk, l’anatra intelligente in odore di diventare star Disney (la special guest nel carnet di Carlton, che avrebbe voluto per sé l’onore e l’onere dell’Amicone): la santissima Trinità, Will-Jazz-Carlton, è riunita per un vertice top secret, una celebrazione super-riservata non del Principe che cambia vita e dice addio al savoir faire finalizzato alle facili conquiste, bensì del Principe che custodisce gelosamente la propria identità ripercorrendo tutta un’era di formazione amatoria: sarà questo patrimonio della memoria a renderlo ancora libero, anche quando un abbraccio di Lisa lo cingerà con la stessa inesorabilità di una catena.

E’ fin troppo facile notare che la puntata è strutturata secondo la classica forma dell’ episodio di bilancio a chiusura di un ciclo: e questo è un ulteriore indizio che fa pensare che, magari nelle intenzioni iniziali, il matrimonio di Will potesse essere la giusta conclusione di tutta la vicenda belairiana. Salvo poi mandare all’aria le nozze e ripartire da un Principe “ringiovanito”, come un rigurgito reiterato, ci verrebbe da dire, della “possessione” ipnotica di Menthos.

 

Volete sapere qual è il segreto vincente di un vero Principe delle donne? E’ una questione di eloquio, di parole infiorettate con toni suadenti, appassionati: il problema è poi trasformare questo potere oratorio in magia orale. Incontro fatale, Terremoto sentimentale, Non colpirmi sulla fronte, Una cerimonia azzardata, Uno schianto di cugina, Sfida all’ultimo sorso, Un romantico jazz, Sotto il segno di Cupido, Un giorno da papà, Dilettanti allo sbaraglio: onestamente bisogna dire che Will non sempre c’è riuscito, ma lasciare il segno non significa per forza sempre avere successo.

 

 

-Io non voglio morireee!...

Io amo la vita, la amooo!...

Nozze a sorpresa (stagione 5) Mancano due giorni al 20 maggio, il giorno in cui, ore 11.00, Will e Lisa convoleranno. Belli i regali di matrimonio, che gioia riceverli, ma se si tratta di soldi contanti sono ancor più graditi. Ma se conoscere davvero un altro è un po’ come entrare nelle sue tasche (altri direbbero nelle sue scarpe), allora quel verdone di Benjamin Franklin, che nella tasca di Will prontamente s’infila, può ben dire di conoscere il Nostro più di quanto quest’ultimo non conosca la sua promessa, Lisa. Lisa? Ohibò, in realtà si chiama Biula, Lisa non è neppure il suo secondo nome, lo usa per gli amici, proprio perché quello di battesimo non lo digerisce. Bugie sul nome o meno, ci sono cose più importanti su cui si valuta la sincerità da porre a fondamento di un rapporto di coppia: ad esempio la passione per le patatine. Dà troppo per scontato, Will: probabilmente, avesse chiesto alla sua amata di scegliere tra patate e insalata, magari lei avrebbe risposto diversamente da Denise (qualche rimpianto?). La verità è che a Lisa le patatine fritte non piacciono per niente, così come non le piace Shaft in Africa, con quello stupido protagonista la cui virilità non è altro che il prolungamento della sua pistola, anzi, a dirla tutta, le sembra proprio gay! Purtroppo l’insidia del matrimonio è che ti metti in casa una donna che è assolutamente diversa da quella che ti sembrava fino al giorno prima: è l’Amicone a parlare dall’alto della sua esperienza, quella di chi ha portato all’altare una Joanne che in realtà era un’Ortensia, e nascondeva pure la treccia! A Will, però, è andata meglio che a lui: ha avuto la possibilità di rendersi conto dell’inganno-Lisa proprio poco prima di compiere il passo decisivo, e, se ha dei dubbi, non c’è momento migliore di questo per tornare indietro. Ma ci pensa la stessa Lisa (Biula) a togliere le castagne dal fuoco: lei che, lo abbiamo detto dal primo momento, perplessità su quest’unione ne aveva, e non poche, sin dall’inizio, davanti al prete, all’ultimo secondo, alza la mano per opporsi a che le nozze siano celebrate. Il suo ni-sì torna a d essere irrimediabilmente, irrevocabilmente, definiivamente un “no”; non è pronta, come non lo era quel giorno, quando disse sì a un Will convalescente, come non lo era a Las Vegas: sente puzza di decisione affrettata, azzardata, e non se la sente, pur amando davvero il suo farlocco. Bè, che dire? Le ragazze benedicano quel giorno e pure Lisa: Will è tornato sulla piazza, e però, fosse stato per lui, forse quella cerimonia sarebbe stata conclusa come programmato. Sì, insomma, la tentazione di mollare l’aveva avuta, ma gli era bastato parlare di nuovo con Lisa (con Biula) per rifarsi nuovamente coraggio: e il suo “sì”, all’altare, lo aveva già pronunciato. Solo Lisa-Biula/Biula-Lisa poteva farlo svegliare dall’incantesimo: il nostro Principe da un pezzo non era più lui, perché era andato in trance molto prima di incontrare Menthos, per via dell’amore, e chi è in trance non riesce a tornare normale con lo schiocco delle proprie dita.

Buone notizie anche per zio Phil, oltre che per le Fresh-lovers: le sue ostriche non verranno buttate, dalla chiesa, infatti, si esce comunque gridando “Viva gli sposi”. Cambiano solo i protagonisti sotto l’altare: si tratta del padre di Lisa (Biula) e della madre di Will,che si erano piaciuti sin dal loro incontro-scontro sull’aereo. Amen, e stavolta Will può solo limitarsi a fare qualche faccia tipo cugino-tutore di Ashley in La festa delle bugie, ma non può certo più fare il guastafeste, come ai tempi del Guastafeste. Allora si sarebbe trattato di “mettersi in casa” un laureato, un ingegnere; adesso invece almeno può star sicuro che sul versante paterno, o patrisuccedaneo, si resta nel genere proletario: da un camionista a un meccanico.

 

-E' una faccenda che richiede più tempo!...

-Io non ho tempo, invecchio... Sbrighiamoci!

Il nuovo lavoro (stagione 6) Per Will l’era del Peacock sembra decisamente finita: dopo che il suo principale, Carlton, lo costringe a girare un ridicolo spot per dei croccantini di pollo vestito da giallo gallinaccio, decide di cambiare aria e di candidarsi a collaborare al programma di Hilary col ruolo di assistente coordinativo per gli artisti, in pratica quello che contatta gli artisti famosi per strappare una loro partecipazione allo show. Ma si ripete la stessa situazione de La mazzetta: si dà il caso, infatti, che lo stesso Carlton si metta in lizza per quel posto. Se poi però c’è l’assistente di scena di Hilary, Werner (ve lo ricordate? E’ il professore di La filosofia di vita), che ha una particolare simpatia per i leccapiedi perché gli ricordano quello che lui stesso, a suo tempo, fu, per il povero Principe non c’è storia. Ma è mai possibile di vederlo così, povero disarmato farlocco, scottato dall’essere stato piantato in asso all’altare, e con la prospettiva, se possibile, di vederlo regredire ancor più nella suia simpatica fannullaggine? Bè, ma quando si ha a che fare con le star, bisogna anche e soprattutto saperci fare con i loro capricci, e la loro suscettibilità: e in questo Will è certamente più in gamba del cugino. Non solo con la sua affabilità risolve in corsa la pratica-Maurice Berry, il cui intervento al programma una infelice uscita di Carlton aveva quasi del tutto compromesso, ma riesce anche a far colpo sulla sorella del comico, che ha voglia di scatenarsi al Freecon, il locale pubblicizzato da Jazz. Peccato, però, che sia veramente una gran bruttona (praticamente è la versione feminile del fratello), e per il Nostro è umanamente impossibile reggerne la vista per più di mezz’ora: poi, con la scusa di sentirsi poco bene (un aerovirus), la riporta in albergo e si rifionda nuovamente al club, a rosolarsi tutte quelle belle “bistecchine”. Neanche il tempo di “ambientarsi”, però, che ti arrivano Hilary e compagnia, Maurice e Werner: come fare, adesso, per recuperare Jasmine senza che il fratello si avveda che lei non è qui con lui? Ma la pupa (!) non si trova, non è neppure in albergo: del che, comunque,il motivo è semplice. Proprio mentre Will si recava nel luogo dove alloggiava, Jasmine era passata da casa di zio Phil, per vedere “come si sentisse” il suo cavaliere. E un grazie a Carlton il Principe lo deve dire, dal momento che il cugino non demolisce il suo alibi, ma sta al gioco. Non l’aveva riportata truffaldinamente al Freecon per cercare di riprendersi di nuovo il posto di assistente coordinatore, no, quella era una soffiata depistante di Geoffrey per mettere un po’ di zizzania; una piccola fregatura, però, per vendetta, gliela deve rifilare: nel momento stesso, infatti, in cui Carlton conferma a Jasmine che Will non si sente bene, le dice anche quest’ultimo sarebbe davvero entusiasta, una volta ristabilitosi, di trascorrere con lei un weekend a Santa Barbara! Insomma, hai voluto la bruttazza, e adesso non te la togli più dai piedi.

A proposito: al Freecon., alla chetichella, era andata anche Ashley. Ma non sfugge al castigo del papà-giudice: due settimane, è a sua sentenza; di certo quacosa di più avrà imnflitto alla maitresse del mondo dello spettacolo, di cui aveva appena celebrato il processo. 

 

-Non c'è altra scelta; sono ancora il re dei polli!

Causa stress (stagione 6) Ci risiamo con le manie di Vivian per la cucina salutista: proprio adesso che Will avrebbe bisogno di mantenersi in forze, per affrontare le fatiche del lavoro appena trovato, che, nonostante il nome altisonante, di concettuale, per il momento, ha veramente poco (spostare scatole e scatoloni e servire cartoni di insalata di pollo). Ma il vero dramma è di Hilary: che è sotto stress, perché si è buscata un brutto raffreddore, e invece mai come adesso dovrebbe essere in perfetta forma, dal momento che sta per incontrare il finanziatore della sua trasmissione, mr. Stimple. Will pensa che, per cominciare a fare un po’ di carriera, dovrebbe prendersi la responsabilità di intraprendere qualche iniziativa personale, oltretutto questo piace a Werner. Perciò pensa bene di procurare alla cugina una medicina per la sua influenza: per somma disgrazia, però, si tratta di uno sciroppo per il sonno, e non per il raffreddore. Ne basta una tazza per far sprofondare Hilary nel sonno più beato, e mr. Stimple è alle porte. L’unica cosa da fare, pensa il Principe, è quella di fingere che la cugina abbia convocato d’urgenza in camerino il suo parrucchiere personale, Dante, per una seduta di hair styling, e quindi non c’è per nessuno e non può parlare con nessuno. Ma mr. Stimple non vuole sentire ragioni, pretende di incontrarla subito comunque: e si ritrova allora a parlare con Dante, che poi non è altri che Will; e, come si può immaginare, se deve farsi un’idea del programma dai membri più “intimi” dello staff che circonda la conduttrice, l’impressione non può essere del tutto positiva; poi, se suo malgrado è la stessa Hilary a metterci il carico da undici mostrandosi intontita com’è, quasi alticcia, allora per salvare la situazione a Will non resta che rivelarsi per quello che è, e confessare come sono andate (più o meno) realmente le cose. Mossa coraggiosa, non c’è dubbio, e generosa: si dà il caso infatti che Stimple, da esperto qual è di assunzioni di batterie di parenti scemi, sia rassicurato dal fatto che il problema di Hilary sia un solo cugino cretino, e chissà, magari avrebbe anche potuto dischiudere nuovi orizzonti lavorativi al Nostro, se solo armeggiando con i capelli di Hilary mentre faceva Dante non le avesse tragicamente tagliato una ciocca. Per un delitto del genere si paga con chissà quanti altri scatoloni… Un’altra licenza nevoliana rivolta ad un pubblico esclusivamente italiano: Hilary sa fare tutto in scena, è “come le sorelle Carlucci”.

A casa Banks, intanto, Carlton non aspetta altro che la California International Bank, l’istituto finanziario dove si è proposto per essere assunto come ispettore esecutivo in prova, lo ricontatti; mr. Banks invece è molto preso in tribunale dalla selezione dei nuovi giurati e non può recarsi a scuola di Ashley. Lo sostituisce Carlton, allora, che già si inorgoglisce nella speranza di potersi proporre ai compagni della sorellina come esempio di giovane manager di successo. Ma il destino baro vuole che, proprio pochi minuti prima di salire sul “pulpito” per relazionare, la tanto attesa chiamata gli arrivi: la notizia, però, non è quella che attendeva, la CIB lo informa invece che la sua domanda è stata respinta per “problemi di bilancio”. Adesso a Carlton non resta che prendere la parola per sfogare la sua rabbia contro un mercato del lavoro ingiusto, che preclude le possibilità ai giovani meritevoli. Ashley si copre la faccia per la vergogna per tutto il tempo che dura la giornata di incontro, ma il bello è che suo fratello continua anche ad auditorium ormai vuoto a lamentarsi di come sia stato illuso da tutti quegli ammiccamenti e quelle strizzate d’occhio, che facevano pensare a tutto meno che a una trombatura così amara.

 

-Puoi startene nel piccolo spazio protettivo

della tua scuola, e far finta di essere al sicuro;

ma un giorno ti si rivolterà contro, come il

latte inacidito nei cestini della merenda!

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La settimana belairiana 1-5 giugno

Post n°98 pubblicato il 10 Giugno 2009 da i_Will
 

Affare a sorpresa Will ha cominciato a mangiarsi le unghie e a ingollare banane con tutta la buccia: che cosa lo preoccupa? Il fatto che tra due mesi deve sposarsi con Lisa (dunque, considerando che le nozze sono ormai fissate per maggio, vedi Sposi in analisi, ne deduciamo che la vicenda di oggi si svolge in marzo) e non ha un posto dove vivere, soldi con cui tirare avanti e un lavoro con speranza di carriera, come doverosamente gli ricordano nell’ordine Ashley, Carlton e Geoffrey. Eppure il Principe ha tante di quelle geniali intuizioni affaristiche, gli basterebbe soltanto un generoso finanziatore che possa dargli carta bianca all’avvio. Ad esempio zio Phil che ha appena vinto in Borsa e ora cerca un buon investitore? Bè, se vuole farsi preferire a Carlton, però, sarà meglio che non rispolveri l’archivio storico dei suoi progetti memorabili, dalle aspirine alla cacciatora al cercapersone che tossisce; metta da parte anche le parrucche alla Bob Marley, tutto ciò che deve fare è spacciare come opera di Carlton il suo progetto di investimento immobiliare. Ovviamente il tempo di farlo apprezzare, e poi la paternità dell’affare è giusto che venga fuori: stà a vedere che allo zio non interessa niente della sostanza del progetto, ma è il modo con cui viene organizzato graficamente e impaginato a renderlo vinente ai suoi occhi: sì, insomma, basta un grafico a torta invitante per convincerlo ad accettare a scatola chiusa di acquisire la proprietà del condominio Chalet Towers. Un’opera d’arte architettonica che non merita di essere trasformata in centro commerciale, diceva Jazz, che allo Chalet oltretutto ci abita (e c’era anche lui al fianco dell’amico a presentare la proposta di investimento in toni reggae): concediamolo, a patto però che la si paragoni a una di quelle insulae della periferia dell’antica Roma. Benvenuti nel palazzo dell’Amicone (ma ci abita con Joanne?), un rudere si è preso, zio Phil, con le porte che si scardinano semplicemente poggiandovi la mano, suppellettili sparse lungo i pianerottoli, e crepe dei pavimenti colmate coi giornali: e non fa in tempo a firmare il contratto d’acquisto che un agente gli notifica che i condomini gli fanno causa: e c’è anche Jazz, gran bella faccia tosta! Anzi lui è addirittura il rappresentante degli inquilini. Bella fregatura: gli abitanti del palazzo non aspettavano altro che il nuovo proprietario dello stabile finisse fuori per accollargli tutt le spese relative al miglioramento delle condizioni di agibilità. Urge a questo punto un sopralluogo da parte del giudice-immobiliarista (a proposito, sarà stato Geoffrey a dire alla stampa che mr. Banks ha sviluppato interessi anche nel settore immobiliare?): ma come evadere la chilometrica lista delle lamentele in meno di una settimana? Perlopiù le maestranze danno forfait: allora meglio affidarsi alla Strana coppia, che nei lavori di utilità sociale, come sappiamo, è già abbastanza rodata dai tempi di Fratello nero non sei mio fratello. E i due cugini non se la cavano male, pur se, umanamente, non è loro possibile rimettere a nuovo più di un solo locale; ma per quello che sono riusciti a fare, il loro lavoro è assolutamente apprezzabile; e poi, chissà, una volta completata l’opera da parte degli operai della ditta, il palazzo potrebbe diventare realmente appetibile sul mercato. Stranamente, però, Will sembrava più entusiasta all’inizio di quest’avventura che non ora, al suo sudato compimento. Di nuovo l’ansia del domani, la paura di non farcela ad affrontare il futuro che lo aspetta, il suo sentirsi pronto a metà, proprio come quel palazzo. Ma se sei riuscito ad aggiustare pareti, a riassestare spazi abitativi, perché dovrebbe spaventarti applicare la stessa energia e la stessa dedizione al tuo avvenire? Il futuro è la sfida più degna per il combattente-operaio che è in te: con la tua costanza, il tuo spirito di sacrificio, la tua generosità, riuscirai a vincerla. Se la dolcezza di Ashley ha l’esclusiva di poter lenire le cupezze spirituali di Will, c’è solo zio Phil a saper ricordare al Principe che è il Principe, quando il morale a terra gli fa perdere ladtella polare del suo essere: tra tutti i ragazzi sei quello che mi ha sempre dato più filo da torcere, eppure non mi hai mai preoccupato. Qualche preoccupazione in più, forse, la dà Jazz, che, pur di ottenere da Phil di non pagare l’affitto, si getta dalle scale (già pericolanti).

                                           

-Ehi, padrone, e se scoprissi che       -Duahiaaaiii!.....

le scale non sono sicure?

Fuga dal set Decisamente a Will il lavoro al Peacock sta stretto: è il leit-motiv di tutta questa settimana, ma nella vicenda specifica che raccontiamo non deve neanche andarsela a cercare l’occupazione alternativa, quella più degna delle sue vere potenzialità. Gli basta recarsi negli studi dove registra l’Hilary Banks Show: il suo scopo, veramente, è quello di chiedere in prestito alla cugina i soldi per regalare un anello a Lisa (equivoci pappatori di zio Phil permettendo), nel momento, però, in cui il set del suo programma non è ancora stato allestito, e Hilary si sta gustando la recitazione dal vivo delle star della sua soap opera preferita, Adesso e per sempre, trasmessa in diretta dalla sua stessa emittente (verosimilmente prima del talk show, a far da traino per la sua audience). Ma i rapporti tra l’interprete del personaggio maschile, Royce, e la primadonna, che è poi la vera padrona del set, sono ormai iunti al culmine della tensione: finita la scena, la donna lo licenzia in tronco. Proprio l’attore preferito di Hilary, che insorge salendo sul palco; Will, però, è d’accordo con la decisione dell’attrice-despota, e quando, un po’ per scherzo un po’ per naturale spacconaggine, sale in cattedra per mostrare come si recita un ruolo del genere, la donna si rende conto di avere davanti il nuovo Royce. Will scritturato nella popolarissima soap opera preserale! Roba da far sorbire litri di gelosia alla povera Lisa, se non che… in questa fase del teledramma il copione prevede per il suo personaggio un amore omosessuale! Vuoi vedere che le allusioni malignette di Geoffrey (che comunque per tutta questa settimana è più perverso del solito: sembra quasi che si sia davvero stancato di casa Banks e di tutti i suoi componenti) sono solo una pallida anteprima di quelle che potrebbero essere le ripercussioni sulla sua immagine derivantigli da un simile ruolo? L’unico obiettivo di Will è ora quella di farsi licenziare dalla vulcanica primattrice; e l’unico modo per riuscirci è quello di sabotare la scena in diretta con una memorabile controinterpretazione, che culmina in una “passeggiata” irriverente nel mondo delle soap opera, ripercorse per titoli, e nella “dechiomatura” della protagonista. Troppa fretta, però: lo sanno tutti che nelle soap le trame cambiano al ritmo di una-due settimane, così come i caratteri dei personaggi. Se soltanto avesse avuto più pazienza, Will si sarebbe trovato a impersonare un Royce tornato eterosessuale e a recitare a fianco nientepopodimeno che di Halle Berry. No, non Chuck Berry, Halle Berry, ed era tutto scritto nel copione: a cosa diavolo pensava Carlton, il suo manager, quando se l’era intascato? Intanto, man manoche si approssima il matrimonio, a Will non sembra più di riconoscere Lisa: e non ha ancora visto il gran finale, diremmo noi, sostituedoci per un attimo al maggiordomo! Anche Vivian sembra tutto a un tratto diventata misteriosa agli occhi di Phil: e questo da quando si incontra con quel professore, Troy Johnson, più giovane di lei di circa quindici anni, come malignamente sottolinea il pinguino, per la stesura del suo libro. Ma il giudice starebbe decisamente più tranquillo se soltanto sapesse che la moglie, in realtà, considera il professore l’uomo più noioso del mondo, e che il libro che sta preparando è dedicato proprio al suo maritone.

-Senti, schiavo, le tue insinuazioni sono del tutto gratuite;

perché non vai a rilavare i panni?

-No, questo è il momento più triste e vuoto della mia giornata;

potrei approfittarne per trovare un nome alla mia piantina:

lei che ne dice di Lallo? La-La-La-Lallo!

Will va in trance Il Principe alle elementari. Gli altri adulti della casa si dileguano quando si tratta di accompagnare Nicky alla Considine School, la migliore scuola elementare di Los Angeles, per un incontro preliminare importante ai fini della sua ammissione, ed è Will a prendersi l’incarico di accompagnare il cuginetto e rappresentarne la famiglia. Ma a lui i secchioni (e anche le secchione, senza distinzione di sesso), non piacciono neppure quando sono in erba, e quando mettono in mostra la loro superbravura, gli viene spontaneo far riaffiorare un istinto teppistico da Uccello in gabbia non canta. Nonostante la willardata, però, il preside della scuola accetta comunque di avere un colloquio con i genitori di Nicky al loro domicilio: adesso il diktat imposto da mr. Banks è quello di fornire un quadro di massima maturità familiare all’ospite da non deludere. E meno male che c’è Nicky a fare il vero adulto di casa: non c’è niente da dire, con la sua composta semplicità e il suo sobrio essere sé stesso se la merita tutta, l’ammissione alla prestigiosa scuola, perché se ti vai a fidare di certi adulti presunti (con tutto che possano essere maestri in stile di vita) … Ma in questo caso il Nostro non ha colpe: non è certo per un malvagio intento di sabotare i progetti dello zione che, ad ogni suono di campanello, si comporta come se fosse regredito ad un’età anche inferiore a quella del cuginetto. La responsabilità in questo caso è imputabile semmai a Carlton, che ha la felice idea di portarlo, qualche ora prima della visita, allo spettacolo di Menthos l’ipnotizzatore (il numero clou della sua festa di addio al celibato, nelle intenzioni organizzative del cugino), e lì, come suole succedere, il più scettico di fronte alla magia, per un meccanismo di suggestione subliminale, finisce per essere coipnotizzato col volontario che era salito sul palco, così da trasformarsi automaticamente in un bambino di quattro anni, ogni volta che un campanello tintinna, per poi tornare allo stesso modo normale con un controtintinnio. Se zio Phil lì per lì davanti al preside fa finta di non accorgersi di uno spettacolo a metà tra un Esorcista e un Jim Carrey della fase demenziale, il preside invece non può fare a meno di andarsene per il disgusto da casa Banks dopo meno di dieci minuti. Sarà l’ineffabile assurdità del momento, ma lo zio non fa una piega, né allora, né quando accompagna figlio e nipote a liberare Will dagli effetti dell’ipnosi indiretta. Proprio non ha nulla da rimproverare a Will (anche perché, tornato a casa, Vivian gli annuncia che, nonostante la “cornice”, il piccolo Nicky è riuscito comunque a suscitare una splendida impressione sul preside), se non il fatto di aver costituito la riprova che non esiste l’ipnosi, ma solo menti impressionabili. Pensare, però, che all’inizio Will era della stessa sua idea. D’altro canto si è detto che il grande Menthos non “colpisce” solo chi si sottopone sul palco alle sue sedute ipnotizzanti, ma, subliminalmente, anche il pubblico che vi assiste e raccoglie le parole del mago: mr. Banks avrebbe dovuto fare più attenzione a questo, onde evitare che il verbo “abbaiare” gli si ficcasse subdolamente nell’inconscio come azione comandata da un triiin! o da un dlin dlon (ci risiamo coi campanelli, Menthos dev’essere un patito di questo segnale di richiamo ipnotico).

-Strangolerei volentieri l'inventore del campanello!

-Il campanello! Ecco cos'è!

La mazzetta Il senso morale del Principe. Una puntata da dieci e lode sotto questo aspetto, capace di riabilitare pienamente il nostro eroe dal lato dell’integrità di principi, dopo i non pochi dubbi laciati sul campo da Scelta di vita. Se non può fare a meno di far riemergere quei lati da benefico bulletto che riportano agli scontri Will-Carlton delle prime stagioni, e che, magari, lo rendono anche un po’ antipatico, sicuramente non si può dire che non sappia mostrare anche una superiore serietà d’animo che in definitiva lo rivela come un amico affidabile e una persona meravigliosa. C’è un vecchio amico dello zio dai tempi dell’università, Ernest James, che arriva a Los Angeles con l’intenzione di impiantarvi una fabbrica di Brooke Incs., la marca di scarpe di cui è produttore. Ernest sta cercando un giovane e dinamico aspirante al ruolo di direttore delle vendite che sia disposto a fare un po’ di tirocinio gratuito prima di vedere soldi da dirigente. Di certo è stato poco oculato da parte di Carlton abbandonare la competizione con Will solo perché l’idea stessa del lavoro non retribuito gli sembra una bestemmia: ma uno che punta a Princeton dovrebbe sapere che i grandi guadagni cominciano da zero entrate. Meglio per Will, comunque, strada spianata: e che questi come venditore ci sappia fare, lo sapevamo proprio dai tempi di Scelta di vita. Così come sapevamo anche quanto sia svelto nell’imparare il cinismo del mestiere, e nel diventare un licenziatore anche più implacabile del principale: ma un corrotto, no, questo il nostro Principe non riesce proprio a diventarlo, e quando Ernest gli porge una valigetta che contiene una tangente destinata all’assessore Braddock perché gli dia la concessione per aprire il suo stabilimento, accompagnato ovviamente da un sostanzioso extra sul suo emolumento, ha più di uno scrupolo. A lui la cosa più giusta da fare, oltre che licenziarsi, sembra quella di denunciare la cosa allo zio-giudice, ma non riesce a dirgli niente, almeno fino all’arrivo dello stesso Ernest a casa: che cosa c’è, Phil? Se sei preoccupato per tuo nipote non c’è motivo, dal momento che, come è evidente, la commissione che gli avevo affidato non l’ha svolta, la valigetta non è stata consegnata. Perché, di cosa avrei dovuto preoccuparmi chiede Phil? La verità viene a galla: a chi ha visto Gomorra, l’espressione che Ernest rivolge a Will può ricordare quella del personaggio di Servillo quando deve incassare l’autolicenziamento del auo giovane assistente. Invece il Phil che tronca una trentennale amicizia è più simile a quello che trascolora per la bile alla vista di Lou Smith. Da stasera mr. Banks ha un vecchio amico in meno ma forse un nipote di cui essere fiero in più. E’ molto probabile invece che i suoi figli non si sarebbero comportati allo stesso modo di Will, ma questo a papà è meglio non dirlo: Carlton “Gianduiotto”, infatti, recandosi all’incontro al buio con la ragazza conosciuta su internet, “Meringa al cioccolato” (che poi altri non è che la sorella Hilary, e Geoffrey lo sapeva, e aspettava questo momento per vendicarsi della padroncina da quando ella aveva rivelato al padre di averlo scoperto nella dependance con Sabrina l’istruttrice di tennis), aveva scambiato la sua ventiquattrore contenente cd con quella che Will aveva portato dall’ufficio di Ernest dal momento che erano identiche. Sul luogo dell’appuntamento, a riconoscimento ormai “consumato”, proprio il contenuto della valigetta di Carlton è quel fattore-sorpresa che fa sì che i due fratelli si trattengano insieme al tavolo: in pratica Will arriva per riprendersi il suo trovandosi di fronte una scena simile a quella degli spaghetti in Miseria e nobiltà.

-Quali soldi? Quali? Io non ho visto niente!

Uragano Denise Chi ha visto Il principe delle donne, il cult movie di Eddie Murphy come sex genius nero, questa Denise se la ricorda: da un Principe all’altro? Bè, è un fatto che questa sventolona piombata all’improvviso al Peacock (a proposito, dopo l’autolicenziamento dove volete che sia tornato Will?) sembra essere fatta proprio apposta per il nostro, di Principe. Nata a Philadelphia come lui, tifosa dei Lakers (e, naturalmente, preferisce il basket al football in generale), amante delle patate. Cominci pure a tremare, Lisa: il suo affascinante farlocco le è insidiato da una vera Glenn Close dalla pelle di cioccolato, e non si illuda che quella coppa di fragole da sistemare in frigo sia meno diabolica di un coniglio bollito (dovrebbe conoscere il tipo, del resto, essendo… nata a Cleveland come lei!). Per sua fortuna, però, il Will di oggi non solo è lontanissimo dall’essere lo sciupafemmine di sempre (ricordate La festa delle bugie e Tina?), ma non è neppure parente di quel Michael Douglas che si fa vittimizzare dalla sue conquiste. Pensare che in altri tempi sarebbe bastato molto meno che un mazzo di chiavi infilato nella scollatura del vestito per “trattenere” il Principe; ma se niente tra di loro c’è stato, quale segreto inconfessabile si deve temere di raccontare a Lisa? Platonico anche chiedere il consiglio di Geoffrey, che si richiama alla saggezza di Popeye; in realtà per il Nostro sentirsi in colpa significa continuare a sentirsi ancora ganzo.

-Perché dovrei dare ascolto a

Geoffrey? Lo avete mai visto con una donna?

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La settimana belairiana 25-29 maggio

Post n°97 pubblicato il 29 Maggio 2009 da i_Will
 

La festa delle bugie Se qualcuno avesse ancora dei dubbi che i Banks fossero una famiglia della upper class con aspirazioni da high society, almeno per quel che riguarda il pater familias, direi che la decisione di Phil di commissionare a un pittore il ritratto dei membri della sua casa può farglieli mettere da parte. Ah, ma se soltanto i ritratti potessero parlare… Rivelerebbero che ad Ashley il ruolo di “piccola di casa” , destinataria delle cure più premurose (e asfissianti) dei genitori, perché non devii dal modello di educazione che hanno in mente per lei, le sta maledettamente stretto; sussurrerebbero che a Phil non sta niente bene che Hilary si sia reinsediata sotto il tetto paterno, con la scusa che nella sua nuova casa non hanno attaccato né luce né telefono; suggerirebbero che c’è sempre qualcuno dei soggetti rappresentati che meritavano di apparire meno di un assente. Nello specifico, il fidato (!) maggiordomo Geoffrey rivendicava i suoi maggiori diritti di essere raffigurato nei confronti di Ashley, però, oggettivamente considerando, al di là dei legami di sangue, di fronte a Phil e Vivian che meriti ha Will the re-Renegade, più del maggiordomo, per rientrare nel quadro di famiglia? Fosse stato Carlton, infatti, il reato di aver coperto con delle pietose bugie la scappatella di Ashley ad una festa notturna di universitari (dove si è fatto anche l’avventuretta con un giocatore di football) lo avrebbe automaticamente condannato ad essere diseredato; trattandosi del nipote-Principe, invece, la punizione più giusta (è quella per cui, è naturale, Geoffrey fa il tifo) sarebbe stata proprio quella di escluderlo dal ritratto. Il bello è che Will stesso si era recato a quella festa disgraziata, per ritrovare il gusto dei suoi bei tempi di acchiappasquinzie, dopo aver “sistemato” Lisa con una bugia (ma che Clipper d’Egitto vs. la selezione dei giocatori gay, con quella Tina che ha una voglia sfrenata di tornare all’arrembaggio, e 20 chili di meno). Ma una promettente serata di lussuria si trasforma presto in un girone infernale, quello dei fedifraghi: c’è persino Jazz, altra anima in pena in libera uscitadi nascosto dall’amata, a fare un’apparizione di pochi minuti, il tempo che può sfruttare prima che il trilli dell’implacabile cercapersone, impostole da Joanne, lo costringa a lasciar solo l’amico a cuocersi nelle sue fiamme. E già, perché di lì a poco fa il suo ingresso nella sala da ballo, manco a dirlo, Lisa in persona, che, dopo aver incassato la bugia di Will, gliene aveva raccontata a sua volta un’altra, facendogli il profilo di una serata tutta dedicata alle amiche con cui si sarebbe ballato in camicia da notte a casa sua. E invece, eccole tutte lì. Siamo alle solite, comunque: com’è che Lisa può mentire ed ha anche ragione, mentre Will è sempre quello che deve correggersi? E da quando in qua si trovano piste di pattinaggio per Ashley alle feste dei ventenni? Possibile che la cuginetta sapesse di questo night party organizzato dal Peacock settimane prima dello stesso Will? E siamo sicuri che magari non ci fosse anche Carlton, che potrebbe aver deciso all’ultimo momento di festeggiare in quella cornice l’elezione a managerpiù sexy dell’anno?

-Perché l'hai fatto...? Uoh!... Uoh!

Pallottole su Bel Air Andare a un bancomat per prelevare i sessanta dollari a rimborso di un canotto  inavvertitamente danneggiato, per averlo aperto in salotto, ed essere aggrediti e sparati da un rapinatore? A Philadelphia succedono queste cose, non certo a Bel Air: o almeno, questo era quello che il Principe, e soprattutto suo cugino, credevano prima di quella sera fatale, degna conclusione di una giornata iniziata col piede sinistro, dal momento che lo sfortunato incidente al canotto avevamandato all’aria il progetto di campeggio a tre Phil-Carlton-Will. Succede che i due cugini hanno giusto finito di contrattare sulla somma che Will deve sborsare per rifondere l’oggetto distrutto (e i suoi accessori, Carlton vi aveva fatto montare anche un cicalino), quando un uomo nero (finanche i guanti e la pistola sono neri) si avvicina e intima loro di dargli tutti i soldi che hanno: come in trance Carlton gli sgancia i sessanta appena avuti da Will, poi fa per frugarsi la tasca e vedere se può dargli qualcos’altro, ma il suo istintivo protendersi in avanti dopo che il cugino, alle spalle, lo placca, anche questo riflesso incontrollato del terrore, innervosisce il malvivente, che fa risuonare due colpi secchi di revolver in quella placida e silente notte di Bel Air come tante. Che nessuno mai pensava potesse essere agitata da niente di più di qualche schioppo pirotecnico proveniente da qualche festino privato. Ma non stavolta, non stasera purtroppo.

Fisicamente è Will ad essere beccato, ma si riprende presto, anche grazie all’amore dei suoi familiari, e di Lisa. Ma il vero colpito dalle pallottole sembra Carlton, nella mente e nel cuore. Lontani anni luce i giorni di Rei confessi: ora Carlton non crede più nella giustizia, nell’ordine, nella legalità, non crede più nel padre, personificazione di quella sicurezza nella legge che ora gli appare svanita, senza più senso. Meglio farsi guiustizia da sé: e si procura una pistola, pur sapendo che non sarà mai capace di maneggiarla. Ed è così cosciente di questo, così come lo è dell’inutilità della giustizia in divisa e in toga, che non se ne sbarazza, no, ma solo evita di tenersela, perché se è giusto, come Will lo esorta a pensare dal suo letto di ospedale, non fare pazzie senza senso, è altrettanto giusto, anzi doveroso, lasciare a disposizione lo strumento che è il solo a garantire quella sicurezza che non si trova da nessun’altra parte. Perciò consegna la pistola a Will, venendo incontro alle implorazioni di questi, ma il suo è in realtà un implicito invito a servirsene: se io non ho il coraggio di utilizzarla, fallo tu, anche per me. Era carica. Wil aveva smaltito i suoi incubi dopo una notte d’inferno in ospedale, ma si rende conto che Carlton è precipitato in un incubo ben più grave.

Insieme a Qualche pillola di troppo e a Fratello nero non sei mio fratello l’episodio di oggi rappresenta il culmine del versante “serio” della vicenda belairiana. Dopo assisteremo a un sostanziale riflusso, verso tematiche più consone al tran tran quotidiano dell’805 di Saint Cloud Boulevard e dintorni: e Willy il Combinaguai torna ad avere l’esclusiva centralità come elemento di “inquietudine”. Sì, anche a Bel Air succedono certe cose, ma sempre un po’ meno che in altri posti.

 

 

-Sai cosa penso? La polizia non prenderà mai quel tipo,

e se lo farà, non accadrà niente: dopo sei mesi

lo metteranno fuori!

Dubbi di nozze Decisamente non è un periodo al top per Will dal punto di vista fisico: il carismatico Principe si trova di fronte a tutta la sua fragilità corporale. Il motivo di questa situazione è fin troppo semplice: il Nostro è appena reduce dall’ospedale, impegnato oltretutto in un’estenuante terapia di riabilitazione. E in genere è proprio nei momenti di debolezza che la sorte fantozziana si accanisce: non basta infatti vederlo passare dalla sedia a rotelle alle grucce, gli ci vuole anche una spaccatura nasale, per un vassoio conteso tra lui e Jazz alla sua festa di bentornato a casa, e anche una bella ferita alla nuca dovuta ad un’altra vassoiata infertagli stavolta da Geoffrey, contro cui era andato a sbattere facendo una manovra all’indietro con la sua sedia. C’è un incidente, però, tra tanti che gli capitano, che egli stesso crea ad arte: sta per uscire dalla sua stanza d’ospedale, in sella al suo sedile deambulatorio, e si lascia cadere a bella posta; tutto per farsi rialzare da Lisa e chederle… di sposarla! Romanticheria da nosocomio, ma pur sempre una gran furbata degna del miglior spirito willardiano. Non dice di no, la ragazza, ma neppure di sì: comprensibilmente l’estemporanea proposta la prende di sorpresa. Will invece è già partito in quarta, ed è pronto a fare coram populo l’annuncio di nozze al party di bentornato. Anche qui Lisa nicchia, non esprime un aperto rifiuto per quieto vivere, ma neppure lascia trasparire un incontenibile entusiasmo. Il “no” stroncante glielo dirà nel bel mezzo di una seduta fisioterapica, dopo che Will, molto poeticamente, interpretando l parte del profeta che sa camminare sulle acque, gli ha fatto vedere che ormai risce a stare su anche senza stampelle. Peccato però che il mancamento provocatogli dal rifiuto di Lisa lo costringa a tornare nuovamente sulla sedia. Ovviamente questa semi-immobilità di ritorno di Will è prima di tutto uno stato mentale: se ne accorgono chiaramente i familiari che lo vedono non aver più voglia di fare niente, ma è sempre la più dolce della famiglia, parliamo di Ashley, oltre naturalmente a quel vero compagnone di Carlton, a comprenderne meglio il particolare momento di depressione, e a cercare costantemente di tenerlo su tra una partita a scrabble e un po’ di tv. Anche Hilary, comunque, per una volta fa la sua parte in termini di sostegno psicologico e motivazionale (tra l’altro era stata lei a prendersi l’incarico di riaccompagnarlo a casa dall’ospedale, insieme a Lisa): in giardino gli rievoca la sua storia con Trevor-Taylor e di come lui in effetti abbia dovuto chiederglielo ben più di una volta prima di ottenere il sospirato “sì”. Poi aveva capito che qualunque cosa diceva, o in qualunque modo la guardava, loro due sarebbero stati sempre insieme. Se Lisa è veramente importante per te, non devi arrenderti. La fortuna vuole che il Principe non debba neppure scomodarsi per rimettersi in contatto con la sua amata: lei gli è già lì davanti, che non aspettava altro di dirgli che è stato uno stupido (il solito, incorreggibile farlocco) a piantarla in quel modo dopo che lei le aveva detto di no: lei era solo spaventata dal fatto che lui le avesse chiesto di sposarlo solo perché stava vivendo un momento di vulnerabilità, pronto, però, una volta guarito, a tornare il solito impenitente di sempre, a cui si deve “sparare ogni sei mesi” per ricondurlo alla fedeltà; questo, però, non significa che non lo ama. Stupido è chi lo stupido fa, ribatte Will-Gump: la vita è una scatola di cioccolatini, non puoi mai sapere che pericolo ti capiterà domani, e l’esperienza di un episodio fa mi ha fatto capire che non ho tutto il tempo che voglio, e che l’unica certezza a cui posso appigliarmi è il mio amore per te, Lisa. E’ per questo che ti ho chiesto di sposarmi. Sante parole, parole vincenti: obiettivo centrato. O almeno, sull’onda dell’emotività del momento, Lisa dà al suo “ni” l’espressione sorridente di un tenero “sì”, ma non è proprio un”sì sì”, i dubbi restano. Comunque sia, la cosa richiede un po’ di bollicine: e Hilary, appostata dietro la porta vetrata della cucina con Ashley e Carlton, ripesca la bottiglia di champagne che Trevor-Taylor aveva comprato in vista della loro luna di miele. Ma il tappo che colpisce il povero Nostro diritto al collo, è l’ennesima occasione per procurargli un sinistro. Vabbè, peggio che i guai ti arrivano per cause di forza maggiore c’è solo che te li crei da te stesso: è il caso disgraziato di Jazz, che in ospedale, giocando con le piastre dell’elettrocardiogramma, si è stampato indelebilmente sulla t-shirt due impronte simili a quelle di bistecche sulla griglia.

 

 

-Mmmhmm... Oh, non ho    -Oh miracolo, guarda, sto camminando!

bisogno di voi!

Sposi in analisi Il giudice Robertson redivivo? Ma no, è George Jefferson, che con Louise segue la stessa terapia di coppia di Will e Lisa. Non che i due piccioncini siano in crisi amorosa, per carità, anzi Will, ormai tornato in piena forma, annuncia tutto festante ad Ashley che sposerà la sua bella a settembre: semplicemente decidono di partecipare alle sedute del dr. Whitehorn su consiglio di zio Phil. Ma non ci mettono molto a scoprire che il metodo-Whitehorn per approfondire i legami sentimentali all’interno delle coppie ne acutizza in realtà le tensioni serpeggianti in seno, le incompatibilità: è tutto un effetto voluto, comunque, il dottore, anche se nella vita è un pluridivorziato, non è certo un venditore di fumo, e lo scopo del suo trattamento è precisamente quello di “purificare” le coppie di coniugi e fidanzati dalle scorie dello stress quotidiano della vita insieme. E tutto questo in tre mosse: reciproca confessione preliminare in faccia al partner degli aspetti non graditi della sua personalità; condivisione delle perplessità emerse nella fase 1 con gli altri soggetti-coppia della terapia; espulsione della propria rabbia repressa con battaglie a colpi di bataca in gommapiuma. In pratica si comincia col darsele di santa ragione tra partners per poi allargare la zuffa a quelli degli altri nuclei coniugali e pre-coniugali: un fenomeno, come certo lo stesso dr. Whitehorn prevede anche se non lo dà a vedere, che risponde a un meccanismo primordiale per cui una coppia tende a cercare la supremazia sulle altre. E questo fa bene all’identità amorosa di essa, non c’è che dire: tant’è che Will e Lisa, tornati vittoriosi dalla Jeffersonmachia, annunciano di non voler più sposarsi a settembre, bensì addirittura a maggio! Oltretutto i due ragazzi non vedono l’ora di gustarsi la luna di miele nella grande Madre Africa, e sarà zio Phil a pagare tutte le spese: è il minimo che può fare, del resto, dopo essersi pappato l’anello che il nipote aveva intenzione di regalare alla sua promessa con il biscotto che lo conteneva!

 

-Li conosce quei palloncini colorati sorridenti?

Ci metta sopra cioccolata e panna e otterrà

noi!

 

Sposi in fuga Qual è il matrimonio perfetto? Quello in cui non devo servire ostriche e champagne, dice Geoffrey; no, è un grande ricevimento al Country Club di Bel Air fatto per soddisfare le clientele, con più di 300 invitati, calcola zio Phil; neppure per idea, è una cerimonia intima per soli amici e parenti, a Cleveland, puntualizza con vigore Fred, il padre della sposa, precipitatosi a Bel Air nell’imminenza delle nozze della figlia. Ma è possibile che a nessuno interessi che cosa vogliono veramente Will e Lisa? No, sintetizza Geoffrey a nome di tutta la famiglia: alla malora i parenti, allora, i due promessi decidono di fuggire e di farselo da soli, il loro matrimonio. A Las Vegas, nel cui divertimentificio non manca neppure un’agenzia che si occupa dell'organizzazione di cerimonie nuziali in formato-spettacolo: basta scegliere l’”ambientazione” desiderata e il gioco è fatto. E può l’occhio del nostro Principe non cadere su un matrimonio alla Shaft, l’eroe della sua infanzia? Ti prego, Lisa, dài, scegliamo questo, sì, dài: da parte di lei, un altro “sì” che non è proprio un “sì sì” (ma anche la stessa fuga, in effetti, l’avranno decisa insieme o sarà stata una trascinante idea di Will?). Neppure Will, però, sembra essere convinto per davvero: probabilmente è solo curioso di vedere l’atmosfera, sennò non si spiegherebbe la sua crassa scostumatezza di fronte al cerimoniere Isaac Hayes (l’originale, non un imitatore) e alle sue mitiche chorus girls, che continuamente lo interrompevano, ma solo perché faceva parte del rito, mentre cercava di leggere a Lisa le parole sdolcinate di un poetico messaggio d’amore da liceo. Peccato, però, perché l’atto di ribellione nei confronti della famiglia ormai era stato firmato: occasione persa. Ora li aspetta una festa nuziale nel giardino di zio Phil, con alla meglio una torta e un po’ di vino per mandarla giù: e già, perché dopo la fuga dei due innamoratini, mr. Banks aveva rivisto i suoi programmi, con l’approvazione di mr. Wilkins. Con i soldi per le spese nuziali risparmiati (o, nel caso di Phil, rimborsati), lo zione si è già comprato una golf cart, mentre Fred è sul punto di realizzare il sogno di una vita, una Harley Davidson: ma come, proprio ora che nipote e figlia avevano deciso di convertirsi ad un matrimonio tradizionale? Ma possibile che a nessuno interessi quello chedavvero vogliono loro? Bè, non c’è da stupirsi, dal momento che, in casa, quasi quasi non gliene importava niente a nessuno nemmeno della loro partenza clandestina, al di fuori di Phil e di Ashley, che, si sa, è la mosca bianca della famiglia. Geoffrey, infatti, è troppo preso dai suoi soliti sogni erotico-perversi, e Hilary e Carlton al momento hanno altro a cui pensare: Hilary, infatti, si fa convincere dal fratello a farsi fare da lui la  dichiarazione dei redditi, e viene indagata per detrazione fiscale (i documenti provano che somme ingenti del suo guadagno sarebbero state investite nella fantomatica società “Carlton co.”). Carlton le raccomanda di mostrarsi sexy per ammorbidire gli agenti tributari: ma alla fine è luistesso a divenire oggetto di attenzioni seduttive, da parte dell’ispettore che in realtà è un’ispettrice.

 

- Chi è questo nero di Philadelphia che

sta per sposare questa bellissima donna?

-SMITH!

 

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La settimana belairiana 18-22 maggio

Post n°96 pubblicato il 22 Maggio 2009 da i_Will
 

Orgoglio ferito Ben prima che Jaden Smith aspirasse a fare il suo Karate kid, il papà-Principe prendeva già lezioni di arti marziali dal mitico maestro di Ralph Macchio: e tutto per sentirsi all’altezza di… Lisa, che al bowling aveva steso un bulletto che le faceva una corte fin troppo sfacciata, e aveva anche pestato di santa ragione il suo cavaliere. E sì, perché la dolce, indifesa Lisa, già in odore di Oscar per la sua interpretazione di ragazza psicopatica lassù in montagna, ha un’altra piccola arte nascosta: è una karateka provetta, probabilmente la migliore allieva del venerabile Yoshi, la cui casa frequenta già da parecchio tempo. Per una femminista come lei, è ovvio, quello delle tecniche di autodifesa è un bagaglio indispensabile: già, ma vallo a spiegare all’orgoglio del macho, che quantomeno vacilla un pochino a fianco ad una donna che si rivela essere un tantino più “in gamba” di lui (“Se io stessi con un pollo che non sa neanche difendersi,lo pianterei”, parole testuali di Hilary). Perciò ecco il Nostro recarsi anche lui dal Venerabile, ma la sua irruenza (tutta maschile) gli impedisce di proseguire il corso oltre i preliminari di filosofia orientale (chissà, se avesse invece messo meglio a fuoco i concetti di tolleranza e di pazienza, forse avrebbe anche potuto spaccare il tavolino da tè con la mano, senza sinistrarsi la gamba). L’unica soluzione rimane allora Jazz, e le sue “pagine nere”, dove trovare uno sparring partner a pagamento con cui fare bella figura al Peacock e riabilitare la sua immagine virile (e bè, ciò che conta è prima di tutto salvaguardare l’immagine, altro tipico riflesso del complesso di superiorità maschile, infettato da un senso di inferiorità). Poi finisce che nel suo locale Will si trova ad affrontare un rapinatore vero, e lo sgomina con una nonchalance da Batman o da Paperinik, credendo, ovviamente, si trattasse di una finzione; e, come spesso capita, succede che l’eroismo, quello vero, non viene neppure apprezzato dalla tua bella, che anzi lo scambia per un’incosciente esposizione al pericolo, che sfiora molto da vicino l’imbecillità. Non sarebbe stato invece molto più facile e intelligente servirsi del suo orgoglio, anziché per mettersi in competizione con lei, semplicemente per farsi un vanto dell’avere accanto una donna che sa badare a sé stessa, forte quanto lui (magari giusto un tantino di più, ma questo non significa che lui sia debole)? Sorry baby, non sarebbe da uomini. E talune volte, per mostrarsi degni del primato del proprio sesso, è meglio passar da cretini che da progressisti. Anche per essere coerenti con la propria coscienza: altrimenti come legittimare la propria tracotanza (non sempre così) di spirito ai danni di Carlton, oggi nei panni di un animatore megafonato di un banchetto al luna park (ammettendo, con tutto il rispetto, che il cugino sia il “predestinato” a soccombere nei confronti di Will), di fronte ad una resa così disonorevole davanti ad uno più forte? Fermo restando, comunque, che anche l’essere forte con i deboli e debole con i forti è uno degli atteggiamenti su cui, secolarmente, si fonda il potere di impostazione maschile.

 

-Venite tutti a vedere Gongolo,

il nano preferito di Biancaneve!

 

 

Molto rumore per nulla A Will la lezione di Dilettanti allo sbaraglio (stagione 3) non è servita a nulla: in questo caso, però, il Nostro è praticamente costretto a spacciarsi per il comico nero ospite del Jay Leno Show, John Ridley, perché il celebre anchorman gli ha fatto causa per 10 milioni di dollari. E così, se Will voleva riscattare la sua ingiusta fama di farlocco, si ritrova invece ad amplificarla in diretta tv nazionale.

Ma andiamo per ordine. A ben considerare Lisa poteva anche risparmiarsi, in un placido pomeriggio di studio & pomiciamento, di definire Will un “farlocco”: alle sue orecchie la parola dev’essere suonata come il whimsical affibbiato da Jennifer Beals al povero Nanni Moretti: non proprio pazzo, speciale, originale, quasi scemo! Quasi scemo: e intanto un altro amico di Lisa, Martin, è stato pubblicato sul giornale della scuola, anche se già l’articolo precedente, che gli era stato cestinato, l’aveva fatta emozionare. Povero Will, costretto a passare nello spazio di due episodi dal complesso di superiorità maschile a quello, altrettanto antipatico e stavolta tutto personale, di una sua presunta inferiorità intellettuale! E tutto per colpa di Lisa: ma solo i fans, a questo punto della stagione, possono capire che la ragazza non è affatto quella giusta per il Principe; lui ancora è ben lontano dall’avvedersene, innamorato perso com’è, e romantico così romantico da far sciogliere in lacrime quel “cuore da soap opera” di Carlton! E poi, se proprio la vogliamo mettere sul piano delle capacità letterarie, dice lui, che ci vuole a scrivere un articolo? Anzi, io farò di più: scriverò un libro! Ma non uno di quei libri noiosi tutto testo, uno pieno di figure: viva l’originalità, è qui che ritroviamo lo spirito autentico del nostro eroe. Udite udite, un book fotografico dedicato alle case dei vip di notte (con copertina cartonata e formato-catalogo d’arte, magari era questo che aveva in mente Will): ecco spiegato il motivo della scorribanda automobilistica notturna con il cugino al volante. Peccato, però, che poi l’editore trovi interessante solo la foto in cui si vede Jay Leno rovesciare del caffè fuori dalla sua finestra: e non per sé stessa, ma perché può costituire la prova falsificata che il celebre conduttore è un inquinatore: una volta piazzata la foto nelle pagine centrali del più letto magazine scandalistico, infatti, chi si domanda più se si tratta effettivamente di caffè o non piuttosto di petrolio? Altro che libro: Will fa il suo debutto sulla carta stampata come inviato per caso di una testata di punta della stampa trash. E non fa neppure in tempo a vantarsi di essersi comunque guadagnato la firma su un giornale che deve metterne un’altra, di firma: ma all’ufficiale che gli notifica una comparizione in tribunale, e sappiamo già da chi. C’è poco da fare, Will non ha scampo: l’unico modo per farsi annullare la querela è quello di scusarsi personalmente col conduttore, intervenendo al suo talk show. Bene, più che giusto: ma perché mai ha scelto di spacciarsi per un altro ospite, col rischio di venire buttato fuori dallo studio dalla security (ma lo sarà comunque, dopo che, a scuse accettate, aveva ormai preso con lo scranno delle guest-stars una confidenza quasi da co-conduttore)? Bah, la solita, inevitabile willardata, tanto per non smentirsi, magari anche agli occhi di Lisa; il solito matterello, ma che ci convince, e ci piace.

 

-Come voi di certo saprete, in ogni tubetto

di aspirine c’è del cotone, giusto? Capito?

Il cotone!… Io ho la pelle nera!…

 

 

Obesità fatale Con tutte le limitazioni che Lisa gli impone, quasi quasi Will ricorda con nostalgia il divieto di ordinare la salsa agrodolce che a suo tempo aveva ricevuto dalla ragazza in Un accompagnatore perfetto: adesso non è neppure libero di portarsi dietro il cercapersone, mentre Lisa è libera di uscire con Dana (sulle prime Will pensava fosse un nome di donna) e di farlo pure apertamente (anche se, è evidente, si tratta di una strategica contromisura per obbligare il suo “farlocco” a rivedere le proprie posizioni in fatto di fedeltà sentimentale: “Dobbiamo fare chiarezza nel nostro rapporto”).

Maledizione a queste ragazze “progressiste”, che costringono i maschietti a prove di apertura mentale così feroci: e il bello è che in casa dello zio ce n’è pure un’altra, di queste estremiste moderniste, la celebre conduttrice di talk show Susan Powter, fanatica dell’aerobica e paladina della lotta contro la vita sedentaria e l’obesità. Davvero un bel regalo per zio Phil, e proprio nel periodo del Ringraziamento, quando è così gastronomicamente entusiasta da “cyraneggiare” sulla propria pinguità. E già, perché quasi fosse un regalo impacchettato la Powter gli sbarca in casa, sigillata com’era in una torre di compensato come lotto all’asta delle “celebrità in scatola”: Will aveva fatto l’offerta pensando che dentro la cassa ci fosse Michael Jordan (autorevole soffiata di Hilary), ma poi Carlton si mette a confliggere con la paletta del cugino e la quotazione schizza, fino a sbaragliare la concorrenza.

Ma in una casa Banks ormai completamente asservita al regime salutista di Susan, il Principe è l’unico a conservare ancora l’indipendenza per rifiutarle una collaborazione nell’immane impresa di far dimagrire lo zio: lui è una caso disperato, vada piuttosto a soccorrere le sue “balene ambulanti”! Dici così perché non hai mai sofferto la condizione infelice di chi è e si sente grasso, è la provocazione della “pasionaria”, ma prova a vivere un giorno da obeso. Detto fatto: e così, per volontà di un’altra donna dal piglio inesorabile, il Nostro si ritrova conciato più o meno come un omino Michelin, a fare la spesa con Ashley al supermercato. Dove, tra un carrello e l’altro, non può fingere di non vedere che ci sono anche Lisa e Dana: insieme, a fare acquisti per la sera (o per la casa di lei). Immaginatevi ora una scenata di gelosia tra il reparto ortofrutta e quello degli snack, che culmina in un passo storico per Will, una dichiarazione d’amore a cuore (e cerniera) aperta (e già, i pantaloni gli erano cascati, gli inconvenienti di non aver ancora fatto l’abitudine ad un copro così “corpo”). Non ce lo si può nascondere, non è il solito Will: e non solo perché firma la sua resa all’Amore in quella situazione così incredibile, con la stessa disperata spudoratezza di un liceale (pure Lisa, però, come avrà fatto, per parte sua, a considerarlo credibile?), ma anche perché, per la prima volta nella sua vita, resta in bianco con una ragazza con cui era uscito,Carlotta (assurdo anche solo a pensarsi, non era riuscito a sfiorarle le labbra perché aveva Lisa davanti agli occhi). Ma se pensate che mostrarsi (più o meno nudo) nel suo tormento interiore di “conquistatore conquistato” sia tutto, vi sbagliate: è pronto ad un passo ancora più importante, cedere la mitica agendina nera, come certificazione dell’impegno a limitare ad una sola donna i suoi orizzonti di superamatore. E la consegna, nella cornice di un rito di passaggio dai toni iniziatici, a Carlton! Un po’ di dietrologia, a questo punto, non guasta: perché proprio al cugino, e non a un amico più amico di lui? La risposta potrebbe essere che Will tiene comunque al suo primato di Principe delle donne, e nelle sue mani, quello strumento che trasformerebbe uno più dotato di lui in un temibile concorrente non rischia di intaccarlo. Ma forse gli accorda questo onore anche per ringraziarlo di aver tolto dalle scatole miss Susan: dove infatti non ha potuto la refrattarietà di mr. Banks a perdere chili, riesce la sua petulanza a proporle futuribili scenari affaristici durante le loro corsette attorno a casa.

 

          

-Sento un'energia potentissima!...

LA SENTO!...

Un Will "boteriano"

 

Un papà invadente Fino ad oggi Will non aveva avuto modo di conoscere il padre di Lisa: bè, se è possibile, è anche peggio di quello dell’altra Lisa. Ma non perché Fred Wilkins sia un sergente di ferro iperprotettivo come quell’altro, bensì perché, quando una persona entra nelle sue simpatie (e Will, per sua sfortuna,ci riesce), tende ad appiccicarvisi senza scampo. Sulle prime, a dir la verità, si profilava un remake del primo incontro al Peacock tra Will e mr. Adams, con quelle risate sguaiate del Principe che sembravano condurlo verso una nuova stroncatura certa; stavolta, però, a disturbare il genitore della ragazza non è l’intraprendenza guascona del nostro, quanto il suo sforzo “calligrafico” di presentarglisi in modo da piacergli per forza, con quei modi affettati e quelle preoccupazioni chiccose, da cui lui, uomo del popolo, è infastidito non poco. Perfino quel ristorantino dall’atmosfera rosea lo disturba: insomma, se Will non lo avesse capito, la chiave per conquistare il papà di Lisa è quella di buttare alle ortiche i consigli di zio Phil e tirare fuori il vero Willy Smith. E, per somma sua disgrazia, dire “conquistarlo” non è tanto per usare una parola enfatica: piacergli infatti significa prenderselo praticamente come co-fidanzato insieme alla sua bambina, in un’asfissiante, anomalo triangolo. Povero Fred , sarà pure che da quando ha perso la moglie sente il bisogno morboso di attaccarsi alla gente, ma disgraziato chi gli diventa amico… Pur di stare col suo entusiasmante genero annulla addirittura il viaggio di ritorno a Cleveland (per la felicità del fratello di Lisa, pensa Will, che pur di evitarlo probabilmente si nasconde). Ma com’è che non riesco più a togliermelo dai piedi?, è la domanda di un disperato Will a Lisa. E’ che forse sei stato troppo amabile con lui, gli sei piaciuto… troppo. Prova a fare qualcosa che possa deluderlo, e magari… Sì, magari finisce che, insopportabilmente, si appassiona perfino alle depravate abitudini notturne di Will (oddio, non che Will fosse realmente un assiduo dei night club, lui l’aveva portato lì per tentare subdolamente la carta del terzo cambio di immagine: ma ormai, fargli mutare impressione su di lui è mission impossible). A questo punto Will non può fare altro che rispolverare una vecchia regola aurea del conoscitore dei trucchi amorosi: quella cioè, per cui un cuore si infrange mettendone in crisi la percezione della propria centralità nelle attenzioni. Fred, sia pure assai a malincuore, si fa una ragione che c’è già un adulto importante nella vita di Will, e cioè zio Phil, (“Uomo fortunato”); e se ne va, con la stessa malinconica dolcezza di chi, pur molto amando, o forse proprio per questo, ha la dignità di fare un passo indietro per restituire l’amato a colui al quale il suo cuore realmente appartiene.

Frattanto mr. Banks medita di andare in pensione, e tra Hilary, Ashley e Carlton, che pure non sembrano particolarmente allettati dalla prospettiva, scoppia la disputa su chi sarà, di loro, il figlio con cui trascorrerà la maggior parte del tempo, essendo il suo favorito. C’è un solo modo per appurarlo, suggerisce Carlton, ed è guardare il suo testamento. Complimenti a papà Phil, che ha protetto il dischetto che custodisce le sue volontà testamentarie con una password a prova di hacker!

 

-Ti posso richiamare?

Weekend sulla neve Sono ormai quattro anni che Will e Carlton, ogni primo fine settimana dopo Capodanno, fanno la consueta “due giorni degli yeti”, eppure Will non sembra ricordarsene con particolare emozione, anzi, sembra quasi che l’abbia rimosso: sarà perché il programma di quella gita, in realtà, è memorabile solo per Carlton, tra cioccolate bollenti e ritiri eremitici nella stanza d’albergo a “meditare” tra Flinstones, Simpson e Famiglia Addams. Quest’anno, però, il weekend dello yeti resterà senz’altro scolpito nella memoria di entrambi: colpa o merito, anche qui, di Lisa, che a sorpresa si presenta nell’hotel dove i due cugini hanno preso alloggio? Bè, per Carlton la risposta sembrerebbe essere obbligata: come vedersi rovinata improvvisamente l’anticamera del Paradiso. Sentendo minacciato l’idillio “collegiale” tra lui e il Principe, ha una reazione istintiva e, dopo aver dato del “traditore” al cugino, guadagna l’auto noleggiata e fa per andarsene, ma il cugino è lesto ad afferrare lo sportello un attimo prima che il motore rombi, e a salire con lui. E il cielo ha voluto che fosse così: senza la buona stella di Will, infatti, non possiamo sapere se la sbandata che Carlton prende, per non aver visto un cervo che gli tagliava la strada (pensava al suo programma sfumato, lui), avrebbe avuto conseguenze ben più funeste. Da un altro lato, comunque, dobbiamo ammettere che l’abilità di Carlton al volante è tale da riuscire ad ammortizzare i danni nei margini consentiti da una possibilità di manovra. L’inevitabile drammaticità dei primi istanti lascia presto il posto, giusto il tempo di realizzare che la tragedia è stata sfiorata ma non si è compiuta, ad uno dei momenti più catartici della storia della Strana coppia: una girandola di confessioni tra il gotico e il romantico, con qualche apertura al trascendente (da parte di Will) e al revisionismo della propria forma di socialità (Carlton). Un buon preludio dell’atmosfera che rivivremo in Amore in ascensore, ma intanto, se si vuole, per Carlton una splendida occasione, sia pure estrema, per recuperare quell’intimità cameratesca con Will che l’avvento di Lisa sembrava aver definitivamente compromesso. E stavolta, se non è proprio Lisa, è un’altra valanga a spezzare nuovamente il momento magico, così faticosamente (e pericolosamente) trovato. Urge ora dimostrare quanto siano serviti tutti quegli anni di sci: et voilà, che campioni signori, a valle senza neppure un graffio, e così Will è pronto a tornare tra le braccia della sua bella. La dolce compagnia, in realtà, ci sarebbe anche per Carlton, se soltanto lui lasciasse perdere con quell’infantile cameratismo che tende ad escludere le femminucce. E pensare che Angie Cobb non aspettava altro che di portarselo nella sua stanza.

In casa Banks frattanto c’è una novità importante: comprando un’esclusiva giacca con busto nero e ventre tigrato, ha trovato una casa marrone in tinta e… sì, insomma, si trasferisce lì! Tripudio-Phil: non si illuda, però, che alla sua primogenita, come ricordo della casa paterna, basti un album fotografico (foderato in sky) e un’abat-jour: il vero souvenir (per non dire trait d’union) a cui punta è Geoffrey!

 

-E' così che inizia: prima l'intorpidimento, poi la

sensazione di avere aghi ovunque; ed infine, quasi

in punto di morte, spasmi violenti mentre

il sangue si gela e il cuore smette di battere!

 

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La settimana belairiana 11-15 maggio

Post n°95 pubblicato il 18 Maggio 2009 da i_Will

Il grande bluff Scardinare la concentrazione di Jazz al tavolo da poker per rivalersi delle perdite subite a causa sua negli ultimi tre anni: e così la Strana coppia di cugini, per una volta complici in una astutissima e micidiale macchinazione, si palleggiano una storia-thriller i cui scenari si allargano da Filadelfia all’Alabama, a scandire le fasi di una partita che, per l’ennesima volta, era iniziata in modo rovinoso per i due. Era tutto preparato sin dall’inizio, certo, però in alcuni passaggi sembra di cogliere una certa urgenza di improvvisazione.

Ma che cosa ci si può mai inventare, per recuperare qualche pugno di fiches: e così ecco che Will ti tira fuori l’omicidio di Duke (sì, proprio il suo amico ristoratore di Filadelfia), quasi un secco regolamento di conti firmato dal più temibile “papavero” del crimine di Filadelfia, il famigerato John Fergison Neel. Lui (la storia è immaginata nel  breve lasso di tempo in cui Will si era messo a servire ai tavoli di Duke, cioè prima dell’intervento dell’SRU, vedi E’ nata una stella) si trova ad essere, insieme al postino, testimone del delitto: di più, intralcia la strada all’assassino che sta per fuggire precipitosamente dalla paninoteca. Quando il Nostro lo identifica al locale commissariato, praticamente firma la sua condanna a morte: per la sua sicurezza, la polizia lo inserisce nel programma di protezione testimoni, e lo spedisce, con una falsa identità, Floyd Palmer (purtroppo Malcolm Makhbar Mustafa non è disponibile), nel villaggio rurale di Deliverance, nell’Alabama. Qui Will non sentirà per molto la nostalgia dei suoi cari: si dà il caso, infatti, che nel programma siano stati aggiunti anche i parenti di Bel Air, costretti, perciò, loro malgrado, a vestire i pani di una famiglia agreste da Casa nella prateria (al povero zio Phil, però, anzi per meglio dire al grande Zicky, non tocca certodi zappare la terra: è stato destinato a lavorare in un letamaio). Frattanto Neil il terribile ha già fiutato le orme di Will a Filadelfia: e uno sconsiderato appunto lasciato da Hilary in cucina ad uso del fattorino della sua boutique, lo porta dritto dritto a Deliverance. E così, adesso, il Principe deve vedersela faccia a faccia col suo incubo, senza neppure poter contare sull’appoggio sperato delle doppiette del clan della sua “promessa”, la soave Berta dai denti colorati di budino, la proprietaria dell’orso in cui lo zio e i due cugini si erano imbattuti durante un’escursione fuori porta.Già ma, come finirà poi, con quel donnone che per condurlo all’altare aveva sparso la voce, tra i suoi familiari, che lui l’aveva messa incinta? E soprattutto, che esito avrà lo scontro finale Will-Neill? Il campanello d’allarme per Jazz avrebbe dovuto suonare non appena il filo del racconto cominciava a farsi troppo scopertamente on demand: ma il fatto è che l’avevano studiato perbene, i cugini Gatto e Volpe, il punto debole del fortunatone, e dunque ben sapevano che, di fronte ad una storia avvincente, senza chiedersi il perché e il percome, avrebbe abboccato fino all’ultimo, disinteressandosi del tutto degli sviluppi del gioco. Alla fine l’amaro in bocca è doppio, per il finale della storia mozzato e per la stangata rimediata: però è mai possibile che quel volpone di Will, che conosce lo come i suoi inganni, non potesse davvero immaginare che l’Amicone, nel momento stesso in cui incassa, sta in realtà preparando una vendetta terribile, terribilmente proporzionale allo smacco subito? L’idea è che Jazz, di ritorno a casa, oltre che a comprare un vaso di ceramica da spaccare sul sedere (storie di scuse da accampare con Joanne), si sia fermato anche in un negozio di costumi: per travestirsi da chi? E’ così difficile immaginarlo? Et voilà, lo spaghetto a Will, nottetempo, è servito! Passato lo spavento, però, il nostro eroe può davvero solo complimentarsi con sé stesso: è davvero bravo, a momenti diremmo icastico, a dipingere i tratti somatici dei personaggi che si inventa!

 

John Fergison Neel, l'incubo di Will

 

Ride bene chi ride ultimo Dopo Il grande bluff, Carlton dimostra di saper giocare dei bei tiri mancini anche senza la collaborazione di Will, anzi persino a danno del suo socio: ma sarà prprio la carltonata di oggi a dare il battesimo del fuoco alla storia d’amore tra Will e Lisa Wilkins, stria d’amore che caratterizzerà la stagione appena iniziata. Lei da Will, dalla sua artata incultura, si era già fatta rapire al primo incontro al Peacock: ma guai a far trasparire fragilità sentimentali di fronte alle amiche ultrafemministe del Club delle donne, nel novero delle cui iscritte vorrebbe entrare. Si dà il caso che presidente di quel circolo sia un uomo, e che si tratti, manco a dirlo, del cugino-birillo: per lui quale scranno migliore, dunque, (anche se nel caso spcifico si tratta di un sedile annesso ad uno dei tavolini del locali), per scalfire le certezze del Principe come perfetto gentiluomo attraverso l’impietoso e feroce  punto di vista di quelle agguerrite ragazze che farebbero un rogo di ogni mandrillo! Ma questa è solo la prima parte della vendetta carltoniana nei confronti del savoir faire col gentil sesso del cugino-dipendente: la seconda attende quest’ultimo nello chalet di un’amica di Lisa per il fine-settimana prossimo. E’ lei ad invitarlo lì durante un momento di intimità al drive-in (e bè sì, nonostante le esigenze di immagine, quando ci si piace, l’”evasione” giusta la si trova sempre): neanche sospetta, il nostro maschiottone giuggiolone, che in realtà dietro quella proposta al miele si cela un patto col diavolo a cui Lisa è stata costretta da Carlton, col beneplacito delle amiche. Lo scopo è quello di adescarlo in quel nido d’amore, per prenderlo in trappola e legarlo mani e piedi, come un Hannibal Lecter da esposizione, per il ludibrio delle Carlton-girls. A ben guardare, però, in quel buen retiro se c’è un aguzzino psicosessualmente deviato, questo ha il volto di Lisa: colpa dell’amore, è ovvio, che non dà cuore alla cara ragazza di fare quello che deve fare dando a vedere di esser lucida. Suvvia niente paura dài, se serve a procurarti punti per l’ammissione mi presto volentieri al gioco, dice Will: e così alla fin volentieri si fa addirittura appendere al soffitto, come un salame. Al di là della messinscena, comunque, bisogna tener presente, anche e soprattutto per il futuro, che Lisa un po’ strana lo è: proprio sicuri che ci facesse soltanto? Ora come ora, però, ciò che urge a Will è di vendicarsi dello scherzetto di Carlton: e se gli sparasse , con la sua consumata teatralità, è ovvio, la bufala che con Lisa era successo… l’irreparabile? Bè, se non avete mai visto Carlton correre come un coyote disperato attraverso tutti gli ambienti del set fino a lambire i primi settori del pubblico, non avete neanche bisogno di immaginarvelo: è precisamente la reazione che produce Will con la sua panzana ad hoc.

Intanto Phil e Vivian avrebbero senz’altro evitato di sporcarsi con la mostarda quella specie di pigiama piumato che Hilary aveva regalato loro, se avessero saputo prima che quel capo è un must del loro vicino di casa vip, Karim Abdul Jabal, un patito di golf che però non è propriamente un campione del green.

 

-Io credevo che tu fossi un bravo ragazzo,

e invece non lo sei affatto! 

Una scuola per Ashley Edizione straordinaria dall’805 di Saint Cloud Street, Bel Air! Ashley ha lasciato segretamente la Bel Air Accademy, dove tutto è finto, finanche i nasi, per iscriversi ad una scuola pubblica, la Morris A.I.: e ha depositato tutti i soldi destinati alla sua istruzione in un conto corrente bancario: ben dieci milioni di dollari, come scopre Carlton, dopo una veloce navigazione al suo notebook grigio metallizzato (pensa un po’, la sorellina gli bagna il naso come stratega della finanza). E indovinate un po’ chi è il responsabile della conversione della figlia di papà alla scuola del popolo? Ma Will naturalmente, che facendola entrare a contatto con la società reale, quella che vive problemi veri, concreti, le ha aperto tutto un mondo che l’ha profondamente sconvolta. E adesso come rinunciare all’ebbrezza di mescolarsi con la gente comune a bordo di un pullman? Ed è proprio il cugino, ovviamente l’unico a cui confida la sua impresa, che deve ora dargli una mano col colloquio che la sua professoressa di lettere, la signorina Sharp, vorrebbe avere con mamma e papà per sancirne l’ammissione definitiva alla Morris (niente più che qualche dettaglio da definire, comunque: come rendimento andiamo già a vele spiegate). E come può il Principe dire di no al suo cucciolo, dal momento, poi, che sostituirsi agli altri è la sua specialità di soccorso più tipica? Ma che mamma e babbo, Ashley ha (purtroppo) solo il papà, l’intraprendente Raul, che non disdegna di fare il galante, con toni anche piuttosto ispirati, con la bella docente. E la seria signorina Sharp se la beve pure, ma il solito Willardone esagera a fare il dongiovanni e cade sui baffi finti! Conseguenza? La Welby il giorno dopo si presenta a casa Banks, per parlare del passaggio della figlia nel suo istituto con papà Phil, che la sera precedente, qualche ora dopo lo sfortunato tentativo di Will-Raul, aveva raccolto laconfessione dei due complici. Bè, fosse stato per lui, Will sarebbe stato costretto a fare le valigie da Bel Air e Ashley sarebbe tornata ad indossare la tenuta della Bel Air Accademy; ma grazie al cielo queste decisioni si prendono in due, e il destino vuole che Vivian, che oltretutto ha avuto un passato da insegnante in un’università pubblica (vedere prime due stagioni), sia consenziente a far fare alla sua piccola questa esperienza. E sia: se i tuoi voti prometteranno bene, avrai il permesso di frequentare questo semestre, sentenzia il papà-giudice ad una Ashley all’ottavo cielo. Alle sue spalle un Will euforico come un fan lo assale con un abbraccio travolgente: però se lo zio è il suo batuffolone preferito, la zia è quantomeno la sua santa protettrice, a cui dovrebbe accendere un cero.

Intanto Hilary, per recuperare l’audience nera del suo talk-show, ha la bella pensata di dedicare una trasmissione al fascino dei vestiti della donna africana: gradimento del pubblico maschile black assicurato.

-Ashley! Ecco la mia bambina

di pan di Spagna!

 

Anniversario d’amore E’ il 25° anniversario di Soul Train, il dance/game-show a base di musica soul che ha fatto la storia della televisione anni ’70: e Phil e Vivian che, tra i loro ricordi di fidanzati, hanno anche quello di aver ballato ai piedi del mitico palco da cui il conduttore, Don Cornelius, ha lanciato il suo tormentone “Amore, pace e soul” (e quindi avendo l’onore di farsi introdurre proprio da quella formula ormai entrata nella leggenda), vengono invitati, assieme ad altre dieci coppie estratte dall’album della memoria del programma, ad una rimpatriata speciale. Qualcuno però ha la felice idea di far recapitare ai coniugi Banks la registrazione di quella puntata di Soul Train che li ha visti partecipare: e in Phil monta la nostalgia per i tanti capelli in più persi e per il fisico, che comunque già allora non era proprio asciuttissimo, ma certamente un filino più aitante di quello di oggi. Dal suo punto di vista, lo si può anche capire il povero mr. Banks: non vorrebbe sentirsi troppo inadeguato alla cornice, e all’atmosfera, invecchiato come si sente, ecol pericolo che i telespettatori si abbaglino con i riflettori puntati sulle parti lucide del suo cranio. Perciò, ogni scusa è buona (il concomitante periodo di elezioni per il rinnovo dei vertici degli organi giudiziari sembra dargli il destro) per defilarsi, ma Vivian, che a quell’evento ci tiene veramente molto, pensa che preferisca anteporre il lavoro alla gioia di sua moglie: lei, però, andrà comunque, dovesse anche farsi accompagnare da Will (anche lui, a proposito, è un insospettabile vecchio fan della trasmissione: a suo tempo aveva anche comprato e se lo è portato con sé a Bel Air, il bambolotto del conduttore, anzi sarebbe meglio dire la sua “riproduzione in miniatura”, l’unico giocattolo che Carlton non gli invidia). Scoppia anche una brevissima crisi coniugale, e Phil è costretto a trovare rifugio nella dependance di figlio e  nipote. Vivian, però, si accorgerà presto che, nonostante la spigliatezza di Will (che pure vorrebbe essere un pochino più disimpegnato, per poter approcciare sulla pista partners più rispondenti al suo target: in effetti lo aveva già fatto capire dall’inizio a zia che il comparire insieme ad una dama “matura” avrebbe fatto da deterrente per le altre donzelle; povera Vivian, se Phil si rifiutava di accompagnarla perché si sentiva vecchio, Will quasi quasi non vorrebbe farlo proprio temendo i di lei “anta”), Phil le manca: fortunatamente, però, non dovrà starsene sola in un angolo ancora per molto, il marito, infatti, alla fine ci ripensa e sipresenta, buon ultimo, con tanto di smoking. E come avrebbe potuto perdersi lo spettacolo, dal momento che la rievocazione finisce col trasformarsi in una passerella per tutti i membri di casa Banks? E già, ci sono anche Carlton e Ashley, i figli infatti erano ammessi a partecipare, e si imbuca addirittura Geoffrey, e dunque a maggior ragione avrebbe dovuto andare anche Hilary, visto che aveva il problema di non sapere con chi uscire.

 

 

-Benvenuti al 24° anniversario di Soul Train!

Sono Don Cornelius e prima di iniziare  vorrei dirvi una

cosa: toglietemi questo dannato riflettore dalla faccia!

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