Creato da aiutosicuro il 30/05/2013
Blog ufficiale del movimento cittadini indifesi per autodifendersi dai gestori dei servizi energia e comunicazione e dalla Giustiizia arbitraria piuttosto che arbitro.

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i magistrati commettono sempre più reati

 

  PER  LA CASSAZIONE

“i magistrati commettono sempre più reati ed aumentano le violazioni delle norme processuali”

                  CIO’ NONOSTANTE

 I GIUDICI 

                         RESTANO IMPUNITI

                 ED I CITTADINI

 OFFESI ED INDIFESI

A Trapani una famiglia dal

 1984, subisce abusi e

 sopprusi, dal Tribunale,  con

 provvedimenti in contrasto

 con le leggi dello Stato.

 "Esula dai doveri di un uomo sottomettersi ai Giudici fino ad accordar loro licenza di distruggerlo", i cittadini non devono "appellarsi solo al Cielo"ogniqualvolta non c'è altro rimedio contro i soprusi della Giustizia».

In teoria il cittadino, non può trovare nello Stato, rimedio alle “offese” , ai soprusi ed agli abusi, ricevuti dai Giudici.

Infatti nell'ordinamento giuridico italiano, a differenza di quanto avviene in altre esperienze straniere, non è prevista una disciplina ad hoc sulla responsabilità penale dei magistrati.

Il PG di Cassazione ha affermato: i magistrati commettono sempre più reati e aumentano le violazioni delle norme processuali»

I procedimenti disciplinari nei confronti dei Magistrati fanno capo al

Csm che li avvia su impulso del Ministero della Giustizia (che ha la discrezione dell’azione penale) e della Procura Generale della Corte di Cassazione (che ha l’obbligo dell’azione penale).

Quest’ultimo organo svolge la funzione di PM nei procedimenti a carico dei magistrati, un po’ come avviene anche neitribunali penali: il PG di Cassazione svolge le indagini preliminari entro un anno dall’acquisizione della notizia di illecito.

Entro due anni il PG presenta un decreto di archiviazione, o la richiesta di procedere a dibattimento presso ilCsm, che a sua volta è tenuto a pronunciarsi entro altri due anni.

Le sanzioni previste vanno dall’ammonimento (un richiamo all’osservanza dei doveri del magistrato) alla censura (il richiamo per i casi più gravi), alla perdita dell’anzianità professionale per un massimo di due anni, fino alla sospensione dall’attività di magistrato e dallo stipendio, e alla rimozione. Non sono ancora disponibili però i dati dei procedimenti conclusi negli ultimi due anni.

Esame dei procedimenti avviati nel 2011

L’attuale procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, nella relazione d’apertura dell’annogiudiziario 2012 ha illustrato i dati relativi ai procedimenti avviati nel2011.

Nel 2011 alla procura generale sono arrivate 1.780 notizie di possibile rilevanza disciplinare (+28,8 per cento rispetto al 2010).

Il settore pre-disciplinare della Corte di Cassazione, che valuta sui singoli casi, ne ha definiti 1.441: nel 93per cento si sono chiusi con un’ archiviazione; nel 7 per cento con l’avvio diazione disciplinare.

Sono ancora pendenti 861 casi.

Il settore disciplinare, che avvia l’azione dopo le valutazioni del pre-disciplinare, ha chiuso le indagini in 134 casi: il 51 per cento chiusi con la richiesta di discussione orale (al Csm), il43 per cento con la “richiesta di non farsi luogo”, e il 6 per cento con“riunione ad altro procedimento”.

La pendenza media dei procedimenti è passata dai 348 giorni nel 2010 ai 405 giorni nel 2011: a fine anno erano pendenti 157 procedimenti, di cui 37 per “pregiudiziabilità penale”.

 I magistrati oggetto di procedimenti disciplinari nel 2011 sono stati nel 72 per cento dei casi giudicanti, nel 28 per cento requirenti.

I capi d’accusa

Su un totale di 169 incolpazioni presentate dalla Procura generale nel 2011 (e comprendenti anche casi del2010):

Al primo posto, con 45 casi (27 percento del totale), i ritardi nel deposito di provvedimenti (-27 per cento rispetto al 2010, con 62 casi).

 Al secondo posto, 26 casi, la violazione di norme processuali penali o civili da parte del magistrato (15 per cento del totale; invariato rispetto all’anno precedente).

23 casi, la commissione di reati(ingiuria, diffamazione, altro) da parte dei magistrati (14 per cento deltotale);

16 i casi di ritardi e negligenzenell’attività d’ufficio (il 9 per cento del totale, nel 2010 erano il 4 percento);

 9 i casi di provvedimenti abnormi presi dalmagistrato (il 5 per cento, nel 2010 erano il 2 per cento)

9 i casi di abuso della qualità o funzione di magistrato (il 5 per cento, nel 2010 erano il 2 per cento)

Misure cautelari

Nel 2011 la PG di cassazione ha chiesto l’applicazione di misure cautelari per 9 magistrati.

Il ministero della Giustizia ne ha fatto richiesta per altri 3 magistrati.

La sezione disciplinare del Csm in questi casi ha adottato l’ordinanza di trasferimento provvisorio per 5 magistrati, e il trasferimento d’ufficio per gli altri ( Tempi.it )

Sulla scia dell'acceso dibattito sulla responsabilità civile dei giudici, disciplinata dalla legge n. 117/1988("legge Vassalli") e delle modifiche introdotte alla responsabilità disciplinare dei magistrati, si invoca l'introduzione di un sistema unitario,in virtù dell'unitarietà del ruolo della stessa funzione giurisdizionale: un efficace sistema di responsabilità, più rigoroso e caratterizzato dafattispecie delimitate che, pur tenendo conto delle differenze insite alle diverse forme di responsabilità (civile, penale, disciplinare, contabile, ecc.) possa assicurare il necessario bilanciamento della garanzia di giustizia e dell'indipendenza del potere giurisdizionale.

Ad oggi, dunque, sia sul piano sostanziale che processuale, al magistrato, con riguardo ai reati dei quali possa essere chiamato a rispondere, si applicano le norme applicabili ad ognialtro cittadino, ovvero, quelle inerenti la qualità di pubblico ufficiale, per le fattispecie delittuose compiute nell'esercizio delle funzioni.

L'ordinamento non prevede, quindi, néreati "propri", né procedimenti speciali da seguire per il perseguimento delle fattispecie di reato che riguardino i giudici, fatta salva l'ipotesi, sul piano processuale, disciplinata dall'art. 11 c.p.p., la quale, a garanzia dell'imparzialità del giudizio, stabilisce che: "i processi incui siano parte i magistrati, che sarebbero di competenza dell'ufficio giudiziario ricompresso nell'ambito del distretto di Corte d'appello in cui il magistrato esercita le proprie funzioni, sono affidati al giudice, ugualmente competente per materia, situato nel capoluogo del più vicino distretto di Corte di appello".

Ma come i casi pratici dimostrano tale delocalizzazione, non sortisce l’effetto voluto dalla legge, perché molte voltela scia d’influenza del Magistrato denunziato, arriva anche a qualche distanza di Corte d’appello.

Come nel caso di Magistrato, che nellaCorte delocalizzata, abbia esercitato le sue funzioni, e che i legali nella possibilità di un suo rientro, abbiano timore di assumere le difese dei cittadini denunzianti.

Il Csm si occupa anche di sanzionare disciplinarmente i magistrati che violano le regole e la legge.

Una sorta di “organo interno” per i “colleghi che sbagliano”.

La legge ha introdotto, infatti,l’applicazione del criterio tale crimen talis poena, come conseguenza doverosa della tipizzazione degli illeciti.

Le varie sanzioni previste dalla legge sono:

a) l’ammonimento, che è un richiamo all’osservanza dei doveri del magistrato;

b) la censura, che è una dichiarazione formale di biasimo;

c) la perdita dell’anzianità, che non può essere inferiore a due mesi e non superiore a due anni;

d) l’incapacità temporanea a esercitare un incarico direttivo o semidirettivo, che non può essere inferiore a sei mesi e non superiore a due anni;

e) la sospensione dalle funzioni, che consiste nell’allontanamento dalla funzioni con la sospensione dello stipendio ed il collocamento fuori dal ruolo organico della magistratura;

f) la rimozione, che determina la cessazione del rapporto di servizio.

Vi è poi la sanzione accessoria del trasferimento d’ufficio che il giudice disciplinare può adottare quando infligge una sanzione più grave dell’ammonimento, mentre tale sanzione ulteriore è sempre adottata in taluni casi specificamente individuati dalla legge.

Il trasferimento d’ufficio può anche essere adottato come misura cautelare e provvisoria, ove sussistano gravi elementi di fondatezza dell’azione disciplinare e ricorrano motivi di particolare urgenza.

Secondo l’Anm., l’Associazione nazionale magistrati, l’Italia sarebbe tra i primi posti a livello europeo in termini quantitativi di provvedimenti disciplinari, con 981 casi in nove annidal 1999 al 2008.

Il dato viene confortato dalla ricerca del CEPEJ che dice che il numero delle sanzioni disciplinari applicate ogni 1000 magistrati in Italia è 7,5  

Al secondo posto dopo l’Austria con unfattore 8.

A parte che questo significa che i nostri magistrati sono quelli che a questo punto sbagliano più di tutti.

Lo stesso rapporto dell’Anm nonevidenzia, che il Csm ha vagliato 981 posizioni in nove anni, ma di queste le condanne sono state solo 267 (il solo 27%).

Praticamente solo tre magistrati su dieci sono stati “condannati” dal Csm.

Già questo dovrebbe far ridere opiangere a secondo il punto di vista.

Ma non finisce qui.

Di quei 267 condannati dal Csm:

a) 157, quasi il 59%, sono stati condannati alla sanzione minima dell’ammonimento (vedi capo a dell’elenco dei provvedimenti disciplinari)

b) 53, il 20% circa, alla censura(vedi capo b dell’elenco dei provvedimenti disciplinari)

c) 1 solo, lo 0,4 % circa, alla incapacità (temporanea) delle funzioni direttive (vedi capo d dell’elenco dei provvedimenti disciplinari)

d) 9 soltanto, il 3% circa, sono stati rimossi (vedi capi e-f dell’elenco dei provvedimenti disciplinari)

Il resto sono al capo c o semplicementetrasferiti d’ufficio.

Ma l’Anm, anche se i dati sono sconfortanti, non la dice tutta.

Dagli studi di Bianconi e Ferrarella sui dati del 2007 e del 2008 esce un dato a dir poco “offensivo” per il comune senso della giustizia.

Prima di giungere sul tavolo diPalazzo dei Marescialli, sede del Csm, la “pratica disciplinare” passa peraltre vie.

L’esposto di chi vi ricorre viene presentato alla Procura generale presso la Corte di Cassazione che vaglia la posizione e se ravvisa fondati motivi nell’esposto passa la pratica al Csm, chepoi prende l’eventuale provvedimento.

Bene, anzi male: nel 2007 la Cassazione ha ricevuto 1.479 esposti e ne ha passati al Csm solo 103, poco menodel 7%.

Stessa musica nel 2008.

Dei 1.475 fascicoli presentati inCassazione, solo 99 passano al Csm, circa il 7%.

Quindi prendere ad esempio i dati del CEPEJ sic et simpliciter è improprio, per due motivi:

primo, se i dati fossero analizzati (enon lo sono) sulla base del rapporto tra fascicoli aperti e condanne, il risultato sarebbe impietoso per l’Italia;

secondo, all’estero non esistono sanzioni disciplinari come l’ammonimento o la censura, bensì si passa dalla sanzione di rimozione in alcuni paesi (inclusa una sanzione pecuniaria rilevante e il pagamento dei danni morali e materiali alle vittime) sino alla condanna in carcere in alcuni altri.

Ma non è ancora finita.

Il periodo 1999-2008 è stato un periodo “di comodo” perchè il meno peggiore, e inoltre i numeri non sarebbero veritieri per come riportati dall’Anm. Secondo un’analisi di Zurlo, mai contraddetta, i casi vagliati dal Csm dal 1999 al 2006 sono stati 1.010, di cui812 sono finiti con l’assoluzione e solo 192 con la condanna (il 19% circa).

Di queste “condanne”:

– 126 sono stati condannati conl’ammonimento (circa il 66%!)

– 38 sono stati condannati con la censura (circa il 20%)

– 22 sono stati condannati con la perdita da 2 mesi a due anni di anzianità (circa l’11%)

– 6 sono stati espulsi dall’ordine giudiziario (il 3%)

– 2 sono stati  i rimossi (l’1%)

Ora, che cosa si evince?

Una cosa semplice.

Un magistrato, specie se inquirente,può consentirsi quello che vuole e commettere ogni tipo di errore o abuso, tanto cosa rischia?

Vediamolo in numeri semplici:

– oltre 9 volte su 10 può contare sulfatto che l’esposto presentato contro di lui presso la Procura generale della Cassazione non venga passato al Csm;

– qualora anche passasse al vaglio del Csm può contare sul fatto che dalle 7 alle 8 volte su 10 verrà assolto dal Csm stesso;

– qualora anche venisse condannato dal Csm rischierebbe 9 volte su 10 solo un “tirata d’orecchie” o “una lavata di capo”.

Insomma ha solo dalle7 alle 8 possibilità su mille di venire cacciato dalla magistratura, senza contare che per lui le porte del carcere non si apriranno mai.

Potremmo dire: hovisto giudici trattati con così tanto riguardo che voi normali cittadini non potreste nemmeno immaginarvi.  thefrontpage.it in data 17 agosto 2011

Inpratica, lo dicono le statistiche, le denunce dei cittadini, vengono archiviate o non trovano adeguate risposte sanzionatorie nei confronti dei giudici denunciati.

Icittadini, distrutti da Giudici che si divertono a disapplicare le leggi dello Stato, e che agiscono indisturbati nella certezza di una loro impunità, stante i dati statistici sopra riportati.

Quando poi un cittadino, decide di chiedere giustizia, difficilmente trova un legaledel luogo disposto a difenderlo, ma deve cercarlo molto lontano, sperando cheil Giudice denunciato non abbia mai operato anche in questa lontana giurisdizione, diversamente si rifiuterà.

MovimentoCittadini Indifesi

aiutoisicuro@gmail.com 

 
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LA MALAGIUSTIZIA UCCIDE I CITTADINI ONESTI

        IL TORNELLO SICURO ?
          UNA EQUA GIUSTIZIA
    PER L’ARBITRO EQUO NON OCCORRE RECINTO

Secondo il Dott. Cantone la corruzione: "Non si vede e non fa morti. ma c'è", invece purtoppo: c’è, si vede, non la si vuole vedere e fa morti !

                                            °°°°°°°°°°°°°°°°°°°

 In questi giorni mi sono spazientito, tante trasmissioni, tanti telegiornali, tante testate, tutti a discutere e sentenziare sulla sicurezza nei tribunali, sui tornelli, ecc… ecc…. , fino alla nausea.
Addirittura qualche collega, ha azzardato paragoni con le brigate rosse, si proprio con quei bravi compagni che hanno sbagliato, tutti perdonati. tutti graziati.
Per questo da solo intendo prendere le difese, dell’assassino non già per assolverlo, anche perché non sono per grazia di Dio Giudice, ne Dio. ma semplicemente per difenderlo, quale cittadino indifeso dallo Stato attraverso i suoi organi istituzionali.
Non conosco, l’uomo che ha sparato, però vorrei conoscerlo, prima di sparagli addosso, come tutti stanno facendo.Una volta qualcuno ha invocato: “non toccate Caino”, ora tutti invece lo toccano, senza conoscere il dramma di un uomo, morto già prima di coloro cui ha rivolto la sua arma.
Il problema invece che la vita, di chi è morto e di chi ha sparato, sono la sicurezza dei Tribunali, gli ormai famosissimi tornelli.
Parole, fiumi di parole, recitava una discussa canzone di qualche tempo fa, solo per recitare un film già tante volte visto ed ascoltate: fermezza, pagheranno i colpevoli, c’è stata una falla, non sono cose che possono succedere, ecc… .
Nessuno, parla della immane falla della Giustizia Italiana, amministrata senza equità, ed in particolare dal malaffare che domina nelle vendite giudiziarie e nelle procedure fallimentari.
E’ cronaca giornaliera la malagiustizia : ROMA - finisce in carcere da innocente, muore prima di essere risarcito Una storia triste, di ingiustizia e dolore, quella di Copil Vasile, cittadino romeno di 51 anni, inseguito dalla cattiva sorte.
Arresti per vendetta e inchieste inquinate ad Oristaneo – Pianificavano arresti illegali, magari sistemando panetti di hascisc nella macchina di qualche malcapitato sul quale indagavano per conto terzi, e per gli stessi "terzi" attuavano vendette.
Ed ancora, malagiustizia in Italia: 22300 errori giudiziari accertati, mezzo miliardo di euro di indennizzi versatoUna vittima:
 “ E’ diventata per me, che ho 83 anni e seri problemi di salute, una situazione allucinante che mi ha causato danni gravissimi in tutti i sensi, che in alcun modo mi potrebbero essere risarciti! Mi ha prosciugato tutti i miei risparmi di una vita intera, sino ad essere costretto a ricorrere a prestiti ed a rinunciare ad interventi chirurgici non più prorogabili. Temo di finire nella tomba prima che mi sia resa giustizia.
Ove alla prossima udienza, fissata per il giorno 13 ottobre 2014 , dovessi verificare ancora un niente di fatto oppure dovessero sorgere altre stranezze, mio malgrado mi troverei costretto ad intraprendere una decisione estrema, lecita e legittima: LO SCIOPERO DELLA FAME .
Secondo Voi siamo in presenza di un caso isolato? 
A ns avviso NO.
Attenzione però, anche ai giudici superveloci, che decidono velocemente amministrando la giustizia un tanto al Kilo, senza equità e senza approfondimento dei fatti di causa.
Ecco cosa ne pensano i magistrati: 
“Accade anche, purtroppo, specularmente, che quando parlano di giustizia i magistrati tendano – altrettanto infondatamente – ad attribuire tutta la responsabilità di quella crisi agli “altri”.

Ed è vero certamente che la giustizia è in una crisi gravissima perché un ceto politico (a sua volta in una crisi ancora più grave) non può tollerare l’invadenza di una giustizia efficiente e ha finito per neutralizzare negli anni ogni residua forma di controllo della legalità democratica.
Sicché le colpe più gravi della crisi della giustizia le hanno i politici, che da anni fanno leggi sistematicamente contro la giustizia.

Ma è anche vero che da tempo la magistratura si è rassegnata a questo stato di cose e ha rinunciato a dare un proprio contributo significativo al superamento delle tante difficoltà nelle quali opera.
Sicché oggi alle responsabilità dei “nemici esterni” della giustizia si sommano certamente quelle dei protagonisti “interni” di essa”.
Nessuno dice che tra il ceto politico ed il ceto dei magistrati, ad essere stritolato è unicamente il cittadino, cui è negata una giusta ed equa Giustizia, mentre altri cittadini, per corruzioni o per buona sorte, si avvantaggiano ed ottengono riconoscimenti di diritti non dovuti.Per questi motivi, il sistema giudiziario italiano è agli ultimi posti del mondo per efficienza: secondo il rapporto “Doing Business 2009″ l’Italia è al 156° posto su 181 paesi presi in considerazione. 

La cronaca: Milano, imputato di bancarotta fa strage in tribunale "Vendetta contro chi mi ha rovinato" Sono tre le vittime di Claudio Giardiello: un giudice, il suo ex avvocato e il coimputato. 
Le telecamere della sicurezza lo hanno ripreso mentre mostrava all'ingresso un falso tesserino. Dopo l'arresto ha avuto un malore. 
Il ministro Alfano: "Era pronto a uccidere ancora". L'avvocato ucciso: "Vado a testimoniare perché bisogna avere coraggio".

I mandanti: “se un cittadino “normale”, spara ed uccide, può accadere che qualcuno o qualcosa ha armato la sua mano.
”Certo scoprire la causa scatenante, non serve ad assolvere chi ha sparato, però ad evitare che altri lo facciano, certamente sì.

Cosa succede in caso di fallimento al fallito? 
Che uso viene fatto dei suoi beni? 
Certamente il trattamento riservato al fallito, è di annientamento della sua persona giuridica, ma anche fisica e morale, peggio di un qualsiasi criminale.
Voi direte, ci sono falliti che determinano fallimenti, derivati da truffe ai danni dei creditori, che vanno puniti, e su questo siamo d’accordo.Però, occorre èrendere atto. 
Che esiste un trattamento disumano verso molti falliti e e di accaparramento dei fallimenti, in cui ci sono beni da mettere in vendita.
In molti, troppi casi, il criminale non è il fallito, che magari viene condannato per bancarotta, perchè ha tentato di salvare l’azienda, con artifici, magari poco ortodossi, ma gli operatori di giustizia, che ruotano attorno alle vendite giudiziarie, come testimoniano le cronache giornaliere.
La cronaca: Latina, terremoto in Tribunale, otto arresti per fallimenti e aste, c'è anche un giudice.
 “Avevano messo in piedi una vera e propria organizzazione criminale, un sistema collaudato di corruzione avevano messo in piedi una vera e propria organizzazione criminale, un sistema collaudato di corruzione con la complicità di un magistrato ed una cancelliera del Tribunale di Latina.
” Otto le persone arrestate, quattro in carcere e quattro ai domiciliari.
Si tratta di un giudice della sezione fallimentare del tribunale di Latina, Antonio Lollo, i commercialisti Marco Viola, Vittorio Genco e Massimo Gatto.
In manette anche la moglie del giudice, Antonia Lusena, finita ai domiciliari, mentre la posizione della madre di quest’ultima è ancora al vaglio degli inquirenti. 
Agli arresti domiciliari anche un imprenditore, Luca Granato, un sottufficiale della Guardia di Finanza in servizio in Procura, Roberto Menduti e una cancelliera del tribunale, Rita Sacchetti. 
A vario titolo, i reati contestati vanno dalla alla corruzione in atti giudiziari, alla concussione, all'induzione indebita a dare o promettere denaro od altra utilità, alla turbativa d'asta, al falso ed alla rivelazione di segreto nonché all'accesso abusivo ad un sistema informatico e telematico aggravato dalla circostanza di rivestire la qualità di pubblico ufficiale.

Un'altra notizia: Fallimenti pilotati, nei guai un curatore riminese. 
Si appropriava dei soldi destinati ai creditori nell' ambito delle procedure fallimentari delle quali si occupava, presso il Tribunale di Rimini, come curatore. 
L'uomo, come pubblico ufficiale, dovrà rispondere per questo dei reati di peculato e interesse privato negli atti del fallimento. 
Cinque misure cautelari personali e sequestri di beni mobili e immobili per oltre 4 milioni di euro. arrestato per corruzione in atti giudiziari, peculato, frode fiscale e violazioni alla legge fallimentare noto professionista con qualifica di pubblico ufficiale.
Dalle cronache romane:
Arrestato ex giudice fallimentare
L’ex giudice fallimentare del Tribunale Roma Chiara Schettini è stata arrestata ieri mattina su disposizione della Procura di Perugia. 
Il provvedimento sarebbe legato alla sua attività.Il provvedimento sarebbe legato alla sua attività professionale svolta per diversi anni nella Capitale. 
A suo carico sono stati ipotizzati reati quali peculato e corruzione. 
Il giudice è stato nel frattempo trasferito a un altro ufficio giudiziario: è da alcuni mesi, infatti, giudice del tribunale civile dell'Aquila. 
Nell'inchiesta, che ancora è in fase di svolgimento, figurerebbero anche altri indagati.
Ruota intorno all’ipotesi che diversi beni siano stati sottratti da alcuni dei maggiori fallimenti affidati proprio al giudice Schettini. 
Sotto interrogatorio, la Schettini ha confessato al giudice 
“Si entrava in camera di consiglio e si diceva questo si fa fallire e questo no”. 

FIRENZE Cronaca:Truffa da un milione di euro nelle procedure fallimentari, commercialista ai domiciliari. 
Dal 2004 a oggi avrebbe sottratto denaro dai conti di almeno sei pratiche fallimentari.

Firenze, 25 settembre 2012 - 
Circa un milione di euro sottratti dai conti correnti delle procedure fallimentari che aveva in carico come curatore del tribunale di Firenze. Giorgio Mutolo, 53 anni, curatore fallimentare e commercialista, per prendere i soldi, usava mandati di pagamento fasulli che compilava falsificando la firma del giudice. 
Di origini laziali e residente a Bagno a Ripoli (Firenze),Mutolo, è finito agli arresti domiciliari in esecuzione di una custodia cautelare disposta dalla procura di Firenze ed eseguita questa mattina dalla squadra mobile. 
Il professionista è accusato di peculato, truffa aggravata e falsità materiale.
Ed ancora ROMA cronaca: Riciclaggio e peculato a Roma - arrestati avvocati e commercialisti - 
L'operazione del nucleo tributario della Guardia di finanza riguarderebbe l'operato dei professionisti e milioni di crediti fantasma infilati dentro una serie di procedure fallimentari. 
Le somme girate su conti svizzeri e ciprioti da un noto faccendiere. 
"Il gip ha avanzato l'ipotesi che qualche giudice non sia stato solo ingannato ma che fosse partecipe", ha detto il procuratore aggiunto Nello Rossi.

CRONACA dalla Calabria: Il notaio sospeso e i soldi svaniti nel nulla.

Castrovillari - Il celebre notaio e i soldi spariti. 

Tre milioni e quattrocentomila euro derivanti dalla vendita all'incanto di numerosi beni fallimentari: è questa la somma di cui si sarebbe appropriato – secondo l'originaria ipotesi di accusa – uno dei più famosi notai della Sibaritide. 
Si chiama Guglielmo Labonia, 63 anni, e fino all'aprile del 2009 (quando è stato sospeso) faceva addirittura parte del Consiglio Nazionale del Notariato. 
Per il professionista, ieri, il p.m. di Castrovillari, Francesco Pellecchia, ha chiesto la condanna a sei anni e sei mesi di reclusione. 
MARSALA altra cronaca giudiziaria: Marsala, l'avvocato Corrado Di Girolamo accusato di concussione. 
Chiesto rinvio a giudizio Compito affidato al legale dal Tribunale (“delegato alla vendita”). 
Questi i fatti: i due fratelli Lombardo, il 2 ottobre 2013, per circa 24 mila euro si sono aggiudicati all’asta tre piccoli immobili. 
L’asta si è tenuta nello studio dell’avvocato Corrado Di Girolamo. 
Dopo qualche giorno, i Lombardo si recano presso lo studio del legale per definire modalità e importo delle ulteriori somme da versare a titolo di saldo e di spese e l’avvocato Di Girolamo chiede loro, secondo l’ipotesi d’accusa, ben 17 mila euro a solo titolo di spese. 
Una cifra pari a circa il 70 % del valore dei beni aggiudicati. 
Dopo qualche giorno, su richiesta dei Lombardo, ai quali la richiesta appariva troppo esosa, l’avvocato Di Girolamo faceva uno sconto di 2 mila euro, chiedendo 15 mila euro.
E’ inutile continuare, ci sarebbe da riempire un volume a pagine infinite, con ciò che abbiamo riportato, riteniamo già di aver dimostrato, che nell’ambito delle vendite giudiziarie, occorre intervenire subito legislativamente e prima ancora giudizialmente.

E’ come e perché si dichiarano i fallimenti che va subito rivisto e attenzionato dagli organi inquirenti, troppo spesso non attenti sui reati dei loro colleghi del Civile.

Il giudice Schettini dopo il suo arresto ha confessato “Si entrava in camera di consiglio e si diceva questo si fa fallire e questo no”.
Cittadini, come carne di macello, soggetti a giudici macellai, che decidono chi abbattere e chi no!Ma questa è la nostra vita, questa è la vita dei nostri familiari, questa è la vita degli operai senza lavoro per un interesse traviato del giudice.

Personalmente ho subito un fallimento perché il giudice, nonostante le prove che il debito per il quale era stata presentata istanza, risultava inesistente, così si espresse: “ tutti così dicono che i soldi alle banche non li debbono dare”.

Poi rivolto al cancelliere disse: portami qui le carte così li firmo e finisce il film”.
In effetti successivamente, è stato dimostrato, che il credito reclamato era inesistente.

Le procedure esecutive e quelli fallimentari, sono miele per le mosche affamate. 
Avvocati con le pezze al culo che diventano proprietari terrieri, dopo avere egemonizzato gli incarichi di curatore, 
Ci sono al Tribunale di Trapani, 5 – 6 Avvocati più bravi e più esperti degli altri, poiché ricevono quasi in esclusiva gli incarichi, che invece per legge debbono essere distribuiti con equità e trasparenza.

Al Tribunale di Trapani, è stato venduto un appartamento, nella totale disapplicazione della legge, poi per proteggere tale illegalità sono stati messi in atto tutta una serie di illegalità.

Ciò, è avvenuto mutuando un metodo, comune a chi per coprire un omicidio ne commette altri, magari disseminando prove che ne consentono finalmente l’arresto.
Questo, è ciò che speriamo che le tracce lasciate dai Giudici del Tribunale civile siano acquisite dagli organi inquirenti già attivate con apposite denunce. 

•Il Ministro di Grazia e Giustizia è già informato della situazione al Tribunale di Trapani, ci auguriamo, che intervenga con celerità, sui fatti illeciti.

•La malagiustizia non ha confini, ed occorre impedire che diventi la mandante di altre tragedie del tipo di quella dolorosa di Milano.

Non siamo d’accordo con il Dott. Cantone secondo cui la corruzione: 
"Non si vede e non fa morti. ma c'è", per noi invece: c’è, si vede, non la si vuole vedere e fa morti !

Non basta piangere occorre agire e farlo con urgenza, perché: chi può intervenire e cionostante non interviene per fermare i deliquenti è complice di chi delinque ! 
Andrea Di Giovanni
aiutosicuro@libero.it
MCI – Movimento Cittadini Indifesi
3452926666

 
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cittadini onesti indifesi dai giudici di trapani

Al  tribunale di trapani, il cittadino onesto non è difeso!

  GIUDICE

NON NOMINARE… GIUSTIZIA INVANO

Perché tutti questi “errori” o meglio “orrori “ processuali ?

Un vecchio saggio mi ha detto: “sotto ogni azione illecita, si nasconde un’altra azione illecita”.

 

D’accordo la Magistratura è sacra, ma il cittadino non è blasfemo !

Ci vuolerispetto:  il cittadino onesto, non puòsubire ingiustizie dalla Giustizia.

Troppi provvedimenti, dei Giudici, non rispettano la legge.

Troppa presupponenza invade il comportamento di alcuni giudici.

Troppe volte bisogna arrivare al terzo grado per avere Giustizia e

troppe volte non è fatta giustizia neanche al terzo grado.

Troppe volte i giudici, nei giudizi civili, emettono le ordinanze o le sentenza, senza che prima di decidere abbiano consultato a fondo e  con la dovuta attenzione gli atti processionali.

Troppo spesso, i giudici vengono con eccessiva frequenza sostituiti, rendendo“ondivaghi” i procedimenti.

Troppo spazio è dato a chi, senza scrupoli utilizza dolo e raggiri, per ottenere decisioni a lui favorevoli dai Giudici, puntando sulle loro puntuali“disattenzioni” .

Chi difendeil cittadino, da tutto ciò!

Il suo difensore, alcune volte, non ha tempo o non lo dedica alla preparazione della difesa, lasciando indifeso il cittadino di fronte alle sentenze“ingiustificate”.

Ricordo un Presidente del Tribunale di Trapani, di origini Castelvetranesi, che ad una udienza per decidere su una richiesta di fallimento, incurante della puntuale dimostrazione della insussistenza del credito reclamato così si espresse:“tutti accussì rricinu, chi li rana a li banchi un ci lannu a dari” ( tutticosì dicono che i soldi alle banche non li devono dare)  poi rivolto al cancelliere disse: “purtami licarti chi firmu u fallimentu accussì finisci a storia” ( portami le carte che firmo il fallimento così finisce la storia ).

I fatti hanno dimostrato, che il credito reclamato dalla banca era inesistente, il presidente del tribunale non è stato dichiarato fallito come magistrato, il povero cittadino imprenditore invece si.

Quanti episodi simili si ripetono nei tribunali Italiani ?

Al tribunale di trapani, ne abbiamo riscontrati tanti.

Un giorno una giudice, in udienza al difensore che citava una sentenza della Cassazione,con arroganza lo ha così apostrofato: la cassazione sono io!

Un’altra giudice, di fronte alle giuste tesi del difensore così si espresse: basta adesso, decido io e chi non ci sta ricorre in appello.

Un presidente del tribunale di Trapani, ha emesso un’ordinanza cautelare per il sequestro di uno stabilimento, su richiesta di un soggetto incapiente, cui ha chiesto, solo in corso di causa, una cauzione di lire 250.000.000

Chiedere una tale cauzione ad un incapiente è come chiedere la patente di guida ad un Kamikaze, alla guida di un’auto imbottita di tritolo.

In effetti al richiedente l’azione cautelare senza motivi, è stato un kamikaze lanciato contro un'industria per distruggerla con il bene placido del presidente del tribunale di allora.

Infatti, dopo11 mesi è arrivata la sentenza di revoca totale del sequestro, confermando la mancanza assoluta  di cautela, in capo al presidente del tribunale di Trapani, che se avesse usata, avrebbe evitato di distruggere un’industria come purtroppo è successo.

La causa peril risarcimento subiva ad ogni udienza lunghi ed ingiustificati rinvii, finchè il ricorrente stanco ed avvilito ha deciso di rinunciare al procedimento.

Recentemente,un giudice del tribunale di trapani, dopo avere commesso reato di falso in pubblicità di asta giudiziaria, assieme al professionista delegato alla vendita giudiziaria di un appartamento, in presenza di ricorso per la dichiarazione della nullità dell’asta relativa, ha emesso decreto di trasferimento e di rilascio, non curante neanche del prezzo svilito dell’immobile aggiudicato.

Tale decreto rilasciato in copia autentica all’aggiudicatario, ha consentito allo stesso di mettere a segno un dolo ed una truffa processuale attraverso un raggiro.

Infatti ha effettuato la notifica del precetto di rilascio agli ex proprietari non legittimati processualmente, e non agli attuali proprietari a titolo originario, possessori effettivi dell’immobile di loro residenza, ben sapendo che avrebbero opposto vittoriosi il precetto.

Giudici, non nominate … giustizia invano !

Quelli che abbiamo raccontato, sono episodi significativi del modo di amministrare la Giustizia nel Tribunale di Trapani e non è un bello spettacolo.

Certamente icittadini, onesti, non sono difesi da un tale Tribunale.

Cittadini indifesi, anzi offesi dai Giudici del tribunale, che decidono in alcuni casi alla svelta, senza equità per acquisire punti – carriera.

Cioè decidono amministrando la giustizia un tanto al kilo, per chiudere i processi ed ottenere il punteggio.

Questo è sicuramente interesse privato in atti d’ufficio, che noi denunceremo con tutti i mezzi consentiti.

andrea digiovanni

MCI –Movimento Cittadini Indifesi

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TRIBUNALE DI TRAPANI

 

  • GIUSTIZIA UN TANTO AL KILO                                                                              AL TRIBUNALE DI TRAPANI

 

  •  UOMO SPOSSESSATO ILLECITAMENTE IN ASSENZA DI INGIUNZIONI A SUO CARICO DELL'APPARTMENTO D'ABITAZIONE.
  • IMPOSSIBILITATO AD USUFRUIRE DEI BENI MOBILI, DEGLI ATTREZZI A LUI NECESSARI E FINANCO DI VESTITI E DELLA BIANCHERIA INTIMA, 
  • SI E' TALMENTE SCHIFATO DA LASCIARE TRAPANI E DA 6 GIORNI E' IRREPERIBILE !

 

Un episodio gravissimo è avvenuto a causa della mala giustizia al tribunale di trapani.Un uomo vistosi spossessato illecitamente con violenza e clandestinamente e con il supporto del Tribunale di Trapani, della propria abitazione e di ogni sua cosa, per lo schifo si è allontanato da trapani e da 6 giorni non da più notizie di se.

E’ assai grave che a seguito di un’attività giudiziaria illecita ( dolo e raggiri), un cittadino venga privato in maniera violenta e clandestina di tutto ciò che è suo, senza che a suo carico esista un debito od una qualsiasi ingiunzione e che la Giustizia attivata, con gli opportuni ricorsi, dopo aver procurato con velocità i danni, di colpo rallenti per ripararli.

I giudici che decidono in velocità però senza equità, sono passibili di denuncia per interessi privati in atti d'ufficio, perchè la loro corsa è finalizzata solo alla raccolta punti - carriera.

Chiudere in fretta i processi senza equità è reato.

andrea di giovanni

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non è un composter anaerobico Il rifiuto rimane rifiuto !

Il rifiuto rimane rifiuto !

 Al robot  mangiarifiuti “NoWaste”  manca lo stomaco per digerirli

non è un composter anaerobico

 anche il rifiuto umido tal quale è un pre –compost

Non è consentito diluire i rifiuti con acque potabili prelevate esclusivamente allo scopo, NOWASTE, utilizza acqua potabile per triturare i rifiuti.  

Non è ammesso lo smaltimento dei rifiuti anche setriturati, in fognatura.".      NOWASTEtritura i rifiuti e ne scarica una parte in fognatura!

I contenitori a chiusura ermetica contenenti ilcosiddetto pre – compost sono a rischio biogas.

                                  La gestionedegli enzimi è a rischio

    Il brevettose c’era non c’è più, il prototipo brevettato è stato modificato!

E’ così che icittadini, Siciliani, sono rimasti  indifesi.

Indifesi da chi ?Chiedete Voi.

Indifesi dalPresidente della Regione nel 2012 e speriamo di no adesso, dall’Assessore Regionaleall’Ambiente ed dal Dirigente Generale del Dipartimento Regionale Ambiente deltempo e speriamo di no adesso.

Indifesidalla  Commissione Europea che hainserito il progetto “NoWaste” fra le buone pratiche in tema di eco innovazione.

Indifesi dai Sindaciche hanno partecipato al progetto NOWASTE.

AFFERMAZIONI IMPROPRIE

Indifesi dall’IRSSAT che afferma “ Il progetto intende sviluppare e testare nelle piccole aree urbane unnuovo sistema di gestione dei rifiuti che, grazie all'utilizzo di un innovativo elettrodomestico il trattamento ed ilcompostaggio della frazione organica direttamente nelle case con eliminazione del conferimento indiscarica;  miglioramento dellecondizioni di salute e di igiene dei comuni coinvolti”

Indifesida chi afferma:” Il robot tritura e tratta la frazione organica dei rifiuti –avvalendosi dell’aiuto di specialienzimi – producendo un pre-compost che verrà ritirato ogni 10/15 giorni e destinatoalla produzione di bio-fertilizzante per  agricoltura.”

Indifesidalla stessa IRSSAT che afferma: “  “Comegià annunciato nei mesi scorsi  nel corsodella “Green Week” a Bruxelles – continua Lo Bianco – il precompost può essere utilizzato per produrre biogas esuccessivamente trasformato in compost di qualità”.

MCI, sfida l’IRSSAT a dimostrare, che il trattamento dei rifiuti con il progettoNOWASTE, sia in grado di apportare un solo vantaggio nella filiera dei rifiutiumidi, invece che tutta una serie di svantaggi e di criticità, ivi compresol’inquinamento ambientale.

Ciò oltre alla illegalitàdel procedimento messo in atto.

Perché  illegale un procedimento, che ha riscossotanti consensi e tanto pubblico denaro?

Semplicemente perché ilNOWASTE, per triturare i rifiuti utilizza acqua di rete, per effettuare latriturazione domestica dei rifiuti, pratica illecita perchè: 

1. i rifiuti non possono essere diluiti con acquapotabile prelevata esclusivamente allo scopo;

2. lo scarico di acqua inquinata daframmenti di rifiuto umido triturato ( il sacco di juta ha le maglie larghe) violala norma che non ammette lo smaltimento dei rifiuti, anche se triturati, infognatura."

In effetti il trattamentoprospettato dal progetto NOVASTE, è uno smaltimento camuffato di rifiuti umiditriturati in fogna, dai quali vengono eliminati solo i frammenti piùgrossolani.

PRE – COMPOST

Ecco il pre - compost è la verainvenzione,  del progetto NOWASTE,  certo un’invenzione linguistica, perchèqualsiasi rifiuto umido si può considerare un pre - compost, cioè un materialedal quale si può ricavare compost.

Certo dal pre – compost,  in appositi impianti industriali, si puòricavare biogas, ma solo perché nel rifiuto non è intervenuta alcunatrasformazione per effetto del progetto NOWASTE.

Cioè, il pre – compost  è un rifiuto triturato e basta !

Un rifiuto che resta rifiuto !

Il NOWASTE è un composter che non èun composter!

RISCHI ALLA SALUTE

Cittadini,indifesi dai Sindaci, che hanno accolto il progetto NOWASTE, e portato nelleloro case, un composter che non è un composter, semplicementeperché è solo un tritarifiuti, senza possibilità di produrre un compost o unrifiuto stabilizzato, richiedendo però ai cittadini,  che ospitano tale robot in casa, manovredifficoltose, anche per un esperto ed enormi rischi per la salute.

Quali i rischi allasalute?

L’usodisinvolto del terreno di coltura degli enzimi, allegramente  dosati nella tramoggia, a contatto con ipiani di cottura e le atre suppellettili di cucina.

Le grandi manovrerichieste

Le “manovre”richieste dalle norme di utilizzo per lo strano oggetto denominato:                            “ composter anaerobico”,  “elettrodomestico”,  “robot mangia rifiuti “ o produttore di pre –compost, mettono in confusione ed a rischio il cittadino che incautamente hadato il consenso a ricevere un tale apparecchio, attraverso il contetto conmilioni di microbi.

Cioèattraverso tali “manovre”, può ingerire aerosol microbico anche pericoloso, da “distanza ravvicinata”.

Soloa pensare alle “manovre”,  richieste per lo svuotamento delle acque edella poltiglia semisolida, viene messo a dura prova lo stomaco.

Siamocuriosi di conoscere, il curriculum degli inventori di un tale apparecchio,resteremmo delusi se si trattasse di soggetti dotati di esperienza nel settorerifiuti.

Infatti,un esperto non poteva prevedere l’utilizzo e la conservazione degli enzimi inmaniera così sprovveduta ed anche pericolosa.

Per inon addetti ai lavori spieghiamo che:”gli enzimi possono lavorare per noi ocontro di noi.”

Se vogliamousarli per i nostri scopi, è necessario sapere come agiscono e quali sono lecondizioni necessarie per un’attività ottimale.

La mancanzadi efficienza degli enzimi, può essere causata da una non corretta applicazionedelle condizioni fisico-chimiche, o dalla presenza di sostanze che influenzanol'azione degli enzimi.

Nel casodel cosiddetto Robot mangia rifiuti, è prevista una bacinella, contenente unapasta come terreno di coltura degli enzimi, posizionata in un vano dellastruttura, a temperatura ambiente, a contatto ance se indiretto con l’ambiente  e dosata con un cucchiaio multiuso eincrostato dalla pasta.

E’ evidenteche tale pasta contenuta in una bacinella non chiusa ermeticamente èpacificamente “invasa” dai batteri, che poi possono emigrare liberamente neglialimenti e nelle suppellettili della cucina.

Gli enzimia causa di tale sistema di conservazione degli enzimi, possono essere inibiti(o distrutti) da talune sostanze chimiche a causa della mancata protezione,oltre che da: temperatura, pH, sostanze estranee inquinanti la coltura, sostanzecontenuti nei rifiuti trattati che possono avere effetti negativi ed inibitori.

A volte puòsuccedere che l'enzima venga "inondato" da grandi quantità disubstrato, allora non può agire.

Poichél'enzima deve reagire con il suo substrato, tutto ciò che "sembra"substrato reagisce con l'enzima e così inibisce il vero substrato.

E’ chiaroche gli enzimi “conservati” allo stato brado, come nel progetto NOWASTE, sonofacilmente soggetti ad inibizione ed in occasione del loro disinvoltospargimento sui rifiuti in triturazione, rappresentano un sicuro pericolo perl’igiene dell’ambiente cucina, come già specificato.

Ciònaturalmente oltre all’inquinamento odorigeno e da aerosol microbico nell’ambiente circostante.

Un’ultimaconsiderazione: “ll rifiuto triturato opre - compost, rinchiuso ermeticamente nei contenitori, come indicato dallenorme d’uso, nel malaugurato caso in cui gli enzimi, risultassero efficaci,produrrebbero nel tempo biogas, mettendo in pressione il contenitore, cheessendo ermetico potrebbe esplodere quando ancora chiuso o in facciaall’operatore nella fase di apertura”.

Infineproprio dalle norme d’uso vi proponiamo queste preziose indicazioni operativeche l’utente dovrebbe eseguire:                                   

“ Perattivare la procedura di svuotamento prototipo agire nel seguente modo: 1. Utilizzando entrambe le mani, con unatenere premuto il tasto “START (2)”  econtemporaneamente, con l’altra mano, posizionare su “I” il “tasto di accensioneI/O (1)” posto nel quadro comandi vedi fig.2, continuando a tenere premuto iltasto START”.

Si sono dimenticati di indicare,cosa fare, con le altre mani rimanenti !     

Nessuncommento, le considerazioni traetele Voi.

Una soladomanda, pensate siano stati difesi i Cittadini dalle competenti istituzioni ?

MCI  - MovimentoCittadini Indifesi

il coordinatore nazionale

andrea di giovanni 

aiuto sicuro blog  organo ufficiale MCI

aiutosicuro@libero.it    tel.3452926666

 

 
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