Creato da istinto_animale il 16/09/2005
Diario di bordo e riflessioni sparse

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Italia o Iran?

Post n°177 pubblicato il 27 Giugno 2009 da istinto_animale

Gli imprenditori devono minacciare i media di non dare più pubblicità perchè non diffondano la paura della crisi. E bisognerebbe chiudere la bocca a quegli organismi, anche internazionali, che continuano a diffondere dati di calo dell’economia anche di 5 punti. Silvio Berlusconi lo dice durante una conferenza stampa a palazzo Chigi. «Quello che si deve fare è far rivivere i consumi - aggiunge - far tornare tutti al loro stile di vita precedente perchè per la maggior parte la gente non ha motivo di modificarli». Il premier attacca «le organizzazioni, anche internazionali, che un giorno sì e uno no escono e dicono che il deficit è al 5%, crisi di qui, crisi di là, la crisi ci sarà nel 2010 e finirà nel 2011, un disastro... dovremmo chiudere la bocca a tutti questi signori che parlano di crisi, magari perchè lo dicono i loro uffici studi, ma così distruggono la fiducia dei cittadini dell’Europa e del mondo». Ce n’è anche per «gli organi di stampa che prendono tutte queste posizioni insieme alle opposizioni che danno degli incentivi alla paura che sono fuori dalla realtà». «A coloro che investono dobbiamo dire di non avere paura, li sosteniamo perchè le banche gli diano credito, aumenteremo i fondi di garanzia. Dobbiamo dire agli imprenditori di non avere paura, di fare pubblicità ai loro prodotti, l’imprenditore che non ha coraggio perde quote di mercato». «Gli imprenditori - incalza - devono continuare a credere, non avere paura e incentivare con le loro azioni editori e direttori di organi di stampa e televisioni perchè non diffondano la paura».

Silvio Berlusconi osserva una serratissima agenda di lavoro ma la giornata di oggi parte con una polemica sull’uso del gossip giornalistico in politica e si accende una scaramuccia con il segretario Udc, Lorenzo Cesa, oggetto di un’ulteriore puntata di un’inchiesta del ’Giornalè. A lui, e a Massimo D’Alema, che aveva già annunciato di querelare il quotidiano di Paolo Berlusconi, il premier si rivolge dicendo: «Sono stato facile profeta quando ho previsto che l’imbarbarimento provocato da una ben precisa campagna di stampa avrebbe messo in moto una spirale che va assolutamente arrestata. Poichè io ho denunciato aggressioni a mio danno nessuno può pensare che io possa approvare analoghi metodi ed aggressioni nei confronti di chiunque».

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/200906articoli/44963girata.asp

 

Excusatio non petita, accusatio manifesta.

 

Per il resto sono inorridito, il concetto che la gente non spende perchè non ha i soldi ne' il lavoro non gli è passata nemmeno per la testa.

 

 

 
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Quattro calciatori espulsi dalla nazionale iraniana

Post n°176 pubblicato il 24 Giugno 2009 da istinto_animale

Alí Karimi, Mehdi Mahdavikia, Hosein Kaabi e Vahid Hashemian.

Questi i nomi dei quattro calciatori israeliani che sono stati espulsi dalla nazionale idi calcio della loro nazione.

Il motivo? Aver indossato durante la partita contro la Corea del Sud dei braccialetti verdi, colore simbolo del lider oppositore Mir Husein Musavi.

La polizia iraniana ha inoltre sequestrato loro i passaporti e non li ha ancora restituiti.

I quattro, assieme ad altri due, erano scesi in campo dal primo minuto con questi braccialetti, ma durante l'intervallo in seguito a pressioni hanno tolto il braccialetto, ad esclusione di Mahdavikia.

braccialetto

Siamo d'accordo che la politica non dovrebbe entrare nello sport, vedi slogan o saluti romani e pugni chiusi vari, ma credo che lo sport sia anche veicolo di protesta e di denuncia, ancor più se fatte in maniera più che civile. Vedi Olimpiadi di Pechino 2008.

Solidarietà ai quattro, sperando che non subiscano ulteriori ritorsioni, ed onore al loro piccolo grande gesto ed al coraggio di sfidare un regime che di democratico ha solo l'apparenza, se poi reagisce in maniera atroce agli oppositori, sparando sulla folla, censurando internet e telefonia o ritirando passaporti. Anche solo per un braccialetto.

Ovvio che quanto successo loro è nulla in confronto a quanto successo alla povera Neda Soltani, che in persiano vuol dire "voce" è che rappresenta la vera voce di chi subisce questi sopprusi, ma dà l'idea della repressione a 360° verso chi prova ad esprimere un'opinione contraria, specie se più debole.


Questa è anche una dimostrazione di come non tutti gli iraniani, arabi o mediorientali siano legati ai movimenti estremisti che tanto fanno audience sulle tv nostrane, ma fanno anzi capire come un'insoddisfazione ed indignazione possa essere tanto grande da scoppiare in protesta e ribellione.

Un abbraccio a tutti coloro che lottano per la libertà, con l'augurio che possano ottenerla quanto prima e con la speranza di non giungere mai a doverli emulare.

 


 
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Sounds Good

Post n°175 pubblicato il 11 Giugno 2009 da istinto_animale

 

 
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Lentamente...

Post n°174 pubblicato il 09 Giugno 2009 da istinto_animale

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.


Martha Medeiros

 
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