LA NUOVA CASA BIANCONERA
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«Il vantaggio di dodici punti, che a fine campionato diventerà di quindici, non può essere frutto di null’altro che non il fatto che eravamo più forti. Una grande squadra che quella sera, il 12 febbraio 2006, di fatto si portò a casa il ventinovesimo scudetto. La medaglia ce l’ho ancora casa. E non la restituisco. »
Alessandro Del Piero
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Messaggi del 05/04/2010
Juve al rush finale, sei partite per non sparire dall'Europa Dopo l'umiliazione di Udine, i bianconeri tornano in campo per iniziare a preparare la gara con il Cagliari. Al settimo posto, ma distanziata tre punti dalla Champions, la squadra di Zac non può più sbagliare TORINO, 5 aprile - Senza appello. La volata finale che la Juve si appresta ad intraprendere non lascia spazio ad altri errori. Dopo dodici sconfitte in trentadue partite, ruolino di marcia da mani nei capelli visti gli investimenti estivi e le premesse iniziali, i bianconeri possono ancora salvare qualcosa. Settima in classifica, la squadra di Zaccheroni è comunque a tre punti dal quarto posto (occupato da Palermo e Sampdoria) e con sei turni da giocare può ambire ai preliminari della Champions League. IL CALENDIARIO - Dopo due giorni di riposo (Pasqua e Pasquetta), la squadra torna ad allenarsi nel pomeriggio a Vinovo per iniziare a preparare la gara di domenica con il Cagliari. Un'occasione d'oro per i bianconeri, visto che i sardi nelle ultime giornate hanno dimostrato di essere già sodddisfatti del proprio campionato. Il turno successivo è la trasferta di San Siro con l'Inter. Una gara durissima, ma dalle innumerevoli motivazioni: oltre all'Europa da conquistare, fare uno sgambetto ai nerazzurri impegnati nella corsa scudetto sarebbe un modo per rialzare la testa dopo mesi di pesanti delusioni. Poi le gare con Bari e Parma in casa, Catania e Milan in trasferta: tutte squadre che potrebbero non avere più niente da dire nel finale di stagione. Lo spazio e il tempo per riproporsi in Europa, quindi, c'è ancora. Basta che la Juve torni a fare la Juve. |
Da Moratti a Meani, su Raitre intercettazioni mai ascoltate prima di Calciopoli Nella puntata di Replay, il programma Raisport in onda stasera alle 23.10, sarà possibile ascoltare in esclusiva gli audio originali TORINO, 5 aprile - Dopo quattro anni dalle sentenze che cambiarano il calcio italiano, l'ombra di Calciopoli torna prepotentemente al centro dell'attenzione generale. Nella puntata di Replay, il programma Raisport in onda stasera alle 23.10 su Raitre, sara' possibile ascoltare in esclusiva gli audio originali di alcune intercettazioni telefoniche,mai diffuse prima. AL TELEFONO - In una telefonata con l'allora designatore arbitrale Bergamo seguita ad una partita tra Inter e Sampdoria, il presidente nerazzurro Moratti si dice soddisfatto dell'arbitraggio di Bertini. In un'altra conversazione telefonica di cui 'Replay' manderà in onda la registrazione, Bergamo prospetta a Meani, allora dirigente rossonero per i rapporti con gli arbitri, una griglia per la direzione di una partita, sentendosi rispondere che Trefoloni non è gradito. |
Bianchi (La Repubblica): "I nuovi veleni di Calciopoli. Ecco tutti i personaggi coinvolti" Fonte: di Fulvio Bianchi per Repubblica.it © foto di Giacomo Morini Stefano Palazzi, superprocuratore Figc, è un magistrato (militare) vecchia maniera, di quelli che parlano coi fatti più che con le parole, ed è una cosa positiva di questi tempi: martedì, passate le vacanze di Pasqua, sarà a Roma, a due passi dalla Figc dove c'è la nuova sede della procura federale. Riunirà i suoi collaboratori più stretti e deciderà cosa fare: Bobo Vieri che chiede di cancellare lo scudetto 2006 all'Inter, gli avvocati di Luciano Moggi che chiedono di riaprire il processo sportivo alla luce delle nuove intercettazioni che stanno venendo a galla e che coinvolgono (almeno nelle chiacchiere, per gli eventuali reati si vedrà) anche l'Inter e di nuovo il Milan con Meani. Palazzi deciderà cosa fare: probabile l'apertura di nuovi fascicoli, aspettando però di avere materiale dalla procura di Napoli, con la quale collabora da anni, e di capire se per certi (eventuali) reati c'è la prescrizione. Le nuove intercettazioni hanno riaperto il fronte di Calciopoli: si scopre che Moratti parlava con Bergamo (cosa che in passato era stata smentita dagli investigatori), si scopre che delle 150.000 intercettazioni (costate 12 euro l'una?) moltissime sono state tenute nascoste e chissà perché ("irrilevanti", secondo il pm Beatrice), si scopre che a Cellino non è simpatico per niente Collina (almeno quando arbitrava, adesso chissà...), che Bergamo si raccomanda a Galliani perché si sente "molto solo", che Facchetti telefonava sovente al designatore ("più di altri"), che Miani minacciava (scherzosamente) di "tagliare la testa" al povero Trefoloni che si è salvato da Calciopoli, che Del Piero rivuole i due scudetti tolti alla Juve, eccetera eccetera. Ci sono altri fronti aperti, come detto: Vieri ha chiesto di revocare lo scudetto 2006 assegnato (da Guido Rossi) all'Inter, lo stesso Vieri chiede milioni di danni alla Telecom/Pirelli per essere stato spiato e la stessa cosa faranno De Santis (ricordate il Dossier Ladroni?), Bergamo, Moggi e altri ancora. Si scopre che i veleni del 2005 sono quelli del 2010, se non peggio, e chissà mai quando (e se) finiranno. Il 13 aprile intanto appuntamento a Napoli, ancora con Auricchio, gli avvocati e le intercettazzioni nuove, che escono a rate in questi giorni. Sul fronte sportivo si vedrà che decide Palazzi. Il 16 gennaio 2009, Giancarlo Abete, n.1 della Figc, aveva detto alla Gazzetta: "La giustizia sportiva opera su comportamenti e situazioni che nulla hanno a che fare col processo penale. Ci sono fatti incontrovertibili che si sono verificati e che bastano e avanzano per giustificare le sentenze sportive. Nessuna revisione, quindi". Così la pensava, e conoscendolo credo che la pensi ancora allo stesso modo. Ma certo questi veleni stanno guastando un finale di stagione storico, con tre squadre che lottano per lo scudetto e l'Inter che martedì a Mosca rappresenta tutto il calcio italiano in Champions (sì, è una squadra italiana: si rassegni Lippi...). Un calcio che sta andando verso la recessione, con la Germania che sta per sorpassarci. Un calcio mai in pace con se stesso. Ma certo, in quegli anni, quanto parlavano e quanto brigavano... |
Roberto Carlos: "Trezeguet vuole giocare nel Corinthians" © foto di Filippo Gabutti Ha del clamoroso l'indiscrezione rivelata da Roberto Carlos, attuale terzino del Corinthians, secondo cui David Trezeguet vorrebbe raggiungerlo in Brasile, per giocare anche lui nei “Timão” . |
Juve, Briatore: «Momento 'no', ma non è una tragedia» «Nello sport ci sono momenti in cui ti va tutto bene e altri in cui ti gira storto. Quest'anno troppi infortuni. Calciopoli? Telefonavano tutti, ma a noi hanno tolto due scudetti» TORINO, 5 aprile - «La Juve sta attraversando un momento difficile, ma non è una tragedia, siamo sempre là a lottare con le altre». Cerca di risollevare il morale della Juve, Flavio Briatore, ex team manager Renault e tifosissimo bianconero. Fuori dalla F1, Briatore segue con passione le vicende della 'Vecchia Signora' e, anche in una stagione storta, cerca di non perdere l'ottimismo. «Nello sport capitano sempre momenti così -spiega a Sky- Ci sono periodi in cui ti gira tutto bene, e altri in cui le cose vanno meno bebe. Il problema quest'anno è legato soprattutto ai giocatori, più che agli allenatori. Molti non sono stati disponibili a causa degli infortuni, altri giocano in ruoli non loro. Ad ogni modo, ripeto, non è una tragedia». CALCIOPOLI - Idee chiare, poi, per quanto riguarda i recenti sviluppi di Calciopoli: «Giraudo è un mio amico e, sinceramente, ancora non ho capito che cosa abbia fatto. Stando a quello che si vede adesso, sembra che tutti parlavssero un po' con tutti, però alla Juve hanno tolto due scudetti. Insomma, i diavoli non erano solo Moggi e Giraudo». Sul momento non esaltante della squadra bianconera, può incidere anche un po' di inesperienza da parte della nuova dirigenza. «La vecchia dirigenza i risultati li ha sempre portati avanti -dice Briatore-. Ha venduto al momento giusto e comprato bene. La nuova driigenza? Il calcio è fatto di conoscenza e cultura, e Moggi e Giraudo erano due grandi intenditori». |
Juventus-Blanc, segnali di rottura Fonte: di Alberto Gasparri per sportmediset.it © foto di Filippo Gabutti Tutto è nato dopo le pesanti parole del giovane Elkann, che ha accusato di scarsa grinta la squadra e i vertici del club di corso Galileo Ferraris. A tutti i livelli. Un colpo basso che sembra essere andato a segno solo nel massimo esponente della società, visto che la reazione da parte di giocatori e allenatore non si è proprio vista. Come non si è visto Blanc, che alla trasferta di domenica sera ha preferito le spiagge della Costa Azzurra. L'esatto opposto di quello che un comandante dovrebbe fare quando la barca affonda sempre più giù. Forse questa assenza è stata un segnale mandato dal manager francese, che non ha gradito le accuse piovutegli addosso da chi mette i soldi. Perché se è vero che a livello manageriale questa dirigenza sta facendo benissimo, con il progetto dello stadio di proprietà più che avanzato e la novità del doppio sponsor, indice di capacità e innovazione a livello di gestione extrasportiva, lo è altrettanto, e forse anche di più, che per tutto ciò che riguarda il campo, questo gruppo ha fallito clamorosamente. Dall'esonero di Ranieri in giù. E allora in casa Juve adesso si apre anche il mercato dei dirigenti, perché dopo il silenzio potrebbero arrivare i fulmini. |
Inviato da: diletta.castelli
il 11/10/2016 alle 17:05
Inviato da: dimariamonicaa
il 08/04/2016 alle 21:04
Inviato da: aldo.giornoa64
il 20/12/2015 alle 22:00
Inviato da: aldo.giornoa64
il 13/12/2015 alle 23:54
Inviato da: aldo.giornoa64
il 08/12/2015 alle 23:14