Creato da laurabrowns il 06/07/2006

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Ci guadagno-disse la volpe il colore del grano

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Cantico dei cantici 3

"Sul mio letto durante
le notti ho cercato
colui che la mia anima ha amato.
Lo cercai, ma non lo trovai.
Lasciami levare, ti prego,
e andare in giro per la città;
nelle strade e nelle pubbliche piazze
lasciami cercare colui che
la mia anima ha amato.
Lo cercai, ma non lo trovai.
Le guardie che facevano
la ronda nella città mi trovarono:
'Avete visto colui che
la mia anima ha amato?'
Le avevo appena oltrepassate
che trovai colui che la mia anima ha amato.
L'afferrai, e non lo lasciavo andare,
finché l'ebbi introdotto
 nella casa di mia madre
e nella stanza interna di colei che era stata incinta di me.
Vi ho posto sotto giuramento,
o figlie di Gerusalemme,
per le gazzelle o per le cerve del campo,
di non cercar di svegliare
né di destare [in me] l'amore
finché esso non vi sia incline"

- Salomone

 

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Post N° 149

Post n°149 pubblicato il 26 Marzo 2008 da laurabrowns

dal blog (http://blog.libero.it/marida/4321728.html)di un'amica blogger che mi ha fatto riflettere:

Una figlia si lamentava con suo padre circa la sua vita e di come le cose le risultavano tanto difficili. Non sapeva come fare per proseguire e credeva di darsi per vinta. Era stanca di lottare.
Sembrava che quando risolveva un problema, ne apparisse un altro.
Suo padre, uno chef di cucina, la portò al suo posto di lavoro.
Lì riempì tre pentole con acqua e le pose sul fuoco.
Quando l’acqua delle tre pentole stava bollendo, in una collocò carote, in un’altra collocò uova e nell’ultima collocò grani di caffè. Lasciò bollire l’acqua senza dire parola.
La figlia aspettò impazientemente, domandandosi cosa stesse facendo il padre.
Dopo venti minuti il padre spense il fuoco.
Tirò fuori le carote e le collocò in una scodella.
Tirò fuori le uova e le collocò in un altro piatto.
Finalmente, colò il caffè e lo mise in un terzo recipiente.
Guardando sua figlia le disse: “Cara figlia mia, carote, uova o caffè?” fu la sua domanda.
La fece avvicinare e le chiese che toccasse le carote, ella lo fece e notò che erano soffici, dopo le chiese di prendere un uovo e di romperlo, mentre lo tirava fuori dal guscio, osservò l’uovo sodo.
Dopo le chiese che provasse il caffè, ella sorrise mentre godeva del suo ricco aroma.
Umilmente la figlia domandò: “Cosa significa questo, padre?”
Egli le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità, “l’acqua bollente”, ma avevano reagito in maniera differente.
La carota arrivò all’acqua forte, dura, superba; ma dopo avere passato per l’acqua, bollendo era diventata debole, facile da disfare.
L’uovo era arrivato all’acqua fragile, il suo guscio fine proteggeva il suo interno molle, ma dopo essere stato in acqua, bollendo, il suo interno si era indurito.
Invece, i grani di caffè, erano unici: dopo essere stati in acqua, bollendo, avevano cambiato l’acqua.
Quale sei tu figlia?” le disse.
“Quando l’avversità suona alla tua porta; come rispondi?”
“Sei una carota che sembra forte ma quando l’avversità ed il dolore ti toccano, diventi debole e perdi la tua forza?
Sei un uovo che comincia con un cuore malleabile e buono di spirito, ma che dopo una morte, una separazione, un licenziamento, una pietra durante il tragitto diventa duro e rigido? Esternamente ti vedi uguale, ma sei amareggiata ed aspra, con uno spirito ed un cuore indurito?
O sei come un grano di caffè? Il caffè cambia l’acqua, l’elemento che gli causa dolore. Quando l’acqua arriva al punto di ebollizione il caffè raggiunge il suo migliore sapore.
Se sei come il grano di caffè, quando le cose si mettono peggio, tu reagisci in forma positiva, senza lasciarti vincere, e fai si che le cose che ti succedono migliorino, che esista sempre una luce che illumina la tua strada davanti all’avversità e quella della gente che ti circonda.
Per questo motivo non mancare mai di diffondere con la tua forza e positività il “dolce aroma del caffè”.

 
 
 

Post N° 148

Post n°148 pubblicato il 04 Marzo 2008 da laurabrowns

Quel desiderio era smisurato,

appunto perché senza speranza.

                                  Jorge Amado

 
 
 

dialogo tra me  e il mio cuore

Post n°147 pubblicato il 03 Marzo 2008 da laurabrowns

 

inizio questa settimana con il cuore in convalescenza...

"convalescente?" mi chiede...

si...è chi si trova nello stato intermedio tra la fine della malattia

e la completa guarigione....

"perchè mi hai trascurato così?" mi chiede ancora...

e nelle sue parole non c'è rimprovero...solo stupore...misto a tristezza...

"perchè permetti che mi trafiggano?

non avverti tu stessa il dolore?"

non so rispondergli...non so rispondermi...

 
 
 

Viaggio dentro me stessa

Post n°146 pubblicato il 22 Febbraio 2008 da laurabrowns

Dovrei partire per un viaggio....

....la valigia è quasi pronta

...sta lì da anni...ma vuota...

...in questo tempo qualcosa vi ho messo...forse ancora non tutto quello che mi occorrerà...ma quello che contiene è il frutto di tante esperienze....ogni oggetto il risultato di un percorso....di un vissuto...

....vi ho messo la purezza...il rifiuto del compromesso...l'amore...l'amicizia...

...purtroppo porterò con me anche il senso di colpa...la paura di aver ferito...il timore di aver perso tempo, gironzolando come una falena confusa attorno a lampade che avevo pensato fossero stelle...

....probabilmente riempirla è impossibile....

....probabilmente ci si riesce solo alla fine della vita....

...e il gusto  di vivere sarà proprio questo: avere sempre un pò di spazio da riempire...

 
 
 

...la mia anima bambina...

Post n°145 pubblicato il 29 Gennaio 2008 da laurabrowns

C'era una bambina

su un marciapiede di una strada al centro della città...

era sola...aveva gli occhi impauriti...sembrava così sperduta...

avrei voluta aiutarla...avrei voluto farle ritrovare la strada che aveva smarrito...smarrita come lei...come i suoi occhi...

le ho chiesto chi è che l'avesse lasciata lì da sola...

mi sono chiesta...ma questa domanda è rimasta dentro di me per non turbarla,

chi è che l'avesse lasciata da sola...mi sono chiesta chi  potesse essere così insensibile a quegli occhi... a quella purezza...

....si perchè...le ho guardato gli occhi ed erano una distesa infinita...

si andava direttamente all'anima...era un viaggio diretto...senza ostacoli...

senza barriere...senza steccati...

chi può essere così sordo, così meschino, da guardare quegli occhi

e non perdersi in essi?nella loro purezza...nella loro verità...

ma lei non parlava le sue domande erano il silenzio sordo

e carico di perchè che pesava più di mille parole...

non parlava, ed io leggevo tutte le sue parole...

non piangeva ed io sentivo tutto il suo dolore in quello sguardo muto....

Avrei voluto dirle che non poteva rimanere lì,

sul ciglio di quella strada impolverata..

avrei voluta dirle di non farsi sporcare

da sguardi che non volevano comprendere...

ma non avrebbe capito...

non poteva capire che in questo mondo potessero

 esistere sguardi che non potevano capire...

l'unica realtà che poteva comprendere era quella della purezza ...

lei era luce e la luce non comprende le tenebre...

 
 
 

Post N° 144

Post n°144 pubblicato il 16 Gennaio 2008 da laurabrowns

Sì che va meglio ma ti ho cercato, comunque sia
Solo per dirti che mi dispiace che non sei più mio
Ma ogni storia ha un suo destino
E il nostro è questo qua
E anche se lo accetto io so che
Solo lui mi ha, solo lui mi da
É lui che mi scorre
Solo lui lo fa,
Solo lui mi ha, solo lui mi dà
lui mi trasporta, solo lui lo fa
Sì che va meglio
Ma ho conosciuto giorni migliori
Quando credevo che in molte cose fossimo uguali
Ma ogni uomo fa un percorso ed io mi fermo qua
E anche se lo accetto io so che
Solo lui mi ha, solo lui mi da
È lui che mi scorre
Solo lui lo fa,
Solo lui mi ha, solo lui mi da
Lui mi trasporta, solo lui lo fa
Mi hanno detto che per strada camminavi solo
E che la vita scorre ma non ti sorride
ancora e hai anche tu la tua ferita
Solo lui mi dà, è lui che mi scorre
Solo lui lo fa.

http://it.youtube.com/watch?v=Re_ai8ey01c

 
 
 

La strada è dentro di te

Post n°143 pubblicato il 02 Gennaio 2008 da laurabrowns

Bambina_viso.jpg

Anche se sei piccola,

anche se non hai niente,

hai tutta te stessa ed è la cosa più preziosa.

Difendila,

difenditi,

a costo della vita.

Non lasciarti

abbattere,

mortificare,

umiliare

da nessuno.

Ci sono poche persone che potrebbero avere questo diritto

e quelle poche persone sono quelle che lo farebbero

perchè la tua vita è più importante della loro.

Devi crescere e capire:

per te stessa, per ottenere quello che vuoi.

Sii serena.

Sii in pace.

Ascolta il tuo cuore.

Ascolta la tua anima.

Loro solo sanno indicarti la strada.

La strada è dentro di te. 

 
 
 

Siamo noi i nostri carnefici.

Post n°142 pubblicato il 02 Gennaio 2008 da laurabrowns

Ognuno è responsabile della propria felicità:

non esistono vittime e carnefici.

Siamo noi i nostri carnefici.

 
 
 

Post N° 141

Post n°141 pubblicato il 14 Dicembre 2007 da laurabrowns

world-foto-1.jpg

Babbo Natale viene di notte,viene in silenzio a mezzanotte.
Dormono tutti i bimbi buoni, e nei lettini sognano i doni.

Babbo Natale vien fra la neve,porta i suoi doni là dove deve.
Non sbaglia certo: conosce i nomi di tutti quanti i bimbi buoni.

 

Brahim è nato a Kabul. Ha 12 anni. E' magro, riccioli neri sulla fronte e

occhi scuri sempre spalancati.

(ANSA) - ROMA, 8 DIC - I taleban hanno impiccato oggi un ragazzo di 12

anni accusato di spionaggio a favore delle forze della coalizione nella

provincia di Helmand. Lo riferisce l'agenzia afghana Pajhwok nel suo sito

online, citando fonti della sicurezza locali. Il ragazzino e' stato impiccato

ad un albero nel distretto di Sangin.Secondo la Pajhwok nella turbolenta

provincia di Helmand (sud), i taleban hanno ucciso nel 2007 trenta

persone sospettate di spionaggio a favore delle forze straniere.

 

Babbo Natale viene di notte,viene in silenzio a mezzanotte.
Dormono tutti i bimbi buoni e nei lettini sognano i doni.

Babbo Natale vien fra la neve,porta i suoi doni là dove deve.
Non sbaglia certo: conosce i nomi di tutti quanti i bimbi buoni.

Sally ha undici anni, una lunga treccia bionda, e una bocca di ciliegia.

Pensa di essere sporca...pensa di essere lei la colpevole.

Una sconvolgente storia di pedofilia è emersa in un film documentario

appena uscito negli Stati Uniti dove un religioso racconta la sua vita

di prete pedofilo. Oliver O’Grady, ex prete, descrive nel film come per

circa venti anni ha abusato di bambini e bambine nella sua diocesi in

California e svela anche le complicità che gli hanno permesso di portare

avanti la sua attività.Il documento rappresenta una cruda testimonianza

in cui l’ex religioso racconta come abbia continuato per anni con la sua

doppia vita grazie all’aiuto del cardinale Roger M. Mahony, che lo

spostava di parrocchia in parrocchia man mano che si diffondevano le

accuse di pedofilia. Oliver O’Grady ha confessato di aver abusato

di minorenni, maschi e femmine.

Il film è stato scritto e diretto da Amy Berg che utilizza la registrazione

di un processo contro O’Grady del 1997,in questo procedimento giudiziario

l’ex prete ammette in una lunga lettera di aver abusato di una bambina di

undici anni.

Babbo Natale viene di notte, viene in silenzio a mezzanotte.
Dormono tutti i bimbi buoni e nei lettini sognano i doni.

Babbo Natale vien fra la neve, porta i suoi doni là dove deve.
Non sbaglia certo: conosce i nomi di tutti quanti i bimbi buoni.

Krishna è una bambina indiana di 8 anni..il suo nome significa"infinitamente affascinante", i suoi occhi neri riflettono per 12 ore al giorno i batuffoli

bianchi dei semi di cotone

Sia la ProAgro Ltd, una sussidiaria della multinazionale tedesca Bayer,

che la multinazionale americana Monsanto,fanno uso su vasta scala

di pericolose forme di lavoro minorile nella produzione di semi di cotone

in India. Si stima che circa 2.000 minori, in maggioranza bambine,

lavorino una media di 10-13 ore al giorno per ProAgro, e circa 17.000

 lavorino per Monsanto e per la sua sussidiaria Indiana Mahyco.

Questi bambini non vanno a scuola, guadagnano circa 40 centesimi

di euro (20 rupie) al giorno e, durante il lavoro, sono esposti a

pericolosi pesticidi quali Endusuphan. Oltre 11.000 bambini lavorano

in condizioni analoghe per le multinazionali Syngenta (Svizzera),

Advanta (Olanda-Gran Bretagna) e Unilever. Questi sono i risultati

di una ricerca eseguita dallo studioso indiano Dott. Venkateswarlu

per conto di Indian Committee of the Netherlands.


Babbo Natale viene di notte, viene in silenzio a mezzanotte.
Dormono tutti i bimbi buoni e nei lettini sognano i doni.

Babbo Natale vien fra la neve, porta i suoi doni là dove deve.
Non sbaglia certo: conosce i nomi di tutti quanti i bimbi buoni.


Loro oggi  NON sono andati a scuola,
loro oggi NON si sono
 nutriti  per bene
loro oggi NON hanno  giocato
loro oggi NON sono  stati con la propria famiglia
loro oggi, come domani
NON sono STATI  UN BAMBINO.

 
 
 

uomini e donne

Post n°140 pubblicato il 12 Dicembre 2007 da laurabrowns

Uomini e Donne.

Premetto che parto da un punto di vista probabilmente parziale.

Ultimamente, spesso, le mie amiche, mia sorella stessa, mi hanno chiesto consigli su come comportarsi con i propri uomini... 

La caratteristica comune di questi uomini era la superficialità...mi sono ritrovata a parlare con donne il cui unico desiderio era avere attenzione, cura, affetto, presenza. E le loro richieste le facevano con paura, con parole di scusa. “Scusa se te lo chiedo, vorrei trascorrere del tempo con te”.

“Scusa, se ho questa esigenza, stasera vuoi dedicarmi un po’ del tuo tempo?” 

“Scusa, potresti concentrarti un attimo su di me? Potresti guardarmi, ancora una volta, come all’inizio, quando non ero ancora considerata una presenza scontata al tuo fianco? Ti chiedo ancora umilmente perdono se ti importuno con le mie richieste...con le mie fragilità... ma sai ....”

 È normale dover chiedere al proprio uomo? In un rapporto non dovrebbe essere genuino desiderio di entrambi il voler trascorrere del tempo insieme? Perché devo constatare che gli uomini ad un certo punto diventano così distratti, così superficiali? 

Queste considerazioni mi bruciano sulla pelle con un’amarezza indicibile...sto arrivando alla conclusione che, purtroppo, tutto cambia...tutto passa...avevo creduto...avevo investito nella passione, nell’attenzione...nell’amorevolezza...ed ogni giorno la mia soglia di attenzione...di cura... non cala...e mi ritrovo di fronte un uomo che si abitua a tale trattamento...che lo dà per scontato... o, addirittura, dovuto, ed in cambio? Nulla: superficialità e distrazione...

 Sto perdendo la fiducia negli uomini... me lo ha detto una mia carissima amica...piuttosto, sto perdendo la fiducia nei rapporti...ho paura che ad un certo punto l’uomo di cui ti sei innamorata si stanchi di te...si allontani irrimediabilmente... 

So benissimo che rischio di essere accusata di parzialità...che molti uomini potrebbero rispondermi che tantissime donne si comportano allo stesso modo... 

Una conclusione parziale alla quale sono giunta è che durante il fidanzamento le donne sono amorevoli, appassionate, presenti e gli uomini al loro fianco...distratti...egoisti...dopo il matrimonio la situazione si inverte... la donna pensa di essere arrivata ad un punto di arrivo...e di non dover fare più niente per conquistare il proprio uomo... quest’ultimo, sentendosi imbrigliato in una situazione che comporta impegni e responsabilità, rimpiange la leggerezza del rapporto del fidanzamento...e cerca altrove la passione, l’allegria, la spensieratezza, un rapporto scevro dalle problematiche quotidiane...

 Chi sbaglia? Entrambi...

 Mi viene in mente un aforisma emblematico...non ricordo di chi...diceva: “Gli uomini si sposano sperando che la propria donna non cambi...ma lei cambia, le donne, invece, si sposano sperando che il proprio uomo cambi....ma lui non cambia...” (!!!)

 Che sia sbagliato il punto di partenza? Che siano, inevitabilmente, due mondi inconciliabili?

Non è da me essere catastrofica...nè pessimista...ma davvero brancolo nel buio totale...

 

 
 
 

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Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d’onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore.

"Ulisse" U. Saba