
L'altro giorno me ne stavo seduto su una panchina del parco. In compagnia di un reduce della ritirata di Caporetto guardavo allegri pensionati che giocavano a bocce nel campetto improvvisato tra gli alberi. Le controparti femminili dei partecipanti erano sedute qualche panca più in là, snocciolando i nomi di chi, nella settimana precedente, era venuto meno. I legami di parentela che saltano fuori da quelle conversazioni necrologiche lasciano allibito anche il più smaliziato complottista. Tutt'a un tratto, mentre me ne stavo assorto ad ascoltare il vecchietto che aveva iniziato a raccontare avventure di trincea, mescolando fatti reali a scene della Grande Guerra di Monicelli, mi è balzata alla mente una considerazione: dovevo fare pipì. In un attimo sono scappato dietro un platano. Sarà stata l'atmosfera da pensionamento anticipato, sarà stato il rilassamento dell'urinazione, fatto stà che, mentre davo sfogo alla necessità, mi è scaturita nel cervello un'altra considerazione: il tempo sotterra implacabilmente tutte quelle cose che consideravamo fondamentali e che poi si sono rivelate inutili. Siccome io, come il buon JosephKnecht, sono un cultore dell'inutilità mi sono immediatamente rattristato a questo pensiero. Improvvisamente mi sono venuti alla mente fatti, persone ed oggetti che fino a qualche anno fa erano sulla bocca di tutti e che adesso non caga più nessuno. Perchè nessuno parla più di Mamma Ebe e dei suoi adepti? E Donatella Di Rosa, alias Lady Golpe? Che fine ha fatto? E la Weight Watchers esiste ancora? E il mito della "Milano da bere" è definitivamente morto ad Hammamet? E la prima repubblica con le sue belle sigle, DC, PCI, PSI, PSDI, PLI, è definitivamente sparita? E Renato Altissimo è libero o recluso? E Beniamino Andreatta in che stato è?
La tristezza mi devasta. Mi accorgo che abbiamo lasciato andare una parte del mondo. Ma, ripensandoci un po' su, devo dire che a suo tempo, queste cose non mi interessavano assolutamente. Un tempo infatti erano cose importanti e tutto ciò che era importante era roba da grandi e mi lasciava indifferente. E' stato il tempo a renderle inutili, a conferire ad esse un'aurea particolare. Una patina di nostalgia che ci spinge ad interessarci. Chi ci pensa all'acqua passata che non macina più? Dove va a finire? Sono domande che meritano una risposta. La gente come me che rimugina sul passato, su quanto erano belli i tempi andati, è necessaria. Almeno quanto gli ottimisti per il futuro. Non mi interessa fare il giovane che guarda avanti, ce ne sono già tanti, la vera sfida è essere un giovane e guardare al passato. Quando Dan Brown, Melissa P, Zequila, Costantino e Lubamba, di cui oggi conosco a malapena l'esistenza, finiranno nel dimenticatoio dell'opinione pubblica, io sarò li pronto a sobbarcarmi per primo l'onere di una riscoperta (magari della Melissa P ci pensa un altro...). Conscio e convinto del mio pensiero, e soddisfatto della minzione, me ne ritorno sulla panchina. Mi rimetto a guardare i vecchietti bocciofili e ad ascoltare i ricordi del vecchio soldato che, nel frattempo, sta raccontando di La Marmora che ordina la carica alla Cernaia.
Inviato da: lottergs
il 25/03/2009 alle 00:50
Inviato da: b.raf
il 23/01/2008 alle 11:30
Inviato da: bimbayoko
il 23/12/2007 alle 01:27
Inviato da: meddixtuticus
il 31/01/2007 alle 14:50
Inviato da: buknowski
il 05/01/2007 alle 10:57