
Sono le 9 del mattino di un sabato di lavoro pesissimo. Suona il telefono, è il maestro perboni che dalla sua trasferta barese, dopo aver fatto schiattare d’invidia chi scrive, perché dal cellulare fa sentire lo sciabordio delle onde che lambiscono la spiaggetta privata del suo albergo, mi dà una notizia incredibile: il cinema “popolare” in Italia esiste ancora! E mi dà il titolo di un film che stenterete a trovare nelle sale (anzi, credo che non girerà affatto) se vivete più a nord della Puglia. Il film si intitola “Nicola, lì dove sorge il sole” ed è dedicato al celeberrimo episodio della traslazione delle ossa del Vescovo di Myra, Nicola appunto. Io che credevo che in Italia si girassero solo film sui poliziotti e le coppie di mezza età in crisi coniugale, luttuosi affreschi di una società che vuole credere di essere sempre molto perbene, scopro che la pellicola, uscita da poco, sarà il piatto forte delle tradizionali celebrazioni del patrono di Bari. “Nicola, lì dove sorge il sole”, realizzato con vari contributi, più di sostenitori che di investitori, è un film in bianco e nero che, da quello che si capisce guardando le immagini presenti in rete, visivamente ricorda un po’ il cinico tv di Ciprì e Maresco, il vangelo secondo Matteo di Pasolini e Attila flagello di Dio. La storia è semplice e racconta, in maniera dettagliata e storicamente fedele (a detta di chi l’ha visto), l’impresa compiuta dai sessantadue marinai baresi che, nel maggio del 1087, portarono a Bari, eseguendo le volontà del Santo, le sue reliquie. Cercando altre informazioni, scopro che la realizzazione è di Vito Giuss Potenza (anche sceneggiatore con i giovanissimi Antonio Garofalo e Luca Vessio), Nicola è impersonato da Andrea Giordana e nel cast compare, fra gli altri, Moni Ovadia, oltre a diversi altri bravi attori (Massimo Dapporto, Paolo Sassanelli, volto televisivo abbastanza noto, Maurizio Nicolosi, Vito Signorile, Cris Chapperini, Dante Marmone, Tiziana Schiavarelli, Nietta Tempesta, Mario Mancini e tanti, tanti altri volti noti soprattutto a livello locale). Tutti messi a recitare rigorosamente in barese per dare maggiore realismo ai dialoghi e tutti (cast tecnico compreso) gratis. Sento dire un gran bene della colonna sonora di Gianni Ciardo e Antonio Tuzza, un giovane cantautore barese. Tanti di loro dichiarano di aver partecipato per amicizia a questo film che è costato poco (e i cui proventi andranno in beneficenza), non ha avuto un lancio pubblicitario e magari non sarà buono per Venezia o Cannes, ma che testimonia un entusiasmo e un impegno che non possono che far bene a un cinema come quello italiano, così costretto entro i limiti imposti dai finanziamenti ministeriali e il sistema festivalier-critico-distributivo. Ultima cosa, pare che sia più filologico che apologetico, più il racconto di un fatto di cronaca che una pubblicità devozionale. E anche questo non guasta in un’epoca in cui l’ultima pagina di una rivista di cinema mainstream come Film Tv è il manifesto del cartone animato dedicato a Padre Pio, “il frate straordinario che tutti i bambini dovrebbero conoscere” (come recita il sottotitolo), pellicola patrocinata dalla pontificia commissione per i beni culturali della chiesa. Che dire … W San Nicola!
Inviato da: lottergs
il 25/03/2009 alle 00:50
Inviato da: b.raf
il 23/01/2008 alle 11:30
Inviato da: bimbayoko
il 23/12/2007 alle 01:27
Inviato da: meddixtuticus
il 31/01/2007 alle 14:50
Inviato da: buknowski
il 05/01/2007 alle 10:57