Un blog creato da il_parresiasta il 12/01/2010

Una voce sussurrata

Pensieri, Emozioni, Commenti e altro

 
 
 
 
 
 

AREA PERSONALE

 
 
 
 
 
 
 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Settembre 2020 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30        
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Citazioni nei Blog Amici: 28
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Attenzione...

Post n°462 pubblicato il 26 Settembre 2020 da il_parresiasta

Usiamo le normali norme igieniche,
rispolveriamo le norme della buona educazione,
recuperiamo dal fondo degli armadi il buonsenso, e
evitiamo di stare appiccicati tra non conoscenti.
Non serve null'altro per mantenersi in salute.

 
 
 

Salve Regina...

Post n°461 pubblicato il 18 Settembre 2020 da il_parresiasta

 

Salve, Regina

rosa senza spina,

giglio d’amore,

Madre del Signore,

prega per me,

che io non muoia da peccatore.

(San Giuseppe da Copertino)

 
 
 

Colleferro...

Post n°460 pubblicato il 09 Settembre 2020 da il_parresiasta

Sollecitato dall’omelia ascoltata ieri sera, propongo questa riflessione.
E’ un brano dell’omelia del Vescovo don Tonino Bello dettata in occasione dei funerali del Sindaco di Molfetta, ucciso il 7 luglio 1992
Ritengo che queste parole possano aiutarci a riflettere meglio sul fattaccio di Colleferro e su tutti i “fattacci di cronaca”, come troppo sbrigativamente li etichettiamo e archiviamo, al presumibile fine di tirarcene fuori.
.
“Come un fiammifero, acceso sulla caldaia di una miscela esplosiva. Sì, questa è la vera tragedia: che chi ha sparato non è un mostro. Oh, come vorremmo che fosse un mostro, per poter scaricare unicamente sul parossismo della sua barbarie le responsabilità di questo assassinio!
Ma chi ha sparato non è un mostro, e neppure un pazzo e forse neppure un criminale nel senso classico del termine.
Non è un mostro.
«Un nostro!», un nostro concittadino, che, come ultima miccia, ha dato fuoco alle polveri di cui, almeno un granello, ce lo portiamo tutti nell’anima.
Ecco perché quel fucile a canne mozze apre un discorso alla cui logica nessuno di noi può sottrarsi, dichiarando ipocritamente la sua estraneità.
È il discorso del cuore di sasso che ci portiamo al petto, forse l’unica reliquia che ci è rimasta dell’età della pietra, e che, a dispetto dei progressi di cui meniamo vanto, ancora non è stato trapiantato con un vero cuore di carne.
È il discorso sulla rifondazione di un metodo educativo più serio e diuturno che dovrebbe vedere impegnate tutte le istituzioni, dalla scuola alla famiglia, nella creazione di argini che ci preservino dagli smottamenti verso la cultura dei cavernicoli.
È il discorso sul ruolo della Chiesa, dalle cui sedi catechistiche oggi passano tutti, senza purtroppo, portarsi nell’anima le stigmate benefiche di una cultura di nonviolenza e di pace.
Ecco perché a Gianni voglio chiedere perdono anch’io, vescovo di questa città, responsabile di una Chiesa forse un po’ troppo attardata in una pastorale di contenimento e di conservazione, che stenta a uscire dai perimetri rassicuranti delle sagrestie per compromettersi con gli ultimi, ritrovando audaci cadenze missionarie, ed è ancora ben lontana dall’essere «testimonianza viva di verità e di libertà, di giustizia e di pace, perché tutti gli uomini si aprano alla speranza di un mondo nuovo»”.

 
 
 

Beati...

Post n°459 pubblicato il 05 Settembre 2020 da il_parresiasta

 

Dopo la predicazione di una povertà oltremodo felice, il Signore aggiunge: «Beati gli afflitti, perché saranno consolati».

Carissimi, l'afflizione, alla quale qui viene promesso il conforto eterno, non ha nulla in comune con le tribolazioni di questo mondo. Né si tratta di quei lamenti che vengono emessi dagli uomini nel loro comune dolore. Questi lamenti non rendono beato nessuno.

Diversa è la natura dei gemiti dei santi, come pure diversa è la causa delle lacrime che meritano di essere chiamate beate.

Il dolore propriamente religioso è quello che piange o il peccato proprio o quello degli altri. Né si duole perché questo male è colpito dalla giustizia divina, ma, se si attrista, lo fa per quanto viene commesso dalla iniquità umana.

E' il caso di piangere più colui che compie le opere del male, che chi ne è la vittima, perché la malizia fa sprofondare l'iniquo nell'abisso della pena, la sopportazione, invece, conduce il giusto alla gloria.

(dal «Discorso sulle beatitudini» di san Leone Magno, papa)

 
 
 

Il vero amore...

Post n°458 pubblicato il 20 Agosto 2020 da il_parresiasta

 

Un uomo di una certa età è venuto un giorno nell’ospedale dove lavoravo per farsi medicare una ferita alla mano. Aveva fretta e, mentre lo medicavo, gli domandai cosa avesse di urgente da fare.

Mi rispose che doveva andare in una residenza per anziani per pranzare con sua moglie che era ricoverata lì da parecchio tempo perché soffriva di un Alzheimer molto avanzato.

Mentre terminavo di bendare la ferita, gli chiesi se la moglie si fosse allarmata nel caso in cui quella mattina fosse arrivato in ritardo.

“No”, mi rispose, “lei non sa neanche chi sono. È ormai da cinque anni che non mi riconosce più”.

Allora, incuriosita, chiesi: “Se non la riconosce, perché ha tutta questa necessità di passare con lei tutte le giornate?”.

Mi sorrise e, dandomi un colpetto sulla mano, mi rispose: “Lei non sa più chi sono io, ma io so molto bene chi è lei”.

Mi vennero le lacrime agli occhi e, mentre usciva, pensai: “Questo è il genere d’amore che voglio per la mia vita; il vero amore non si riduce solo a quello fisico o romantico, è l’accettazione di tutto quello che è l’altro, di quello che è stato, di quello che è, e di quello che potrà mai essere”.

 
 
 
Successivi »
 
 
 
 
 
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

Smeraldo08simona_77rmil_parresiastalentissima1antecristo3Marilena63Sibilia7calaazzurrdeliaemmemy2ndLifelubopoQuartoProvvisorioFLORESDEUSTADsoltanto_unsognogipsy.mm
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.3.2001. Parte del materiale pubblicato può essere stato prelevato da Internet, quindi valutato di pubblico dominio. Qualora i soggetti interessati o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo al gestore del blog che provvederà prontamente alla rimozione dei testi e delle immagini utilizzate. Si sottolinea inoltre che ciò che è pubblicato sul blog è a scopo di discussione, approfondimento, studio e comunque non di lucro.

 
 
 
 
 
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova