Un blog creato da il_parresiasta il 12/01/2010

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Citazioni nei Blog Amici: 29
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Senso...

Post n°485 pubblicato il 02 Giugno 2021 da il_parresiasta

Santa Maria, donna della strada, come vorremmo somigliarti nelle nostre corse trafelate, ma non abbiamo traguardi. Siamo pellegrini come te, ma senza santuari verso cui andare. Camminiamo sull’asfalto, e il bitume cancella le nostre orme. Forzati del camminare, ci manca nella bisaccia di viandanti la cartina stradale che dia senso alle nostre itineranze. E con tutti i raccordi anulari che abbiamo a disposizione, la nostra vita non si raccorda con nessuno svincolo costruttivo, le ruote girano a vuoto sugli anelli dell’assurdo, e ci ritroviamo inesorabilmente a contemplare gli stessi panorami.
Santa Maria, donna della strada, fa’ che i nostri sentieri siano, come lo furono i tuoi, strumenti di comunicazione con la gente e non nastri isolanti entro cui assicuriamo la nostra aristocratica solitudine. Liberaci dall’ansia della metropoli e donaci l’impazienza di Dio. L’impazienza di Dio ci fa allungare il passo per raggiungere i compagni di strada. L’ansia della metropoli, invece, ci rende specialisti del sorpasso. Ci fa guadagnare tempo, ma ci fa perdere il fratello che cammina accanto a noi. Ci mette nelle vene la frenesia della velocità, ma svuota di tenerezza i nostri giorni. Ci fa premere sull’acceleratore, ma non dona alla nostra fretta, come alla tua, sapori di carità.

(don Tonino Bello, Maria donna dei nostri giorni, Paoline, Milano 1993)

 
 
 

Reciprocità...

Post n°484 pubblicato il 01 Giugno 2021 da il_parresiasta

Circa sei mesi fa, il mio vicino mi ha chiesto la password di Internet. Gliel'ho data perché non mi costava nulla e perché andavo d'accordo con lui. Ieri stavo tornando a casa e lui era sulla porta. Mi sono fermato a parlare un po’ come al solito, e lui mi ha detto allegramente che ora aveva Netflix. Al che, io ho detto scherzosamente: "Lavoro sodo, a malapena ho tempo per guardare la TV, ma è fantastico, se mi prestassi la password per guardare qualche spettacolo te ne sarei grato". Si è sentita una voce in lontananza, era sua moglie, seduta in macchina: "Non possiamo dargliela, perché io sono quella che paga e non posso condividerla".

Regnava il silenzio più totale!

L'uomo si è scusato sottovoce, io ho detto che non c'erano problemi. Abbiamo continuato a parlare di altre cose, infine sono rincasato e lui è rimasto fuori a sbrigare le sue cose. Poco dopo, la moglie è uscita per chiamarlo, sembrava molto nervosa, diceva che la televisione non funzionava. Il mio vicino è entrato in casa, io guardavo fuori dalla finestra. Dopo pochi minuti, lui e sua moglie sono venuti a chiamarmi e mi hanno detto che la rete non funzionava, che la password non entrava. Li ho guardati e ho detto: "Ho cambiato la password, perché sono io che pago e non posso condividerla". La moglie è diventata rossa e ha cercato di dire qualcosa, ma io ho detto: "Signora, io ho la mia rete e voi avete il vostro Netflix, tutto va bene e tutti sono felici". Si sono voltati e se ne sono andati chiudendo la porta. Non mi hanno mai più parlato.

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La storia non è mia, ma questa è la lezione che ho imparato:
- L'amicizia deve essere reciproca.
- L'amore deve essere reciproco.
- L'affetto deve essere reciproco.
Nel 2021 intendo restituire il SILENZIO con il SILENZIO come le assenze con le assenze, l'affetto con l'affetto, l'amicizia con l'amicizia e la lealtà con la lealtà. Niente più sentimenti unidirezionali. I sentimenti Devono essere reciproci.

 
 
 

Il cuore piu' bello...

Post n°483 pubblicato il 06 Maggio 2021 da il_parresiasta

 

C'era una volta un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone: diceva di avere il cuore più bello del mondo o, quantomeno, dell'intera vallata.

Tutti quanti erano sbalorditi per questo, e glielo ammiravano: era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto.

Erano tutti concordi nell'ammettere che quello era proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano, più il giovane s'insuperbiva e si vantava di quel suo cuore meraviglioso.

All'improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio che, emergendo dalla folla, disse: "Beh, a onor del vero, il tuo cuore è molto meno bello del mio!".

Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti: della folla, e del ragazzo.

Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici. C'erano zone dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri, ma non combaciavano bene. Così il cuore risultava tutto bitorzoluto. Per giunta, era pieno di grossi buchi, dove mancavano interi pezzi.

Così tutti quanti osservavano il vecchio, colmi di perplessità, e si domandavano come egli potesse affermare che il suo cuore fosse non solo bello, ma il più bello!

Il giovane guardò com'era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere: "Starai scherzando!", disse, "Confronta il tuo cuore col mio: il mio è perfetto, mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime".

"Vero.", ammise il vecchio, "Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai a cambio col mio. Vedi, ogni ferita che tu vedi rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore: ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel'ho dato. Spesso ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore, a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma, certo, ciò che dai non è mai esattamente uguale a quel che ricevi così ho qualche bitorzolo, a cui sono molto affezionato, però: ciascuno mi ricorda l'amore che ho condiviso.

Altre volte, invece, ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto: questo ti spiega le voragini. Amare, tu lo sai, è rischioso, ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l'amore che provo anche per queste persone... e chissà? forse un giorno ritorneranno e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro.

Comprendi, adesso, che cosa sia la vera bellezza?".

Il giovane era rimasto senza parole, e lacrime copiose gli rigavano il volto. Prese un pezzo del proprio cuore, corse incontro al vecchio, e glielo offrì con le mani che gli tremavano. Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. Ci entrava, ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo. Il giovane guardò il suo cuore, che non era più il cuore più bello del mondo, eppure lo trovava meraviglioso come mai: perché l'amore del vecchio ora scorreva dentro di lui!

 
 
 

Storia dello scemo...

Post n°482 pubblicato il 24 Aprile 2021 da il_parresiasta

LA STORIA DELLO SCEMO DEL PAESE
 
In un paesino un gruppo di persone si divertiva con un uomo noto come lo "scemo del paese", un povero cristo che viveva svolgendo piccoli lavori e di elemosina.
Ogni giorno queste persone incontrandolo al bar si divertivano dandogli la possibilità di scegliere tra due monete, da 1 e 2 euro, e una banconota da 5 euro e lui puntualmente sceglieva sempre le due monete anziché la banconota, e ciò è inutile dirlo era motivo di derisione.
Un giorno, un signore che guardava il gruppo divertirsi alle spalle del povero uomo, lo chiamò in disparte e gli fece notare che è vero che prendeva due monete ma che le stesse insieme valevano meno della singola banconota.
“Signore, lo so bene, non sono così scemo", replicò, "la banconota vale due euro in più, ma il giorno in cui la sceglierò, il gioco finirà e non “vincerò” più i 3 euro al giorno”.
Questa storia ci insegna:
1) chi sembra fesso, non sempre lo è;
2) coloro che presumono di essere più intelligenti, spesso sono i fessi della situazione;
3) un’ambizione smisurata può finire per tagliare una fonte di reddito sicura.
Ma la conclusione più interessante che possiamo trarre da questa storia è che ciò che conta non è quello che gli altri pensano di te, ma quello che tu pensi di te stesso.
Perché, guardate, il vero intelligente non è colui che sembra esserlo ma colui che lo dimostra.
 
(fonte: web)

 
 
 

Un pezzo d'amore...

Post n°481 pubblicato il 26 Marzo 2021 da il_parresiasta

Tobia era un bambino di quarta elementare, silenzioso e sereno. Viveva con i genitori ed i fratelli in una modesta casetta, ai margini del paese, appollaiato su una collina costellata di ulivi, a qualche chilometro dal mare.

Il giorno della chiusura della scuola, prima delle vacanze di Natale, tutti i bambini fecero a gara per portare un regalo alla maestra, che si chiamava Marisa ed era gentile e simpatica.

Sulla cattedra, si ammucchiarono pacchetti colorati…

La maestra ne notò subito uno piccolo piccolo, con un bigliettino vergato dalla calligrafia chiara ed ordinata di Tobia: «Alla mia maestra».

Marisa ringraziò i bambini, uno alla volta. Quando venne il turno di Tobia, aprì il pacchettino e vide che conteneva una piccola, magnifica conchiglia, la più bella che la maestra avesse mai visto: era tutta un ricamo pieno di fantasia, foderato di madreperla iridescente.

«Dove hai preso questa conchiglia, Tobia?», chiese la maestra.

«Giù, alla Scogliera Grande!», rispose il bambino.

La Scogliera Grande era molto lontana, e si poteva raggiungere solo tramite un sentierino scosceso. Era un cammino interminabile e tribolato, ma solo là si potevano trovare delle conchiglie speciali, come quella di Tobia.

«Grazie, Tobia! Terrò sempre con me questo bellissimo regalo, che mi ricorderà la tua bontà... Ma dovevi proprio fare tutto quel lungo e difficile cammino, per cercare un regalo per me?».

Tobia sorrise: «Il cammino lungo e difficile fa parte del regalo!».

 

Non si regala un “oggetto”, si regala un pezzo del proprio “amore”.

L'unico vero “dono” è un pezzo di sé...

 
 
 
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