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Le psicosette di Maurizio Antonello (parte 1)

Post n°64 pubblicato il 29 Ottobre 2009 da loritatinelli
 

In questi mesi di trasloco e di ricatalogazione dei vari documenti e libri in mio possesso, ho ritrovato un interessante articolo che il Dottor Maurizio Antonello, mio amico e collaboratore, nonchè socio fondatore del CeSAP, aveva pubblicato nella rivista "Sette e Religioni", ESD, 3/1992, pp.368-404.

Lo riporto perchè lo trovo molto interessante.

 

 

Introduzione

Da circa un ventennio assistiamo, anche nel nostro Paese, a una sorta di riproposizione (innovata però nella sostanza come nei contenuti) della dimensione individuale, in tutti i suoi aspetti e manifestazioni, al contempo coerenti e contraddittorie: individualismo, ricerca interiore, narcisismo, edonismo, intimismo, coscientizzazione... tanto per citarne alcune.
Questa tendenza, viavia sempre più marcata, ha avvolto e trasformato ogni cosa, sottilmente. Ad esempio, riguardo al prototipo di uomo da imitare è in auge, come non mai, il modello americano, il «self made man», colui che si è fatto da sè e che non deve chiedere mai: una sorta di attualizzazione del classico homo faber per questo «Secondo Rinascimento». Parallelamente a questo, sta prendendo sempre più piede una cultura (quasi religiosa) del corpo e della mente che connota le ultime mode e tendenze e caratterizza la nuova fede. Le palestre, i centri di abbronzatura, le cliniche di chirurgia estetica o gli studi degli psicoterapisti costituiscono alcuni dei nuovi templi. La letteratura sull'argomento è ormai, a dir poco, sterminata. Contemporaneamente, si è assistito a una frammentazione sociale attuata a vari livelli, favorita dal crollo delle ideologie e dalla frantumazione dei blocchi preesistenti e dal superamento della divisione della società in classi omogenee e distinte.
I concetti dell'individualità e del soggettivo - riveduti e corretti - sono stati ora assunti a principi base per ogni piccolo gruppo conseguentemente formato e per ogni individuo che ne fa parte.
Ad esempio, politicamente, il post '68 è stato caratterizzato in gran misura da un riflusso nel privato oppure, da parte di alcune minoranze, dalla scelta della lotta armata, dalla riscoperta dell'Oriente o dall'impegno in gruppi o associazioni varie.
I tradizionali partiti hanno cominciato ad essere soppiantati dalle nuove forme del politico - nuove aggregazioni in gruppi di opinione, di opposizione e di pressione formatisi sulla spinta di «bisogni» concreti. Ci si riferisce, a solo titolo esemplificativo, ai gruppi ecologico-ambientalisti, alle associazioni dei consumatori, alle comunità per la produzione e la distribuzione di prodotti naturali...
La Storia stessa si è spezzettata in molte storie, rigorosamente locali, grazie al contributo dei numerosissimi gruppi storico-culturali o archeologici, realtà spontanee ormai molto diffuse. A quanto pare anche la geografia politica deve modificare le sue mappe - basti pensare a quanto sta accadendo all'Est - riorganizzate tenendo in maggior conto le etnìe presenti nel territorio.
Si sta assistendo quindi a tutta una seriedi parcellizzazioni, di frammentazioni successive, dal grande al piccolo, fino ad arrivare all'unità, all'uomo, ai suoi bisogni ed esigenze.
Molti vedono in queste ed altre trasformazioni dei segnali di cambiamento globale del nostro modo di vivere, di pensare e di essere. Esse testimoniano, secondo costoro, il passaggio dalla vecchia era astrologica dei Pesci a quella dell'Acquario.
Anche la religione ufficiale, oltre a subire (o provocare) in se stessa dei cambiamenti, assiste alla crescita di numerosissime sètte religiose, la cui aggressività nel proselitismo, metodi e tematiche era fino a poco tempo prima sconosciuta.

 

Questa variopinta e a voltecontraddittoria congerie di idee, cambiamenti, innovazioni, gruppi, aggregazioni o singoli è globalmente compresa nel firmamento del New Age, la Nuova Era. Essa è una mentalità, un nuovo modo di intendere, di pensare e di concepire se stessi, la propria vita, la società, Dio stesso. Questo presuppone un nuovo ordine sociale, un radicale cambiamento di vita, abitudini, pensieri alla soglia del nuovo Millennio.

  «L'onda - come la definisce Jean Vernette - si è formata negli Stati Uniti intorno agli anni '70 in seguito al movimento di "controcultura", ma già negli anni '60 la commedia musicale Hair aveva cantato l'avvento di Acquarius e salutato gli albori dell'Acquario» (1).

 Cambiamenti sono avvenuti anche nell'approccio verso la medicina ufficiale, validamente affiancata da quella naturale, non aggressiva, olistica, decisamente meno meccanicista e più propensa a ricercare origini e cause delle malattie nell'ambiente e nella storia del soggetto e, soprattutto, nella sua psiche.

 A tal proposito Jean Vernette, nel suo già citato libro, così si esprime:

«E stupefacente il cambiamento di paradigma operato dal NEW AGE soprattutto in materia di terapie e di tecniche di guarigione. Ai nostri giorni sono sempre più numerosi i medici e i gruppi di intervento terapeutico che fanno appello all'approccio olistico, alla medicina naturale e ai metodi di sviluppo del potenziale umano» (2).

- continua -

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 (1) J. Ve rnette, // New Age, ed. Paoline, Milano 1992, p. 5.
 (2)  Ibid., p. 78.

 

 
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