Pensieri

Liberiamo le nostre menti.

 

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C’è un principio di magia fra gli ostacoli del cuore
Che si attacca volentieri fra una sera che non muore
E una notte da scartare come un pacco di natale
C’è un principio di ironia nel tenere coccolati i pensieri più segreti
E trovarli già svelati e a parlare ero io
Sono io che gli ho prestati
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
C’è un principio di allegria fra gli ostacoli del cuore
Che mi voglio meritare anche mentre guardo il mare
Mentre lascio naufragare un ridicolo pensiero
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose devi meritare
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
C’è un principio di energia che mi spinge a dondolare
Fra il mio dire e il mio fare
E sentire fa rumore
Fa rumore camminare fra gli ostacoli del cuore
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non vuoi sapere
Quante cose da buttare nel viaggio insieme

 

immagine"Il tango ha la tristezza dei crepuscoli di Buenos Aires. Chi lo canta non ha mai fretta di finire, come se temesse una conclusione drammatica. Chi lo balla ne interpreta la languida malinconia. Chi lo suona trasforma in musica un repertorio caotico di sentimenti, solitudine, odio, burla, rancore, vendetta, desiderio, timore, ira, godimento sessuale, intrigo, felicità, vicissitudini di quartieri porteni, barrios, talvolta miserabili e malfamati."

"In ogni abbraccio c'è un racconto.
Ci sono le parole che non si ha avuto il coraggio di dire, e altre che non si vorrebbe mai dire".
 

 

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Post N° 121

Post n°121 pubblicato il 08 Giugno 2006 da luz1969
Foto di luz1969

Ti ricordi la prima volta che abbiamo ascoltato questa canzone insieme...non credevi a quello che ascoltavi e ci discutemmo molto...sul fatto di chiudersi dietro un muro e soffocare nei nostri profondi animi le sofferenze dello spirito...Ti dicevo non puoi, non devi, non possiamo e non dobbiamo...Conoscevi la tua fine, non sapevi quando ma sapevi che era prossima...
Vivere solo di sogni non si può ed allora ti feci la promessa...Vivrò di sogni , ma combattero e mi sforzerò affinchè essi diventino realtà...
Oggi non ci sei più, ma puoi vederli e ti puoi rendere conto che in fin dei conti parte di quella promessa l'ho mantenuta...sono un osso duro sotto questo punto di vista.  
Sai che mi  piace andare in macchina e guardare lo specchietto retrovisore e guardare ciò che è stato...la sensazione di guardare avanti correre sempre più per aumentare la distanza di sicurezza con il passato...
Ma ti faccio una confessione, ieri per un attimo mi sono fermato ed ho invertito l'ordine dei fattori...questa volta no, mi sono detto. Corro ma giro le spalle al futuro...e corro, corro sempre più veloce per aumentare la distanza di sicurezza. Ma questa volta il passato lo guardo in faccia e non da uno specchietto retrovisore.
Poi mi sono girato ed ho continuato, ma camminando...
Ho sorriso, il sole mi scaldava l'animo ed ho pensato al modo in cui mi piace più ricordarti, proprio con le parole di quella canzone..."Floating down through the clouds"...

 

 

Scendono lentamente dalle nuvole
i ricordi che ora mi assalgono.
Nello spazio fra i cieli
e nell'angolo di qualche campo straniero,
ho fatto un sogno,
ho fatto un sogno.
Addio Max,
addio mamma.
Dopo la funzione mentre torni lentamente all'auto,
e l'argento dei suoi capelli
splende nell'aria fredda di novembre,
senti la campana che suona a morto,
tocchi la seta del risvolto.
E mentre le lacrime cadono
per essere confortate dal suono della banda,
le prendi la mano delicata,
e ti aggrappi ostinatamente al tuo sogno.

"Un posto per vivere,
cibo a sufficienza,
un luogo dove i vecchi eroi passeggiano tranquillamente,
dove si possono esprimere ad alta voce
dubbi e paure,
e soprattutto dove nessuno muore.
dove non ti gettano sulla soglia il solito giornale di frasi fatte,
dove te ne stai tranquillo e beato,
e non ci sono maniaci che sparano
con il telecomando ai suonatori della banda.
E tutti possono fare ricorso alla legge.
E nessuno uccide più i bambini.
E nessuno uccide più i bambini."

Notte dopo notte,
mi gira nella mente,
questo suo sogno mi fa impazzire.
Nell'angolo di qualche campo straniero,
l'artigliere stanotte dorme.
Quel che è fatto è fatto.
Non possiamo cancellare le sue ultime parole.
Pensate bene al suo sogno.
Pensateci bene.

 
 
 
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Data di creazione: 24/08/2005
 

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