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L' "Onda"

Post n°54 pubblicato il 03 Dicembre 2008 da magnum.3

Nella grande Sala, la riunione era al culmine. Si trattava di una delle manifestazioni più democratiche che un Popolo potesse immaginare ed attuare. Era rivolta, quella manifestazione, all’avvenire: si celebrava una grande ricorrenza che interessava molti, moltissimi Studenti. Gli Oratori si succedevano sul podio, i ragazzi seduti nell’anfiteatro seguivano attenti, alcuni favorevoli, altri contrari a ciò che stavano ascoltando, ma tutti in rigoroso silenzio, nel rispetto delle opinioni altrui.

Improvvisamente, le porte della Sala si apersero ed un gruppo di persone irruppe al suo interno. Quasi tutti erano mascherati con sciarpe e passamontagna. Era evidente il tentativo coraggiosissimo di non farsi riconoscere. Molti avevano in mano dei bastoni, e forse non solo.

Interruppero la riunione, impedirono agli Oratori di proseguire nelle loro relazioni. Minacciarono il Presidente, al punto da costringerlo ad allontanarsi, nel timore di una quasi certa aggressione fisica.

Quel gruppo non era molto numeroso, ma suppliva alla propria minoranza con armi più o meno improprie, con l’arroganza, con l’intimidazione sistematica, con la violenza.

            No, non era il 1925. Ed il gruppo non vestiva la camicia nera, né quella rossa, non ancora. Avevano bastoni ed altro, nelle mani. Probabilmente, se la loro violenza avesse prevalso, alla prossima occasione sarebbero comparse anche della bottiglie di un desueto, ormai, olio di ricino.

            Non era il ’25. E nemmeno il '52. E neppure era ancora iniziata, almeno ufficialmente, una “Lunga Marcia”. Era il 2008. Non ci si trovava a Berlino, e nemmeno a Mosca, e neppure a Pechino. Quella Sala era l’Aula Magna dell’Università “La Sapienza”, a Roma, ma nella Roma dei giorni nostri, che non dovrebbe essere, non più, quella degli Avanguardisti. Ed il gruppo era composto da gente – non “studenti”, che sono una cosa nobile: solo “gente”, particole impazzite della parte più negativa del nostro Popolo, fatta di violenti e di antidemocratici sotto false vesti – che, dipinta di rosso, era tuttavia nera, che più nera non si può. Appartenevano ad una cosa chiamata “Onda” (loro erano forse degli “ondini”?) e pretendevano di essere autonomi, indipendenti da qualsiasi Partito e, soprattutto, antifascisti. Tra i loro libri di testo, evidentemente, non figuravano quelli di Storia. Della Storia, tutto sommato abbastanza recente, di circa settantacinque anni orsono.

Allarme della Protezione Civile: attenti che l’ “Onda” non diventi uno tsunami, forza cieca, abietta, che tutto travolge, tutto distrugge, nulla, ma proprio nulla, costruisce. Se non violenza insensata. Se non abbrutimento della Società. Proprio come nel ’25, nel ’52,  nel ’66. Si è chiamata, in altri tempi, “fascismo”, “nazismo”, “bolscevismo” o “rivoluzione culturale”. Nomi diversi, opposti, almeno in teoria. Ma sempre la stessa cosa, sono. Una cosa che speravamo non esistesse più.

 

 
 
 
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Data di creazione: 26/10/2004
 

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