Creato da calmo.mare il 05/02/2007

una tempesta calma

Le descrizioni le lascio a chi non ha fantasia

 

 

Provo a non pensarti

Post n°87 pubblicato il 01 Luglio 2013 da calmo.mare

Un combattimento impari, provo a non pensarti, ma non ci riesco.
Tutto mi fa pensare a te, anche ciò che con te non ha nulla a che vedere.
Tutto.
Non sono tutti pensieri positivi o ricordi carini;
non sono tutti i momenti passati in serenità con te;
sono tutti i momenti, i pensieri e i ricordi di noi.
Un noi a tratti romanzato, a tratti splatter.
Un noi a 360° che include tutto senza tralasciare particolari svantaggiosi per me o per te. Azioni di cui mi vergogno e altre di cui vado fiero con me stesso.
Un noi altalenante.
Vorrei starti vicino per capire;
farti capire;
finalmente poter mettere una parola netta a questo "noi". 

 
 
 

Auguri

Post n°86 pubblicato il 14 Febbraio 2012 da calmo.mare

Felice festa dell'amore,
amore. 
Non ci resta che ciò che ci resta
tanti chilometri
tanti ricordi
e tanti bei momenti
che non vanno via!
Nemmeno se li lavi con lo sgrassatore,
nemmeno se li dimentichi alla stazione
insieme allo zaino dei pensieri che volevi dimenticare.
I ricordi sanno sempre dove stai di casa
e ti trovano.
Per questo non li combatto
non li sfuggo più!

Buon San Valentino Amore mio 

 
 
 

Eri bella ai miei occhi!

Post n°85 pubblicato il 14 Giugno 2011 da calmo.mare

Eri bella e lo sei sempre stata.
Ma ai miei occhi eri Speciale!
un viso che irradiava luminosità,
la tua pelle mi ha sempre illuso
più delle tue parole.
I tuoi occhi, contornati da un tocco di trucco
erano leggeri
più di te!

 

 
 
 

il tuo sguardo attraverso le sbarre

Post n°84 pubblicato il 29 Marzo 2011 da calmo.mare

Eri bella, attraverso le sbarre,
gli occhi ti brillavano
nessuno dei due era in gabbia
ma tu non potevi entrare
ed io non sono uscito

Certo avrei voluto abbracciarti
le sbarre hanno fatto il loro lavoro
meno male?
sfortunatamente?
Loro hanno fatto il loro lavoro.

Il resto del tempo
ho pensato alla tua camminata
al tuo passo da bimba che cammina
con l'espressione corrucciata
e a cosa potevi provare.

cosa potevi provare?
avrei voluto abbracciarti
ma me lo impedisco
perché se incontrarti mi fa questo effetto,
abbracciarti potrebbe uccidermi.

 
 
 

il tuo punto di vista

Post n°83 pubblicato il 22 Febbraio 2011 da calmo.mare

L'ottusità dell'obnubilazione!
Ti sei sentita tradita
non credi a ciò che dico
non più almeno.
Fai bene, lo strappo è necessario
doloroso ma necessario.

Mi sono battuto come un toro
passando anche dalla parte del torto
per noi
Ora è facile giudicare
chiudere gli occhi
chiudersi nella propria disperazione!

Non mi batto più

Ho scelto di seguire il flusso
di vita che mi pervade.
Non combatto più
non controbatto più..

 
 
 

è così che va

Post n°82 pubblicato il 04 Ottobre 2010 da calmo.mare

In linea di massima va bene così.
Sono di  nuovo in carreggiata:
occhi che insinuano - presenti;
persone da affascinare - presenti;
sogni da alimentare - presenti;
cantonate da prendere - presenti;
letti nuovi dove perdersi - presenti  anche loro..
Tutto presente. Tutto.
Tranne ciò che desidero veramente.. 
Tranne ciò che mi fa più male e bene allo  stesso tempo
Perché ciò che desidero io non è ciò che desidera l'altra anima.

Se fossi un computer
se fossi un programma
mi formatterei
rinuncerei al backup
inizierei una nuova vita.

perché sono stanco
stanco di star male.

Se solo fossi un cervello elettronico non penserei
agirei col tasto reset
e via con un nuovo download 

 
 
 

Il vuoto incolmabile che sento!?'

Post n°81 pubblicato il 05 Settembre 2010 da calmo.mare

Non lo so perché utilizzo questo blog, ormai.
Forse come rifugio nei momenti di sofferenza,
come sfogo nei momenti terrificanti che costellano la mia esistenza.
Da molto non ci scrivo più della mia serenità, di momenti magici, 
di attimi leggeri vissuti in armonia con il mio amore.

Armonia e leggerezza. 

quanto mi mancano entrambe.
Ero più leggero e armonioso un tempo.
In alcuni momenti avevo la netta sensazione di irradiare luce..
Magari la riflettevo soltanto, ma era sempre una buona energia!
Ora che sono sulla soglia dell'ennesima fine
mi giro e mi rendo conto che è con i piedi di piombo
e le tasche piene di pietre che mi accingo ad uscire.

Non dovevo diventare così pesante... 

 
 
 

I miei orrori mostruosi

Post n°80 pubblicato il 26 Dicembre 2009 da calmo.mare

Non è vero che tutto si sistema.
Vorrei che tutto si sistemasse, ma a quali condizioni?
Alle tue? Alle mie?

Non pensavo di essere un "mostro" anche se mi ci sento.
Il buio e il freddo mi attanagliano per l'ennesima volta.
La solitudine mi lascia riflettere, macerare.
Non pensavo di essere pesante, credo di esserlo diventato.
Con quale spirito ho rinunciato alla mia leggerezza per piombare
in questa melma calcinosa che mi fa arrancare?
Mi ritrovo contro ogni mio desiderio in una palude sentimentale.
Mi ritrovo al centro, troppo lontano da qualsiasi appiglio che mi
consenta di tirarmi fuori.

Tu? Dove sei in tutto ciò?
In un'altra palude. Una palude costruita con metodo.
La tua palude sentimentale, con le tue scarpe di piombo,
la voce da bambina e le tue posizioni irremovibili.
I tuoi confini, i tuoi spazi.
Più che una palude, il deposito di Zio Paperone:
austero ma pieno d'oro, come le promesse insite nei tuoi sguardi;
colorato ma ingrigito dalla paura che qualcuno vi entri;
dotato di sistemi antiintrusione che non farebbero entrare nemmeno
i pompieri in caso di incendio;
un mondo di ricchezza che se aperto potrebbe rendere molto di più
anche solo con gli interessi.
Invece no.
Ti sei chiusa nella torre incantata.

Il drago che fa la guardia non è la fidanzata di ciuchino.
E' una gorgone che pietrifica con algidi sguardi.
Le trappole che circondano il fossato non lasciano scampo.
Ma in tutto ciò una canzone aleggia nell'aria.
Con la voce di Bijork arrivano le parole di una canzone triste:


"la triste principessa
rinchiusa tutta sola
piange per se stessa
e mai più si consola.

I principi che provano a scalare le sue mura
spesso ai primi rischi rinucian per paura.
L'ultimo ha deciso di fare il coraggioso
è quello lì affogato nel fosso più fangoso
è stata la follia indotta dal fardello
che lui si trasportava deposto nel cervello.
Soltanto per amore vi si era avventurato
ed ora il suo cuore si trova avvelenato.

la triste principessa
rinchiusa tutta sola
piange per il suo principe
che l'ha lasciata ancora

Il suono del suo canto induce i più falliti
a compiere le gesta di cavalieri arditi
tu metti il più fallito dentro un'armatura
per qualche tempo forse non proverà paura
un alito di promesse di gioie e di bellezza
lo spinge con ardore a battersi con destrezza
ma ciò che troverà con grande delusione
è solo la tristezza che lambisce quel bastione.

La triste principessa
rinchiusa se ne sta
forse vorrebbe uscire
ma mai lo farà

la triste principessa
piange con rancore
per i danni che combina
ogni volta col suo cuore"

Io il cavaliere che senza macchia e senza paura si spinge oltre.
Ho evitato le prime trappole intorno al fossato;
mi sono arrampicato sulle mura, sono risceso e penetrato nel cortile;
i profumi e i sapori mi hanno inebriato;
mi sono spinto incoscente all'interno del castello e ti ho vista!
Ho ancora il calore delle tue labbra impresso sulle mie.
Ora che giaccio nelle fredde segrete incatenato mani e piedi.
Volevo liberarti da quel castello. Ingenuo.
Tu hai pensato che sarebbe stato il passaggio da una prigionia
ad un'altra. Da una torre ad un'altra torre.
E' naturale scegliere qualcosa che si conosce
piuttosto che qualcosa che si ignora.
A nulla servono i miei sforzi per liberarmi, ogni gesto si rivolta contro di me.
Ogni scossa alle catene è interpretata come una violenza,
ogni tentativo di scardinare il lucchetto che mi rinchiude diventa
un atto di forzatura.

Con questa pesantezza nel cuore,
vivo quotidianamente.
Con la voglia di reagire sempre più affievolita.
Con la voglia di...la torre

Chi cavalcherà i tuoi cavalli selvaggi (anche tu)

 
 
 

visioni

Post n°79 pubblicato il 21 Novembre 2009 da calmo.mare

Con gli occhi dell'anima ti cerco tra le pieghe del tempo.
Un tempo che si arrotola su di se, su di me, su di noi.
Sovrapponendo cose accadute con ciò che,
ancora deve accadere.
Con gli occhi della mente ti vedo.
Una nitida immagine che lentamente si sfoca,
mangiata dagli acidi di una memoria digerente,
per adattarsi ad un immagine aggiornata.
Con gli occhi ti ho vista e non ti riconosco.
Fatico a riconoscere questo mesto sorriso che,silenziosamente,
ha sostituito il sorriso più spensierato che avevi prima.

Un peso mi attanaglia e non mi permette di accettare con leggerezza,
mutazioni imposte dalla naturale evoluzione delle cose.

Qualcuno mi ha detto che invecchiando si diventa presbiti,
non mi avevano detto che il tempo fa diventare tristi,
anche i sorrisi più spensierati...

Resterò ancora un pò ad aspettare che ritorni l'onda giusta,
perché a ricrearla non sono capace.
Non smetterò di cercare il tuo sguardo.
Ovunque!

 

Un video pertrubabile (se il link funge)

 
 
 

riflessioni personali

Post n°78 pubblicato il 03 Giugno 2009 da calmo.mare

Cado spesso nelle trappole che il mio "altro" piazza.
Sono trappole che mi riconducono a dinamiche da cui provo a fuggire.
Nel momento in cui abbasso il livello di guardia cado nel tranello.
Un tunnel buio. Accecato da questa totale assenza di luce vago.
Vago alla ricerca di luce. Attratto da ogni fonte luminosa, spesso,
mi ritrovo a seguire l'istinto e non la ragione. Seguo la rabbia e non la calma.
Seguo ciecamente una luce che non percepisco col cuore ma con la pancia.
Mi sento ferito e ferisco, o muoio un po' nell'intento.
Quando ritorno alla luce poi, non posso far altro che constatare d'aver dato
botte e bordate a me stesso se non alla persona che amo di più.
Vorrei non cadere nelle trappole che il mio altro piazza.
Perché questa volta mi sono sentito ancora più solo.
Ho persino evitato la tua mano che si tendeva a darmi una possibilità.
Ho evitato di sentire la tua voce che mi indicava la strada.
Ho frainteso i tuoi messaggi e ho creduto che quella mano fosse semplicemente
un'ennesima illusione creata da me.

 
 
 

Il mio

Post n°77 pubblicato il 13 Maggio 2009 da calmo.mare

E' il mio umore che vacilla.
Non l'amore, quello è scritto con la A.
Con la A di Adoratore, di Aviatore, di Ardito Appassionato.
Qui parliamo di umore, quello scritto con la U.
Con la U di Uomo, di Uguale, di Univoco Usurpatore.
Vacilla come un Viaggiatore indeciso tra Viareggio e Vibo Valentia.
Cerco di non darlo a vedere, ma vacilla, barcolla e tentenna;
un attimo sono presente al massimo della presenza,
un attimo dopo sono assente ingiustificato al cospetto della lezione di vita.
Il mio umore non mi è nemico,
mi è ostile come un vicino stanco di sentire il mio stereo alle tre di notte.
Il mio umore non mi odia veramente,
mi invidia come un collega che crede che io stia svolgendo un lavoro immeritato.
Il mio umore non mi vuole male,
mi augurerebbe una vita di malattie ma una vincita al superenalotto per curarmi.
Il mio umore sa che però "deve" volermi bene.
Perché è mio!
Perché il mio umore sa che se manco io lui non ha senso di esistere.
Per qesto mi regala momenti di paziente serenità;
mi concede tregue inattese;
stati di grazia momentanei.
Forse lo fa anche per tirare il fiato. Non si può vivere di sola guerra...

 

 
 
 

Nelle passeggiate

Post n°76 pubblicato il 15 Ottobre 2008 da calmo.mare
 

E' il luogo in cui mi piacerebbe passeggiare con te.
In una bolla sospesa nel tempo e nello spazio.
Lontani dai pensieri, dagli affanni e soprattutto lontani dalle incertezze.
Mano nella mano.
Concreto contatto che fuga ogni dubbio.
Come quando ti ritrovavi nel mio sguardo, mentre mi perdevo nel tuo.
Orme che l'acqua cancellerà, ma che ricorderemo di aver lasciato.
Infischiandocene, perché in fondo ci saranno altre orme che lasceremo sulla sabbia...


sono suggestionabile (Paolo Suona per me?)

 
 
 

Nella tua assenza.

Post n°75 pubblicato il 20 Agosto 2008 da calmo.mare
 

In questo periodo di assenza, la tua presenza non è stata da meno.
Ti vedevo in ogni cosa che facevo. C'eri nel mio letto che a stento tiene me;
eri lì a lavoro con me, anche se la postazione non lo permetterebbe;
mi sussurravi consigli poco prima che perdessi la calma;
mi ricordavi che ci sei anche quando non sei con me.
Con sorpresa leggevo messaggi in cui evincevo l'affetto che ti lega a me.
Anche se lo so, mi sorprende e mi illumina dentro riscoprirlo.
In questo periodo di assenza, mi sono sentito assente anche io.
Non perso. Non fuori luogo.
Assente giustificato. Autorizzato da me stesso a non esserci pur essendoci.
Sono tornato?
Sei tornata?
Apri la tua finestra e fammi un segno...



">Tre minuti

 
 
 

Il Golem

Post n°74 pubblicato il 22 Febbraio 2008 da calmo.mare
 

Un gigante di argilla costruito per difendere una popolazione. Il creatore di tale creatura perde il potere su di essa e da quel momento succede il caos. Un essere che non è in grado di pensare, parlare, ma solo agire. Immobile fino a quando non si pronuncia la parola "vita". Distrutto quando si pronuncia la parola "morte".
La parola che devo pronunciare per smuovere il "mio" golem la conosco...

Mr. Bungle play for me Golem...

 
 
 

Mi prendo una pausa dal blog!

Post n°73 pubblicato il 24 Settembre 2007 da calmo.mare
 

La speranza che questa volta la vita reale prenda il sopravvento sui sogni. Ultimamente i sogni hanno interrotto le comunicazioni... Ad eccezione del samurai che mi chiese indicazioni su come fare un EGOGramma...
Cazzo di significato avrà??
Pertanto mi prendo un periodo di pausa non definito a tempo indeterminato. Bacio coloro i/le quali avranno capito che cosa voglio intendere!

unioni improbabili (Plays)

 
 
 

Il ballerino di Limbo.

Post n°72 pubblicato il 18 Settembre 2007 da calmo.mare
 
Tag: reflexy

Sono il ballerino di Limbo. Ballo e incolonnato alla fila attendo il mio turno di inarcamento della schiena per passare sotto l'asse che di volta in volta viene abbassata. La canzone è sempre la stessa. La fila pure, chi non riesce a piegarsi innaturalmente in prossimità della sbarra perde e va fuori dal giro.
Una salvezza.
Allora perché non perdo volutamente?
Maledetta competizione.

Limbo Rock (play for me)

Limbo

 
 
 

Sono qui nuovamente.

Post n°71 pubblicato il 03 Settembre 2007 da calmo.mare
 
Tag: reflexy

Sono qui ma non sono qui. Sono qui sottoforma di fantasma che vacilla. Tra pensieri, fantasmi anche loro, decisioni importanti e direzioni da prendere.
Sono qui ma col pensiero sono altrove. In un altrove dove vorrei ricominciare per evitare errori, almeno questa volta.
Occorre crescere. Per farlo occorrono grandi energie. Forse proprio quelle di cui non dispongo in questo istante.
Freddo e impaurito, che per un fantasma è già inconsueto, rabbrividisco al pensiero di non sapere da dove cominciare...

Linea 77 (Fantasma Rap-Punk?)

 
 
 

Solo la luce che filtra tra i tuoi capelli...

Post n°70 pubblicato il 22 Agosto 2007 da calmo.mare

Sono ancora perso nei miei pensieri, nella pausa che mi sono preso. Per capire quanti passi devo fare ma soprattutto in quale direzione.

Sergio Cammariere (Play for me)

 
 
 

Chiudo per ferie/vacanze/lavori in corso

Post n°69 pubblicato il 08 Agosto 2007 da calmo.mare
 
Tag: avvisi

Si chiudo per il momento!
Poi torno, anche solo per un saluto ma tornerò.
Si torna sempre, o quasi...

Chi può esser ora?

 
 
 

I° Capitolo.

Post n°68 pubblicato il 27 Luglio 2007 da calmo.mare
 

Vivere in una città che ha la presunzione e il vanto d'avere un clima mite e mediterraneo, ma poi regala ai suoi abitanti giornate di caldo africano col tasso d'umidità di un bagno turco, non è facile.
Per chi ci è cresciuto non è una novità. Oggi è un venerdì qualsiasi di un estate calda, caldissima. Chi può permettersi un condizionatore lo monta e spara nell'atmosfera enormi quantità di aria calda, contribuendo al surriscaldamento del pianeta, ma dentro casa ci si sente freschi e fuori “chissenefrega”. Passando sulle griglie d'areazione delle banche, si ha l'impressione di enormi phon puntati sulle gambe dei passanti. Se fossi un gigante tipo Gulliver a Llilliput saprei dove andare ad asciugare i capelli. Ma il problema mondiale del riscaldamento e lo scioglimento dei ghiacciai, ancora non ci tocca, siamo qui per raccontare un'altra storia, che ha la sfortuna o se vogliamo la fortuna di ambientarsi in un periodo, successivo ad alcune guerre, precedente a qualcosa di apocalittico che ancora non si conosce e in contemporanea col periodo di terrorismo pseudoreligioso di instabilità politica e di opportunisco intergalattico che possiamo definire inizio del ventunesimo secolo.

In una giornata di caldo afoso, come tante altre, un citofono suona. In atri tempi ci si sarebbe accapigliati per rispondere, oggi, come in tanti altri giorni ormai, Ines è sola in casa, le altre due coinquiline sono fuori.
-         
Chi è?
-         
C’è Polly?
Il cuore di Ines fa un balzo. Nessuno la chiamava più così da quando era diventata una donna, per l’esattezza da quando aveva perso il contatto col suo amichetto Pepito.
-         
Chi è?
-         
Veramente avrei fatto una domanda.
-         
Anche io. Ho chiesto chi è!
-         
Io sono Pepito
All’improvviso sente che la voce era diventata più stridula e non ha dubbi. Un viaggio nel tempo. E’ Pepito.
-         
Beh allora sali è il sesto piano.
Ines attacca il citofono e apre il portone. Rimane in attesa dietro la porta. Non ci può credere, quanto tempo sarà passato? Quanti anni sono passati. La conta degli anni è enorme, gli eventi trascorsi lo è di più. E in tutti questi anni quante volte avrà pensato a Pepito? Certo ha notizie piuttosto recenti. Fonti note erano amicizie comuni. Fonti alle quali attingere senza dare nell’occhio. “Sai che fine ha fatto Pepito?” oppure “Mah, saranno anni che non si fa sentire, chissà cosa sta combinando Pepito?”. Risposte vaghe che soddisfano in parte la sua curiosità. Sa che ha cambiato lavoro tante volte, ha cambiato città e non ne è sicura ma qualcuno le ha comunicato che Pepito si è sposato qualche anno prima. Ora era lì, sotto casa sua. Anzi sarebbe salito da lei e lei non riusciva ad immaginare che faccia può avere oggi Pepito. Piuttosto, che faccia ha lei? E’ presentabile? Il rumore dell’ascensore che si chiudela riporta con furia alla realtà. Il campanello suona. Lei trattiene il respiro. Vorrebbe non aprire. Con le spalle alla porta chiede:
-         
Chi è?
-         
Ancora? Pepito.
-         
La parola d’ordine?
-         
Parola d’ordine?
-         
Si. Parola d’ordine!
-         
Waka?
-         
Si. Jawaka. E’ esatta.
Alcune mandate di serratura girano prima di aprire la porta che separa i due.
-         
Pepito.
-          Ines
.
-         
Non mi chiami Polly?
-         
No ora che ti vedo, capisco che è vero, sei ancora Polly, ma in realtà sei Ines.
I due si abbracciano e ancora dopo anni si tratta di un abbraccio combaciante.

 

da "La complice della felicità" Di P.J. Forteleza

Vinicio (play)

 
 
 
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