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Siamo pronti a tutto pur di difendere i diritti umani in Ucraina? Io sì

Post n°2128 pubblicato il 07 Aprile 2022 da massimocoppa
 

SIAMO PRONTI A TUTTO PUR DI DIFENDERE
I DIRITTI UMANI IN UCRAINA? IO SI’

Mi rendo conto che, probabilmente, mi ripeterò. Ma, davvero, non riesco a riprendermi dal restare, ogni giorno, sempre più scioccato dalle notizie che arrivano dall’Ucraina.
Davvero non credevo che, nel ventunesimo secolo, ed in Europa, tra popolazioni di antica civiltà, potessimo assistere ad una riedizione delle peggiori e più vergognose pagine di storia dell’umanità.
Intendiamoci, non sono così ingenuo e disinformato. So benissimo che sono successe molte atrocità, in tutto il mondo, anche dalla seconda guerra mondiale in poi, giusto per restare in un lasso di tempo più vicino a noi. So benissimo che ci sono state dittature sanguinarie. So quello che ha fatto Stalin in Russia. So quello che ha fatto Mao in Cina. So quello che ha fatto Pol Pot in Cambogia. So quello che ha fatto Menghistu in Etiopia. So quel che ha fatto Castro a Cuba.  Guarda caso, tutte dittature di sinistra. Ma so anche quel che ha fatto Pinochet in Cile o Somoza in Nicaragua e la “junta” militare in Argentina.
I diritti umani vengono violati da quando esistono gli esseri umani. “Amnesty International” potrebbe riempire enciclopedie di documentazioni in questo senso, ed in effetti lo fa.
Gli stessi Stati Uniti fondano la loro storia sullo sterminio dei pellerossa.
Forse, quel che mi sconvolge è, stavolta, la prossimità dei fatti: sono così vicini a noi che stentiamo a rendercene conto. In aereo l’Ucraina dista dall’Italia meno di tre ore! Ci vuole il doppio del tempo per andare in treno da Milano a Napoli!
È, in un certo senso, una specie di ritorno alle origini ancestrali della nazione europea, al cuore oscuro dell’heartland: noi europei abbiamo subito e creato massacri per motivi etnici e religiosi. Dall’Europa sono germinate, quali piante mostruose da semi malati, ben due guerre mondiali. Ed ancora una volta è l’Europa a scrivere pagine orrende.
Sgombriamo il campo da ogni ambiguità: è impossibile non parteggiare per l’Ucraina. Le accuse russe non stanno in piedi: Mosca dovrebbe vergognarsi anche solo di costruirle, figuriamoci di spacciarle. Se fosse pure vero che è esistito un battaglione di neonazisti (la Brigata Azov), poi inserito nell’esercito ucraino come se niente fosse; se fosse pure vero che le popolazioni filorusse dell’est sono state vessate dalle autorità di Kiev (ma si leggono assurdità tipo tredicimila morti: dove? Come? Uccisi da chi?), tutto questo giustificherebbe, eventualmente, azioni russe rivolte a proteggere la componente etnica locale, non autorizzerebbe, certamente, la Russia a tentare il colpo di Stato in Ucraina, a radere al suolo le città, a sparare sui civili inermi, a torturare i prigionieri, a violentare ed uccidere bambini e donne. Tutte cose che vengono documentate tutti i giorni, da centinaia di giornalisti di tutto il mondo.
Questo fa la differenza fra la verità e la propaganda.
In ogni guerra la prima vittima è la verità, si sa. E certamente Kiev sa fare propaganda. Ma la differenza tra l’Ucraina e la Russia sta nel fatto che la prima è una democrazia, per quanto imperfetta (come tutte, del resto), mentre la seconda è una dittatura.
In Ucraina la gente va a votare e sceglie il politico preferito. In Russia Putin ed i suoi prestanome comandano tutto, a tutti i livelli.
In Ucraina si può manifestare contro il governo, in Russia ti arrestano subito.
Per dire meglio, come specificato dalle categorizzazioni politologiche, la Russia è uno Stato totalitario, come lo era l’Unione Sovietica e, prima ancora, la Russia degli zar: cioè uno Stato che pretende di controllare “totalmente” la vita dell’individuo, non solo politicamente. Il popolo russo non ha mai conosciuto né la libertà, né la democrazia.
In Ucraina i giornalisti di tutti i media del pianeta sono liberi di andare dove vogliono: lo fanno, infatti, e raccolgono testimonianze, scattano foto e vedono con i loro occhi le fosse comuni, i morti con le mani legate, i cadaveri di bambini stuprati ed uccisi.
In Russia, invece, i giornalisti non sono liberi di andare dove vogliono: addirittura, adesso, anche i giornalisti occidentali non possono parlare di “guerra” perché sottoposti alle stesse norme liberticide varate recentemente riguardo alle notizie sull’Ucraina.
Già solo questo fa capire che non c’è equivalenza fra le parti. Non possiamo essere terzi equidistanti, perché abbiamo un aggressore ed un aggredito. Perché le motivazioni di Mosca sono pretestuose. Perché è una satrapia orientale, governata da Putin, un uomo solo che concentra su di sé tutto il potere, come Stalin. Perché nessuna motivazione autorizza uno Stato a sterminare un altro popolo e ad infrangerne i diritti umani.
Ha detto bene il capo del governo, Draghi: “Vogliamo la pace o vogliamo il condizionatore acceso?”, intendendo: siamo disposti a rinunciare al petrolio ed al gas russo?
Io soffro moltissimo il caldo, ma non posso esitare sulla risposta: voglio andare a piedi, morire di freddo d’inverno e di caldo d’estate, ma voglio che la Russia sia fermata.
Negli ultimi giorni, con la massa di atrocità che emerge, sono addirittura arrivato ad accettare l’idea di un intervento militare in difesa dell’Ucraina. Scoppierebbe la terza guerra mondiale? Sarebbe la catastrofe atomica? Forse. Non è detto. Non credo che i russi accetterebbero a loro volta di morire nell’inevitabile ritorsione atomica occidentale. E tuttavia, se anche così fosse, sono disposto a correre il rischio: tutto, tutto!, pur di non sentire più che un bambino sia stato sparato in testa solo perché è ucraino, pur di non vedere più una mano con le unghie smaltate uscire dalla terra di una fossa comune, pur di non vedere più un cadavere accasciato a terra a faccia in giù, povera cosa, con le mani legate dietro alla schiena.
La mia coscienza e la mia morale vincono su tutto: anche sulla paura della morte. È la differenza tra un uomo ed un vegetale.
Abbiamo appreso dei soldati russi che depredano le case degli ucraini, dopo aver violentato donne e bambini e poi ucciso tutti, e spediscono allegramente a casa la refurtiva con un corriere dalla Bielorussia. Abbiamo saputo della moglie che dice al marito militare di rapinare un computer portatile perché serve alla figlia. Mi sono chiesto: sono umani?
Trattano gli ucraini come subumani, come i nazisti consideravano gli ebrei. Anzi, peggio, perché molti bambini ebrei sono stati adottati da famiglie naziste senza figli, mentre questo è inammissibile per questi militari russi: il bambino ucraino buono è solo quello morto, naturalmente dopo essere stato violentato.
Putin parla di denazificare l’Ucraina, rivendica il ruolo sovietico nella sconfitta di Hitler. Ma i nazisti sono ora i russi, ed Hitler è proprio lui: redivivo, senza baffetti e biondo.

 
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