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un sonno doloroso, che non reca /
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ma nostalgia
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PIER PAOLO PASOLINI
 

 

 

 

 

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DI MAIO LO STATISTA: LA CRISALIDE DIVENTATA FARFALLA

Post n°2144 pubblicato il 21 Giugno 2022 da massimocoppa
 

DI MAIO LO STATISTA: LA CRISALIDE DIVENTATA FARFALLA
Luigi Di Maio ha superato tutti gli esami di maturità politica.
Non mi è mai piaciuto l’atteggiamento di chi lo attaccava rinfacciandogli di non poter fare politica ed aspirare ad incarichi di responsabilità visto che, da ragazzo, vendeva aranciate e Caffè Borghetti allo stadio S. Paolo di Napoli: certo, può dispiacere a chi magari ha studiato tanti anni e si ritrova a fare l’impiegato, ma resta sempre valido il principio che bisogna giudicare dai fatti e dai comportamenti, non in base a premesse pregiudiziali.
Ebbene, devo dire che l’ex venditore dello stadio è diventato un politico con la “P” maiuscola; anzi, uno statista.
Non era scontato e non era facile immaginare che avrebbe preso così sonoramente le distanze dal suo movimento politico di provenienza, i famigerati Grillini, per fare una scelta di civiltà: stare con l’Occidente, restare con l’Europa, parteggiare per la libertà, scegliere i diritti umani, appoggiare l’Ucraina nella sua strenua resistenza all’invasione russa. Ma lo ha fatto.
Si è messo contro il suo partito che, vergogna!, non desidera nemmeno che si inviino armi a Kiev per consentirle di difendersi. Questa del sovranismo filorusso è proprio la ciliegina sulla torta di un movimento che ha costituito un pericolo per lo Stato di diritto sin dal suo sorgere, concentrando in sé il peggio del peggio: cripto-fascismo, culto della personalità e del capo, demagogia dei clic, leonismo da tastiera. Un guazzabuglio orribile ed analfabeta che, finalmente, gli italiani hanno relegato nuovamente a percentuali che si avvicinano a quelle originali, da prefisso telefonico.
Insieme all’altro capolavoro politico degli ultimi, malatissimi anni del nostro Paese, la Lega di Salvini, il Movimento 5 Stelle si è distinto per ignoranza, superficialità, giustizialismo ed un personale politico veramente modesto innanzitutto dal punto di vista culturale.
Di Maio, sempre impeccabile, stimatissimo all’estero, è partito da quella dimensione culturalmente poverissima che è quella dei Grillini; ma, con umiltà, ha studiato, si è impegnato, ha lavorato.
Il nostro ministro degli Esteri è una crisalide che è diventata farfalla e sta facendo le scelte giuste: la famiglia civile del mondo accoglie ed aiuta l’Ucraina violentata, non la ostacola a favore dell’aggressore russo.

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