Creato da middlemarch_g il 24/01/2008
'Fallisci meglio' è il mio secondo nome
 

Messaggi del 01/08/2012

Il complesso di castrazione agisce dove meno te lo aspetti

Post n°800 pubblicato il 01 Agosto 2012 da middlemarch_g
 

Io, l'ho detto più volte, credo in tutta onestà che Freud fosse un genio. Se penso alle ricadute della sua teoria della mente nella vita quotidiana di ognuno di noi, mi vengono i brividi. Specie se rifletto sulle scuole di pensiero dominanti ai tempi suoi. Non so davvero se nessun altro pensatore del Novecento sia paragonabile a quella lungimiranza, o abbia lasciato un'eredità che si possa lontanamente confrontare. E' stato un impatto talmente clamoroso che ha prodotto un'articolatissima vulgata. L'esistenza di una vulgata è sempre il primo indizio che una teoria ha centrato il problema, perché fino a quando rimane incollata ai sedili delle aule accademiche, magari può essere anche di molto bellina, ma puoi star certo che non ha i numeri per diventare una star.

La psicoanalisi invece i numeri li aveva. E infatti per sentire parlare, chenesò, di narcisismo o rimozione, non è che devi necessariamente compulsare un'enciclopedia specialistica in 15 tomi. Basta che vai a Campo de' Fiori nei giorni di mercato, e sta' tranquillo che di vocabolario psicoanalitico ne senti quanto ne vuoi. Certo, usato completamente a cazzo. Ma questo non conta, anzi, al contrario. Semmai è indice della vitalità di una teoria, che sa e dice talmente tanto sulla natura della realtà, da poter essere rivendicata anche da chi non ha le competenze per comprenderne le implicazioni profonde. Prova a chiedere un chilo di zucchine e a domandare invece al fruttarolo se si sente più un tipo da giudizio analitico a priori oppure sintetico a posteriori. Non avrai un'accoglienza calorosa, credi a me. E non è mica perché Kant non fosse un figo. E' solo che le convergenze del suo pensiero con la fenomenologia del fruttaroli sono meno evidenti.

Insomma, per tutto quanto detto finora, Freud era un gigante. Lo dico, e lo ribadisco. Ma anche i giganti possono sbagliare. E nel pieno riconoscimento del suo genio, ancora una volta - come sempre, in ogni circostanza in cui sono obbligata a ripassare certe cosette - mi vedo costretta a chiedermi: ma come si fa a pensare a una minchiata spaziale come l'invidia del pene?

 

 
 
 

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Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.

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