Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Marzo 2019 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Guarda, a dir molto siete in:

 
Citazioni nei Blog Amici: 121
 

Ultime visite al Blog

je_est_un_autreSignorina_GolightlyFanny_Wilmotcercocompagna00se_forse_maifleurbleu17ditantestelletekilalerinflowerlunetta_08prefazione09MadameNoireEstelle_kpresente_indicativo
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

 

Tutta l'assurdità della vita

Post n°358 pubblicato il 10 Marzo 2019 da je_est_un_autre

Solo pochi giorni fa avevo scritto l'ultimo dialogo con Arturo, e poi oggi.

Vegliare per tutta una mattina il tuo gatto che muore - questo gatto, il mio amatissimo gatto - e al pomeriggio andare a condurre uno stage sul teatro comico.

Dentro questo grottesco, tragico, paradossale incrocio, c'è tutto.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

I Dialoghi Impossibili: Io & Arturo (XXVI)

Post n°357 pubblicato il 28 Febbraio 2019 da je_est_un_autre

ARTURO: Avevo sete.

IO: Sì, ma proprio nel water devi andare a bere?

ARTURO: C'era forse una ciotola d'acqua in giro? Non mi pare. Eh, ragazzo, in quanto a ospitalità siamo carenti.

IO: Vieni su da me una volta all'anno, dammi il tempo di preparare. E invece dopo due secondi eri già là dentro.

ARTURO: Mi andava così: un'entrata in scena spiazzante e di grande tensione drammatica. Uno entra in casa e zac! si butta nel water. Mai visto prima.

IO: Certo, una performance memorabile.

ARTURO: Ah, te ne ricorderai di sicuro. Non capita a tutti di estrarre un gatto dal water.

IO: Infatti. C'è chi estrae conigli dal cilindro, chi gatti dal water. La meravigliosa varietà della vita.

ARTURO: In un'esistenza piatta e deprimente come la tua queste emozioni fanno solo del bene.

IO: Parlare con te accresce sempre la mia autostima.

ARTURO: Per accrescere del tutto l'autostima dovresti anche migliorare questo ruvido modo di accogliere i tuoi sporadicissimi ospiti. Ad esempio: è una borsa della spesa quella che vedo laggiù? Stai per uscire? Ma guarda. Vuoi un paio di consigliucci per i tuoi acquisti? Ma lo vedi quante cose faccio per te?

 

 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Anche questa è andata

Post n°356 pubblicato il 15 Febbraio 2019 da je_est_un_autre
Foto di je_est_un_autre

Presente il Timelapse? E' quella tecnica cinematografica in cui si vedono tanti fotogrammi uno dopo l'altro, ma mandati velocissimi, ripresi da un unico punto di osservazione per un tempo piuttosto lungo. In questo modo è possibile vedere, chessò, il cielo con le nuvole che si muovono, le stagioni che passano, un frutto che marcisce ecc.
Oppure la platea di un teatro che si riempie.
Seduto sui gradini che salgono dalla platea al palcoscenico (e quindi ben visibile dal pubblico) è così che mi sono guardato la sala che si popolava, come in timelapse. E' stata una proposta della regista, un'ora prima dello spettacolo. "Basta che non ti venga l'ansia, che ci dovrai stare mezz'ora", mi ha detto. A me, l'ansia la fa venire un camerino vuoto e lo snocciolarsi dei minuti noiosi e tremebondi che precedono il Chi è di scena, quindi molto meglio stare lì a guardare il pubblico che prende posto e chiacchiera. Era buffo vederli un po' sorpresi dalla mia presenza lì. Facce allegre e ben disposte, ho pensato, vediamo di non deluderli.
Quelle facce sono state il giusto anticorpo per non pensare a una signora, una certa consigliera che pochi giorni addietro ha tuonato, parlando di noi in un'intervista: "Troppi soldi sono destinati a quella Compagnia, si dovrebbe ripensare la distribuzione dei fondi pubblici!". Quando mi è arrivata la notizia stavo andando a far lezione sulla mia Rolls-Royce, come sempre: il mio autista era indignato quanto me. Bah.
Ho fatto bene a non pensare a quella signora. Davanti a noi c'era un pubblico pronto a lasciarsi coinvolgere, che cerca ancora la bellezza, il riso, la commozione. E che sa che con due spiccioli cerchiamo di porgere tutto questo; si badi, non c'è nessun eroismo in ciò, è quello che amiamo fare. Ma mi si consenta per una volta, di rivendicare quello che è un piccolo orgoglio, e mi si lasci anche dire che nessuno ci specula sopra, anzi le difficoltà non finiscono mai.
E comunque alla fine è stata una magnifica serata, di autentica comunione, se posso dire così.
Grazie a chi c'era.
Per loro, e anche un po' per noi, siamo ancora qui e andiamo avanti. Potete star sicuri voi e anche quella certa consigliera. Se ne faccia una ragione.

In foto: facce felici alla fine dello spettacolo, durante l'incontro con il pubblico

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Waltz in Black

Post n°355 pubblicato il 04 Febbraio 2019 da je_est_un_autre
Foto di je_est_un_autre

Stiamo per mettere in scena uno spettacolo che per me è un vero colpo di fortuna, un incontro sorprendente e forse segretamente agognato, un'epifania; perchè mette in scena due grandi passioni della mia vita: la musica punk rock e il teatro.
Non l'ho scritto io, anche se forse, marginalmente, devo avere in qualche modo contribuito ad ispirare la giovane e acuta autrice.
In effetti, a pensarci bene, tra i quindici e i venticinque anni non mi sembra di avere fatto molto altro che ascoltare musica e andare a teatro. Poi si sa, le cose cambiano, la vita cambia noi, e così cominci ad ascoltare anche altre cose (per fortuna), e smetti anche di andare a teatro così tanto, perchè per quelle strane dinamiche che a volte succedono nella vita, quando il teatro cominci a farlo, a teatro ci vai un  po' meno.
Comunque, lo spettacolo che al punk deve qualcosa, del punk ha anche la velocità d'esecuzione e di preparazione: abbiamo fatto cinque prove, ne mancano due e tra otto giorni si debutta. Ad oggi so un quinto delle parole (sto largo) ma non  me ne frega niente perchè questo spettacolo mi fa stare già bene, la memoria arriverà.
Il 12 febbraio.
Se passate per San Lazzaro di Savena, io sono lì.


(Post veramente punk, scritto in tre minuti tra una faccenda e l'altra)

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Da un estremo all'altro

Post n°354 pubblicato il 19 Gennaio 2019 da je_est_un_autre
Foto di je_est_un_autre

Chissà perchè certe parole, in determinati momenti storici, per moda o imitazione o chissà quali altri incroci del caso, si moltiplicano nell'uso comune e diventano frequentissime. Ad esempio la parola "bipolare". Non si era mai sentita fino a dieci anni fa e poi improvvisamente tutti a parlare di persone bipolari, a definirsi bipolari ecc. (che poi ci sarebbe da discutere sull'eccessiva disinvoltura con cui si utilizzano parole che hanno significati così delicati e, per molti, dolorosi, ma tant'è, questa è la nostra epoca). E comunque anch'io, sempre un po' critico verso l'approssimazione di certa terminologia, mi sono definito l'altro giorno "un po' bipolare".
Ed ecco perchè, ecco quel che mi succede: a volte, incomprensibilmente, mi sento quasi da un momento all'altro, così, improvvisamente lieto, senza pensieri, quasi con la voglia di abbracciare il mondo e le persone, e magari mi ritrovo a camminare per la strada con la voglia di sorridere agli sconosciuti perchè la vita è bella. Per poi ritrovarmi, magari il giorno dopo, ad attraversare pomeriggi offuscati da una cortina plumbea, senza speranza, la vita inaridita, addosso una tristezza ferma e raggelante, incapace quasi di ritrovare la forza di fare. Meglio la prima modalità ovviamente, purtroppo è più rara, ahimè.
Mi sono chiesto (visto che apparentemente nulla di davvero serio o comunque di concreto giustificherebbe questo spostarmi da un estremo all'altro): a che cosa può essere dovuta questa schizofrenia (e dàgli)? Ho pensato: sarà l'alimentazione? Dovrei mangiare più verdura? Più frutta? Smettere di bere la Ceres e passare a una birra più nobile? O sarà forse l'irrespirabilità dell'aria in pianura padana, che mi sconvolge la sfera emotiva?
Non so, è davvero difficile capire e capirsi.
Comunque, per oggi mi basterebbe, per mantenere su livelli accettabili il fine settimana, di avere il teatro pieno stasera, e il Bologna vincente domani.
Che son poi uno che si accontenta.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
« Precedenti Successivi »