Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

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Sinisa

Post n°371 pubblicato il 14 Luglio 2019 da je_est_un_autre

Ho guardato la conferenza stampa di Sinisa Mihajlovic. L'ho vista solo oggi, ieri non me la sentivo, e poi so che sono facile alle lacrime. E infatti mi ha commosso.

Sì, io sono un tifoso di calcio e solo i bolognesi sanno quanto devono a questo allenatore, ma certo la mia emozione non è solo perchè sono un appassionato; è che vedere le lacrime di quell'uomo ha ricordato a tutti, in un momento solo, la pena della condizione umana; e quanto la malattia ci renda davvero tutti uguali. Le lacrime di cui si vergognava ("guardate che non sono lacrime di paura" ha detto, quasi per timore di scalfire l'immagine da guerriero che si è sempre cucita addosso, prima da calciatore poi da allenatore) e la tenerezza che suscitava questa sua inedita vulnerabilità, la solidarietà immediata che era impossibile non provare, tutto questo ci ha reso più vicini, tifosi di calcio e non.

Sì, io sono un tifoso di calcio (lontanissimo però da certe dinamiche curvaiole che da sempre detesto) e odio l'uso spropositato di quel linguaggio paramilitaresco e maschilista molto in voga tra ultras e affini, ma davvero oggi ho visto un Uomo, accidenti.
Forza, grande Sinisa.

 
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Noio vulev˛n savuÓr

Post n°370 pubblicato il 30 Giugno 2019 da je_est_un_autre

Non so come siete messi voi con le lingue. Le lingue straniere, intendo. Io male.
Per dire: per ragioni diciamo familiari potrei parlare quotidianamente il francese, e questa cosa dovrei viverla come un privilegio, un'opportunità: ebbene niente da fare, se qualche volta con un po' di buona volontà mi ci metto, alla terza frase abbandono il campo, sconfitto e umiliato. Perchè è poi quello il problema: io è come se mi ascoltassi da fuori e vedessi tutta la mia goffaggine, la mia imperizia. Insomma vivo questa cosa delle lingue straniere con addosso una gigantesca ansia da prestazione e così preferisco mettermi muto da una parte, piuttosto che offendere ulteriormente l'uditorio con quel mio vergognoso incespicare.
E invece so bene che sarebbe meglio buttarsi, è così che si impara, ammiro chi ci riesce.
Sto per partire per la Sardegna, verso una casa in cui si parleranno almeno tre lingue diverse. So già che passerò le conversazioni elemosinando traduzioni a pietosi interpreti.
Ma magari stavolta mi ci impegno un po' di più. Magari è la volta buona che col francese mi ci butto sul serio. Datemi solo un bicchiere di Cannonau e poi vediamo. Col tedesco non assicuro niente, ma col francese vediamo.
Che si può sempre cambiare, no?
"Car je est un autre", non dimentichiamolo.

Buone vacanze a tutti.

 
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Evidenziando cosa

Post n°369 pubblicato il 23 Giugno 2019 da je_est_un_autre

La prima volta in cui ho trovato parti degli articoli di Repubblica evidenziati in giallo, ero a Chinatown, il bar dei cinesi. Ho pensato: "ma chi l'avrebbe mai detto, guarda Zofiia e Fedelico con quanta attenzione leggono gli editoriali di Scalfari e le inchieste di Carlo Bonini!". Invece no, il giornale lo trovi così anche all'edicola. Te lo evidenziano loro, quelli di Repubblica, prima che tu ti metta a leggere.
Ora, la prima sensazione è: "ma chi cavolo è passato da queste parti prima di me? Non sono venuto a comprare un giornale di seconda mano!".
Poi ci rifletti e ti chiedi: ma perchè lo fanno? Per aiutarmi? per dirmi che quella parte lì, in giallo, è quella che conta e che il resto è trascurabile? mi suggeriscono che non sono abbastanza intellligente per capirlo da solo?
Mah. Io so solo che se mi metto a leggere un articolo e la parte evidenziata è 25 righe sotto, una vocina dentro di me comincia a dire: ma che cavolo sto qui a perdere tempo, che le parole importanti sono laggiù in fondo! e così è tutta una lotta perchè da un lato mi viene da affrettare la lettura, dall'altro non voglio neanche fare un torto al giornalista che magari si è impegnato tantissimo a scrivere quella prima parte, vai a sapere.
Io penso che queste scelte siano fatte per invogliare, stimolare, facilitare la lettura.
Non lo so mica se serve.
A me come si vede, combinano solo un gran casino.

E' questo, forse, che andrebbe evidenziato a quelli di Repubblica: il lettore di quotidiani è una specie in via di estinzione, implicitamente conservatore. Non è che da un giorno all'altro gli puoi stravolgere il giornale, così. Eccheccavolo.

 
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Comprami

Post n°368 pubblicato il 15 Giugno 2019 da je_est_un_autre

Era un sacco di tempo che non pensavo a Viola Valentino. Almeno trentacinque anni, direi. Che già detta così fa una certa impressione.
Comunque, a Viola Valentino mi ci ha fatto pensare uno dei miei allievi e precisamente quello che farà Sganarello, nel "Don Giovanni" di Molière.
Ora, Sganarello è il servitore del protagonista e nella commedia rappresenta il contraltare comico del suo padrone, e nella mia testa avevo necessità di un ingresso in scena spiazzante: "Secondo me devi entrare preparando lo zabaglione a Don Giovanni, come ricostituente per le sue fatiche amorose, ma non è ancora sufficiente: te la senti di entrare cantando?". L'allievo era d'accordo, bontà sua, ma non riuscivamo a farci venire in mente la canzone "giusta" e stavo quasi per rinunciare all'idea. Poi, un giorno, improvvisando, così, dal nulla, quel bravo giovine ha cominciato a cantare "Comprami", suscitando l'ilarità e l'entusiasmo dei suoi compagni. Ho pensato: è fatta.
Ripensare a Viola Valentino mi ha fatto venire in mente il me stesso quindicenne e un po' me ne vergongno ma qui lo posso confessare: ne ero completamente invaghito. Ricordo che quando la passavano in tivvù davo a zero il volume (che la musica mi riempiva di raccapriccio, avevo già i miei gusti) e la mia fantasia esplosiva di adolescente volava (solo quella, che all'epoca nessun chiodo si batteva).
Dunque, diciamolo: "Comprami" è davvero terrificante, eppure ci sta benissimo. Molière, dall'Olimpo dei Grandi in cui certamente si trova forse mi maledirà in eterno, ma chissà perchè è perfetta.
La vera controindicazione di "Comprami" è un'altra: ti entra in testa e non ne esce più. Tutti gli anni faccio lo stesso errore: scelgo musiche ripugnanti ma che ti entrano in testa e non se ne vogliono più andare. Quest'anno "Comprami" e la sigla di "Un posto al sole". A nulla serve aver messo anche la Sarabanda di Haendel e l'aria del Commendatore nel Don Giovanni di Mozart.
Macchè: vado a letto e per un'ora solo "Comprami" e "Un posto al sole". Roba da matti.

 
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La Bibi

Post n°367 pubblicato il 07 Giugno 2019 da je_est_un_autre
Foto di je_est_un_autre

Da una settimana è arrivata la Bibi. Non lasciatevi ingannare dalla fotografia: è alta meno di un barattolo piccolo di nutella, ma è un tornado.
Devo dire che io sinceramente non ero per prenderla, è passato troppo poco tempo da quando se n'è andato Arturo; ma la Mother ha insistito, ha messo da parte la sua consueta ruvidezza campagnola e ha confessato "Mi manca; io un gattino lo prenderei". Ho pensato: perchè deluderla? In fondo la micetta starà da lei, io per ragioni logistiche di spazio e di convivenza col cane Spike non posso farlo.
Non vedo la Bibi da domenica, domani torno a vederla. No, non traete conclusioni affrettate, non è che sto cedendo a certe svenevolezze da sentimentale: resto sempre severo e distaccato. C'è la foto lì a testimoniarlo.

 
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