Creato da monellaccio19 il 12/10/2010
scampoli, ritagli, frizzi e...lazzi

 

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Messaggi di Aprile 2020

PERSONALITA' E SENSO DI COLPA

Post n°3547 pubblicato il 30 Aprile 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Abbiamo avuto, nel momento in cui il covid-19 ha raggiunto le punte massime sul grafico generale, le carceri italiane in pieno subbuglio: vuoi per la paura del virus che galoppava alla grande, vuoi per ansia e paura non avendo più la possibilità dei contatti familiari a scadenza prevista, certo è,  c'è voluta la massima diplomazia per gestire veri e propri focolai pericolosi perché si cadesse in una rivolta senza precedenti. La situazione venne sbloccata dalla calma e dalla disponibilità verso i detenuti e quindi si pose fine con grande fatica, alla rivoluzione in quasi tutte le carceri italiane. Insomma, sulla scia di questa disperata forzatura e volendo dare un senso di sollievo a chi magari fosse detenuto per pene irrisorie e certamente non gravi, furono accordate scarcerazioni anche per alleggerire case circondariali in sovraccarico. Per la cronaca non c'è stata grande eco al caso e quasi in silenzio, molti sono tornati a casa e attenderebbero con i familiari, le definizioni per il loro status. Nel frattempo guarda caso, gli avvocati sempre pronti a muoversi al momento opportuno, hanno intravisto la possibilità di sfruttare a favore dei loro clienti, il decreto del governo "Cura Italia" del 17 marzo 2020. Infatti tra le tante misure previste, c'è una parte che riguarda i carcerati che rientrando in certi limiti, potevano godere della scarcerazione: circa 4000 detenuti. Orbene, a parte questi limiti, da circa una settimana ci si trova davanti ai relegati al 41 bis: carcere duro per condannati anche all'ergastolo o a molti anni da scontare ancora. Trattasi generalmente di boss mafiosi e non certamente in grado di poter godere vantaggi e piaceri molto ambiti. Pertanto siamo giunti alle polemiche e alle discussioni politiche: c'è chi ritiene che tutti, anche i più "dannati", possano ricevere clemenza a prescindere dalle colpe e dai reati, e c'è chi non accetta assolutamente che personaggi mafiosi siano autorizzati a lasciare il carcere nonostante le pene inflitte. Uno scontro senza quartiere e a partire dal Ministero della Giustizia e per finire ai partiti, il dibattito è vivo, accesso e verboso. Se si parla di personaggi come Michele Zagaria, Raffaele Cutolo e altri ancora molto importanti nella scacchiera mafiosa, allora qualcuno dovrà pur spiegare come si sia arrivati a tanto. Troppi perché infiammano questo dibattito e anche noi cittadini, così come tanti vittime di costoro, ci chiediamo come mai tanta tenerezza e disponibilità verso elementi notoriamente  colpevoli di gravi reati. Giancarlo Caselli noto e importante ex magistrato impegnato sul fronte della mafia, è entrato nel merito del "problema d’onore". Hans Welzel, vecchio giurista tedesco, ebbe a scrivere in un suo saggio famoso "Personalità e senso di colpa", che non si risponde alla legge solo per ciò che si sia fatto, per quel delitto o quell'altro, ma anche per ciò che si sia nell'interezza della propria persona. Questa è una lezione che non si fa intaccare assolutamente dalla compassione, dalla benevolenza, dalle malattie incurabili. Nessun cedimento, nessuna bonaria decisione: "Gli "irriducibili" non pentiti, perciò assoggettati al 41 bis, restano convinti di appartenere a una sola categoria, quella appunto degli uomini d'onore". E se lo dice Giancarlo Caselli...


 
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CHI PUO' METTA CHI NON PUO' PRENDA

Post n°3546 pubblicato il 29 Aprile 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

Sono in gara e in piena concorrenza, tutti i santi giorni della prigionia casalinga: Wanda Nara, Diletta Leotta, le sorelle Belen e Cecilia, Justin Mattera, Canalis, Tatangelo e tante altre belle figliole che conoscete senz'altro, per far felici i propri appassionati fans su Instagram: arricchiscono i loro profili di nudi attizzanti, pruriginosi e soddisfacenti per i bavosi e pipparoli che ringraziano  sentitamente per le offerte giornaliere. Orbene: è vero che sono personaggi senza pensieri, senza problemi e senza preoccupazioni di sorta, ma un pizzico di immedesimazione, di solidarietà, di conforto a coloro che in questo periodo sono sotto pressione e languono per una serie di guai che non riescono a scrollarsi di dosso, non potrebbero dedicare il giusto rispetto a costoro che non riescono nemmeno a racimolare un tozzo di pane?  Nessuna pietà per gli indigenti e tanto esibizionismo gratuito per loro e per quei quattro fessi che vivono estremamente di un arrapamento eterno e vergognoso! A volte...ops...sempre, mi vergogno per loro e di essere lontano anni luce da loro!

 

 

 
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E LE DONNE QUANDO SARANNO IN GIOCO?

Post n°3545 pubblicato il 27 Aprile 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

L'argomento non è nuovo, non perdo le buone occasioni per parlarvene e credetemi, ci metto il sentimento con un pizzico di rabbia. Già, il risentimento per la negligenza e l'ostilità verso il "sistema" che non tiene conto delle effettive situazioni e non trova il modo per superare le barriere così dette di...genere!  L'Associazione "Women for Oncology Italy" ha svolto un'indagine incentrata sull'esperienza maturata in piena emergenza Covid-19: Professionisti medici, Specializzandi e infermieri, tra le seicento persone intervistate, il 75% sono donne. Ebbene, la maggior parte di queste persone impegnate in prima linea, vive lontano dal contesto familiare, ossia non si azzarda dato il momento molto delicato, a condividere con i propri cari il rischio di contagio pandemico. Una scelta obbligata e di buon senso che evidenzia come siano costretti a vivere lontano dai figli, dal coniuge e in molti casi, dagli anziani genitori. Un problema non solo di affetti condivisi, ma una mannaia che pende su costoro che pur appartenendo ad un stesso nucleo familiare, devono star divisi per salvaguardare la buona salute di tutti. Oltre a tutte le percentuali riportate dall'Associazione che si sia preoccupata di effettuare l'indagine, una sola ci interessa particolarmente: la maggioranza sono donne, le donne sono coloro che sopportano il peso massiccio della prima linea, della trincea. Le task-force, messe su dal governo per avere a disposizione commissioni di controllo per supporto scientifico, medico e sociale, purtroppo sono composte da uomini: centinaia e centinaia di uomini occupano posti importanti e pochissime donne sono state invitate. Eppure, insieme a tanti bravi ed eccelsi protagonisti e professionisti in tanti campi, potevano essere inseriti colleghi donne all'altezza dei maschi e con uguale o maggior competenza. In una situazione così tragica e drammatica, non è ammissibile notare la mancanza delle donne coinvolte per la  risoluzione dei problemi. Mi hanno colpito molto le due facce della stessa medaglia: le donne in prima linea sul fronte ospedaliero, le donne "messe da parte" per occupare i posti importanti in seno alle commissioni. "Le donne sono la metà del Paese, si sono accollate i maggiori pesi nella gestione quotidiana di questa prima fase e voi le avete ignorate e pensate ancora di gestire il mondo come se fosse una cosa da uomini". L'onorevole Carfagna, in un suo intervento alla Camera, ha accusato il governo per una mancanza pesante e irriguardosa per le donne italiane. Conte non ha nemmeno risposto alle insistenti richieste del gruppo #datecivoce per la presenza delle donne, là dove si gioca la partita ITALIA, ma ahimè...le donne sono sempre in fuori gioco, tanto che  il guardalinee si è stancato di stare sempre con la bandierina alzata.

 

 
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BUSSATE E VI SARA' APERTO...O NO?

Post n°3544 pubblicato il 26 Aprile 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Generalmente lavorano in coppia: sono sempre in attività e in tutto il mondo, laddove sono presenti con la loro religione, fanno apostolato porta a porta. Non si scoraggiano mai, la loro fede è granitica e non sarà mai una porta chiusa o socchiusa, ad impedire loro di svolgere il servizio fondamentale e prioritario per raccogliere adepti. La domanda nasce spontanea: "Ma in periodo covid-19, con i divieti e le misure restrittive in atto, come fanno i Testimoni di Geova a suonare ai citofoni, come sia loro abitudine per scambiare qualche parola con i cittadini e proporre la loro religione?". Ormai conoscono tutti (o quasi) quale sia il loro standard lavorativo: entrare  in uno stabile  o edificio, suonare il campanello una porta dopo l'altra e se nella migliore delle ipotesi, una porta si aprisse con la catenella ben inserita, dalla feritoia appena accennata, v'è un breve e insistito scambio tra la "coppia" e la persona che sporgendo appena la testa dalla piccola apertura, espone immediatamente il suo: "No, grazie, non sono interessata/o". E chiude la porta. Non va sempre così intendiamoci:  qualcuno non apre nemmeno, qualcuno risponde senza aprire la porta, altri improvvisano con "abbiamo già dato" e non hanno capito niente. Tanti ancora trovano scuse ignobili per non aprire: "Ho le mani bagnate" oppure "Sono col bambino nudo e non posso aprire" e ancora "Sto poco bene....sto a letto..." e magari e anche vero, se fosse in buona compagnia. Quali sono i motivi veri perché quasi tutti respingano i devoti testimoni di Geova che prendono porte in faccia più che potenziali proseliti? La loro invadenza elegante e gentile ma insistente, è un buon motivo. Poi ci sono buone ragioni perché un cattolico cristiano debba perdere tempo per farsi convincere a cambiare religione. In fondo, se qualcuno volesse o fosse propenso, li chiamerebbe o si rivolgerebbe alla sede più vicina per ascoltarli e decidere se farsi convincere o meno. Il  "NewYork Times" ha affrontato il caso, in America i testimoni di Geova son tantissimi e presenti ovunque, loro segnano una presenza numerosa e molto pesante. In piena crisi si lamentano di non poter fare il loro lavoro casa per casa e lo capisco: questo è un particolare caso critico, in cui le fedi  confessionali possono perdere fedeli e proseliti: il male che ci affligge è tale da far vacillare chiunque e quindi, perdere questo momento fatidico per loro, sta costituendo un caso unico in America: loro vogliono continuare a girare per le case e sperare in "cambi di casacca" proprio per la difficoltà di chi non si sente più protetto da Dio o altri dei. Insomma: la buona salute contro l'assunzione potenziale di nuovi proseliti. Come andrà a finire? Ora c'è più bisogno e ora sono impediti. Quando si dice la sfortuna...o no?

 
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E CHE VE LO DICO A FARE?

Post n°3543 pubblicato il 24 Aprile 2020 da monellaccio19
 
Foto di monellaccio19

 

 

Non è la prima volta e non sarà nemmeno l'ultima che Feltri editorialista del quotidiano "LIBERO", spari cazzate e se ne vanti solo al momento. Poi, dopo aver acceso gli animi, cerca disperatamente di correggere il tiro e si arrampica  sulle lenti dei suoi occhiali per giustificarsi. Feltri è un povero uomo che ha bisogno di essere al centro dell'attenzione, come tutti coloro della destra (quasi tutti), imita, scimmiotta e fa caricature o di se stesso o di altri destrogeni come lui che per avere l'attenzione che non meritano, devono star appesi a un ramo e alzare la voce offendendo qualcuno.  E' sempre là a fare i comodacci suoi e a insultare la gente. Con l'altro cascamorto Mario Giordano "voce d'angelo" navigano sulla stessa bagnarola e spesso condividono pensieri e azioni che nemmeno Marcello Veneziani fervido destrogeno (del sud) riesce ad apprezzare perché uomo di cultura e signor giornalista oltre che scittore. Insomma martedì sera l'hanno fatta grossa i due gorgioni. Feltri: "Io non credo ai complessi d'inferiorità, io credo che in molti casi i meridionali siano inferiori". Giordano stesso, pur di controvoglia, ha cercato di prendere le distanze da Feltri, ma si vedeva che si masturbava mentalmente per la gioia indicibile. E per questo ennesimo insulto dell'editorialista (sic), ricordo una frase più complessa ma dello stesso tenore: "Attenzione, manutengoli ingordi, a non tirare troppo la corda poiché correte il pericolo di rompere il giochino che fino ad ora vi ha consentito di ciucciare tanti quattrini dalle nostre tasche di instancabili lavoratori. Noi senza di voi campiamo alla grande, voi senza di noi andate a ramengo. Datevi una regolata o farete una brutta fine, per altro meritata". Mi fermo qui e per non andare troppo sull'orrido linguaggio da strada tipico dei Signori terroni, lascio la parola a un "sudicio" amico della Sicilia che mi ha letto nel pensiero:


 
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