Creato da: roky.gz il 17/12/2005
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Post n°1508 pubblicato il 31 Marzo 2014 da roky.gz

immagine


DANCING
(Paolo Conte)

 

C’è stato un attimo che tu
mi sei sembrata niente,
è stato quando la tua mano
mi ha lasciato solo e inesistente,
hai volteggiato e sei tornata qui,
l’orchestra è andata avanti
e, poi, nessuno ha visto, vieni

........

E abbiam ripreso a masticare
questa vecchia rumba,
ci siam sorrisi e salutati
e siam rimasti in pista,
e ci è sembrata sempre grande
questa nostra danza

mezza dolce e mezza amara
e siam rimasti in gara

 


Dancing.......da di da da da

dancing.



I ballerini che lo fanno
un po’ per professione,
un po’ per vera vocazione
a un passo di ossessione
e sanno bene che l’azzardo
è lieve come il leopardo
e san che tutte le figure
han mille sfumature


Se nel mio passo hai avvertito
un’inquietudine e un grande inchino,
ero vicino a una città lontana
tutta di madreperla, argento,

vento, ferro, fuoco
e non trovavo qui nessuno
per parlarne un poco

Dancing....da da

da di da da da da dancing



Sono sempre più distratto
e anche più solo e finto
e l’inquietudine e gli inchini
fan di me un orango
che si muove con la grazia
di chi non è convinto
che la rumba sia soltanto
un’ allegria del tango

 

Dancing, da da

da di da da da dancing.....

(Commento personale)

Il "sogno poetico" di Paolo Conte è straordinario. Ogni volta mi trascina via dalla realtà e mi porta in un vortice di suoni, di immagini, di parole sorprendenti e ritmate. Lui, appassionato, preciso, scanzonato m'incanta; lo seguo come un maestro scatenato. Trovo la sua musica geniale, spirituale, ancestrale, magistrale. Più volte sono andato "in pellegrinaggio" ad Asti, a vedere la sua casa dove ora, certamente, non abita più. E mi sovviene sempre un pomeriggio d'estate, col cielo azzurro e una domenica al mare, da solo e con mille lire.

 
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