Angolo nascosto

Uno spazio mio dove ricevere pochi amici sinceri e chi passerà di qui.

Creato da surfinia60 il 31/12/2005

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Ultimi commenti

Andate a leggere. Ne vale la pena.
Inviato da: Mr.Loto
il 21/10/2019 alle 18:50
 
Se fossimo tutti equilibrati probabilmente non dovremmo...
Inviato da: surfinia60
il 18/10/2019 alle 17:59
 
E' vero che la solitudine porta a pensare troppo. Ma...
Inviato da: DoNnA.S
il 15/10/2019 alle 12:29
 
ciao ,gi
Inviato da: maresogno67
il 14/10/2019 alle 22:09
 
Grazie. Ciao
Inviato da: surfinia60
il 10/10/2019 alle 19:31
 
 

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Il mondo è pieno di persone sole che hanno paura di fare il primo passo

Post n°1717 pubblicato il 10 Ottobre 2019 da surfinia60



Se hai tempo e voglia di leggere, clikka qui

 
 
 

Riflessione da poco

Post n°1716 pubblicato il 02 Ottobre 2019 da surfinia60


La frenesia ci impedisce di indulgere in cattivi pensieri.

A fine giornata ti senti esausto, ma hai la consapevolezza che se così non fosse, se avessi tempo da trascorrere nell’ozio, la tua mente negativa si attiverebbe in una direzione autodistruttiva.

E allora pensi: cosa è meglio essere stanco ed equilibrato o riposato e depresso?

Comunque la vedi, sei fottuto.



 
 
 

Sentirsi esclusi

Post n°1715 pubblicato il 21 Settembre 2019 da surfinia60

Non piace a nessuno.

Piuttosto ci si auto elimina, ma la sensazione di essere tagliati fuori, messi all’angolo o esclusi dalla festa…beh…è un colpo duro da incassare.

Si diventa la volpe che snobba l’uva e se anche l’occasione fosse di infimo interesse dobbiamo essere noi a rispondere ‘no grazie’ all’invito.

Mi è capitato, e ammetto di aver rosicato.

Devo essere io a spingere il bottone della botola.
Il mio ego non permette a nessun altro di farlo ... 
(ebbene sì, ho un ego anch’io…)

 

 

 
 
 

.....Solo puntini....

Post n°1714 pubblicato il 12 Settembre 2019 da surfinia60

Ci sono quei giorni in cui non sopporti proprio tutto, a partire dal fischiare del vento.

E provi ad immaginarti in sella alla bici, ma poi pensi che il paesaggio è sempre quello e lo conosci palmo a palmo.

Pensi alla musica che ascolti insaccandoti a fondo gli auricolari per non sentire altro che quella.

Hai già provato. Non funziona.

Ci sarebbe anche la macchina, ma che voglia hai di metterti nel traffico per arrivare dove sai che non troverai niente di ciò che vorresti metterti addosso?

Ti sforzi e fai lo stesso una di queste cose, controvoglia. Perché bisogna pur provare a scrollarsi di dosso il torpore che ti formicola nella testa e che ti dice di non uscire, guardare un altro film, dimenticare la realtà e aspettare domani, che è sì un altro giorno, ma niente, lo sai, cambierà, a meno che Dorian non decida improvvisamente di soffiare da queste parti.


Sa un po’ di disperazione questo post, lo so.
Ma passerà. O almeno spero.




 
 
 

Idiosincrasie

Post n°1713 pubblicato il 08 Settembre 2019 da surfinia60

L’estate sta finendo, recitava una vecchia canzone. 

Inizio, mezzo o fine, si sa, è stagione di matrimoni (io feci lo sbaglio in febbraio, anticonformista sempre…).

Capita che qualche conoscente si senta in dovere di inviarmi con orgoglio le foto del matrimonio dei propri figli/e.

Io reagisco sempre allo stesso modo: composta freddezza. Butto lì qualche ‘wow’ malcelatamente forzato.
Non faccio mistero con nessuno del mio fastidio nei confronti delle cerimonie in generale e dei matrimoni in particolare, soprattutto quelli intesi in senso tradizionale, con chiese addobbate, vestito bianco da mille e una notte, fiori, milioni di invitati, parenti tirati a lucido col vestito della festa, la scarpa tacco alto, trucco ricercato, acconciature scolpite ecc…ecc…. 

Alla fine mi devo quasi scusare con un “niente di personale, ma sai come sono fatta e cosa penso sull’argomento. Comunque auguri" (facendo appello a tutta la mia diplomazia).

Non so perché, in realtà. La pratica del mio matrimonio è stata archiviata molti anni fa e neppure in modo così traumatico.
Perciò mi spiego a stento tutta questa mia avversione. Forse la parte esteriore, l’apoteosi dello sfarzo, i sorrisi forzati, la felicità ad ogni costo (quella degli sposi può anche essere motivata. Quella degli invitati, anche quando notoriamente si odiano, no).

Sarà che mi vengono in mente tutti i fattacci di cronaca, anche recente, dove l’amore ostentato sui social ha avuto un epilogo tragico, i tanti miei conoscenti i cui legami ‘ufficiali’ sono tenuti insieme con lo sputo, oppure sono già naufragati da tempo, malgrado le feste clamorose e dilapidanti che hanno caratterizzato la loro unione, ormai ricordo sbiadito.

Non so… metto insieme tutto questo, ma ancora mi spiego solo in parte questa mia idiosincrasia.

 

 
 
 
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