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Quando la vita rallenta un p......

Post n°43 pubblicato il 07 Febbraio 2011 da nayma.e
Foto di nayma.e

Arriva un momento in cui la vita rallenta...
ma va così piano in cui credi di stare andando in stallo.
Naturalmente c'è una parte di te che questa cosa non l'accetta.
Che ama pensare che solo andare veloce col vento in faccia
prendendo la vita a morsi... sia vera vita.
Ti guardi indietro e cerchi di capire cos'è che ti ha fatto rallentare,
cosa ti ha fermato, sempre che qualcosa ci sia.
Poi ti rendi conto che questa, forse era l'unica maniera per capire
chi sei, cosa ti piace, cosa ti è sempre mancato.
Ascoltarsi, capire cosa ti fa stare bene, con chi ti piace realmente stare,
di quali emozioni hai bisogno di nutrirti e cosa ti fa bruciare dentro.
Smetti di ingoiare la vita, e rallenti, osservando tutto ciò che ti passa
davanti agli occhi, dentro la bocca, sotto le mani e in mezzo al cuore.
Ti rendi conto che la vita è fatta di piccole cose che ti passano accanto
e che sei tu che le rendi speciali con la tua piccola fiammella da candela
che scalda tutto e rende i contorni rossi e tremolanti.
Piccole cose.
Il rischio di accelerare sempre è divenire cieco al divenire.
Cieco ai colori, alle ombre, al calore, al sapore ed al suono delle cose.
Al senso che hanno per me.
Perchè da nessun altro posto arriva la felicità...
se non dal suono assurdo, magico e irreale che si sente
quando la vita ti rimbalza dentro.
Il suono perfetto e unico dell'essere se stessi.
E del sapere chi sei.

Un bacio a chi passa di qua....Emi

 
 
 

A proposito di amicizia....

Post n°42 pubblicato il 27 Gennaio 2011 da nayma.e
Foto di nayma.e

Per la prima volta in vita mia mi sento sollevata per aver perso un amica. È brutto da dirsi ma mi sento fortunata nell’averla persa. Mi sento fortunata perché la persona a cui volevo bene non esiste. Volevo bene a un fantasma. Non avrei mai voluto bene a chi sta dimostrando di essere in realtà. Non avrei mai potuto apprezzare questa persona, quella che si scorda dell’impegno che si mette nel far star bene l’altro e che preferisce passare il suo tempo nell’ipocrisia, godendo di una reputazione che crollerebbe in un istante se solo gli altri sapessero della cattiveria con cui li perseguita.
E allora brindo alla mia fortuna. Brindo al fatto che questa ipocrisia non faccia più parte della mia vita.
Per un attimo ho pensato di volermi in qualche modo vendicare di quest' altra lei che mi ha tenuto nascosto per anni, ma poi mi sono ricordata che chi sceglie di vivere così ha già i suoi problemi e le sue grandi insoddisfazioni nella vita. Perché infierire?
E allora cara persona a cui volevo bene ti auguro di ricordarti un giorno delle parole, quei milioni di parole, quelle che ho usato senza mai risparmiarmi con la sola speranza che ti potessero aiutare in qualche modo. Spero che ti ricorderai dei sorrisi e dell’affetto e dell’esserci sempre stata per te.
Buona fortuna per tutto. Io la mia l’ho già trovata perdendo te.

Emilia

 
 
 

Quando nemmeno la morte meritocratica

Post n°41 pubblicato il 29 Dicembre 2010 da nayma.e
Foto di nayma.e

"Incidente stradale sull'Asse mediano.Morto 29enne napoletano allo svicolo Lago Patria".

Già.29 anni.Vissuti come un treno.Un treno in corsa."Senza fermate ne confini,sono orizzonti neanche troppo lontani" ...

Ti ho conosciuto il 17 Dicembre di cinque anni fa.Pioveva.Ci siamo riparati sotto lo stesso ombrello.Io con addosso solo un maglioncino.Tu che cercavi di non farmi bagnare,ed intanto,ti si leggevano in faccia i segni di un dolore recente,di quelli che uno non si aspetta,perchè sa di non meritarli.

"Hai gli occhi buoni",ti ho detto.Ed avevo ragione.

E' nata un pò per gioco,un pò per caso.Con una tartaruga di peluche a fare da testimone.E la scusa di una cioccolata calda da bere insieme."Se non accetti di uscire con me,finisce che sta cioccolata diventa un gelato",mi hai detto.Da allora sono diventata la "viperetta al cioccolato".

Ci siamo amati,e odiati,senza sconti,ma a mezza bocca.Incapaci di pronunciare verità troppo grandi,e inaspettate.Non era il momento.Non era il Tempo.E lo sapevamo.Ma ci abbiamo provato comunque.

Il chiarimento definitivo è arrivato poco meno di due settimane fa.Ci siamo riappacificati col cuore,oltre che con la mente.Sembra quasi che volessi sistemare le cose prima di andartene.

Sabato notte.Un tamponamento violento sulla statale 162.La tua macchina non è rimasta coinvolta.Ma tu sei voluto intervenire lo stesso,per assicurarti che non ci fossero feriti,ed offrire il tuo aiuto se necessario.Quell'auto ... non ti ha visto.E ti ha travolto."L'hanno trovato perchè l'hanno cercato".Così mi ha detto Alessandro al telefono.
Tipico tuo Marco.Morire per aiutare gli altri.C'era da aspettarselo.

Qui tutti dicono che sei un eroe.E forse è vero.Ma io preferisco ricordare l'uomo,e le sue passioni.Quella verità di fondo che ti rendeva autentico nelle scelte,e forte nelle umane debolezze.

La mattina del 6 Aprile,mi hai chiamata : "Parto per l'Abruzzo,con la Croce Rossa.C'è bisogno di me".L'altruismo ti riempiva le mani,non soltanto la bocca.E con quelle stesse mani,hai salvato vite ed estratto corpi martoriati dalle macerie di un mondo crollato.
Giorni dopo,al telefono,piangevi."Non vedo l'ora di tornare a casa e abbracciare mio padre.Cose del genere non dovrebbero accadere".Così mi hai detto.E hai fatto piangere anche me.

Ma il Destino segue logiche sconosciute.E tra quelle macerie che sapevano di morte,hai incontrato l'Amore,e la serenità che un anno prima ti era stata strappata via con la forza.Eri finalmente felice.Così raccontavi agli amici.Ed io lo ero per te.

Ora ti vedo giocare a poker con altre anime.E cantare a squarcia gola quella canzone che fa : "Ma il cielo è seeeeeempre più bluuuu!!".
Ricordati di rischiare,anche se hai soltanto una doppia coppia.Che la Vita è un bluff.E adesso l'abbiamo capito tutti.

Un tuo amico ti ha scritto : "Ti ho conosciuto mentre facevi il giudice dello sport più bello del Mondo,te ne sei andato cercando di arbitrare e ordinare anche l'ultima partita.Quella della strada.Della civiltà.Ma purtroppo la sregolatezza dell'ennesimo invasore di campo ti ha portato via ... Addio Marco".

Io non ci riesco.A dirti Addio.E quindi non lo farò.Ti saluto,come si saluta un amico che sai di rincontrare il giorno dopo,nell'unico modo che conosco davvero : scrivendoti.E il pensiero dal quale mi lascio cullare è il ricordo della tua voce quando mi hai detto : "Tu credi di essere un pollo,e non capisci,invece,di essere un'aquila".

Un'aquila.Ecco cosa sei adesso.Un'aquila.Non un angelo,come tutti continuano a ripetere.No.Un'aquila.Fiera.Altezzosa.Libera.Perchè la Libertà ce l'avevi nel sangue,sotto la pelle,nelle vene.

Qualunque sia il tuo cielo adesso,spiega le ali e vola alto.
Ti prometto che,d'ora in avanti,lo farò anch'io.
E' in certi sguardi che si vede l'infinito ... no?
Ti voglio bene.Con tutto il mio cuore.

Emilia

 
 
 

A proposito di coraggio.......

Post n°40 pubblicato il 29 Dicembre 2010 da nayma.e
Foto di nayma.e

Ieri pomeriggio ero in un locale con delle amiche. Stavamo chiacchierando di cose futili quando ad un certo punto non ho potuto fare a meno di ascoltare la conversazione delle persone sedute al tavolo accanto. Una di loro, quasi gridando, diceva: "Certo che ci vuole un gran coraggio a togliersi la vita per una delusione d'amore. Era così giovane, povera ragazza ... " ..
Coraggio? Ci vuole coraggio a togliersi la vita per una delusione d'amore? ...

E il padre di famiglia che, ogni giorno, si alza alle cinque del mattino, bacia i suoi figli in silenzio e, senza mai lamentarsi, esce di casa per andare a lavoro, un lavoro ingrato, come quello del muratore, un lavoro sottopagato, faticoso, frustrante, e privo delle più elementari misure di sicurezza ... ecco, quel padre di famiglia è coraggioso, oppure non lo è?
E la madre di famiglia che, a cinquant'anni, va a fare le pulizie nella casa d'altri, senza poter curare la propria, per aiutare il marito ( il cui stipendio, da solo, non basta ), far quadrare i conti a fine mese, provare, e dico provare, ad assiurare un futuro, che sia degno di questo nome, ai propri figli ... ecco, quella madre di famiglia è coraggiosa, oppure non lo è?
E figli di quel padre, e di quella madre che, per pagarsi gli studi, e non gravare troppo sul bilancio familiare, si dividono tra corsi universitari e lavori di ogni sorta, dal cameriere alla segretaria, dall'animatore all'insegnante di ripetizioni, passando per il centralinista, fino ad arrivare alla maschera in teatro ... ecco, quei figli sono coraggiosi, oppure non lo sono?
E i bambini del reparto oncologico, che affrontano mali incurabili, e lo fanno col sorriso sulle labbra. Quei bambini desiderosi di vita, ma costretti in una stanza d'ospedale. Quei bambini che conoscono un mondo fatto solo di aghi, lacci emostatici, flebo e sale operatorie ... ecco, quei bambini sono coraggiosi, oppure non lo sono?
E i volontari della croce rossa, della protezione civile, dell'assistenza ai disabili e agli anziani, che dedicano la propria vita a quella degli altri ... ecco, quei volontari sono coraggiosi, oppure non lo sono?

Coraggioso è chi affronta la vita con i suoi infiniti inganni, e le sue pene. Coraggioso è chi si rialza ad ogni caduta, e prosegue il cammino. Coraggioso è chi si batte per un indeale, ed è disposto a morire per questo. Coraggioso è chi non teme la paura, ma nemmeno la sottovaluta. Coraggioso è colui che compie il suo dovere, ogni giorno, tutti i giorni. Piccoli, grandi eroi quotidiani.
Coraggioso è chi vive. Perché ci vuole più coraggio a vivere che a morire.

Non c'è coraggio nel suicidio. C'è disperazione.... e tanto dolore.

Emilia

 
 
 

I'm better,maybe.......

Post n°39 pubblicato il 02 Novembre 2010 da nayma.e
Foto di nayma.e

 

A volte mi viene chiesto se mi capita di sentirmi migliore degli altri e a volte (lo so, è una ripetizione ma mi va così) rispondo di sì.....

Per spiegarmi meglio: di natura io mi sento sempre inferiore alle tante persone che stimo e da cui voglio imparare il più possibile ma quando mi imbatto in alcuni comportamenti altrui mi sento migliore e non me ne frega niente che la cosa possa passare per superbia.

Mi sento migliore di chi butta la roba fuori dal finestrino per strada;

mi sento migliore delle persone che non sanno ascoltare perché vuol dire che non hanno interesse che per se stessi e la cosa li rende poveri di spirito ai miei occhi;

mi sento migliore di chi tradisce la fiducia di un amico;

mi sento migliore di chi trova divertente ferire gli altri, di chi riempie le proprie giornate maltrattando le vite altrui.

Mi sento migliore di questi ultimi perché per la mia felicità non ho mai avuto bisogno di far sentire miserabile qualcun’altro.

La mia felicità la costruisco tutti i giorni sulla mia stessa vita, con le mie mani, con le mie forze e se posso la condivido con gli altri per regalare loro un sorriso e non per estorcere del malumore.

Mi sento migliore, sì, e non mi pento nemmeno un po’ della cosa.

 

Emilia

 

 
 
 
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