San Valentino...la odio come festa. E' patetica, diventa banale anche il sentir dire che l'amore dev'essere festeggiato tutto l'anno, mica un giorno solo. Insomma, le solite cose.
Io sono romantica quanto un'insalatiera, figuriamoci.
Ieri pensavo che, tutto sommato, ho imparato a convivere con me stessa, ma ci sono dei lati di me che guardo con sospetto. Mica mi fido tanto di questa piccola sfacciata impenitente.
Per esempio, odio quella mia tipica mania di dover sempre riscuotere successo. Devo essere seducente con tutti, dal postino al professore. Mai mi permetterei di mostrarmi scialba o insignificante o, ancor peggio, sguaiata nei confronti di un uomo.
Non credo che questa sia una cosa tanto normale. Ma sono fatta così. In fondo, una geisha è anche questo. Gioco con gli sguardi in maniera tanto automatica da non accorgermene nemmeno più. Controllo le parole. Alterno serietà a sorrisi che si aprono come fiori. Ecco, un uomo non sa resistere a un sorriso che viene così, dalla serietà. Gli uomini ADORANO aprire i sorrisi. Li disarma. Poi magari mi distraggo e torno distante. Anche questa cosa di giocare ai contrasti me la porto dietro da sempre.
Il mio strizzacervelli direbbe che bisogna essere se stessi, che è tutto frutto di insicurezze.
Forse è vero. Molto spesso recito nel mio teatrino, e osservo le reazioni del mio pubblico. Può sembrare una stronzata, ma gli uomini non sono poi così diversi. C'è un margine di errore, ci sono le debite eccezioni, ma in moltissime occasioni mi sono accorta che con un certo input la possibilità di ottenere una determinata reazione è altissima.
Poi mi piacciono i duri, gli scorbutici. Con questi funziona tantissimo l'arma della debolezza. E' come se alzassi le mani e dicessi "Guarda, sono solo una bambina, che ti posso fare". Se conquisti la parte protettiva di uno scorbutico, ce l'avrai per sempre.
Gli scorbutici sono quelli di cui mi fido di più. E' molto raro che te la metteranno nel culo, quando sarai entrata nelle loro simpatie.
Mi ricordo di un tecnico hardware con cui avevo a che fare.
Era davvero duro.
Sembrava non servisse nulla, continuava a trattarmi da schifo.
Gli gironzolavo attorno estremamente incuriosita da quello che stava facendo, insomma, mi occupo di computer ma sono autodidatta, era davvero molto più bravo di me.
Allora ho cominciato a fargli domande. Mi rispondeva a monosillabi, e la cosa mi faceva davvero incazzare.
La strategia migliore era sdrammatizzare. Ho fatto una battuta molto scema su me stessa e la mia incapacità (che poi era una battuta falsa). Ho riso. Potevo essere appena uscita dall'asilo, giuro.
Ecco, da lì è cambiato.
Perché certi uomini le donne le temono, in linea di massima. Per questo devi far vedere che non sei un pericolo, che non stai facendo la super-donna. Devi fargli dimenticare che tra te e lui c'è la possibilità biologica di fare sesso.
Mostrare le proprie debolezze è un buon metodo con questi uomini.
Il pericolo è che non so più dove finisce la me stessa "vera" e dove comincia la me stessa che gioca.
O forse tutto l'insieme sono io "vera", solo che la recitazione è parte di me.
Inviato da: senor11
il 01/04/2012 alle 12:25
Inviato da: Nereide_81
il 30/03/2012 alle 13:15
Inviato da: senor11
il 26/03/2012 alle 09:33
Inviato da: ladyasia16
il 29/08/2011 alle 09:43
Inviato da: senor11
il 07/08/2011 alle 20:07