NoGolpeHonduras

No al Golpe en Honduras

 

OSCAR DAVID MONTECINOS,


OSCAR DAVID MONTECINOS, niño de 10 años, símbolo de la resistencia contra el golpe de Estado en Honduras. De manera enérgica se pronunció contra los golpistas durante el concierto " Voces contra el golpe" el pasado domingo 24 de agosto en Tegucigalpa.
Fonte: VidaLaboral

 

GORILLETI MATON DEL PUEBLO

 

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE

No tenemos miedo!

 

HONDURAS, ISIS OBED UCCISO A 19 ANNI!

In memoria di Isis Obed Murillo, morto il 5 Luglio 2009 a Tegucigalpa mentre manifestava in appoggio al presidente Zelaya! No al Golpe in Honduras!

 

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Intervista a Manuel Zelaya Rosales

Post n°62 pubblicato il 11 Ottobre 2009 da kevin2010
 
Foto di kevin2010

“La storia ci ha indicato che il cammino della conquista non e’ mai lineare, pero’ un popolo unito che prende il destino nelle sue stesse mani vincera’, senza dubbio, tutte le difficolta’, creando continuamente delle grande epopee storiche”
Hu Jintao

Il 28 giugno 2009 e’ sucesso quello che purtroppo in molti pensavano potesse accadere in qualsiasi paese progressista di America Latina: in Honduras un golpe di stato di imprenditori fascisti e di dirigenti militari venduti al vil denaro, irrispettosi della Costituzione a cui avevano giurato fedelta’, ha sequestrato il presidente democraticamente eletto dal popolo, Manuel Zelaya Rosales, portandolo, dalla base USA di Palmarola in Honduras a San Jose’ di Costa Rica.
Dopo tre mesi e mezzo dall’accaduto, ho avuto il tremendo onore di parlare personalmente con il presidente tradito, mentre sta vivendo assediato nell’ambasciata del Brasile, con sua moglie e 60 compagni fedeli .
“La tua chiamata mi alimenta molto spiritualmente, ci alimenta molto a tutti qui, ringraziamo con tutto il cuore l’appoggio di tutto i rivoluzionari del mondo, che stanno sostenendo il popolo hondureño dopo il tremendo golpe fascista e mandiamo loro un grande abbraccio”, ha esordito al telefono Manuel Zelaya.
Quando hanno sequestrato Zelaya, tutto il mondo e’ rimaste a bocca aperta: un sapore amaro e sgradevole che ricordava quel tragico 11 settembre 1973 in Cile ha incominciato a scendere nelle nostre gole.
E’ stata una sensazione improvvisa, che bruciava gli occhi, il naso, la gola, come quella che i gas lacrimogeni provocano nella popolazione honduregna, quando viene repressa ingiustamente mentre esige pacificamente la restituzione del suo legittimo presidente.
Ancora una volta gli yankee pensano di poter spazzare via, in  poche ore, come se fosse un po’ di polvere, quello che un popolo povero, ma tremendamente onesto e solidario ha costruito.
Loro, gli yankee, sono rimasti ancora agli anni 70, quando un golpe di stato in Honduras paralizava il paese solamente per mezza giornata: se succedeva al mattino gia’ al pomeriggio le scuole ed i negozi avevano ripreso il loro ritmo normale, i ricchi continuavano a guadagnare rubando ed i poveri a pagare.
Pero’ questa volta un qualcosa e’ scattato nel cuore e nella mente del popolo honduregno ed ha detto : BASTA!!!
E’ vero che nessuno stato straniero ha riconosciuto il nuovo governo de facto di Roberto Gorilletti, perdon Micheletti, (a parte Israele, che si sa non brilla per democrazia, solidarieta’ed obbiettivita’, un paese dove il suo governo sionista non ha nessuna remora ad uccidere a sangue freddo donne e bambini palestinesi disarmati, di cui l’unico delitto di cui sono colpevoli e’ solo quello di credere in un altro Dio); e’ vero che gli organismi internazionali come l’ONU o l’OEA hanno condannato categoricamente il fatto…..pero’, il vero protagonista di questo processo rivoluzionario totalmente innovativo e’ assolutamente il popolo honduregno.
In un momento, dopo quel 28 giugno, come per magia, qualcosa ha scosso le coscienze di uomini e donne di buona volonta’in Honduras, persone che fino al giorno prima non si erano interessati di politica hanno deciso di scendere sulle strade e dire NO al golpe di stato.
Il presidente democraticamente eletto, Mel, come lo chiamano affettuosamente i suoi seguaci, e’ riuscito a rientrare nel paese solo il 21 settembre ed in forma clandestina, nascondendosi nell’ambasciata del Brasile.
Durante tutto questo tempo, il Fronte Nazionale di Resistenza contro il golpe di stato ha diretto la lotta del popolo sulle strade e non si e’ fermato davanti all’orribile violenza dei militari e della polizia, che hanno picchiato, violentato ed ucciso senza tregua…ma anche senza nessun successo. Nessuno si e’ arreso, anzi, ad ogni nuova violenza, ancora piu’ persone si sono unite alla resistenza.
E tutte queste meravigliose manifestazioni di protesta sono state pacifiche: l’unica violenza e’ sempre stata solamente quella del regime de facto.
In questo clima di instabilita’, violenza, lotta, speranza, aspettativa, mentre la situazione dello stato di assedio toglie qualsiasi garanzia costituzionale al popolo honduregno, sono riuscita a comunicarmi con Manuel Zelaya, mentre e’ rifugiato nell’ambasciata del Brasile.  
E’ un uomo molto positivo, mi trasmette il suo ottimismo nonostante la situazione affermando che sente molta forza, che ha fede nell’umanita’, nonostante esista il male, ed e’ convinto che fiorira’ il bene comune e lo spirito della giustizia.
Mi racconta che la situazione nell’ambasciata e’ critica, devono dormire per terra e con razioni di cibo molto ridotte.
“Tutto questo mi sembra ben poca cosa se penso a quello che ha dovuto soffrire e sacrificare il mio popolo”, afferma.
Mi confessa che la sua forza proviene dal popolo honduregno che ha saputo opporsi a questo tremendo colpo che gli ha inflitto il golpe di stato, dal fatto che l’esempio di questo momento storico in Honduras, la lotta di un popolo in rivoluzione in modo totalmente pacifico spera che sia un esempio trascendente affinche’ tutto questo non accada mai piu’ in America Latina.
“Dal primo momento del mio mandato ho lottato per ottenere lo sviluppo economico di Honduras, con meno poverta’ e meno disegualianza, e mi rende orgoglioso sapere che il popolo ha capito e difende le sue conquiste senza lasciarsi calpestare dall’elite oligarchica e militare, il mio obbiettivo di svegliare la massa, di toglierle la benda e creare una coscienza collettiva per evitare il saccheggio di Honduras e’ stato raggiunto”.
Quando gli domando se crede che il popolo ha gia’vinto e che Micheletti non vuole riconoscere che ha perso su tutti i fronti e non e’ riuscito a piegare nessuno, mi dice di essere d’accordo e aggiunge che purtroppo i golpe di stato non lasciano mai niente di buono ai popoli, li fanno tornare indietro, ai periodi piu’ oscuri e sono solo le rivoluzioni che portano il progresso.
“Non ho nessuna fiducia nel tiranno anche se piu’ di lui critico quelli che hanno dato il bastone di comando a questo pazzo, loro sono il problema, cioe’ quei gruppi ambiziosi del potere economico ed ora anche del potere politico, dietro a cui ci sono le multinazionali, che hanno il monopolio di tutti i beni, di tutti gli alimenti e di tutti i servizi. Micheletti e’ solo un intermediario, sta facendo solo una parte vergognosa e infangando il nome della sua famiglia”.  
Interrogato sulla mensa del dialogo, mi ha detto che non ha molta fiducia nelle negoziazioni, sono si’ uno strumento di civilta’, pero’ crede che in questo momento stanno solo ritardando le cose.
“Non fraitendermi, io non ho paura del tempo, anzi, il tempo per noi si e’ fermato il 28 giugno, tutto quello che e’ successo dopo e’ stata la dimostrazione della nostra forza, di cosa siamo capaci con questo meraviglioso movimento di resistenza pacifica.
Inoltre non posso credere nella volonta’ politica di risolvere la situazione di chi si macchia con un golpe di stato, perche’ e’ un sanguinario, esattamente come quello che ruba, secuestra, violenta, non ho nessun fiducia in lui”.
Per concludere la mia intervista domando a Mel se quando tutto sara’ concluso ed il popolo reclamera’ un’assemblea costituente (ragione per cui si e’ prodotto il golpe, dal momento che gli oligarchi fascisti non vogliono un cambio della Magna Carta a favore del popolo) lui stesso sara’ un delegato che aiutera’ a scrivere questa nuova pagina della storia di Honduras.    
“Il risultato di tutto questo incubo sara’, e puo’ essere solamente, una vittoria del popolo ed una sconfitta per i golpisti, non so quando succedera’, credo che tardera’ ancora per colpa di tutte le difficolta’ che stanno creando. Io voglio continuare ad accompagnare il mio popolo, con tutto quello che mi resta da dargli, questo mio popolo meraviglioso in rivoluzione con cui voglio continuare a lavorare, restando al suo fianco.   
Per risolvere la crisi abbiamo bisogno ancora di piu’ misure internazionali, gli organismi come l’ONU devono attuare piu’ energicamente ed il popolo dovra’ mantenersi fermo nelle sue posizioni, sempre in resistenza, facendo un grande sacrificio che pero’ non sara’ invano”.
Saluto il presidente augurandogli che al piu’ presto possa tornare a condizioni di vita e di lavoro concordi alla sua alta dignita’ e parafrasando Pablo Neruda nella sua poesia dedicata al padre della patria honduregno, Francisco Morazan …. “Invasori riempirono la tua dimora, e di hanno distrutto come frutta morta ed altri hanno marcato la tua schiena con i denti di una stirpe sanguinaria ed altri hanno saccheggiato i tuoi porti caricando il sangue sopra il tuo dolore. E’ ieri, oggi o domani? Tu lo sai.
Fratelli, e’ gia’ l’alba. E Morazan veglia su di noi”.

*l’autrice e’ responsabile della pagina web di Prensa Latina in italiano

 
 
 

Manifestazione/sit-in di fronte all'Ambasciata degli Stati Uniti a Roma, giovedì 8 ottobre 2009, ore 17:30

Post n°61 pubblicato il 02 Ottobre 2009 da kevin2010
 
Foto di kevin2010

“Come ha  sottolineato il Comandante Fidel Castro,in  Honduras si è generata una nuova rivoluzione pacifica, ed anche in America Latina”, ha detto Zelaya
 
E' proprio tale volontà di cambiamento radicale che non è piaciuta alle forze militari e all’oligarchia Honduregna più conservatrice, come non  è piaciuto che  l’Honduras abbia  aderito alcuni mesi fa all’ALBA (Alleanza Bolivariana per i popoli di Nuestra America) scegliendo così definitivamente la strada dell’indipendenza, dell’autodeterminazione senza alcun compromesso con i regimi delle multinazionali, con  l’imperialismo e i suoi organismi internazionali.Coprifuoco, mandati di cattura ,arresti  e dirigenti sociali e sindacali assassinati , la dura e ripetuta la condanna della comunità internazionale del colpo di Stato e della disarticolazione del regime costituzionale  e democratico esistente con il governo di Manuel Zelaya,  mostrano un clima politico repressivo e guerrafondaio CHE CI RIPORTA agli anni ’70/’80 quando gli Stati Uniti pensavano di gestire il continente come un "cortile di casa", con il suo carico di terrore, sfruttamento, dittature.
Siamo con le organizzazioni sociali dell’Honduras che hanno nuovamente proclamato lo stato di agitazione per imporre il ritorno del presidente Zelaya, la fine dello STATO D’ASSEDIO e il rispetto dell’ordinamento costituzionale, soprattutto stanno chiedendo a tutte le istituzioni latinoamericane e internazionali di pronunciarsi contro il COLPO STATO e hanno chiamato alla mobilitazione in tutto il mondo in solidarietà con il popolo dell’Honduras.
  Ci uniamo alla protesta mondiale che disapprova e condanna il regime militare imposto in questa nazione a chiamiamo all’applicazione di misure  energiche e profonde, per ottenere il ritorno alla normalità e la restituzione del potere al suo Presidente eletto in maniera leggittima e democratica , come manifestazione della volontà del suo popolo.
Si susseguono appelli internazionali di  movimenti sociali e organizzazioni  di base di lavoratori e di intellettuali (tra i più importanti ad esempio quelli della Red De Las Redes En Defensa De La Humanidad e di Via Campesina Internazionale, e Venezuela Solidarity Campaign) in solidarieta’ con le organizzazioni e i movimenti sociali honduregni  che continuano ad esprimere con la resistenza la volontà popolare di modificare radicalmente la Costituzione Honduregna ,affermando pienamente l’indipendenza e affiancarsi al cammino di quei paesi come Bolivia, Ecuador, Venezuela, Nicaragua e tanti altri che anche se con forme diverse stanno cercando una loro soluzione e una loro autonoma via allo sviluppo autodeterminato e a processi reali di democrazia partecipativa,sempre con la Rivoluzione socialista di Cuba come riferimento imprescindibile.
E proprio Cuba continua a pagare la sua scelta di autodeterminazione nel processo rivoluzionario socialista con 50 anni di bloqueo economico da parte dei governi USA,di aggressioni terroriste che hanno provocato oltre 3800 morti, con atroci provocazioni come quella che ha portato da oltre   undici anni dall’ingiusto arresto dei 5 agenti dell’antiterrorismo cubano, che non hanno mai attuato atti di spionaggio, non hanno mai violato le leggi e le regole di sicurezza degli Stati Uniti, non hanno mai commesso alcun atto di violenza; i 5 agenti dell’antiterrorismo cubano hanno messo a rischio le loro vite per salvaguardare le vite di noi tutti , per controllare ed impedire l’attività di gruppi terroristici che dal territorio degli Stati Uniti progettavano e attuavano attentati non solo contro Cuba. Dalla data dell'infame arresto i 5 cubani sono stati sottoposti a torture fisiche e psicologiche, a violazioni dei diritti umani, impedendo la visita di alcuni dei loro familiari, a carcere duro motivato da sentenze della magistratura tutte a carattere politico e senza alcuna prova.
I fatti parlano da soli: i veri terroristi come Posada Carrilles, Orlando Bosch, Josè Basulto e tanti altri godono di piena libertà e impunità protetti dal governo degli Stati Uniti e ai 5 cubani si confermano intatte le condanne e l’ingiusta carcerazione. Allo stesso tempo il bloqueo economico, finanziario, commerciale imposto dal governo degli Stati Uniti continua a soffocare le possibilità di ulteriore sviluppo economico e sociale di Cuba, la sua sovranità e i suoi processi di autodeterminazione. Il nuovo governo ed amministrazione degli Stati Uniti non possono parlare di cambiamento delle loro politiche estere con nuovi processi democratici verso l’America Latina se prima non pongono immediatamente fine all’infame bloqueo contro Cuba, alla colossale ingiustizia contro i 5 cubani e se non si adoperano in tutte le maniere contro il golpe fascista e per ripristinare la piena libertà in Honduras e l’immediato reinsediamento del legittimo Presidente eletto Zelaya.
 
 
 
LIBERI SUBITO, facciamoli tornare a Cuba!!

Manifestazione/sit-in di fronte all'Ambasciata degli Stati Uniti a Roma,
giovedì 8 ottobre 2009, ore 17:30
 
Con i 5 eroi Cubani, ancora prigionieri nelle carceri USA
Per la fine del bloqueo imposto dagli USA da oltre 50 anni, contro la sovranità di CUBA
Contro il golpe fascista appoggiato dagli Stati Uniti, solidarietà con il popolo  dell'Honduras e il suo legittimo presidente
 Piena solidarietà al governo e al Presidente del Venezuela, Hugo Rafael Chávez Frías ,sollecitando una netta presa di posizione delle istituzioni internazionali contro le pretese statunitensi d’installare sette basi militari in suolo colombiano
Forte appoggio a tutte le rivoluzioni e i processi di democrazia partecipativa in atto per rafforzare il processo di integrazione dell’America  Latina , per  il rispetto delll’autodederminazione dei popoli e per la costruzione della NUESTRA AMERICA TERRA DI PACE E DI LIBERTA’
 
Promuovono e organizzano:
La VILLETTA per CUBA - I Membri italiani  de La Red de la Redes en Defensa de la Humanidad (NUESTRA AMERICA, RADIO CITTA’ APERTA, CONTROPIANO, LABORATORIO EUROPEO PER LA CRITICA SOCIALE, NATURA AVVENTURA) – Tele Ambiente – Archivio Cubano – Comitato “Fabio Di Celmo”– Rete dei Comunisti - PRC –PdCI- Sinistra e Libertà– Italia Dei Valori – Comitato Palestina nel Cuore –  AIASP  – Comitato Provincia Avana – Promocaraibi – Ass. Sportiva Tor di Quinto – Artiglio Calcio – Polisportiva Roma 6 Villa Gordiani – Agenzia Giornalistica Televisiva Italiana – ANPI – La Rinascita - Liberazione –  USI-RdB  – Centro Studi CESTES-PROTEO  Ass. cult. Mezza Luna Rossa Palestinese – 
 
Aderiscono:
Rivista Essere Comunisti– Comunità Montana dell’Aniene – il Vecchio Mattatoio –Ass.Naz.Amicizia Italia/Cuba- Ass. Itaca – Ass. Articolo 3 - Angulo Cubano e Lato Cubano – TeleDonna – SiporCuba -Ass.Puntocritico
 
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Acciones terroristas de la dictadura política-militar

Post n°60 pubblicato il 25 Settembre 2009 da kevin2010
 
Foto di kevin2010

Red Hondureña de Noticias - RedHN. Tegucigalpa, viernes, 25 de septiembre de 2009, 10:20 horas.- La política represiva del régimen de facto que presiden Roberto Michellti y el general Romeo Vásquez Velásquez está rociando elementos químicos al interior de la embajada de Brasil donde se aloja el Presidente Constitucional de Honduras, José Manuel Zelaya Rosales y cientos de sus simpatizantes.


Corresponsales de la RedHN fueron informados mas temprano que las Fuerzas Armadas se disponían a usar el químico Cesio 132 para provocar vómitos con y sangrados de nariz y en la orina entre los huéspedes de la misión diplomática.


Desde el interior de la Embajada de Brasil se nos informa que el químico fue inyectado a través del sistema de cañerías de la vivienda y de las paredes del jardín que colindan con las casas vecinas y eso ha provocado que la Primera Dama, Xiomara Castro de Zelaya, y otros miembros de la Resistencia estén sangrando abundantemente.


Castro de Zelaya valientemente se subió en una escalera que da a la casa atrás de la embajada para comprobar el equipo que usaban los agente de la Dirección General de Investigación Nacional (DGIN), los militares de las Fuerzas Armadas y miembros de la Policía Nacional.


Los agentes de represión que no esperaban tal heroísmo de la Primera Dama reaccionaron molestos cuando fueron descubiertos y cargaron sus fusiles contra ella.


Xiomara Castro, mientras llora de indignación, señala y acusa a través de Radio Globo a los cabecillas de este régimen de ser los culpables de estos actos terroristas y les señala que ya se pasaron de línea y entraron a una calle sin retorno ignorando una vez las implicaciones legales y éticas de sus actos.


La Primera Dama también hace un llamado a la Cruz Roja Internacional para que se haga presente a la embajada, manifestando su desconfianza a la Cruz Roja Hondureña, y atienda a las victimas que la guerra química contra de los represión política militar está causando.


Algunos miembros que se han acercado a la Embajada de Brasil están siendo reprimidos con bala viva para ser alejados de la misión diplomática.


Los seres humanos pueden estar expuestos al cesio por respiración o al ingerirlo con alimentos y bebidas. Es poco probable que la gente que experimente el efecto del cesio sobre la salud pueda relacionarlo con éste.


Cuando hay contacto con cesio radiactivo, algo altamente improbable en situaciones normales, la persona puede experimentar daño celular a causa de la radiación emitida por las partículas del cesio. Esto puede traer como consecuencia efectos como náuseas, vómitos, diarreas, y hemorragias. Sí la exposición es larga la gente puede incluso perder el conocimiento, entrar en coma o incluso morir.


El régimen de Micheletti y Romeo Vásquez Velásquez empezaron a hacer uso de un arsenal moderno para reprimir a la Resistencia a partir de la incorporación de Billy Fernando Joya Améndola como asesor de seguridad del régimen usurpador.


En estos últimos días los medios de comunicación nacional e internacional han brindado fotografías de modernos equipos sónicos, bloqueadores de celulares y químicos que no posee otros ejércitos del área y que estarían llegando del Estado de Israel a través de una agencia de seguridad que tiene sus oficinas frente a las instalaciones del Tribunal Supremo Electoral (TSE) y cuyo principal propietario en un ciudadano israelí que también tiene como asesor a Billy Joya.


Misiones de Médicos Sin Frontera y de los Derechos Humanos que se apersonar con los militares para atender a las victimas de la misión diplomático son rechazadas por las fuerzas militares y policiales del régimen que presiden Micheletti y Vásquez Velásquez.

 
 
 

Policía mata a muchacho que les gritó “golpistas”

Post n°59 pubblicato il 25 Settembre 2009 da kevin2010
 
Foto di kevin2010

Elvis Jacobo Euceda Perdomo. Foto Diario El Tiempo

Un adolescente murió ayer en la tarde luego que gritara “golpistas” a un grupo de policías que se transportaban en la patrulla 4-10, informaron familiares y vecinos que presenciaron el crimen.
La víctima fue identificada como Elvis Jacobo Euceda Perdomo, de 18 años, quien murió en la colonia Las Colinas, de la aldea del Carmen de dos disparos de fusil.
El joven, que se dedicaba a halar leña de un cerro cercano a la colonia para agenciarse algún dinero, en el momento del percance iba montado en una bicicleta color rojo. El se dirigía a jugar al campo de fútbol.
El personal que hizo el levantamiento encontró este casquillo de Galil, el arma oficial de la policía.
Según testigos, el crimen sucedió cuando el adolescente pasó cerca de la patrulla y gritó “golpistas”. En ese momento uno de los policías (que no fue identificado por su apellido) se bajó del vehículo y disparó el fusil que portaba contra la humanidad del muchacho, que iba a unos 70 metros de distancia.
Los disparos impactaron en la cabeza y espalda. Por mientras llegaban las autoridades a hacer el reconocimiento del cadáver, los familiares taparon a su pariente con una sábana color blanco.
Con información del Diario El Tiempo de Honduras

Publicado el 24 Septiembre 2009

 
 
 

Edén Pastora: La revolución en Honduras no la detiene nadie

Post n°58 pubblicato il 25 Settembre 2009 da kevin2010
 
Foto di kevin2010

El ex guerrillero Edén Pastora Gómez, conocido como el Comandante Cero, manifestó  que la revolución o los cambios que exige el pueblo hondureño, no los detiene nadie y que la dictadura impuesta a través del Golpe Militar tendrá que sucumbir en cualquier momento, dada la presión popular por el restablecimiento de la constitucionalidad.
Edén manifestó que los sectores sociales exigen cambios, algo que la oligarquía hondureña no lo permitirá tan fácilmente, por lo que avizora una guerra civil entre los que impulsan la revolución y los que mantienen el poder, apoyados por las fuerzas militares.

³La guerra en Honduras es inevitable, con Zelaya o sin Zelaya, las cosas están tan polarizadas, los sectores sociales piden cambios y la lucha armada es inevitable, la dictadura de (Roberto) Michelleti ha palidecido con la de Pinochet, esa dictadura en Honduras no puede aguantar mas tiempo², expresó Edén.

El ex guerrillero manifestó  que la voluntad popular se impondrá, dado que la situación en insoportable y los sectores capitalistas de Honduras, ya están siendo seriamente afectados.

³Los cambios en Honduras con la organización y la concientización social es irreversible, la revolución en Honduras nadie la para, y eso es lo positivo del golpe militar descarnado, fuera de época y fuera de lugar².

Calificó al presidente Manuel Zelaya como un hombre valiente, un ³verdadero macho² que se metió en las entrañas de la dictadura de Michelletti.

³Cuando veo esas represiones al pueblo hondureño, renace en mi la bestia, me dan ganas de matar, es un sentimiento muy humano, cuando veo que a un pueblo solo las manos mete y los brazos, y aquellas cachiporras, bombas lacrimógenas y las patadas, me recuerda cuando nosotros luchábamos contra la dictadura espantosa y cruel de la  familia somocista, por eso todos los sandinistas, todo ser humano debe apoyar a ese pueblo que está en una lucha justa², expresó.

En el actual contexto hondureño, Edén manifestó que solamente falta que la oligarquía criolla representada en el banquero Eduardo Montealegre, vuelva a visitar a Roberto Michelletti para patentizarle su apoyo, tal y como lo hizo a pocas semanas del golpe militar acontecido el 28 de junio pasado.

En esa ocasión Montealegre se congratuló con el golpista y hasta lo defendió, a pesar que toda una comunidad internacional representada por la OEA, ONU, SICA, ALBA y 192 gobiernos del mundo condenan los actos inconstitucionales.

 
 
 
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INFO


Un blog di: kevin2010
Data di creazione: 02/08/2009
 

23-SET-09. HONDURAS. ZELAYA ASILADO EN EMBAJADA


Afuera, grupos que manifiestan, son dispersados. Hay 6 muertos. 24horas agradece la transmisión a www.gustavopizzo.com.ar. El Dispositivo Acústico de Largo Alcance (en inglés Long Range Acoustic Device: LRAD) es un arma acústica definida como no letal, producida por American Technology Corporation de los EEUU. Más info: http://es.wikipedia.org/wiki/Disposit...

 

ZELAYA RIENTRA IN HONDURAS

 

HONDURAS, CHOLOMA CORTES, 14 AGOSTO

 

BERLUSCA FILOGOLPISTA

Berlusconi scritto sui muri di Tegucigalpa

 

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HONDURAS RESISTE!

Marcha Nacional en San Pedro Sula el 11 de Agosto del 2009.

Viva Venezuela!

 

NEWS

USA 12 Ago. 2009, aumentano i gruppi paramilitari negli Stati Uniti, denuncia The Huffington Post in articolo di Eileen Sullivan.
Fonte: Cubadebate

VENEZUELA, 7 Ago. 2009, LA POVERTA' RIDOTTA DEL 22.6%!
L'ha confermato il titolare dell'Instituto Nacional de Estadística (INE), Elías Eljuri, aggiungendo che negli ultimi dieci anni in cui ha governato Chavez, la povertà estrema è passata dal 21% al 7%, ridando dignità a più di un milione di famiglie. La povertà cronica è passata dal 23% al 11%. L'inchiesta è stata la più grande che si sia realizzata nel paese. Fonte: Venezolana de Television

HONDURAS: MST QUIERE REUNIRSE CON ZELAYA
RIO DE JANEIRO, 7 (ANSA) - El Movimiento de Trabajadores Rurales Sin Tierra (MST) espera reunirse con el presidente de Honduras, Manuel Zelaya, el 12 en Brasil, para expresarle su "apoyo" y "solidaridad", a raíz del golpe de estado que lo desplazó del poder."Estamos haciendo todos los contactos posibles para poder encontrar al presidente Zelaya en su visita a Brasil, para poder manifestarle nuestro apoyo en favor de los principios constitucionales en su país, que jamás debieron haber sido violados", destacó a ANSA Marina dos Santos, de la dirección nacional del MST.
Dos Santos recordó hoy en Rio de Janeiro que el MST, el mayor movimiento social de Latinoamérica, "acompañó de cerca" los acontecimientos en Honduras, y que varios de sus integrantes estuvieron junto al presidente Zelaya en su intento por reingresar a su país. ACZ

 

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