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NON SPRECHIAMO L'ACQUA

Ecco 12 regole per risparmiare il consumo di acqua potabile. Rispettare queste regole significa imparare a considerare l’acqua come un bene prezioso che non deve essere sprecato

REGOLA 1 - Far riparare tempestivamente le perdite dell’impianto interno. Un rubinetto che gocciola al ritmo di 90 gocce al minuto spreca 4.000 litri di acqua all’anno.

REGOLA 2 - Non fare uso eccessivo di prodotti chimici per la pulizia della casa.

REGOLA 3 - Non usare la toilette come discarica di sostanze tossiche (vernici, lacche, prodotti chimici, sigarette, solventi) altrimenti si riduce la funzionalità del sistema fognario.

REGOLA 4 -  Contenere i lavaggi delle autovetture con un secchio piuttosto che con acqua corrente consente un risparmio di 130 litri ogni lavaggio.

REGOLA 5 - Innaffiare l’orto con acqua piovana raccolta precedentemente.

REGOLA 6 - Far funzionare la lavatrice o la lavastoviglie a pieno carico; si ottiene cosi’ un risparmio pari a 8.000 / 11.000 litri di acqua potabile all’anno per famiglia.

REGOLA 7 - Pulire i piatti subito dopo i pasti, togliere lo sporco più grossolano, condire la pasta nel tegame ancora caldo evitando di sporcare un’altra terrina.

REGOLA 8 - Usare l’acqua di cottura della pasta per lavare i piatti e le stoviglie.

REGOLA 9 - Fare la doccia la posto del bagno in vasca, ciò consente un risparmio di 1.200 litri di acqua potabile all’anno.

REGOLA 10 - Chiudere il rubinetto mentre si lavano i denti e tappare il lavandino al momento di farsi la barba; questo permette di risparmiare fino a 7.500 litri l’anno per una famiglia di tre persone.

REGOLA 11 - Applicare un frangiflutto a un rubinetto per arricchire d’aria il getto d’acqua.

REGOLA 12 - Utilizzare per lo scarico del water un sistema a rubinetto o a manovella al posto di quello a sciacquone; si risparmiano così circa 26.00 litri all’anno.

 
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Ultimi Commenti

sara.princess1987
sara.princess1987 il 04/05/09 alle 16:12 via WEB
un salutone ai miei vecchi amici... buon pomeriggio
 
sara.princess1987
sara.princess1987 il 01/05/09 alle 16:06 via WEB
 
joiyce
joiyce il 26/04/09 alle 21:12 via WEB
TORNA STA CASA ASPETTA A TE
 
sara.princess1987
sara.princess1987 il 14/04/09 alle 13:54 via WEB
 
rigitans
rigitans il 09/03/09 alle 14:54 via WEB
ciao, Stiamo organizzando tra i blogger un eco progetto, un eco-socialnetwork dove unirci, condividere, informare e informarsi, protestare e proporre, farci sentire insomma! Tutti insieme, contro il nucleare, per le rinnovabili, per il risparmio energetico, per l'ecologia e l'ambiente, e un altro stile di vita. chi la vede come una buona idea ed ha piacere a partecipare ce lo accia sapere o con un la messaggeria, o via mail o con un commento sul mio blog, lasciando il nick e un recapito(il link del blog o la mail)
 
sara.princess1987
sara.princess1987 il 01/03/09 alle 13:07 via WEB
buona domenica e buon appetito!smack smack ^^*
 
sara.princess1987
sara.princess1987 il 31/12/08 alle 01:47 via WEB
 
milionidieuro
milionidieuro il 25/12/08 alle 10:55 via WEB
passa un bel buon Natale:-)
 
U.22
U.22 il 23/12/08 alle 18:50 via WEB
un augurio x un sereno Natale con tanta gioia!! un bacio. paolo
 
joiyce
joiyce il 15/12/08 alle 22:51 via WEB
Muratori

Sotto la pioggia e al sole lavora il muratore con la cazzuola in mano sospeso su un’impalcatura, fuori, al quinto piano. Un piede in fallo, un movimento sghembo, e vola come un angelo: prima di giungere, è morto. Un grido e poi accorrono: gente e muratori. – Ancora respira… è Ruoppolo! Ha due bimbi piccoli! Lo sollevano e lo allontanano su una barella a mano. Si muove ancora l’asse fuori al quinto pianto. E passa questo corteo, più di uno lo rincorre; mentre un altro, sull’impalcatura canta e continua a lavorare. Per terra un mucchio di calce nasconde la macchia di sangue, e gli schizzi si diffondono con le scarpe sporche di fango. Quando giungono all’ospedale, la folla resta fuori, e chi è a conoscenza della disgrazia racconta com’è accaduta. E intorno il popolo: – Madonna! – Avete visto? – Dal quinto piano! – Vergine… – E come… Gesù Cristo… Poi appare, pallido, chi l’ha accompagnato: e, prima che gli chiedano, fa segno che è spirato. Col freddo nell’anima, la folla s’allontana; già si accendono le luci della sera; la strada diventa tortuosa. A casa, poi, i compagni smorti, poveri figli, lo raccontano alle famiglie a tavola, mentre mangiano. Le mamme abbracciano i figli, lo sposo abbraccia la sposa… e una moglie, trepidante, attende e non s’acquieta. Si affaccia al balcone, sente l’orologio: le nove! Recita un rosario… E aspetta e non si muove. L’acqua si consuma in pentola per il troppo bollire, il fuoco è fatto cenere. Si sente una campana. I piccoli piangono perché vogliono mangiare: – Mamma, mettiamo a tavola! – Se non viene papà… La porta! Bussano: – Sarà lui? – Va ad aprire. – Chi siete? – Il capo d’opera. Ruoppolo abita qui? – Sì, qualche disgrazia? Vedo tanta gente… – Calmatevi, vestitevi… – Madonna! – Non è successo niente. – È scivolato dall’impalcatura dal primo piano. – Uh, Dio! Ed è all’ospedale? – È logico. – Uh, Pasqualino mio! I due piccoli sbarrano gli occhi senza intendere; la mamma, disperandosi, si vestì in un lampo, e li chiude in casa; e scendendo i gradini con una candela. – Donna Rache’ – Mio marito forse è al Pellegrini. È scivolato dall’impalcatura. Sì, dal secondo piano. E man mano quest’impalcatura sale piano piano. – Ditemi, fatemi capire. – Coraggio. – È morto?! – È morto! Dal quinto piano. Dall’impalcatura. Mise un piede in fallo. Per il dolore, senza piangere, cade e perde i sensi. È Dio che dà una pausa A tutte le sofferenze. E quando la riaccompagnano a casa, trovano i piccoli a terra, addormentati. E brillano in volto due lacrime.

Raffaele Viviani
 
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