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DEDICATO A TUTTI QUEI RAGAZZI CHE HANNO LASCIATO LE LORO CASE E CHE HANNO PERSO LA VITA SUL FONDO DI UNA MINIERA.
La BALLATA DEL GENESIO Ogni vita una storia,ogni storia una vita Un po della mia vita anche qui.
" alt="" /> DEDICATA A TE...................... BUON COMPLEANNO!!!!!!
A te che hai fatto del tuo tempo un dono per gli altri. A te che hai fatto del tuo essere donna e madre il tuo piacere. A te che tieni la mia mano ogni istante e mi sorreggi quando vacillo e quando tremo mi riscaldi. A te che spesso non capisco ma che comunque condivido. A te che spesso fatichi a capirmi ma comunque condividi. A te che l'amore ha fatto più dolce e gli anni, nel mio cuore, più bella. A te che hai saputo cucire con pazienza gli strappi della vita. A te che hai saputo vedere quando i miei occhi erano chiusi. A te che amo più della mia stessa vita. GRAZIE DI ESISTERE. TI AMO DA MORIRE!!!!!!!!!!!!!!!! BUON COMPLEANNO!!!!!!!!!!!! |
I-LOVE MY WEB RADIO DgVoice
Un mito al quale non serve presentazione Una verità: A' LIVELLA
LA SINDROME DI DOWN NON E' UNA MALATTIA...LE PERSONE CON LA SINDROME DI DOWN NON CERCANO UNA MEDICINA, VOGLIONO SOLO ESSERE ACCETTATE E TRATTATE COME GLI ALTRI !!! IL 93% DEI CONTATTI NON COPIERA' QUESTO MESSAGGIO... SPERO CHE TU CHE STAI LEGGENDO ORA VOGLIA FAR PARTE DEL RESTANTE 7% CHE METTERA' QUESTO MESSAGGIO NELLA SUA BACHECA !!
Scherza coi fanti ma........
Post n°271 pubblicato il 11 Maggio 2012 da graziano.castoldi
La delibera con cui la giunta della Regione Veneto imporrebbe l'obbligo di "apparecchiature di rilevazione e segnalazione a distanza per la sorveglianza del cadavere, anche ai fini del rilevamento di eventuali manifestazioni di vita" presso gli obitori, ha scatenando reazioni a catena, con le proteste di anestesisti e medici, che sostengono che "non serve", e che è un costo inutile. È doveroso però specificare che la delibera in realtà non introduce l'obbligo di impiegare apparecchiature di rilevazione e di segnalazione a distanza, ma al contrario permette di usare anche esse per il monitoraggio del cadavere (da sempre previsto), e non obbliga più al monitoraggio "fisico".
Ma la paura di essere sepolti vivi non è certo solo italiana: in Turchia, alcune nuove le camere mortuarie sono state attrezzate con un sistema di rilevazione dei movimenti, affinché sia possibile individuare cadaveri che cadaveri non sono. La "sepoltura prematura" è un fatto quasi impossibile se le procedure mediche più moderne sono applicate correttamente, ma la probabilità cresce con la minore attenzione agli aspetti medici. I casi di "quasi sepoltura da vivi" sono rari ma ci sono: qualche mese fa il caso di una 49enne russa, risvegliatasi durante il suo funerale, ma morta per lo spavento pochi secondi dopo. In Sudafrica, invece, qualche mese fa le autorità hanno invitato la popolazione a non dichiarare autonomamente la morte dei parenti, ma farla constatare ad un medico, proprio perché ci sarebbero stati diversi casi di sepolture "anticipate".
Questa è la notizia copiata dal web ma io vorrei allargare un pochino la visuale su questi fatti per entrare in punta di piedi nel mondo del paranormale. Da sempre abbiamo testimonianze di varie persone che sono incorsi, una o più volte, in fenomeni inspiegabili come " fantasmi,.....morti viventi,......creature non ben definite............. A questo proposito vorrei raccontare un fatto accaduto proprio al sottoscritto in gioventù e rimasto ancor oggi senza spiegazioni razionali. E' tratto dalla mia autobiografia che, come altri libri, giace sul fondo di un cassetto, pertanto prendetelo come un capitolo di un qualunque racconto e poi........... Ognuno esprima il proprio parere!!!!!
SCHERZA CON I FANTI MA.................. Come in tutte le città sorte nei tempi antichi o quasi, anche nella mia si raccontavano spesso leggende e storie che avevano a che fare con il soprannaturale, specialmente riguardanti alcuni di quei paesi che facevano da cornice al lago e che, in alcuni casi, avevano mantenute intatte tradizioni e abitudini nei secoli. Tutto iniziò nel 1973, un giorno che Luciano arrivò al bar e iniziò a raccontare una strana quanto intrigante storia. Pare che in epoche remote, in un certo paese a quindici chilometri dalla città, vivesse un tale che, in circostanze poco chiare e per oscuri motivi, si trasformò in un - lupo mannaro--. Già oggi le cause che inducono la licantropia come patologia vera e propria non credo siano ben note, immaginiamoci nell'antichità quando erano solitamente legate a pratiche magiche o a presenze demoniache. Per farla breve: da fonti più o meno attendibili sembrava che il suddetto - lupo mannaro-- o qualche suo discendente, fosse ancora in circolazione, ben intenzionato a spaventare il malcapitato di turno che avesse avuto l'ardire di circolare nei luoghi dove era solito fare le sue apparizioni. Non sono mai stato un credulone, specialmente per tutto ciò che riguardava credenze popolari, streghe, fatture e quant'altro, però .............. Alla prima luna piena, per essere ovviamente in tema con le dicerie, organizzammo un -raid- motociclistico con meta il presunto luogo delle apparizioni e dove, a detta di Luciano, il presunto licantropo aveva già fatto mostra di se davanti a lui e ad altri. Era il mese di giugno. In poche occasioni mi era capitato di vedere una luna così bella, così vicina e, per creare l'atmosfera, così piena. Nell'immaginario collettivo la mezzanotte sarebbe stata l'ora fatidica. Non fu necessario aspettare tanto. Verso le ventidue e trenta parcheggiammo le moto in uno spiazzo vicino ad una curva sulla strada che costeggiava il lago. Nonostante la luna rischiarasse il paesaggio, a ridosso della montagna, in prossimità di una doppia curva, era buio pesto. Proprio lì, in cima una roccia alta circa venti metri a strapiombo sulla strada, era stato visto il licantropo e, sempre a detta di Luciano, da quell'altezza era saltato sulla strada. Alcuni dei facenti parte della - spedizione-- si erano radunati vicino al bordo della strada, appoggiandosi alla ringhiera che faceva da parapetto tra la carreggiata e il lago e, forse per dimostrarsi particolarmente coraggiosi o semplicemente per dar più senso alla loro incredulità, iniziarono a rivolgersi con scherno al fantomatico-- lupo mannaro--. "Ehi....!!!! Licantropo!!!!!! dove sei?????. Perché non ti fai vedere??????? Ad un tratto, come in una scena uscita da un libro di Stephen King cominciammo ad udire dei sinistri rumori di rami spezzati accompagnati da suoni gutturali. Almeno tali sembravano. Dopo pochi istanti sulla sommità della roccia parve a tutti di intravedere una figura che di umano aveva poco. Non fu ben chiaro cosa accadde nei minuti che seguirono l'avvistamento. Di certo vedemmo cadere dall'alto rami e pietre che fecero prima desistere dal continuare con gli improperi e poi ci convinsero che, qualunque cosa stesse per accadere non era il caso che noi fossimo presenti. Il cielo non era più limpido come quando eravamo arrivati. Alcune nuvole a tratti rossastre nascondevano ora una grossa fetta di quella luna, complice della quale forse, qualcosa al di fuori dalla nostra comprensione stava accadendo. 2 Fra le poche cose che mi accomunavano a Luciano c'era il desiderio di capire, al di là di ogni ragionevole dubbio, a rischio di cadere nel ridicolo o, come in quel caso di partecipare all'evento. Rimanemmo pertanto indietro con altri due amici mentre, in barba alle spacconate iniziali e alle manifestazioni di miscredenza, della maggior parte dei curiosi non si sentiva più nemmeno il rombo del motore. Ancora oggi non sono sicuro di ciò che ho visto o sentito, ma mentre cercavamo di allontanarci una forza misteriosa ci impediva materialmente di lasciare quel luogo, quasi a volerci punire per il nostro goffo tentativo di voler scoprire più di quanto all'essere umano fosse dato di sapere. Sentivamo la moto rombare sotto di noi, la marcia era stata innestata più volte e la frizione rilasciata altrettante volte ma noi eravamo sempre fermi. Passarono due o tre minuti, forse meno ma furono interminabili. Il cuore batteva all'impazzata, le gambe tremavano e le mani si erano fatte deboli e dalla presa incerta. Non avevo nemmeno il coraggio di scendere dal sellino posteriore della moto di Luciano dove mi trovavo, per paura di non potervi più risalire ed essere costretto a rimanere in quel posto in balia di oscure forze. Dopo vari tentativi la moto si avviò lentamente, per poi rispondere alle sollecitazioni di Luciano solo dopo esserci allontanati da quel luogo. Non ci fermammo fino all'arrivo in città, dove anche gli altri ci aspettavano. Nessuno parlò. Nessuno fece il minimo cenno a quello che forse era accaduto o che probabilmente avevamo visto o avevamo voluto vedere. Ci accorgemmo che uno dei ragazzi non era ancora arrivato. Passò quasi un'ora prima di vederlo. Era visibilmente spaventato e confuso e, esprimendosi quasi a gesti per l'agitazione che gli impediva di parlare correttamente, ci fece capire di aver avuto una brutta esperienza. Mentre tentava di partire, con la stessa difficoltà che avevamo incontrato noi, aveva avuto la sensazione di essere stato toccato sulla schiena da una mano e di aver sentito un intenso bruciore che ancora lo infastidiva. Forse fummo vittima di un'allucinazione collettiva ma sul suo dorso, sotto le due scapole, era ben visibile l'impronta di una mano, come se il contatto avesse infiammato tutta la zona. Sparì nel giro di poche ore ma nessuno capì mai cosa fosse accaduto. Nessuno tornò più in quel luogo e, passandovi saltuariamente, ognuno di noi si guardò bene dal fermarsi. Una credenza popolare della zona attribuiva certe manifestazioni al demonio. Si racconta infatti che una pastorella, attratta dalle bellissime fattezze di un giovane sconosciuto, fosse caduta nelle grinfie del maligno che si celava sotto quelle sembianze. Una notte, intrattenendosi col misterioso giovinetto sotto un ponte, nascosti da una fitta e quantomai insolita nebbia, la fanciulla sparì e non venne più ritrovata. Alcuni dicono ancor oggi che, quando su quel ponte si vede la nebbia, significa che l'oscuro abitante degli inferi è in circolazione nella speranza di fare nuove vittime. Forse fu un caso. Forse tutte queste cose sono state solo frutto della fantasia. Forse al di là di ciò che la mente umana non è in grado di capire non esiste nulla. Una cosa so per certo: quella notte, sul ponte, vedemmo quell'insolita nebbia, molto molto fitta.
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Il vento nella criniera e la libertà nel cuore.
Il Pensionato. Un Guccini che non si dimentica e che ti fa riflettere sul tuo "DOMANI"
GRAZIE MORA!!!!!! ^____________^
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