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La vittoria di Netaniahu puo' essere uno spartiacque nello scontro di principii
Post n°83 pubblicato il 19 Marzo 2015 da provad
Le elezioni di ieri in Israele hanno decretato la vittoria del premier uscente Netaniahu che cosi' potra' chiedere ed ottenere un nuovo mandato alla Knesset, il parlamento israeliano. Cio' nonostante le previsioni dell'immediata vigilia fossero piuttosto negative nei suoi confronti, confermate anche da exit poll che ricordano, per imprecisione, quelli italiani. La vittoria di Bibi Netaniahu e' stata costruita interamente, piu' che sulla politica interna e sull'andamento dell'economia israeliana, che non credo stiano attraversando un momento brillantissimo, sulla sua capacita' di rispondere ai timori della popolazione. Timori assolutamente giustificati, visto che Israele e' circondata da gente che le farebbe volentieri la pelle se solo ne avesse la possibilita', e se cio' non e' ancora accaduto lo si deve in gran parte alla capacita' della popolazione israeliana di costruire una societa' prospera in grado di dotarsi delle risorse economiche e militari per fronteggiare le minacce. Fin qua tutto come da copione, non si tratta certo di novita'. L'elemento di assoluta novita', lo spartiacque, sta nel fatto che Bibi abbia costruito la sua vittoria politica avendo contro l'attuale amministrazione americana guidata da Obama, nonche' la massa di media liberal tra cui spicca il grande New York Times. Un successo quindi che e' uno schiaffo ad Obama ed alla sua politica di appeasement con l'Iran, ma non contro il popolo americano nella sua maggioranza, tanto e' vero che Bibi e' stato invitato dal Congresso americano a tenere un discorso politico proprio per illustrare i motivi per i quali non gradisce la politica di Obama. Un fatto assolutamente inedito nella storia americana, osteggiato dal governo americano che pero' non ha potuto impedirlo. Quello che io vedo quindi e' un presidente degli Stati Uniti preso a schiaffi da un influente politico di un paese alleato, che viene rieletto e quindi confermato in carica dal suo paese, ricevendo quindi un imprimatur alle sue azioni. Lo stesso presidente viene preso a schiaffi dal parlamento del suo paese, che e' stato eletto dal popolo sovrano. A questo punto viene da chiedersi se Obama abbia perso il polso dell'elettorato americano. Certamente alle prossime elezioni i candidati presidenziali (Obama non potra' ripresentarsi, se Dio vuole, avendo gia' governato per due mandati) dovranno tenere conto delle osservazioni di Netaniahu. E questo non potra' che essere una grande notizia per lo scontro di principii che e' in atto. |
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