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Attentati in Francia, Tunisia e Kuwait
Post n°89 pubblicato il 27 Giugno 2015 da provad
Qualcuno si meraviglia dell'ondata di attentati islamisti che nella giornata di ieri ha scosso questo nostro ormai troppo piccolo pianeta? Ovviamente no. Sappiamo che ce ne saranno altri, e che saranno sempre piu' violenti, piu' vicini a noi Europei, e che coinvolgeranno sempre piu' nazioni nel mondo. Ieri e' stata la volta del Kuwait, mentre la Tunisia era gia' stata colpita pochi mesi fa, e la Francia era reduce dall'attacco di inizio anno al Charlie Hebdo. D'altronde l'humus culturale ed ideologico dal quale i terroristi islamici provengono e' estremamente diffuso nel mondo, e non e' assolutamente riconosciuto come fattore di rischio da parte dei nostri solerti governanti, nonche' da una parte molto importante della popolazione che preferisce vedere i pericoli che vengono da altre direzioni, dal razzismo, dal fanatismo nazionalista, dalla rinata volonta' di potenza della Russia, ecc... ecc... Pericoli che, intendiamoci bene, esistono e necessitano di risposte precise da parte della comunita'occidentale, ma che sono di un'ordine di grandezza, o forse due, se non addirittura tre, inferiore rispetto alla minaccia islamica. Ieri le notizie degli attentati islamici sul NYT online sono state sopravanzate e messe in subordine dalla grande notizia che finalmente in tutta l'America saranno possibili le nozze gay, evidentemente la gioia che si deve essere sparsa nel paese ha sopravanzato nettamente il dolore delle morti negli attentati. D'altronde non ci sono stati morti americani, e quindi... L'attentato in Tunisia, a Sousse, dove un terrorista ha aperto il fuoco sugli inermi frequentatori di una spiaggia potrebbe aver inaugurato una nuova moda, chissa', gia' mi vedo un bel barchino veloce raggiungere una spiaggia europea carica di terroristi islamici, in fin dei conti con tutto il via vai di barche e barchini tra Libia ed Italia, chi se ne accorgerebbe? Interessanti anche le modalita' dell'attentato in Francia, dove un povero datore di lavoro francese e' stato decapitato dal suo dipendente, che cosi' ha avuto mano libera nel dirigere l'automezzo della ditta contro i serbatoi di gas di un'azienda produttrice. Chissa' come saranno felici i datori di lavoro italiani che hanno alle dipendenze dei musulmani, cominceranno a dubitare di loro. Forse il governo potrebbe far stampare e distribuire un'agile guida per i datori di lavoro italiani in cui si spiega come distinguere tra un musulmano pacifico da un potenziale terrorista islamico. Non so, se beve alcool ad esempio e' difficile che sia un terrorista islamico. Come dite? Mohammed Atta, l'attentatore delle Torri Gemelle andava a donne e beveva alcool poche settimane prima di compiere gli attentati? Ok, come non detto. Ci sara' pure un altro modo. Speriamo che venga trovato presto. Nel frattempo l'ISIS apre un nuovo fronte di lotta in Kuwait, che fino ad ora era stato largamente risparmiato dalla violenza terrorista. Come dicevo, quando l'humus ideologico e' diffuso, dobbiamo aspettarci altrettanta diffusione della violenza. |
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DA LEGGERE
- The Cairo declaration on human rights in islam
- Dichiarazione universale dei diritti umani
- Discorso di Ratisbona di Benedetto XVI
- Per comprendere l'islam e il Medio Oriente
- AsiaNews - Fonte di informazione preziosa
- Blog di Daniel Pipes
- Asia Times - Spengler
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