
... che si balla solo sulla pista di Monza con la lonza e in concomitanza con la riunione di condominio nella mia stanza.
Scheda del post
Genere: comico
Voto: **°°°
Regia: Robb11. Protagonisti: Robb11 e gli abitanti della Kamchatka.
Commento: apprezzabile l'intraprendenza del regista, per una trama che non decolla.
"ancora non riesco a capire le persone che creano siti in cui mettono le loro foto giusto per parlare di sè..."
Parole di un mio intervento sulla rete di 5 anni fa.
Quindi, per coerenza, ecco un nuovo intervento nel blog! All'inizio, per la fortuna di tutta la comunità telematica e non, non mi interessava particolarmente, ma la lettura di alcuni non potevano che spingermi a dare vita ad un blog tutto mio dove dare sfogo alla mia creatività per poter sembrare normale nella vita di tutti i giorni.
Questa sera ho perso l'avvincente e sempre più indispensabile partita a Risiko a TDM. Cosa c'è di più bello di quattro amici che si azzannano con l'intento di conquistare il Kamchatka?
Il Kamchatka... siamo sinceri dai... prima che inventassero il Risiko nessuno sapeva dove fosse! Magari oggi qualcuno ha difficoltà a puntare il dito sulla cartina per indicare La Lettonia, ma, grazie al Risiko, tutti sanno dov'è il Kamchatka, persino gli abitanti del Kamchatka.
Kamchatkakov in persona, presidente della famosissima regione nord asiatica, in una famosa intervista rilasciata a Telechatka, si dichiarò riconoscente verso il disegnatore del Risiko mentre, con gli occhi gonfi di lacrime, tirava tre dadi rossi e chiedeva una carta obiettivo.
Bene, a dir la verità, anche altri giochi hanno conferito importanza a città di fatto meno importanti. Prendiamo il gioco del Monopoli. Forse in pochi sanno che il nome è nato come accezione di Monopòli piuttosto che di Monòpoli (infatti obiettivo del gioco è il monopolio della città), ma perchè rovinare una favola? Ho visto gente non chiedere indicazioni perché, arrivata in paese, era convinta che Viale dei Giardini fosse la parallela di Corso Raffaello, il famoso corso che, se giri a destra, con qualche probabilità e a meno di imprevisti, ti porta in Piazza Giulio Cesare.
Quanti ricordi d'infanzia, quante regole inventate per fregare la banca. Ma chi ha mai capito come funzionava l'ipoteca? Dopo aver passato l'esame di Analisi Matematica e quindi aver ricevuto l'illuminazione, capii il diabolico funzionamento dell'ipoteca. Lo scopo dell'ipoteca è prendere a schiaffi il giocatore che sta per uscire dal gioco, andando sui suoi territori e calpestandoli senza pagare il pedaggio, aggiungendo "Se vieni a casa però, brutto barbone, pagherai!".
Di quel gioco ricorderò a vita i segnaposti orribili. La fase più agguerrita del gioco era proprio la scelta dei segnaposti: in genere il più fortunato si beccava la bottiglia, poi c'era quello con la candela e poi arrivavano quelli con la pianta, il fungo...
Molti litigavano per avere i terreni di Parco della Vittoria e Viale dei Giardini, anche se poi per un legge mistica non ci andava nessuno se non il proprietario che gridava fiero: "casa mia". "E certo, con quello che la paghi voglio vedere se non la sfrutti", era la risposta. Divertente, già, se non fosse per il fatto che questo botta e risposta si ripeteva ad ogni giro e fino alla fine del gioco. Al contrario, nessuno coleva Vicolo Corto e Vicolo Stretto. Gli ideatori del gioco avrebbero potuto chiamarli Vicolo Peste e Vicolo Tubercolosi. Di fondo, quando mettevi case in Parco della Vittoria o Viale dei Giardini, gridavi a voce alta: "Metto case, anzi albergo!"; per Vicolo Corto e Vicolo Stretto, invece, aspettavi il momento in cui il monopolista di turno era intento a contare i soldi e a dire al banchiere "Mi cambieresti questi 30 pezzi da 10000 lire marroni in 5 pezzi rossi rossi da 50000 lire?" per dire con voce sommessa "Metto case in Vicolo Corto e Vicolo Stretto". Sì, mettevi case sperando che non ci capitasse nessuno, perché ad ogni passaggio erano sbeffeggiamenti.
Le battute più gettonate erano:
"Quanto ti devo? 200 lire? Dai, oggi faccio beneficenza"
"Ok, ma cambialo quel letto ho dormito proprio male stanotte"
"Ahahahah! Hai messo pure case! Ma chi te l'ha fatto fare!?!"
"Poveretto, mi dispiace!"
Bene, quelli erano i momenti in cui avrei preferito andare in prigione e senza passare dal via!