Creato da gers.c il 15/06/2007

Fatemi Scrivere

Trovo molto interessante la mia parte intollerante che mi rende rivoltante

 

Post N° 179

Post n°179 pubblicato il 30 Dicembre 2008 da gers.c

Anche quest’anno volge al termine. Onestamente non so cosa farne di questo blog. Tutte o quasi tutte le persone incontrate qui dentro sono sparite nel nulla…inghiottite dalla loro vita reale. Negli ultimi tempi è successa la stessa cosa anche a me. Mi sono fatta travolgere e sconvolgere dalla mia vita, dal mio lavoro,dai miei doveri,dalla vita che mi hanno imposto. Lascio questo 2008 con un po’ di nostalgia e con tanta speranza. Nostalgia perché so di aver perso tanto. Speranza perché so di aver posto le basi per costruire molto. Per ricostruire me. Potrei dire che questo 2008 è da dimenticare, che molte cose mi hanno segnata, che tante piccole cicatrici non rimargineranno mai…ma alla fine che importa?! Come ogni fine anno divento cupa e provo a fare un piccolo bilancio di quello che è stato. Quest’anno NO! Quest’anno proverò solo a vivere e così come lo lascio così voglio cominciarlo. Non voglio più pensare,analizzarmi,mettermi in discussione. Questa sono io ed è già tanto per me condividere con me stessa il mio vivere. Quest’anno ho capito tante cose….una su tutte che l’amicizia spesso non è vera amicizia. Quest’anno mi sono sentita spesso maledettamente sola. Quest’anno ho provato a pulire la mia vita e a guardare avanti….e forse ci sono riuscita. Iniziando da una risata in un bar di periferia e finendo molto probabilmente in un grande abbraccio. Il blog resta qui. Sempre più disabitato…sempre più inanimato. Il blog resta SOSPESO. Come me che guardo inerme la mia vita. Come me che non sorrido ma che vado comunque avanti. Come me che mi lascio amare e che amo. Come me che faccio finta di non vedere,di non capire, di dimenticare. Forse domani rinascerà in me la voglia di scrivere, di raccontarmi sebbene ci sia poco da raccontare. Verso sempre qualche lacrima quando rileggo i miei post. Alcuni probabilmente li ho capiti solo io ma in fondo erano solo per me. Ho bisogno di coraggio. Ho bisogno di crederci. Ho bisogno di non arrendermi. Lascio alle mie spalle questo anno ricco di soddisfazioni professionali ed economiche e di delusioni amare, di torti subiti, di raggiungimenti di consapevolezza dei miei sentimenti altissimi. Buon Anno a tutti. A chi non ha capito un cazzo di me. A che mi vorrebbe vedere morta. A chi mi sorride fuori odiandomi dentro. A chi non si preoccupa di tendere una mano. A chi fa finta…e a chi ci è veramente. Buon Anno ad una piccola bambina bellissima che mi è entrata nel cuore. A chi probabilmente brinderà solo a se stesso. E dato che ci sto…Buon Anno anche a chi mi farà male. La vostra invidia è la mia forza!

 
 
 

Post N° 178

Post n°178 pubblicato il 12 Novembre 2008 da gers.c

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E’ un periodo strano. Nulla si muove e tutto gira. La vita  mi ruota vorticosamente intorno e io resto ferma. Come quando da bambina i miei durante la festa patronale del mio paese mi compravano il gelato e mi portavano alle giostre. Io restavo puntualmente affascinata nel vedere queste attrazioni per me mastodontiche….tiravo su la testa e osservavo estasiata quel gioco di luci e colori mentre lasciavo inesorabilmente che il gelato si sciogliesse dal cono al polso finendo la sua corsa frenetica sul mio gomito. Io non mi accorgevo di nulla. Guardavo la gente che urlava e si dimenava e mi sembravano dei matti…in più mi sentivo piccola. E avevo paura. Ho sempre avuto paura delle altezze. Mia mamma mi chiedeva se avevo voglia di fare un giro e io piangevo perché mi vergognavo a dirle che avevo una fottuta paura che i seggiolini potessero volare via catapultandomi chissà dove. Ricordo il suo ricordarmi con apprensione la sicurezza con cui queste giostre vengono costruite e poi ci vanno tutti i bambini mi diceva…CI VANNO TUTTI I BAMBINI CARMEN! Ma io non ero, non sono mai stata come tutti i bambini. Lei non lo ha mai capito o forse ha sempre fatto finta. Io mi chiedo oggi…sono mai stata bambina?! Non ho moltissimi ricordi della mia infanzia. Qualcosa inerente il periodo dell’asilo, idem per la scuola elementare tranne lui….Antonio. Antonio è un ragazzo autistico del mio paese. Io l’ho adorato dalla prima volta in cui l’ho visto. Antonio come tutti gli autistici vive in un mondo tutto suo. Antonio è speciale. Ogni tanto lo incontro per strada. Mi fermo, lo abbraccio e lo saluto. Lui mi guarda e non mi risponde. Emette qualche sillaba incomprensibile e mi guarda. Come mi guarda Antonio non mi guarda nessuno. Sento che mi riconosce e che si ricorda di me. Ogni volta che lo incontro mi sembra che peggiori….ogni volta che mi guarda mi sento rinascere. Ha quel non so che negli occhi che mi sconvolge. Credo sia voglia di vivere! Mi fa sentire piccola e stupida. Antonio non cammina….si trascina. Ormai è diventato un piccolo grande uomo. Sempre con le mani sulle orecchie quasi come per non voler sentire. Inconsapevole, assente se non fosse per quegli occhi che brillano. Ogni nostro incontro seppur casuale mi lascia sempre qualcosa dentro. Non so perché ma Antonio mi trasmette gioia,fiducia,coraggio. Se lui ci riesce ad andare avanti perché io non posso?! Ricordo che a scuola veniva deriso,offeso,umiliato per le sue stranezze sia dai suoi compagni che dalla sua insegnante di sostegno. Una vecchia stronza che lo picchiava solo perché Antonio non mangiava il panino con il prosciutto. Lui mangiava prima il prosciutto e dopo il panino. E giù botte da orbi semplicemente perché il panino non si mangia così. Sempre con questi dogmi assurdi che vengono propinati da quelli che si fanno chiamare educatori. Qualche volta l’ho difeso,altre volte mi sono messa in mezzo e alla fine ho rischiato una sospensione perché dissi alla sua insegnante che non era degna di occupare quel posto…tu fai l’alunna e io l’insegnante,lasciami fare il mio mestiere mi disse!!! L’altro giorno è venuta nel mio ufficio per avere delle informazioni. L’avrei cacciata via ma non posso farlo purtroppo. Sono trascorsi circa un 12 13 anni e pur abitando nello stesso posto fortunatamente non ci siamo mai incontrate. Lei mi ha riconosciuto subito. Io ho fatto finta di niente e ho iniziato a spiegarle con voce assolutamente fredda e distaccata quello che mi aveva chiesto. A un certo punto è scoppiata. Il dialogo è stato più o meno questo.

F: ‘ Io mi ricordo di te!’

Io: E allora?!

F: ‘E allora sei stata l’alunna che mi ha fatto soffrire di più’

Io: ‘E’ una vecchia storia. Preferirei non parlarne’.

F: ‘Sai, dopo quell’esperienza con Antonio io sono andata in pensione anticipata. Non ne potevo più’.

Io: ‘Di cosa? Di picchiare i ragazzi disabili perché non sanno mangiare bene un panino oppure perché non ti sanno dire che devono fare la pipì’?’.

F: ‘Quello era il mio mestiere. Insegnare la disciplina. Quando a distanza di anni incontro i miei alunni io sono soddisfatta. Guardati. Sei una donna adesso. Sei cambiata. Sai parlare. Sai fare bene il tuo mestiere. Quasi non l’avrei detto che saresti arrivata qui’.

Io:’E invece…grazie a persone come te ho capito come non volevo essere nella vita e poi a un disabile non si può insegnare la disciplina. Tu non lo riuscivi ad amare Antonio semplicemente perché lui è diverso…diverso ma non per questo peggiore di noi.’

F: ‘Tu pensi che tutto si risolva con l’amore?! Sbagli. Sappi che nella vita non sempre servono le maniere dolci. A volte bisogna andare oltre e tenere la linea dura. Chi ti ha insegnato la disciplina? Si vede che sei una professionista’.

Io: ‘Ti ringrazio per la professionista ma io sono solo una ragazza normale. La disciplina me la sono imposta da sola quando ho capito che dovevo imparare a difendermi dalle persone come te e soprattutto ho dovuto imparare a non temerle’.

F:’ …….(silenzio assoluto)’.

F:’Comunque adesso che ti guardo mi rendo conto che al di la di questa apparenza tu sei e sarai sempre una che si ribella al sistema…eri sempre quella che mi doveva contrastare. Perché non hai manifestato contro il decreto Gelmini?!’.

Io:’Perché non vado più a scuola da un pezzo e perché fondamentalmente concordo con diversi punti del decreto. E poi che tu ci creda o meno io non faccio più parte di quelli che vogliono fare la rivoluzione a tutti i costi.’

F:’Già…tu la rivoluzione la porti dentro di te. Comunque sai che ti dico?! Io oggi ti stimo perché ti sei battuta per qualcosa in cui credevi quel giorno e perché sei una donna oggi.

Io: ‘Grazie e spero nessun rancore’.

F:’Ci mancherebbe. Comunque il contratto lo faccio con te. Ma Antonio lo vedi ancora?’

Io:’Ogni tanto…penso che mi riconosca.’

F:’A me no! Ma tanto non riconosce nessuno quello. Non capisce niente. Mettitelo in testa. Quando mi vede urla come un forsennato’.

Io: ‘Chissà come mai…comunque a proposito di disciplina. Vogliamo stipulare sto contratto’.

F:’Si certo.’

Io:’Adesso non siamo più l’alunna e l’insegnante. Adesso siamo solo Carmen ed F. Ed io come tu stessa mi hai rammentato quel giorno devo fare il mio mestiere’.

 
 
 

Post N° 177

Post n°177 pubblicato il 31 Ottobre 2008 da gers.c

Ho riletto tutto il blog. Dagli esordi. Avevo intenzione di chiuderlo....poi scorrendo a ritroso per i post dei mesi scorsi ho capito che sono troppo affezionata a questo mio buchetto personale. Questo blog racconta della mia vita dopo il mio allontanamento definitivo da T. in maniera assolutamente personale e intima. Ci ho messo molto del mio qui dentro. Diciamo che negli ultimi tempi non me ne é andata bene una. Sicuramente io mi sono impegnata per farle andare così....a merda. Sono state buttate secchiare intere di merda sulla mia persona e così io dovendo sempre difendermi da tutto e tutti sono diventata una persona che non riconosco più nemmeno io. Sono cinica! Se una persona mi vuole bene io non riesco a gioire per questo...io sono talmente fuori di testa che mi devo mettere a pensare a tutte le difficoltà pratiche e tecniche che mi impediscono di coltivare il rapporto con quella persona. Perché tutto questo?! Non so se ci credo ancora nell'amore. Io stessa lo riduco ai minimi termini. Io analizzo al microscopio tutto...ogni sfaccettatura e alla fine trovo sempre qualcosa che non va per autoconvincermi che tutto deve finire. Mi faccio coraggio, mi apro a qualcuno, metto il mio cuore nelle sue mani e come finisce?! Che tutta va a male. Mi sto abituando a questa nuova maschera che porto e non mi affanno più a cercare vincitori e vinti. Non si può stare vicino a me. Adesso io sono tutto e niente. Credo nei valori della famiglia, vorrei avere dei figli ma adesso se penso al mio futuro mi vedo nel mio monolocale a mangiare insalata e a scolarmi una bottiglia di vino guardando la tele in rigorosa solitudine. Magari farei entrare qualcuno sporadicamente ma la notte io dormo da sola. Come mi sento adesso?! Ferita. Delusa. Vuota. Io penso solo ad alzarmi la mattina e a venire al lavoro. Il lavoro é per me fondamentale. Io vivo di lavoro. A volte vorrei staccarmene per vivere come vivono tanti miei coetanei ma io non ci riesco. Io devo arrivare a fine mese ed ho bisogno dei soldi. Soldi per vivere dignitosamente. Non concepisco come si possa vivere di nulla. Possono spiegarmelo in tutte le lingue del mondo ed io non lo capirò mai. Ho sempre lavorato. Andavo a scuola la mattina e il pomeriggio lavoraravo. Certe volte non riuscivo a studiare e lo facevo la mattina presto nel treno che mi portava a scuola. Studiavo velocemente ma avidamente. Coglievo i concetti più importanti e li facevo miei perché non volevo fare figure di merda con i prof. Alla fine ero anche bravina. La mia prof. di Italiano mi amava alla follia. Io penso che lei sia stata una delle pochissime persone che capiva il mio tormento. La ricordo con le lacrime agli occhi quando mi vedeva sonnechiare sul banco con le occhiaie e mi suggeriva di nascosto di andare in bagnoa  fumarmi una sigaretta....poggiandomi una mano sulla spalla. Quella mano sulla spalla!!! Quanto amavo quella mano sulla spalla. Quanto mi manca quella mano sulla spalla. Poche parole. Solo quella mano sulla spalla e mi caricava di coraggio e di fiducia per il domani. Adesso quella mano sulla spalla non la ho più....non la vedo più. E la vorrei. Disperatamente. E' andata così....alla fine tante persone hanno avuto una vita molto più difficile della mia. Non mi lamento. Mi rammarico soltanto. Adesso vago alla ricerca di quella mano sulla spalla. La cerco e non la trovo. Tutti chiedono. Tutti vogliono. Tutti pretendono. E io forse non ho più nulla da dare...

Luvi de André - Oggi Domani

Ho evitato i silenzi
per non lasciarli parlare
ho cercato una casa
per poterci tornare
ho camminato per strada
per poterti incontrare
e ho capito che i sogni
possono aspettare

Oggi domani o forse mai
oggi domani o forse mai
quello che ora sono
é nell’amore che ho per te

Oggi domani o forse mai
oggi domani o forse mai
quello che ora sono
é nell’amore che ho per te

Ho consumato i silenzi
per la paura di parlare
in questa luce che trema
risplende un tempo feroce
sulla mia terra vestita alla moda
l’arroganza ci corteggia
in questa notte di fantasmi
rimane fiato per dirsi che

Oggi domani o forse mai
oggi domani o forse mai
quello che ora sono
é nell’amore che ho per te

Oggi domani o forse mai
oggi domani o forse mai
quello che ora sono
é nell’amore che ho per te

Sono un uomo che si nasconde
io sono un uomo che si nasconde
io sono un uomo che si nasconde
io sono un uomo sono un uomo

Oggi domani o forse mai
oggi domani o forse mai
quello che ora sono
é nell’amore che ho per te

Sono un uomo che si nasconde
io sono un uomo che si nasconde
io sono un uomo che si nasconde
io sono un uomo sono un uomo

Sono un uomo che si nasconde
come un uomo che si nasconde
io più di un uomo che si nasconde
sono un uomo sono un uomo

Oggi domani o forse mai
oggi domani o forse mai
quello che ora sono
é nell’amore che ho per te

Oggi domani o forse mai
oggi domani o forse mai
quello che ora sono
é nell’amore che ho per te

 
 
 

Post N° 176

Post n°176 pubblicato il 24 Ottobre 2008 da gers.c

Ci sono canzoni che ti restano nel cuore. Canzoni che ascolti quotidianamente per un certo periodo della vita. Canzoni che spesso ti ricordano qualcuno. Canzoni che non puoi fare a meno di emozionarti quando le ascolti. Questa mattina venendo al lavoro ho beccato casualmente una canzone che non ascoltavo molto tempo...e finalmente dopo giorni di agonia del cuore e di assenza di qualsiasi emozione forte ho sentito le lacrime venire giù. Ed é stato bello sentirmi nuovamente viva. Questa canzone mi ricorda una persona....una specie di amore iniziato e mai vissuto. Mi ricorda risate, bevute di birra su un muretto, discorsi sulla vita, sull'amore, sul futuro, dormite in macchina in mezzo alla strada,viaggi in auto nel cuore della notte,timidi baci e sopratutto mi ricorda esistono ancora delle persone autentiche. Io ho sempre cercato persone così. Le ho trovate un paio di volte ma non sono mai riuscita a confrontarmi totalmente con loro. Spesso non riuscivo a comprendere i limiti altrui. Oggi le cose sono cambiate. Le esperienze ti cambiano e ti fanno percepire certe sfumature. Più che vedere ho imparato a sentire. Spesso sbaglio anche ma almeno mi sono tolta le bende dagli occhi. In questo periodo sono tormentata dagli incubi. Dormo e sogno cose assurde. Sangue,morte,dolore. Sogno di morire e dopo vedo la mia anima volare sopra il mondo. Sogno di cercare la gente che amo e di osservarla lavorare,mangiare. Guardo i miei affetti da lontano e dopo inizio a urlare per farmi sentire...urlo come una forsennata ma loro non mi ascoltano. Loro continuano la loro opera pia su questa terra e non mi sentono. Non vedono la mia anima che urla....Ovviamente la canzone del giorno é la canzone di stamattina. Dedicata senza ombra di dubbio a una persona che si é portata via un pezzo di me...senza alcun rancore da parte mia. Una persona 'speciale' che mi ha inconsciamente insegnato a stare al mondo.

Bono & Alicia Keys....Don't give up

 
 
 

Post N° 175

Post n°175 pubblicato il 14 Ottobre 2008 da gers.c

Periodo di cambiamenti. Periodo di evoluzioni. Tutti quelli che ho intorno mi raccontano di grosse novità. Qualcuno l'ho trovato perfino cambiato in meglio. Sarà che l'estate é davvero finita. In effetti anch'io ho dato una svolta alla mia vita. Ma quando l'ho fatto non mi sono preoccupata di avere qualcos'altro con cui 'consolarmi'. L'ho fatto perché non potevo fare altrimenti. Troncare un rapporto che non mi convinceva del tutto non é stato facile. In più devo sentirmi accusata,giudicata...quasi insultata. Butto giù e non reagisco. E' rabbia. Non sono più quella di una volta. Non combatto più. Cerco di ragionare anche con la testa e lascio i sentimenti a casa chiusi nell'armadio. Non mi sforzo di far capire il mio pensiero perché tanto non verrà mai inteso totalmente. Ognuno ha la propria testa. Ma certe cose fanno male. Si dice che quando una persona é arrabbiata dice la verità....ed é così. Ma io penso che occorra il buon senso...non si può e non si deve ridurre una storia al nulla. Non é possibile rinfacciare pochi euro. Un sentimento al costo di pochi euro?! E' da miserabili. Io non lo accetto. Io non perdonerò. Io non sputerò in faccia al diretto interessato il mio rancore...piuttosto porgerò l'altra guancia. Fuck you!!!

...Se non uccide fortifica...

 
 
 
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