
Scheda del post
Genere: comico
Voto: ***°°
Regia: Robb11. Attori principali: Robb11, Rocco Siffredi, Bossi, Hansel e Gretel.
Commento: Robb11 è in preda al delirio totale. Si trova a metà strada tra il vivere senza rimorsi né rimpianti e un ospedale psichiatrico. Decide quindi di aspettare di essere investito. Tutto questo dà il via ad una esilarante gag con Rocco Siffredi (nei panni di Bossi) e Bossi (nei panni di Rocco Siffredi).
Introduzione al post. Prima di leggere questo post, informo le donne che la lingua utilizzata per la stesura di queste righe può risultare ad alcune di loro di difficile comprensione in quanto è stato utilizzato il vocabolario degli uomini. Sono state utilizzate infatti parole e pensieri dell’universo maschile senza tradurle in quello che le donne sono abituate a sentirsi dire dagli uomini.
Domenica mattina. Una domenica mattina come tante. Una domenica mattina che comincia come tutte le domeniche mattine. Sono le 8,15. Accanto a te c’è la tua lei. Ti giri, la guardi mentre russa come una locomotiva dei primi anni della Rivoluzione Industriale cercando di divincolarti da quell’abbraccio che vi ha cinti romanticamente la sera prima. Ma al mattino è diverso. Quell’abbraccio che la sera prima voleva dire “Ti voglio bene”, al mattino diventa una morsa, quasi a dire “Dove scappi? Mi hai voluta e ora cerca di capire che, quando la sera in pizzeria dico che i peperoni sono pesanti sulla pizza, sono davvero pesanti”.
Ti rendi conto che è difficile muoversi. E allora cerchi un passatempo aspettando che si svegli: cominci a osservare le sue palpebre chiuse, guardarle i capelli, contarle i foruncoli… Ti accorgi di quanto sia diversa lei al mattino. Ma non puoi dirglielo, né pensarlo. Le donne sanno sempre cosa stai pensando. Ovviamente solo se stai pensando qualcosa che a loro non piace. Hanno questo sesto senso a metà: un sesto senso mezzo. Tu credi che le donne dormano, ma quando dormono loro sono in stand-by, attivano il loro sesto senso mezzo, il loro allarme, la loro arma di difesa. Con gli occhi chiusi loro percepiscono quando le fissi e schiudono le labbra quel tanto che basta per dirti “Deficiente, la vuoi smettere di fissarmi e di pensare che dovrei fare qualcosa per quei due rotoli di grasso?”
A questo punto quindi cerchi di distogliere l’attenzione da lei e la sposti sul tuo pisello che è in erezione mattutina. I due emisferi del tuo cervello cominciano quindi a disquisire sull’argomento. Quello destro, quello creativo, comincia a sparare boiate del tipo: “Ma come ce l’ho duro”, “Volesse il resto dell’umanità averlo come il mio”, “Rocco Siffredi? Chi è?” e così via. L’emisfero sinistro, quello della razionalità, allora, dopo aver ascoltato per mezzora l’emisfero destro che blatera come il miglior Bossi dei tempi che furono, si decide a rispondergli “Bello, vuoi andare in bagno che il tuo uccello ti sta disperatamente informando che deve urinare?”.
Ma non puoi, non puoi andare in bagno. Sei avvinghiato in quella morsa brutale del suo abbraccio. E allora cerchi lentamente, un po’ alla volta, di spostarle un braccio. Lo sposti, lei non fa una piega. Ora è il turno della gamba. Quella gamba che sta bloccando le tue e la circolazione sanguigna. Cerchi di sfilare la tua gamba dalle sue e proprio quando stai per cantare vittoria, lei ti riabbraccia. “Ritenta, sarai più fortunato”. Ci riproverai tante volte finché non avrai fortuna e poi sarai solo tu e la tua corsa verso il bagno e senza aiuti da casa o dal pubblico.
Dopo aver donato al cesso la tua rielaborazione corporea di liquidi (visto quanti modi diversi ci sono di dire 'urina'?), non sai cosa fare. Sbirci nella stanza e vedi che lei dorme ancora. Così decidi di farle una sorpresa: ti vesti frettolosamente, scendi a comprare dei cornetti, passi dal fioraio, compri una rosa, torni su, ti inventi una poesia, la scrivi su un biglietto, le prepari la colazione e gliela porti a letto. Lei, che si era accorta di tutto, fa finta di non essersi svegliata e quando le porti la colazione a letto ti fa “Che pensiero carino, sei dolcissimo” e accompagna questo pensiero con un candido bacio sulle tue labbra. Ora tu sai che sarai dispensato dal fare un’azione del genere per i prossimi cinquant’anni e credi che questa giornata sia cominciata nel migliore dei modi, ma ti sbagli. Il pericolo è dietro l’angolo.
Lei decide di andare in bagno… e tu ti rendi conto di essere spacciato perché proprio dal bagno senti arrivare un grido stridulo. È lei che ti urla:
“TesoroooooooooMaQuanteVolteTiHoDetto CheDeviAbbassareLaTavolettaDelWaterQuandoFinisci?”.
Ora dobbiamo chiarire un concetto. Qui altro che parità dei diritti. Qua le donne ci stanno schiacciando. Perché bisogna abbassare la tavoletta del bagno quando finisci di urinare? Non ha senso. Il gabinetto l’hanno fatto senza tavoletta. Ti fa schifo sederti sul gabinetto? Abbassi la tavoletta e ti siedi. Quando finisci la tiri su. E' semplice! E invece no. Questo mondo va al contrario. Le donne non devono mai toccare la tavoletta. Per quale arcano motivo? Sei tu uomo (pirla) che hai deciso di pisciare in piedi e quindi sei tu a doverla alzare e riabbassare. Adesso basta! Propongo una rivoluzione! Propongo a tutti gli uomini di non abbassare la tavoletta finché non arriverà quella donna che ci spiegherà perché dovremmo farlo. Oh! E quindi io per primo mi alzo e le intimo: “Sì, amore. Scusa la riabbasso subito”. Così si corre verso il bagno per abbassarle la tavoletta del gabinetto. Ora lei può starsene comoda comoda a leggere in bagno dell’ultima storia della principessa di Monaco con il giardiniere di Jerry Scotti. Hai giusto il tempo di scappare perché prima o poi si accorgerà che hai terminato il rotolo della carta igienica e non l’hai sostituito.
Anche qui le donne si ostinano a volere che noi uomini sostituiamo il rotolo della carta igienica. Basta! Non si può! Trovatemi una donna che ci è riuscita! È come obbligare un elefante a ballare la Macarena con un topo! Non è nel nostro DNA. Al posto del gene “sostituire il rotolo della carta igienica” noi abbiamo il gene “sostituire l’arbre magique”. La cambiassero loro e basta. Tutti gli uomini sono frustrati da questa cosa. Sul serio! Aspettano solo il giorno in cui loro, sfinite, dopo aver urlato mille volte, si rassegnano e lo sostituiscono da sole. Ovviamente ci sono quelle che lo capiscono prima e quelle che lo capiscono dopo! Dipende dalla loro intelligenza, che non è scarsa come molti uomini pensano. Le donne sono molto intelligenti. Il problema di alcune di loro è che, come Hansel & Gretel, per non perdersi negli ipermercati, ne lasciano un po’ in ogni camerino in cui provano un abito.
Eppure c'è una cosa per la quale una donna potrebbe fare a meno dell'uomo, ma non riesce: lo shopping. Sembra strano, ma è proprio così.
Quando ad un uomo serve un qualsiasi capo d’abbigliamento, se è saggio, va ad acquistarlo con lei perché a lui non importa se gli sta bene o male, se il giallo gli dona o no. Gli importa di non sentire lei gridare “Levati quella schifezza di dosso!” oppure “Ma quel maglione quando lo butti?”.
La donna invece quando fa shopping gioca con l’uomo come un micio con il topo in fin di vita. Li vedi, gli uomini, goffi, pieni di vestiti, mentre la loro lei è in camerino che prova l’ennesimo abito che ovviamente la fa sembrare grossa. Ma, diamine, lei è grossa! Non può entrare in una maglietta aderente taglia XXS. Non può, che la prova a fare?
E ancora. Gli uomini hanno una gamma cromatica ridotta: l'uomo conosce solo sei colori: blu, verde, rosso, giallo, bianco, nero; l'uomo può ricondurre il colore di qualsiasi oggetto a questi sei. Di conseguenza la donna dovrebbe capire che è inutile chiedere se addosso le sta meglio il colore avana o il color panna, il blu lapislazzolo o il blu elettrico. Per l'uomo si tratterà sempre di bianco e di blu!
Sono io a gridare: "Voglio la parità dei diritti!"(anche da parte del mio pigiama che diritto non lo è mai).