Creato da romolor il 20/07/2005
gossip e altro
 
 

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Dicembre 2014 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31        
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 34
 

Ultime visite al Blog

lucabelligerantevalerianotrasporticarlomarianoedoa91164lpietricolaamorino11pboscherinicampidoglio.palatinojonatandgl9oscarlantim12ps12xzsaxzsaelidebermignani.antoniomaremonty
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

Messaggi del 28/12/2014

L'Isis Minaccia le Guardie della Regina: ELISABETTA DIFENDERA' A CARO PREZZO LA SUA TESTA!

Post n°6740 pubblicato il 28 Dicembre 2014 da romolor
 
Foto di romolor

Paura a Buckingham Palace: l'Isis ha minacciato un attacco alle guardie della Regina.
E' terrore anche a Clarence House, residenza del Principe Carlo.
Le guardie, popolari in tutto il mondo per le loro divise rosse e l'enorme cappello-colbacco nero, sono note anche per la cerimonia del Cambio della Guardia, fotografatissima dai turisti.
Le minacce alle guardie sono un "ricatto" al mondo occidentale, ma in special modo alla civilissima Gran Bretagna,
La monarchia affronta un momento molto difficile, con simili rivendicazioni extraeuropee di agguati e destabilizzazioni.
Nel mirino è in realtà la Regina: sua Maestà, Elisabetta II, è vista come modello anacronistico di restaurazione e tirannia, probabilmente non soltanto dall'Isis, ma anche da oppositori interni alla Gran Bretagna.
I fermenti terroristici che hanno determinato attentati negli ultimi 30 anni (una bomba fu fatta esplodere nel centro di Belfast appena un anno fa ) sono stati soffocati con l' applicazione di severe leggi e repressioni.
Ma adesso Isis fa molta più paura dell'autocnona Ira . E gli attacchi esterni, per giunta imprevedibili e temibili, rischiano di far vacillare le consolidate sicurezze dei Reali.
Ora ciò che conta è restare uniti: è possibile che queste minacce rinsaldino, come è prevedibile, l'antico legame tra sudditi e Monarchia, nell'intenzione di far fronte comune a un Nemico Esterno, da debellare assolutamente . La Madre Patria non ha mai tollerato ingerenze nei suoi fatti privati all'interno dell'Europa stessa, figuriamoci i proclami di islamici che non seguono nessuna regola, applicando in casi estremi quella del "taglione" (taglio di teste di sfortunati occidentali rapiti).
ROMOLO RICAPITO

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

AMBO: RECENSIONE DI ROMOLO RICAPITO

Post n°6739 pubblicato il 28 Dicembre 2014 da romolor
 
Foto di romolor

di Romolo Ricapito
BARI, 13 DIC. - Tra i film italiani usciti prima di quelli dell'infornata natalizia, "Ambo" di Pierluigi Di Lallo sta ottenendo un buon successo, veleggiando verso la decima posizione negli incassi. Si tratta di una commedia ambientata in un piccolo comune abruzzese, Atessa, dove Giulio (Adriano Giannini ) fa il veterinario. La sezione iniziale è significativa del mondo rurale la cui mentalità sopravvive nonostante gli agi della modernità. Un contadino come compenso della guarigione del suo gallo (animale-simbolo della campagna e necessario dunque a regolare l'ordine delle cose, come la sveglia al mattino, l'ordine nel pollaio e quant'altro) offre a Giulio centinaia di uova, che il dottore accetta, nonostante tutto.

Il professionista ha un figlio di circa otto-nove anni e una moglie interpretata da Serena Autieri (Veronica) che fa l'assaggiatrice di vini. L'Autieri è un tipo di donna esigente sessualmente e che vuole essere continuamente al centro dell'attenzione: il coniuge è costretto a portarle la colazione a letto. Ma la vera costrizione è consumare anche tre rapporti sessuali al giorno, il che costringe Giulio a un tour de force estenuante tra lavoro e alcova. La storiella ristagna a metà tra prodotto televisivo e una soap opera argentina, almeno nel primo tempo. Serena Autieri è visibilmente fuori parte, tra dizione pessima (''ndo stanno i documenti'"chiede a Giannini mentre si trovano dal notaio, che è interpretato da Armando De Razza ) e in più un personaggio non simpaticissimo, tranne quando diventa una chioccia protettiva nei confronti di Marzio, il figlioletto, che a un certo punto è trascurato dal padre. A non funzionare cinamatograficamente è la coppia Giannini-Autieri , in realtà; mentre lui, Adriano, supera l'esame a pieni voti (è attore da valorizzare assolutamente , mentre adesso non gode del successo che meriterebbe) lei è fredda come un ghiacciolo.

Il film si avvale di interessanti comprimari, come il romano Maurizio Mattioli nel ruolo del barbiere del paese. Mattioli, impersonando Lallo, è un personaggio quasi neorealistico, cioè un nonno saggio che diventa una sorta di maestro di vita per il nipote, affidatogli dai genitori che lavorano all'estero ( in Germania) ma anche per Marzio, che assorbe le tensioni dei genitori, determinate da una scoperta sterilità dell'uomo ( causata da epididimite). Da tutto ciò partiranno una serie di equivoci che chi andrà a vedere il film capirà integralmente . A un certo punto di stanchezza del copione, subentra in scena il presentatore Enrico Papi nel ruolo del parroco del paese. Questa partecipazione desta sorpresa ed è un riuscito colpo di scena , mentre Papi se la cava abbastanza bene. Ma c'è anche Riccardo Graziosi nel ruolo di Cesareo, che si rivela una buona spalla per Giannini: nascono altre situazioni che, sia pure non molto sviluppate, aiutano la commedia a non precipitare nel vuoto e a salvarsi da una deriva che sarebbe stata inevitabile.

Anche il piccolo Marzio Romano Falcione rende molto bene. Non funziona invece l'invadente colonna sonora delle canzoni di Noemi. Passi un brano, che serve a sottolineare una svolta nella trama: ma tre sono davvero troppi, compreso quello di chiusura. La voce sguaiata dell'interprete rivelatasi con X Factor è una nota a sfavore. Curioso è anche il finale, nel quale con dei rapidi quadretti viene rivelato cosa succede in realtà ,ma è anche strana anche la divisione in "attori principali" e "attori secondari", tra questi ultimi l'incerto Rudy Smaila, figlio di Umberto. Tirando le somme, Ambo merita la sufficienza, mentre Adriano Giannini è la cosa migliore del film. Buon sangue non mente, per fortuna. La regia naviga tra luci e ombre, ma la direzione degli attori è corretta , mentre la sceneggiatura è superiore ai prodotti italiani attualmente in voga.

-ROMOLO RICAPITO

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2024Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963